di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Riccardo Rasi / 2 May 2007
Gerald Green, “scivolone” del draft 2005, si era presentato a questa stagione con numerosi interrogativi, che provenivano da alcuni dubbi che da sempre si portava dietro. Questi dubbi riguardavano specialmente la sua capacità e applicazione difensiva, la comprensione di un gioco molto più di squadra rispetto a quello che poteva permettersi all’high school e infine la conferma che le sue spaventose capacità offensive ed atletiche fossero tali anche tra i pro. L’anno scorso fu un vero e proprio anno di adattamento e transizione sia per il ragazzo, che per lo staff nel valutare le sue effettive abilità: un discreto inizio in Summer League, una buona pre-season, poi un inizio difficile di stagione regolare(anche a causa del bassissimo minutaggio), circa 20 giorni passati a effettuare “schede di tiro” in Nbdl e poi un finale di stagione, con un minutaggio poco più alto, dove ha alternato sprazzi di talento puro a grosse ingenuità, risultato: confermate le sue ottime potenzialità atletiche e offensive, ma confermati anche i dubbi sull’aspetto tattico e difensivo.

Durante l’estate però il ragazzo ha dimostrato di avere intenzioni serie ed ha lavorato molto. Gli allenamenti hanno cercato di migliorare il tiro (dove la buona tecnica non bastava a dargli continuità ai ritmi Nba), ovviamente la difesa ed infine il lavoro si è svolto soprattutto in palestra, dove Gerald è passato da circa 192lb a 206lb (ovvero è passato da circa 87kg a 93kg).
I primi risultati si sono visti (per quel che possa valere) in Summer League dove il ragazzo è riuscito a metter su diverse prestazioni in doppia cifra, aggiungendoci un po’ di rimbalzi e “sprazzi” di difesa. E’ continuata sulla falsa riga dei tornei estivi la pre-season: buone giocate offensive, impegno in difesa, spesso però reso vano dall’ingenuità, che lo portava ancora a commettere molti falli.
Inizia così la stagione regolare. Doc Rivers, nel mese di novembre, però non lo considera a pieno dentro la rotazione e il suo talento acerbo, nei soli 10 minuti a partita concessi, non riesce a venire del tutto fuori; mostra comunque i frutti del suo lavoro estivo sul tiro, infatti dopo 13 partite la sua percentuale da 3 parla chiaro: 54% a fronte di 22 tentativi.
Poi nei mesi di dicembre e gennaio “Double-G” si avvantaggia (“per fortuna” per lui, ”per disperazione” per noi tifosi) dei molti infortuni all’interno del roster e trova quasi 30 minuti di media a partita, 16 partite da titolare e tirando con il 43% dal campo riesce a metter su in questi due mesi la doppia cifra di media punti a partita: 11,1.
Nel mese di febbraio tornano alcuni titolari e il suo minutaggio si abbassa di nuovo (_da sottolineare però che tiene costanti le cifre, tirando con un ottimo 54% dal campo e addirittura con il 53% dall’arco_); inoltre Gerald il 17 del mese, davanti ad un palazzetto stracolmo e a milioni di spettatori televisivi, si “toglie lo sfizio” di farsi incoronare miglior schiacciatore Nba, durante lo Slam Dunk Contest dell’All Star Game 2007 battento il campione in carica Nate Robinson e gli altri due partecipanti Tyrus Thomas e Dwight Howard e onorando il “vecchio” celtico Dee Brown replicando la sua schiacciata.
Dopo questa piccola soddisfazione Gerald “approfitta” di nuovo dei tanti infortuni in casa biancoverde nel mese di marzo e trova quasi 25 minuti di media e soprattutto tante più responsabilità in attacco, conclude il mese con 10,6 ppg (ma una percentuale decisamente più bassa, 38%) e quasi 3 rimbalzi di media.
Infine, il finale di stagione, con la squadra che ha ormai lasciato ogni speranza e “punta” al draft, il ragazzo ha avuto il via libera a guidare l’attacco Celtics e così, senza troppa paura, e con 35 minuti a disposizione per ogni match, tira con il 40% del campo, porta la sue sua media di punti a partita a quota 16,7, segna più di 20 punti in ben 5 partite e fissa il suo carter high a quota 33 contro gli Hawks.
Restando sempre in tema di cifre, per quando riguarda i dati complessivi stagionali, raccontano: 22,0 mpg (+10,3 rispetto all’anno precedente, quasi il doppio), 10,6 ppg (+5,3, ovvero il doppio). Le percentuali sono del 42% da 2 (peggiorato del 6% rispetto alla stagione 2005/2006, ma con circa una quantità di conclusioni a partita 6 volte superiore) e del 37% da 3 (circa 7% meglio dell’anno precedente, nonostante i tentativi siano stati per quantità quasi 12 volte superiori).

Il giudizio sull’annata è comunque difficile da dare (soprattutto a fronte della particolarissima stagione della squadra del New England). Il ragazzo ha dimostrato (soprattutto nel finale di stagione) di poter già mettere a referto 15-18 punti a partita senza troppo problemi (e comunque anche di “scollinare” oltre i 20, tirando poco di più); di aver imparato a giocare un po’ più di squadra (casella assist raddoppiata, anche se si partiva davvero dal basso!) e di provare, quantomeno con la testa,che non è comunque poco, a difendere meglio. Ha ovviamente confermato di avere doti (specialmente a livello di talento) superiori a moltissimi suoi colleghi e le cifre rispetto a nomi dell’importanza di McGrady (spesso scomodato per caratteristiche di gioco simili) e Kobe Bryant, quando si confrontano i primi anni subito dopo il liceo, sono simili, se non addirittura superiori. Dovrà però certamente continuare a lavorare e cercare di portare il suo gioco a livello superiore: in attacco è passato dal “tiro da 3 o schiacciata” al “tiro da 3, arresto e tiro e schiacciata”, che non è poco, ma deve imparare a “leggere” meglio le difese e comunque ampliare ancora il suo repertorio offensivo (scarichi sugli esterni? gioco spalle a canestro? pick ‘n’ roll?); in difesa ovviamente deve migliorare tantissimo e se è passato da zero ad iniziare uno scivolamento, dovrà imparare anche a finirlo.
Certamente l’età e il tempo sono dalla sua; infatti già da quest’anno questo salto di qualità in attacco e in generale di tenuta del campo forse non tutti se lo aspettavano (certo la pressione era poca). L’anno prossimo probabilmente sarà l’anno in cui i giudizi potranno incominciare ad essere più reali e a riferirsi a dati di fatto “inattaccabili”, con la speranza che ovviamente Doc Rivers (se sarà lui…) gli dia un posto in rotazione più importante e almeno 20-22 minuti a partita, perché a parer mio, se li è meritati.
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Come per i tanti altri liceali molto dipende dal coach che trovano. Gerald non ha avuto chi potesse valorizzarlo sul serio, ma ha potuto lo stesso far emergere le sue qualità. Quando si dimostrerà davvero un grande: speriamo presto e speriamo a Boston, (per non aggiungere rimpianto a rimpianti) ma tutto è nelle mani e nella testa di chi guiderà la squadra nei prossimi mesi.
Grande prospetto: occorre lavorare perchè il ragazzo ancora non è esploso. Ci vedo una via di mezzo tra Dominique Wilkins e Ray Allen.
Vorrei capire se nelle teste dello staff tecnico e dirigenziale a Boston e nelle teste dei tifosi, Gerald Green due anni fa dopo il draft era un giocatore quasi pronto per l’NBA oppure un progetto da sviluppare in un periodo tra i due e i quattro anni.
Nella prima ipotesi non è andata bene, nella seconda, che ritengo l’unica realistica, siamo ancora nella fase dello sviluppo.
Le critiche che ho letto sopra, di conseguenza, le interpreto rispetto a un giocatore pronto per giocare, perchè, altrimenti, non avrebbero senso.
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Gerald è un ragazzino. Come persona e come giocatore, lo abbiamo letto più volte: con un bel potenziale, che è in sviluppo.
Non sappiamo di quanto IQ cestistico sia dotato, pare che abbia voglia di lavorare ed è già qualcosa, ma se è andato in NBDL nel 2006, significa che non era per nulla pronto e quest’anno abbiamo verificato che per qualcosa può essere utile, per altro è quasi un danno.
Serve pazienza, i progressi ci sono stati, si è levato lo sfizio della gara delle schiacciate e non ci penserà più, credo che si dovrà guadagnare i minuti in futuro e l’esperienza di Jefferson deve dimostrarci che se le qualità ci sono e si lavora in palestra, prima o poi i risultati arrivano.
Non sarei troppo sicuro che Green possa avere 22 minuti l’anno prossimo. Anzi, a dirla tutta non son nemmeno sicuro che rimarrà in maglia Celtics: Pierce, Jefferson e Rondo non si toccano, ed allora quali sono gli “asset” più succosi in caso di trade? Geraldino in primis, assieme ai contratti di Ratliff e Szczerbiak. Ed anche ammesso che Boston non scambi nulla ma incameri solo le due scelte, con i rientri di Allen e Szczerbiak e con il possibile arrivo di un “3” al draft (non credo prenderemo due centri) le cose si complicherebbero per il gioiellino texano. Perchè se è vero che ha mostrato indiscutibili lampi di classe come realizzatore, è altrettanto sacrosanto che sul piatto della bilancia ha messo poco altro sia in termini di difesa, che di rimbalzi ed assist. Ma è ancora giovane per dare giudizi definitivi…
Mezzo giocatore.
Mi spiego: talento offensivo di ottimo livello, inesistente in difesa.
Deve migliorare in tutto, anche fisicamente (qualche kg in più non gli farebbero male)
Sinceramente sono un pò deluso da Green. Sono, e resto, un suo grandissimo fan, ma mi smebra che abbia limiti di approccio alle partite; dipende troppo dalle sue percentuali, se non segna smette di giocare. Questi sono i suoi limiti, letture, difesa e comprensione (court awereness) verranno di conseguenza; ma è nell’approccio che deve migliorare e non l’ho visto migliorare.
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Ciononostante io il mio fatidico euro su di lui lo scommetterei sempre, non lo cederei per nulla al mondo e lo aspetterei ancora. Però va detto che, anche considerando l’età e ben sapendo che non può essere un giocatore fatto e finito, io mi aspettavo qualcosa in più...
Io credo che con Green ci voglia pazienza e anche tanta, il potenziale c’è, ma allo stesso tempo il ragazzo è molto indietro nella concezione del gioco, per ora ha dimostrato di poter reggere appena il palcoscenico in una realtà perdete come quella della passata stagione, da qui a pretendere minutaggi importanti in un realtà in cui ogni sera la W va ottenuta ad ogni costo (quindi lasciare in panca anche i meno pronti) la vedo lunga.
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Peraltro sono pienamente d’accordo con Legend che tra i giovani è forse l’unico spendibile tra quelli con più upside e soprattutto se dovesse arrivare dal draft con la scelta da top5 un esterno, già lo vedo legato a doppio nodo al contrattone di Theo per cercare di portare a Boston un lungo di una certa sostanza.
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Se rimarrà credo dovrà sudarsi ogni minuto sul serio e ad oggi fare pronostici su quanto spazio possa trovare è un’impresa ardua, perchè credo che dal prossimo anno tanti ragionamenti in ottica lungo termine saranno messi da parte in vista del presente, e giocherà semplicmente chi in quel momento è più pronto alla causa. Mi ha infastidito molto quel suo approccio da bambino, dove l’unica cosa importante è il tiro come se il resto non contasse molto. E’ da questo punto di vista che si attendono progressi importanti, sul fatte che prima o poi ne farà 20 di media pochi dubbi, ma la storia dell’NBA è piena di ventellisti di media che non portavano nessun apporto alla causa, e con Green questa è la prima cosa da evitare.
Di talenti sprecati se ne sono visti a bizzeffe nell’Nba. E’ soprattutto nella sua testa la chiave di volta. Se saprà sposare la cultura del lavoro come Big Al prima o poi esploderà, se, invece continuerà a credere che segnare un ventello ogni tanto significhi essere già un grande giocatore allora sarà destinato al fallimento. Il suo punto di riferimento dev’essere Duoble P perchè di Lui è l’erede designato: cominci poco a poco ad avvicinarlo in tutto. Io credo che molto difficilmente verrà scambiato perchè ha talento, perchè è, in prospettiva, l’ideale sostituto del capitano e perchè cedendolo si rischia di prendere una topica clamorosa nel caso riesca a sviluppare le sue potenzialità da qualche altra parte.
Avrà, quindi, molte più chances degli altri per poter dimostrare il proprio valore nel corso dei prossimi 2 anni.
E’ chiaro, comunque, che se si lotterà per un posto ai play-off Doc non guarderà in faccia a nessuno, e se non sarà all’altezza scalderà anche Lui la panca per molti minuti.
Quello del suo peso è un falso problema. Se è scarso difensivamente non dipende dai suoi muscoli ( che funzionano anche troppo bene ) ma dalla sua testa.
Per prima cosa deve capire che difendere bene è l’altra metà dell’essere un buon giocatore ( si perchè credo non l’abbia ancora imparato ), una volta che questo precetto diventerà anche il suo comandamento deve acquisire altri ingredienti fondamentali come l’umiltà, la cultura del lavoro, lo spirito di sacrificio per poi passare alla tattica ed alla tecnica. Mi sembra che ancora debba apprendere la ” catechesi del basket” ed è per questo che non posso esprimere un giudizio positivo su quanto ha fatto in questi 2 anni nonostante qualche piccolo e sottolineo piccolo miglioramento.
Geraldino, Geraldino di tempo ne hai per imparare, ma non infinito!
Se saprà sposare la cultura del lavoro come Big Al prima o poi esploderà, se, invece continuerà a credere che segnare… (Giacomo)
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Aspetta, Giacomo, di Gerald si può dire tutto, ma non che non abbia sposato la cultura del lavoro. Basta guardare le foto di questo articolo: confronta la prima (è dei “workout” prima del draft) con quella del Green in schiacciata a Las Vegas, e noterai i cambiamenti a livello muscolare, segnale sicuro di ore ed ore passate a “pompare ferro”. Quindi, possiamo dire che il ragazzo è umile, lavora sodo, ed ha voglia d’imparare.
Le ” pompate ” in palestra mi sembrano il minimo per uno che percepisce centinaia di migliaia e forse qualche milione di dollari e gioca nell’Nba.
Ci mancherebbe altro che si presentasse solo per giocare le partite senza un minimo di allenamento!
Mi sembra che ci sia sempre stata una certa differenza per quanto riguarda ” l’etica del lavoro ” tra Lui ed uno come Rondo o West o Gomes.
Perchè Rondo che è giovane ed è un rookie, pur con tutti i suoi limiti, ha già acquisito una ” cultura difensiva ” e ha già capito in cosa deve migliorarsi e Geraldino ancora no?
Perchè Rondo prende più rimbalzi di Green pur essendo 15/20 cm più basso ?
Da certe piccole cose si vede già qual’è l’applicazione di un giocatore, e Geraldino mi sembra troppo innamorato del canestro e troppo trascurato in altri aspetti del gioco da rendere palese che, nel suo caso, è questione di volontà più che di limiti tecnici o atletici!
Giacomo, credo che Antoine Walker in tutta la sua carriera abbia passato in sala pesi meno tempo di Gerald in un anno. E comunque non fare l’errore di confondere l’etica lavorativa con l’energia mostrata in campo. Rondo è aggressivo, però al momento, da quello che leggo e sento, passa meno tempo in sala pesi di quanto ne passi Gerald, eppure percepisce più o meno gli stessi soldini di Green. Pensa che al rientro in aereo da una trasferta, ad ora tarda e non avendo più sonno, Ryan Gomes e Green hanno chiesto ad uno dei due preparatori se gli dispiacesse accompagnarli in sala pesi, visto che non avevano sonno e lavorando subito avrebbero potuto “saltare” la seduta mattutina. Così hanno fatto, alle 3-4 di mattina, finchè a trovarli si è recato uno sveglissimo Paul Pierce, che li ha apostrofati con un “Volevo vedere se vi allenavate veramente”. Chiaro, il Capitano non si è messo ad alzare pesi, ma resta il fatto che, nelle “wee hours” di quel mattino bostoniano, in palestra c’erano Ryan Gomes e Gerald Green, e non Rondo.
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Quello che tu vedi come “amore per il canestro”, io lo attribuisco ad una immaturità che Rajon non ha anche perchè a guidare in campo una squadra NCAA d’alto bordo maturi istantaneamente. Gerald è meno conscio di quello che gli succede attorno e va preso per mano dove Rajon è più sveglio.
Il lavoro in sala pesi è solo una parte della preparazione di un giocatore.
Geraldino non deve certo partecipare al concorso di Mr.Olimpia !
Detto questo aggiungo che il lavoro con i pesi gli ha sicuramente giovato, ma una volta sviluppato qualche muscolo in più dovrebbe concentrarsi su aspetti più prettamente cestistici.
Rondo non deve stare in sala pesi deve solo metters davanti ad un canestro e tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare tirare …....
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In pratica Green e Rondo sono l’uno il contrario dell’altro, uno sa solo tirare, uno fa benissimo tutto il resto, magari stenderli su due lettini adiacente provare con delle trasfusioni di talento ?
Penso che certi paragoni servano fino ad un certo punto. Noto però che molti (e non solo nei commenti a questo articolo) nel valutare i giocatori incorrano nello stesso problema professionale di tanti insegnanti (che mi danno sui nervi) che attribuiscono un voto più alto di quello che merita il suo profitto allo studente tardivo e d’altro lato penalizzano senza ragione quelli che secondo loro potevano dare di più. Così si ipervalutano Rondo, Scal, Perk e Powe e si penalizza Green solo perché finché non diventa una star completa si vuole perforza colpevolizzarlo. A me sembra che ci siamo già caduti con Billups e Johnson. Solo che qui è peggio, questo non ha fatto un giorno di college ed è logico che ci vuole più tempo rispetto ad altri. Non dà fastidio e crea imbarazzo anche a voi quando sentite un genitore dire sei più bravo di tuo fratello o viceversa tuo fratello è più bravo di te? Nei paragoni quello più indietro riceve sempre tanta più comprensione. Ma perché?
Ovviamente ammetto: sono un tifoso di Green e per me (opinione opinabile OK) solo lui PP e AJ sono da quintetto da titolo. Glialtri che abbiamo, Rondo incluso, al massimo buoni cambi.
Ma cosa intendi per quintetto da titolo? 5 stelle? No, perché io di quintetti del genere non ne ho mai visti… Un Rondo e un West secondo me potrebbero anche giocare titolari in un’eventuale squadra da titolo (ovvio che devi avere anche un paio di stelle).
I lakers hanno vinto con Fisher e Fox…
Quintetti da titolo facile definirli o trovarli: ne abbiamo avuti 16.
Prendiamo come esempio l’ultimo: Bird, McHale, Parish, Dennis Johnson, Ainge. I buoni cambi erano super: Walton e Wedman. Al roster a 12 si arrivava anche con Kite, Thirdkill e Carlisle.
Rondo non somiglia ai primi 7 nomi, neanche un po’. Pierce, Green e Jefferson almeno un poco sì.
Ecco diciamo che Rondo potrebbe darci all’incirca quello che forniva Sichting, se qualcuno decide di prenderlo a sberle, come fece Sampson. Altrimenti potrebbe valere un Sam Vincent. Anche se penso che Rajon valga più di lui.
Tiber48,
come fai a sputare sentenze definitive su un rookie come Rondo che ha tutta la carriera davanti!
Per me Rondo ha la potenzialità per diventare forte almeno quanto DJ.
Aspettiamo fine carriera per dare un giudizio definitivo su di lui.
Dico solo che già sul finire del suo primo anno di Nba, da quando ha avuto la piena fiducia del coach, ha fatto intravvedere ciò di cui è capace e se il buon giorno si vede dal mattino …....Rajon diventerà un play coi fiocchi!
Non condivido molto le critiche a Rondo mosse da Tiber perchè numeri alla mano il Rondo dell’ultimo mese ha dei signori numeri su entrambi i lati del campo cosa che per molti under 25 raramente succede. Con questo non voglio dire che diventerà un kidd o un Payton o un Chris Paul o un Deron Williams perchè il tiro lo puoi migliorare ma non diventarà mai un fenomeno realizzativo. Detto questo ad oggi pur essendo persino più giovane di Green per me è più sicuro che arrivi.
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Spesso nelle analisi sui giovani si finiscono per valutare parametri un po sballati soprattutto quando le paragoni tra loro.
Ad esempio se prendiamo un giocatore e lo valutiamo semplicemente per quanto rende, non si avrà mai una esatta valutazione perchè Rondo è reduce da un bienni in cui ha avuto pesanti responsabilità sulle spalle a Kentucky, mentre Green è arrivato due anni fa a Boston spendo tirare da tre e schiacciare senza avere la più pallida idea di tutto il resto del gioco. Se li valutiamo considerando da dove sono partiti e come sono oggi forse va meglio, ma anche qui Green è ancora indietro in molti atteggiamenti infantili, e quindi a più alto rischio fallimento, probabilmente un giorno sarà uno da venti a sera, ma non è da escludere che se a livello mentale non fa un paio di step finisca pure ai margini di qualche roster. Rondo è più sicuro, non sarà mai un fenomeno ma quasi sicuramente sarà un giocatore di sicuro affidamento, un buon play in un quintetto dove ci siano almeno altri 2-3 giocatori a cavare le castagne dal fuoco (e a Boston ad occhio e croce con Pierce Jefferson e quello del 28 giugno non si dovrebbe essere lontani). Quindi dobbiamo aver chiaro da dove arrivano e cosa vogliamo da loro, da Green ci si aspetta che dal nulla di due anni fa diventi un All Star tra qualche stagione da Rondo invece ci si aspetta che diventi un solido giocatore (non stella) da quintetto, molto più semplice che si realizzi la seconda che non la prima. Se poi qualcuno in Rondo vede un “nuovo” payton va solo a complicarsi la vita da solo.
(Giacomo) Rajon diventerà un play coi fiocchi!
Ne sono convinto anch’io, ma di una squadra con un buon piazzamento in lotteria.
DJ invece è un’altra cosa: Primo anno a Seattle: 81 partite contro 78 di Rondo (qui sono quasi pari); GS 0 a 25 (e qui Rondo vince!) MPG 20,6 a 23,5 (e anche qui Rondo è davanti) perciò il più utilizzato tra i due è Rondo. Alcuni dettagli nel rendimento: PPG 9,2 a 6,4; FG .504 a .418; BPG 0,70 a 0,10. Giocando di più e partendo starter Rondo ha preso più rimbalzi e gli sono stati accreditati più assist è vero, ma lo spazio Rondo l’ha avuto perché mancavano Watts e Brown. Perciò Rondo è l’ideale in una squadra dove non c’è altro. Tipo una fine stagione persa in una squadra da 24 W. In un altro tipo di squadra è un cambio. Come ho detto altre volte spero di sbagliarmi e che abbiano ragione i tifosi di Rajon, perché così avremmo già un altro pezzo a posto, ma per ora non mi pare proprio. E i paragoni con DJ non mi piacciono.Non ho detto che sia come Carlisle, ma una via di mezzo tra Sam Vincent e Sichting.
Dire che le mie sono sentenze definitive e poi affermare che diventerà forte “almeno” quanto DJ…ma via, lasciamo perdere.
Per Tiber48, per Leo e per tutti.
Rajon ha una qualità che Green non ha mai dimostrato: la personalità.
Uno che dimostra di saper dettare i ritmi di una squadra già da rookie è destinato ad un grande avvenire.
Vi ricordo che è già un buon difensore, ha già sfiorato in una occasione la tripla doppia e pure al tiro, il suo punto debole, è migliorato. Le sue percentuali nel tiro da 2 e nei liberi dell’ultimo periodo ( da quando ha giocato da titolare con continuità ) sono decisamente buone. Gli manca solo il tiro da 3, ma quello si può allenare!
Per me è destinato ad avere gli stessi numeri di Kidd ( sia pure con le caratteristiche sue proprie, perchè nessun giocatore è completamente uguale ad un altro ) e pure Jason non mi pare fosse un fenomeno al tiro ad inizio carriera!
Il mio timore maggiore è che Doc lo metta a scaldar la panca fin dall’inizio perchè, in quel caso, me lo ” smonta ” subito ed i progressi che ha fatto nell’ultimo periodo verranno nullificati. Se, invece, la prossima stagione, riceverà piena fiducia sin dall’inizio sono pronto a scommettere con tutti che non fallirà. Certo non ci si può aspettare che, data la giovane età, giochi tutte le 82 partite del prossimo anno ( speriamo anche di più ) ad alto livello, ma credo che saranno molte le sue buone prestazioni.
Altro che discreto giocatore, se non si monta la testa, se si allena con costanza e se mantiene la fiducia in se stesso scommetto che lo vedremo all’ all star game tra qualche anno!
Non sarà mai un Magic Johnson ma alla partita delle stelle, per me, ci arriverà !
Giacomo io su Rondo sono uno che ci credo, ha molto per far bene ma non facciamo l’errore fatto a suo tempo con Jefferson di aspettarsi tutto e subito, perchè allora ci carichiamo noi di attese lui di responsabilità e la delusione è dietro l’angolo.
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Tra l’altro tutti i nostri giovani tranne Telfair hanno dato la sensazione di poter far bene, in una situazione totalmente perdente come quella di quest’anno non darei assolutamente per scontato che possano replicare il tutto in un contesto vincente, anzi ci andrei prorpio con le molle per ora per alcuni di loro come Allen ma sopratutto Green, e forse Rondo da questo punto di vista potrebbe essere il più pronto.
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Parlare di All Star Game mi pare assolutamente fuori luogo, ripeto a noi basterebbe ed avanserebbe se potesse fare il play titolare come 4-5° uomo da quintetto, con grande energia difensiva e tanto fosforo in attacco, lasciando ad altri compiti scottanti. Da lui non ci servono 20 punti a sera ma molto di più quelle piccole cose che ha già dimostrato di poter fare.
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Sul paragone dei numeri credo sia poco significativo, Rondo nei primi due mesi ha visto poco campo vuoi perchè c’era la “sbronza Telfair” in corso d’opera, ma anche perchè lo stesso Rondo abbe problemi fisici se non erro la fascite plantare che però si risolse in fretta.
Mai detto che il prossimo anno Rondo andrà all’ all star game , ma fra qualche anno io penso ci arriverà.
Per la prossima stagione da Rajon io mi aspetto che giochi con una certa continuità come l’ultima parte dela stagione appena conclusa e che porti il suo tiro dalla lunga distanza ad un livello sufficiente.
Non mi sembrano obbiettivi impossibili da raggiungere.
Io credo che se i ragazzi lavoreranno sodo quest’estate, con il miglioramento prevedibile dei Ns. giovani, un po’ di fortuna al draft e meno infortuni nel corso dell’annata arriveranno anche le vittorie.
Già mi confortano la maturità raggiunta da West e Gomes, la caparbietà di Allen prima dell’infortunio nel tentare di ” tenere a galla” la squadra anche in un periodo sfortunato e la costanza ad alto livello ed il guizzo di Big Al contro Miami che mi fanno pensare ad un giovane che ha ormai piena fiducia nei propri mezzi. Io credo siano segnali importanti di crescita che fanno ben sperare.
Tiber, tu hai preso come esempio i grandi celtics degli anni 80.
Ma parliamo appunto degli anni 80, è passato un bel po’ di tempo da allora.
Vogliamo prendere come esempio invece i Lakers della stagione 2001-2002?
A parte il grandissimo duo O’Neal-Bryant, li ricordi gli altri giocatori?
Fisher, Fox, Horry, George, Hunter, Medvedendo, Madsne, S. Walker e così via.
Anche questi non reggono il confronto con i Celtics dell’ultimo titolo, eppure quell’anno sono usciti vincitori.
E Mitch Richmond, Brian Shaw, chissà in che ruolo giocavano. Difatti meglio di Rondo ce ne erano diversi anche lì.
Ma dato che il paragone ci porta in California, mai detto che non vedrei bene Rondo in gialloviola, meglio se con il suo attuale allenatore.
Non sono stato io a iniziare con i paragoni. Qui si dovrebbe parlare di GG e invece arriva addirittura Rondo.
Vedo che quando si parla di Rondo, Scal, Powe, Allen, Ray, Wally e compagnia, vengono giustificati perché i poverini hanno dovuto giocare quest’anno in una squadra di mediocri, falcidiata da tanti infortuni, con un allenatore al limite dell’incapacità globale. Mentre Green viene giudicato come se avesse giocato con accanto 14 supercampioni, al meglio dello stato di salute e di forma e con un coach che vale almeno il doppio di Auerbach e Heinsohn messi insieme.
Comunque al Rajon di turno io preferirò sempre una seconda scelta da Pepperdine…
Entrambi giocatori da 10 minuti a partita in quei lakers… Significherà pure qualcosa.
Comunque è normale che qualcuno con grandi aspettative venga bastonato se non parte subito benissimo, normale non giusto.
Vincent, Kite e Carlisle giocavano anche meno, ma vinsero anche loro il titolo. Dimostrazione che giocatori di quel livello, qualcosa più, qualcosa meno di un Rondo, trovano poco spazio in una squadra da titolo: non sono da quintetto. Rajon l’ho trovato grande solo in una squadra allo sbando. Ma anche lui come Green se lo aspettavano al draft con una chiamata migliore. Solo che evidentemente è opinione generale che da Green ci si possa attendere di più perché vale davvero basta che trovi un coach almeno decente. Per Rondo, no, si accontentano perché fa quello che può (secondo me anche un po’ meno) ed è il massimo.
Io aspetterei a dire che Rondo non può giocare meglio di così. É giovane e ha 1 solo anno di NBA, diamogli il tempo di dimostrare quello che può fare.
gran giocatore se non stoppasse sopra il ferro con conseguente canestro buono….
Beh, aspettiamo prima di giudicare.
Mi sembra avventato sia esaltare che distruggere un giocatore in una stagione del genere.
Mi sembra che se da un lato alcuni lo stiano facendo con Grenn, tu lo stia facendo con Rondo che ha solo 21 anni comunque.
Bene allora che faccio? Aspetto il profilo di Rondo per parlare di Green?
Beh, avete aperto voi il discorso, io ho partecipato… Non credo che anche qui si debba stare rigorosamente OT visto che non parlavo solo di Rondo.
Se tu hai altro da dire su Green dillo… Non te lo vieta mica nessuno
Spero proprio che quando Green potrà esprimersi al meglio con un vero coach a guidarlo sia ancora in maglia Celtics, perché è uno starter sicuro in una squadra vincente.
Per il playmaker qualcuno ad inizio stagione ha scritto che avevamo in telfair e Rondo la coppia di play con meno punti nelle mani dell’intera NBA. Anche se non è un tifoso Celtics come noi, devo dire che aveva visto bene. Speriamo di trovare un play di un certo valore nel draft, perché un altro anno con un play senza testa e un altro sfidato dagli avversari a tirare è difficile da sopportare.
Rondo però per quello che ha fatto nel finale di stagione può restare come cambio in aggiunta al più determinato West.
Il resto su Green lo scriverò dopo aver letto il profilo di RR.
Grandissimo tiratore, ma deve assolutamente lavorare su tutto il resto: difesa, rimbalzi, assist, stoppate, recuperate ecc.