E' tutto vero ! ! ! ! ! [806]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2470]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [1328]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [574]

Il calendario della preseason » [73]

Doppio scontro con Nets e Knicks

Reggie Miller in biancoverde ? » [1490]

L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

I Celtics firmano Scot Pollard » [434]

Giocava con Paul Pierce al college.

Pubblicato il calendario 2007-08 » [626]

Si parte con i Wizard, si chiude con i Nets

Due firme dopo Garnett » [188]

Firmati House e Manuel

In bocca al lupo Big Al » [18]

Il mio personale saluto ad Al Jefferson

Vacanze Romane 2007 » [305]

Divertente richiamo a Roma in ottobre.

Raduno romano 2007: le foto » [586]

Le foto della colonna romana di ICP

Gli scenari post draft e il mercato estate 2007 » [1658]

Il dopo draft in casa Celtics

Raduno "Romano" di ICP » [382]

Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

Scambi NBA estate 2007 » [1915]

Tutti gli scambi estivi

Istruzioni per l'acquisto del biglietti per la gara di Roma del 6 ottobre » [526]

Tutte le istruzioni per l’acquisto.

Campionato playoff 2007 » [524]

2° campionato play-off su ICP

SONDAGGIO : Chi scegliereste alla pick #5 ? » [2149]

Le preferenze al draft dei tifosi biancoverdi.

Ma Jefferson è un C oppure una PF? » [666]

Ai posteri l’ardua sentenza…

MOCK DRAFT 2007 » [471]

Il mock draft ufficiale di playitusa.com

SONDAGGIO: quale gioco per i Celtics? » [355]

Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

Iscriviti a Italian Celtics Pride

la mailing list dei tifosi Boston Celtics!

Get Firefox!

Una trade che viene da lontano

di Leonardo Ancilli / 7 August 2007

Una trade partita da lontano

Se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi quaranta giorni è che i tifosi vedono le cose in un modo, ma il GM da dietro la sua scrivania non necessariamente le vede come i tifosi, vuoi perché ha in mano le “redini del gioco” ma anche perché ha in mano molti più elementi dei tifosi per gestire e valutare le cose. Così se qualcuno in una serata di fine giugno avesse affermato che in un mese ai Celtics sarebbero arrivati Ray Allen e Kevin Garnett sarebbe andato di sicuro incontro ad un linciaggio pesante.

I tifosi dopo la disastrosa scorsa stagione in preda forse ai soliti “fumi da draft” e a tanto sconcerto propendevano più per una drastica rifondazione con tanto di cessione di Paul Pierce, anziché il piano caldeggiato proprio dallo stesso capitano, ossia “basta giovani e rinforzi con veterani”.

Lo stesso Pierce nella conferenza stampa di presentazione di Garnett ha palesemente ammesso, oltre ad essere l’uomo più felice del mondo ed avere l’entusiasmo di un rookie, che quando chiedeva rinforzi non si sarebbe mai aspettato Allen e Garnett, due giocatori con cui (cosa abbastanza singolare ma non credo casuale) lo stesso Pierce nelle estati passate divideva lunghe serate di allenamento.

Provando a fare un viaggio all’indietro, svestendosi i panni umorali dei tifosi e indossando quelli più pragmatici dei dirigenti, credo si possa affermare con certezza che il primo mattone di questo presente eccitante fu messo la scorsa estate con il rinnovo di Paul Pierce, rinnovo che dietro ad un contratto vicino ai 20M$ annui lo rendeva di fatto incedibile a meno di svendite alla Iverson, ma soprattutto dati i 29 anni di Pierce faceva capire che il presente non poteva essere meno importante del futuro. Ne è seguita una stagione sciagurata dal punto di vista degli infortuni che forse ha fatto perdere di vista la strada principale, concedendosi una piccola deviazione in zona lotteria dove, se pescati uno tra Greg Oden e Kevin Durant, si sarebbe forse stati chiamati ad una scelta più orientata verso i giovani, ma come noto le palline da ping pong e il verde non vanno d’accordo e la lotteria ci rifila la peggiore delle combinazioni.

Da lì in poi Ainge merita la “beatificazione”, ritrovandosi per le mani argomenti convincenti accumulati negli anni precedenti (segno che il suo lavoro non era così da buttare come in molti sostenevano) porta prima a Boston Ray Allen, lasciando un pò spiazzati noi tifosi per oltre un mese, e poi mette in scacco matto mezza NBA portando Garnett a casa tra lo stupore generale.

In molti, per “giustificare” il passaggio di Garnett in verde, hanno tirato fuori le scuse più assurde, da una presunta complicità di Kevin McHale in nome del suo passato in maglia biancoverde passando per assurde ed inesistenti pressioni di Stern, fino a scomodare un complotto tra alcuni degli agenti più importanti.

La verità credo invece sia davanti agli occhi di tutti, ossia la proprietà di Minnesota ha chiaramente dato l’input di cederlo ad est, Boston aveva chiaramente la miglior contropartita, ma soprattutto aveva pure in mano il Jolly ossia una scelta futura di Minnesota arrivata a Boston, senza che nessuno gli desse il giusto peso in uno degli scambi che sono valsi più critiche ad Ainge, ma tale scelta alla fine è stata la chiave insieme ad Al Jefferson per portare il “bigliettone” a Boston, perché dal momento che cedendo Garnett Minnesota procedeva ad una drastica rifondazione, non poteva certo permettersi il lusso di vedere scegliere al proprio posto qualcun’altro in due dei prossimi cinque draft (una scelta è in mano ai Clippers), e quindi per forza di cose McHale doveva riportare quella scelta a casa, e così è stato.

Un ruolo importante in tutta la vicenda lo ha avuto Ray Allen, giocatore che deve ancora vestire per la prima volta sul parquet la casacca biancoverde, ma che è stata la chiave dal punto di vista umano per convincere Kevin a venire a Boston; visti i noti dubbi del neo numero cinque, Allen lo ha rassicurato della qualità della città rimarcando che l’ambiente biancoverde, oltre ad essere eccitante, ha “un che di speciale che lo rende diverso da tutte le altre franchigie”.

L’est non è più lo stesso

E’ opinione pressoché unanime che l’arrivo di Garnett e Ray Allen a Boston stravolge del tutto la geografia della Eastern Conference dove in passato spesso è bastato avere solo una buona squadra per arrivare in finale o ad un soffio da essa. Se per ora è presto per lanciarsi in pronostici dal momento che gli stessi Celtics sono ancora a caccia di giocatori di contorno, intanto però si può registrare il fatto che da molte parti si mastica amaro.

Partiamo da Chicago che per un paio di anni sembrava dover essere la metà naturale di Garnett, buoni giovani buona flessibilità, era la città dove Garnett giocava al liceo, insomma sembrava che gli astri fossero ben allineati per loro, ma in verità con Garnett non ci hanno neppure mai provato visto che Skiles e Paxson non se la sentivano di cedere alcuni dei giovani migliori, ma questo poi a tifosi e Media glielo spieghi male quando Garnett arriva in una squadra delle tue stessa conference per una contropartita che almeno a livello tecnico poteva essere messa insieme anche a Chicago.

Animi agitati anche a Detroit dove qualche penna importante ha preso la palla al balzo per criticare l’immobilismo dei Pistons sul mercato, ma soprattutto per ripartire alla carica contro il sicuramente poco amato Flip Saunders. I Pistons sulla carta potrebbero essere i più forti dell’est ma è chiaro che l’ambiente è fragile e negli ultimi due anni i playoff sono stati persi per una mentalità di squadra ben lontana dall’accettabilità quando si gioca per il titolo. Per di più gli anni passano, la squadra non è più giovanissima e quindi Garnett in verde rappresenta un nuovo punto interrogativo sul loro futuro.

Per la serie “nessuno me lo ha chiesto ma ve lo dico lo stesso” da New York Stephon Marbury ci fa sapere che a lui i Celtics non fanno paura, oserei dire meno male, perché a Boston se c’è una squadra che non spaventa nessuno sono proprio i suoi Knicks che magari non saranno più il materasso delle passate stagioni, ma che sembrano comunque un gradino al di sotto delle prime della conference.

Chi attendeva qualcosina da Miami è andato deluso, il trio Shaq Wade Riley è dotato di troppo intelligenza per commentare qualsiasi cosa del genere, ben consci che ogni parola potrebbe essere in seguito riproposta dalla stampa in momenti poco graditi. Tutti a chiedersi chissà come la pensa Antoine Walker ma anche lui non dice molto se non che gli piacerebbe chiudere la carriera a Boston, forse il ragazzo deve aver affermato ciò in un momento di caldo visto che non più di un anno fa aveva riversato sui Celtics ogni tipo di veleno, invitando pure Pierce ad andarsene … però si sa il mondo cambia in fretta.

Se c’è un posto dove l’arrivo di Garnett ai Celtics ha provocato un mezzo terremoto è invece sull’altra costa degli States e più precisamente ai Lakers, dove il solito Kobe che aveva già fatto la bocca a portare KG a Los Angeles, è andato letteralmente su tutte le furie partendo con una nuova raffica di minacce tra cui una molto ben mirata in cui afferma tra le righe che vuole essere ceduto ai Suns. Chiaramente non possiamo non essere contenti che ai Lakers si rosichi, ma io vado controcorrente sperando che al buon Kobe siano dati dei seri rinforzi perché nel caso (per nulla scontato) che i Celtics approdino in finale sarebbe molto più eccitante trovarci i Lakers anziché gli “anonimi” Spurs (storicamente parlando ovviamente), d’altronde per tutti noi la finale “vera” è gialli contro verdi!

Ray Allen

In tutto questo turbinio di emozioni è passato quasi in sordina l’arrivo a Boston di un altro “super” come Ray Allen a cui tutto il mondo dei tifosi biancoverdi debba delle scuse, visto che per un mese è stato messo in discussione solo perché la trade che lo ha portato a Boston, che sembrava fine a sè stessa, non avrebbe dato a Boston nè la possibilità di vittoria immediata nè quella di rifondare sul serio. Ma in tutto ciò l’uomo Ray Allen non aveva nessuna colpa, ma nel frattempo ha già messo a segno il suo primo “winning shot” in maglia biancoverde, visto che la sua opera di convincimento verso Kevin Garnett è poi risultata la chiave per l’arrivo dello stesso Garnett a Boston. Io credo che in questo terremoto nessuno si renda conto di quanto è forte Ray Allen, ma avremo tempo per accorgercene sul campo.

Prove tecniche di Big Three

Premesso che uso questo “nickname” ma non mi piace per nulla perché scomoda un passato che sarà comunque impossibile da replicare, e che allo stesso tempo non ho di certo lo status (e la fantasia) di inventarne un altro (non andrei oltre uno scontato e blasfemo “The Trinity”), io non riesco proprio a condividere i pur legittimi dubbi che in molti si pongono sulla convivenza dei tre.

Negli ultimi 10 anni si sono visti diversi tentativi di mettere insieme tre giocatori di alto livello, ma nessuno di questi è neppure lontanamente paragonabile alla situazione attuale di Boston. Il trio Olajuwon Barkley Drexler a Houston era più in là con gli anni di quello attuale biancoverde, due dei tre avevano già la pancia piena e Barkley era fisicamente agli sgoccioli, per di più dietro loro tre non c’era veramente nulla.

Quelli di Milwuakee di inizio millennio, tra cui c’era pure Ray Allen, erano strutturalmente diversi, tutti e tre giocavano fuori e sotto le plance quei Bucks non avevano nessuno degno di nome, ma nonostante questo in un est più o meno al livello attuale arrivarono ad un soffio dalla finale NBA.

Più recentemente si sono visti un paio di tentativi a Washington, prima con Arenas Hughes Jamison e poi con Arenas Butles Jamison, ma qui siamo chiaramente ad un livello di talento nettamente inferiore a quello attuale di Boston, e per di più anche qui nessuno di loro e neppure lontanamente un fattore in post basso come lo è attualmente Kevin Garnett.

Ma quello che mi fa avere un ottimismo sfrenato e non mi fa condividere la tanta prudenza di molti è il fatto che i nostri “Big three” a mio modo di vedere sono “clamorosamente complementari”, Ray Allen è un giocatore sublime nel gioco lontano dalla palla, che ama riceverla dopo un’esecuzione al momento del tiro, Garnett è uno che dal post basso crea un notevole mole di gioco, e quando si porta in post alto per giocare situazioni di Pick N’Roll diventa quasi immarcabile, Pierce invece ama giocare con la palla in mano, sa crearsi un tiro in un metro ma con le sue penetrazioni spesso crea molto pure per gli altri. Tutti e tre sono dei “clamorosi” passatori per il ruolo, e nessuno dei tre ha mai dato particolari sintomi di egoismo neppure in situazioni deficitarie come quelle che hanno vissuto negli ultimi anni. Kevin Garnett è forse quello insieme a Duncan che, tra i giocatori da top ten, pretende meno palloni e meno tiri, insomma una situazione a mio modo di vedere ideale per i tre al punto che non mi stupirei affatto se alla fine Ray Allen risultasse dei tre quello che segna di più.

Poi c’è il fattore emotivo, ossia i tre ad oggi non hanno vinto nulla e tutti e tre al massimo hanno giocato la finale di conference, quindi viste le loro situazioni contrattuali e le loro carte d’identità è più che educato pensare che si trovano di fronte alla loro ultima concreta possibilità di infilarsi un anello da protagonisti e che il loro eventuale e remoto piano B prevede solo un eventuale riciclaggio tra qualche anno in stile “Gary Payton a Miami” ossia andare a giocarsi un titolo con un ruolo molto marginale.

Altro indizio che depone a favore del mio ottimismo è che i tre quando avuto una compagine di supporto almeno decente sono andati in finale di conference, Garnett probabilmente perse l’anello nel 2004 per il celebre infortunio a Sam Cassell, Ray Allen nel 2001 e Pierce nel 2002 in pratica portarono le loro squadre al massimo raggiungibile con l’organico a disposizione, quindi anche da questo punto l’ottimismo non può essere spento dai tanti dubbi minori che la situazione comporta.

E’ chiaro che una analisi completa della situazione va fatta quando il roster sarà completo e il mercato delle altre sarà chiuso, ma ad oggi me la sento di consigliarvi caldamente che per ora i grattacapi vanno lasciati agli altri.

Chi invia un commento accetta implicitamente il regolamento consultabile a questo link

433 giorni fa / Christian ha scritto:

Splendida analisi dopo una settimana dal bel fattaccio.
Questa è un’occasione molto concreta di vincere l’anello e ci sono a disposizione alcuni anni, speriamo di sfruttarli bene.

433 giorni fa / Michele ha scritto:

Leo caro, dopo la conversione di molti a favore delle doti di Ainge, mi auguro che saremo più pazienti anche verso Rivers: non sarà il migliore coach della lega, ma se Ainge e la proprietà lo hanno confermato, avendo in mente di rinforzare il gruppo per provare a vincere subito, evidentemente lo ritengono adeguato.
Sarebbero stati così pazzi da affidare la Ferrari a uno che non è in grado di guidare con il cambio automatico? Non credo e la valutazione non sarà neanche stata dettata dal senso di gratitudine verso chi ha preso pesci in faccia per due anni.
.
La storia dirà se il nostro trio potrà arrivare in alto, certo che non ricordo una doppia mossa sul mercato così clamorosa nella stessa estate, naenche a un giocatore di scacchi riescono strategie del genere e, in generale, nella stessa NBA davvero pochi pensavano che la “visione” di Ainge potesse arrivare a tanto.
Ricordiamoci che solo un anno fa la firma di Ben Wallace aveva fatto gridare al cambio di gerarchie a Est, noi abbiamo preso il giocatore che è stato MVP solo tre anni fa, che da quattro anni consecutivi (!) è il migliore rimbalzista della lega ed è stato svariate volte nel primo quintetto difensivo: cosa vogliamo di più?

433 giorni fa / core ha scritto:

tifo Miami, ma siccome con questo organico penso si possa ambire al max alla finale di Conference, spero proprio che possa essere Boston a rappresentare l’est nella finalissima (magari contro Houston, pensate che spettacolo con tutto quel talento in campo)
.
Però penso sia assolutamente indispensabile un lungo veterano perchè così siete troppo inesperti per le battaglie che contano sotto canestro, dove una gomitata, una spinta, un tagliafuori ti possono cambiare il destino

433 giorni fa / Christian ha scritto:

Infatti Ainge sta cercando proprio un lungo veterano.

432 giorni fa / luca9 ha scritto:

abbiamo firmato Scott Pollard… chiama 1.2 milioni di dollari… x un anno… fonte boston globe… ciao…

432 giorni fa / legend79 ha scritto:

avrei prferito P:J:Brown ma per fare sportellate sotto spero vada bene anche lui. adesso manca solo il cambio di rondo e poi il roster è a posto

432 giorni fa / tiber48 ha scritto:

Scot Pollard? 109 minuti, 31 rimbalzi e 4 punti l’anno scorso! Mi rassicura di più Glen Davis.
Speriamo che il “cambio” (?) del cambio Rondo sia più all’altezza del compito.
Per Michele: non capisco come l’arrivo di Garnett e Allen rafforzi Doc. Semmai il contrario. Come può essere in grado di impostare le partite alla rovescia di come ha sempre fatto finora? Condivido invece il fatto che non è il miglior coach della Lega, ma questo non lo ha mai ipotizzato nessuno, salvo nel 2000, quando chissà perché hanno voluto dare un premio ad un povero perdente, forse per penalizzare chi vinceva troppo.

432 giorni fa / Cristhianbasket ha scritto:

Secondo me così siamo troppo forti, anche se abbiamo intorno una squadra mediocre. Sono tutti tre ottimi giocatori e hanno credo una buona mentalità di squadra, visto le situazione delle precedenti loro squadre.

432 giorni fa / matteo ha scritto:

non sarà certo una dinastia vista l’età dei tre protagonisti..godetevi questi 2 anni cercando di vincere qualcosa perchè dopo tornerete nella solita mediocrità.

432 giorni fa / Michele ha scritto:

Tiber, che Rivers sia un povero perdente è una tua opinione che, mi pare dimostrato dai fatti, non è condivisa da Ainge e dalla proprietà e questo potrebbe già bastare come risposta.
Ma voglio anche aggiungere che coach meno perdenti di lui non sono mai stati coach of the year (anche quello un premio per dargli un poco di morale?) e che quando ha avuto squadre buone (Orlando 2000/2001 e 2001/02, nonchè i C’s del 2004) è andato ai PO con record vincenti.
Ci sono coach migliori, è probabile, ma sono convinto che l’attuale gruppo sia adatto alle caratteristiche di Rivers come allenatore, con una rotazione definita e parecchi veterani da gestire.
Poi ognuno la vede come vuole.

432 giorni fa / Michele ha scritto:

Per Matteo invece il discorso è diverso, anche perchè mi pare di intuire che non sia tifoso C’s: i due anni sono una tua valutazione, io ne aspetto almeno 3 se non 4, poi vedremo in quale mediocrità finiremo, certo che se escludo due/tre franchigie, le altre non è che abbiamo brillato negli ultimi dieci anni.

432 giorni fa / Sam Shamrock ha scritto:

Dai ragazzi, ci sta tutto uno come Pollard nel nostro contesto. E poi di falegnami bianchi ne abbiamo gia’ avuti in passato, sono parte della nostra tradizione, soprattutto quando avevamo squadre vincenti…chi si ricorda di un certo Greg Kite?

432 giorni fa / Massimo Tasselli ha scritto:

Divertente questa cosa che praticamente ogni giorno arriva un tifoso di un’altra franchigia e fa una pessima figura per cercare di farsi passare la paura dei Celtics… Mi sa che i tifosi avversari ci vedono già fin troppo forti…

432 giorni fa / piero ha scritto:

Peraltro Rivers nel 2004 la squadra “buona” l’ha avuta solo dopo che Walker era tornato, quindi una trentina di partite circa. Credo che sia uno tra gli allenatori più adatti a gestire una pletora di giocatori navigati come lo sono i Celtics dell’anno prossimo. Pensate un attimo alla differenza che passa tra il gestire Perk, Big Al, T.Allen per non parlare di Telfair o Banks o Green dove ogni giocata tendono a farla per dimostrare quanto valgono ed invece gestire Pollard, House ed i big three i quali non devono dimostrare nulla bensì vincere le partite… Per di più anche per i giovani che sono rimasti (anche non più giovanissimi come Perk o T.Allen) giocare di fianco ad uno che sai ti può togliere le castagne dal fuoco ti fa “andare liscio” e ti permette di esprimerti al meglio.

432 giorni fa / piero ha scritto:

Leo, anch’io ho pronosticato – in non so più quale sondaggio – Ray Allen come miglior realizzatore dei Celtics l’anno prossimo.

432 giorni fa / cristiano ha scritto:

su Allen migliore realizzatore dei nostri…mi associo, e secondo me la media di PP si abbassera’ anche di 3-4-5 punti, ma a beneficio di percentuale ed altre statistiche. Secondo me il fatto di nn dover gestire piu’ il 70% dei palloni, nn fara’ che del bene ad un giocatore intelligente come Paul. Onestamente, nn so cosa…prevedere per il Doc. ! Non e’ un idiota, e,come ho gia’ scrtitto, di basket ne capisce. Forse per lui e’ proprio meglio una squadra da gestire come questa, che una da coaching, come quella giovanissima (e sfigatissima…) dell’anno scorso.
Su Pollard,nn mi esprimo. Non so perche’ abbia giocato cosi’ poco l’anno scorso, ma se e’ quello di 3-4 anni fa…e’ un bisonte da sbattere dentro 12-14 minuti a partita. Se vogliamo essere pignoli, direi che con lui e Perk nn abbiamo altri ‘’pericolosi’’ in area, oltre a KG…ma onestamente in attacco abbiamo talmente tante possibili soluzioni, che anche se abbiamo un 2 back-up centers da 10+16 in coppia a partita…mi sta bene

432 giorni fa / enzino ha scritto:

ciao ragazzi,
sto lavorando e volevo salutarvi

432 giorni fa / Pazzia ha scritto:

Io non sono un tifoso dei Celtics ma è innegabile che quest’anno saranno i migliori ad est… Magari avranno un inizio lento ma poi appena trovati gli equilibri…
Se penso alle squadre recenti che hanno avuto i “big three” (cioè tre giocatori di primo piano nella stessa squadra) i biancoverdi sono sicuramente quelli messi meglio: Olajuwon Barkley Drexler erano tutti e tre vecchi (se fossero stati nel fiore degli anni invece il confronto non avrebbe avuto storia);
Olajuwon Barkley Pippen erano vecchi e male assortiti (non puoi mettere Pippen con uno che rallentava il gioco come il vecchio Barkley col suo postbasso e un Olajuwon dalle ginocchia consunte);
G.Robinson Allen Cassell erano due gradini sotto come talento e male assortiti.
Se torniamo più indietro, il trio dei Celtics non regge contro le tre divinità e i loro apostoli (BIRD + Parish e McHale; MAGIC + Jabbar e Worthy; Jordan + Pippen e Rodman) però credo che al giorno d’oggi non ci sia nessuno al loro livello (Duncan Parker Ginobili? Forse… Yao McGrady Francis? Un po’ sotto…)
Sarà un bel campionato!

432 giorni fa / cristiano ha scritto:

in leggero OT : comunque sono contento che nn sia arrivato uno che invece ci sarebbe andato teoricamente molto bene, ossia Payton. Se a Seattle gli si ‘’doveva’’ concedere certi atteggiamenti poco da ‘’spogliatoio’’, poi ha continuato ad averli a LA, da noi ed in fondo prsino a Miami, dove onestamente, nn era piu’ neppura une delle stelle. Ci avrebbe portato esperienza, carisma magari..ma secondo me Payton (che ammiro come giocatore) e’ un ‘’negativo’’. E nn cambio idea se, con un colpo di coda, Danny opi lo porta invece a Boston.

432 giorni fa / legend79 ha scritto:

ottimo articolo non c’è che dire. in cui viene dato il giusto merito al lavoro svolto da danny in questi anni. il frutto ovviamente lo ha raccolto questa estate. quindi sono anche più fiducioso per la conferma di rivers. perchè uno riesce a portare in una sola estate allen e garnett non darà mai la squadra in mano ad un incapace. almeno lo spero…

432 giorni fa / valerio ha scritto:

x matteo

torneremo nella mediocrità questo è certo, ma è altrettanto certo che per i prossimi due anni ci divertiremo :) forse quanto i giallo viola ahahaha

x quanto riguarda l’articolo quoto tutto e vorrei aggiungere che anche se io nn sono un fan di Doc, credo che sia molto + adatto a gestire questa squadra rispetto a quelle delle ultime 2 season.

saluti

432 giorni fa / piero ha scritto:

Ecco, appunto. Mi complimento Legend79 hai centrato perfettamente il tema verificando i risultati: uno che programma una squadra vincente e riesce, dopo 3 anni di lavoro, a portarti in squadra Allen e Garnett non può essere uno sprovveduto! Può fare degli errori – e sicuramente ne ha commessi, anche questo è tangibile – ma “sbagliare il coach” dopo che per tre anni lo hai visto lavorare e dunque lo conosci bene, non credo sia possibile. Se in un primo momento pensavo all’estensione di Rivers come alla volontà di Ainge di “dare continuità” alla squadra in funzione di una stagione da “playoff hunting” ed avevo apprezzato la scelta, ora invece credo che il discorso vada ribaltato: l’estensione non “a vita” vuole essere uno stimolo anche per vedere come il Doc riuscirà a gestire questo tipo di squadra che è “ring hunting”.

432 giorni fa / Gerry ha scritto:

Tutto bello, ma all’idea della programmazione da lontano e del progetto chiaro che dopo 3 anni di lavoro ha la sua naturale conclusione, perdonatemi ma non crederò mai. Per una pura analisi dei fatti.
.
Ma non sono il solo:
Jeff Clark (CelticsBlog): Penso che Ainge abbia tentennato avanti e indietro sul suo programma, considerando che era sicuramente disposto a cedere Pierce almeno in un paio di occasioni.
.
Justin Poulin (CelticsStuffLive): Non penso Danny abbia detto mai: “otterrò Kevin Garnett entro l’anno 2007”. Se si fosse vinta la lotteria questo affare non sarebbe accaduto, ma Danny avrebbe modificato il suo programma dato che Oden/Jefferson avrebbero ucciso la lega entro quattro anni.
.
Chuck McKenney (WBZTV): Credo che Ainge stesse cercando di costruire attorno a Pierce. Non è stato in grado di trovare il veterano giusto da accoppiare a Paul (ha fallito miseramente con Wally Szczerbiak e Raef LaFrentz). Si sa che Ainge ha un grande occhio per il talento giovane, ma ne aveva accumulato troppo. Fortunatamente ha trovato il modo di cederlo tutto ed ottenere Garnett ed Allen.

432 giorni fa / legend79 ha scritto:

io comunque un GM che ha l’occhio di ainge per i talenti giovani me lo terrei. anche perchè fra 3 o 4 anni ci dovrà essere la ricostruzione e chi meglio di lui per prendere i migliori giovani,avendo anche scelte alte

432 giorni fa / ivan ha scritto:

Sono d’accordo , perche ainge ha dimostrato di saper sceglie nel Draft. per cui andiamo fiduciosi

432 giorni fa / Giacomo ha scritto:

Complimenti Leo, ottimo articolo.
Penso che gli anni scorsi Ainge abbia fatto un pensierino sulla cessione di Pierce, ma ha valutato, giustamente, che sarebbe stato troppo rischioso partire completamente da 0 nella ricostruzione e, perciò, ha preferito avere almeno una certezza : il Ns. capitano.
Quest’anno deluse le aspettative a causa degli infortuni e del ritardo nella crescita di alcuni giovani ( Geraldino su tutti ), il piano A di Ainge prevedeva, senza dubbio, di essere baciati dalla fortuna con l’arrivo di Oden o Durant,......ma tutti sappiamo come andata.!
Talvolta quando si chiude una porta, si apre un portone e chissà, che da lassù Red e DJ, che abbiamo più di qualche volta invocato, non abbiano voluti che i Celtics tornassero a combattere per il titolo da subito, anzichè aspettare altri 2 o 3 anni ed abbiano perciò ” pilotato la Ns. sfiga alla lotteria ” per costringere Ainge a fare bene il suo lavoro.
E possiamo dire che il piano B( che prevedeva l’arrivo di almeno un grande veterano in aiuto a Pierce ) gli è riuscito, magnificamente.
Se gli anni scorsi aveva toppato più volte negli scambi, mentre aveva azzeccato quasi tutte le scelte, quest’anno rischia seriamente di aver azzeccato in pieno entrambi.
L’unica incognita rischia di essere Doc, ma mi sa tanto che con quei 3 lì la squadra giri da sola e quasi quasi potrebbe allenarla anche uno di noi !
Allen, secondo me, sarà determinante e non solo sotto il profilo delle realizzazioni, ma soprattutto, nel suggerire, con i suoi movimenti, le soluzioni offensive mentre, è confortante, nella Ns. metà campo che gli altri 2 del quintetto di partenza ( presumibilmente Rondo e Perk ) siano buoni difensori, vedo cioè un’ottima complementarietà tra i giocatori dello starting five.
La panchina, forse è qualitativamente , un pò deficitaria: ma di certo non si può pretendere tutto. Ainge, per me è già stato bravissimo. Difficile è fare ancora meglio vista la situazione necessariamente ” impiccata ” del Ns.
salary cap.
Non resta che augurarci che tutti rimangano in salute, perchè allora quest’anno si che ci sarà da divertirsi !

432 giorni fa / legend79 ha scritto:

per me il doc quest’anno farà bene perchè una squadra come la nostra(di giovani ne sono rimasti pochini e che vedranno il campo con continuità sono ancora meno) non va “allenata” ma va “gestita” che non è proprio la stessa cosa. al trio non devi insegnare un bel nulla,devi solo stare attento che si gestiscano bene dal punto di vista fisico e che non subentrino eventuale gelosie tra loro(cosa che non dovrebbe succedere visto il carattere dei tre e cosa da non sottovalutare è l’ultima occasione che hanno di vincere). non dovrà neanche preoccuparsi della chimica perchè sono 3 giocatori molto diversi tra loro quindi dovrebbero andare a posto da soli. le rotazioni saran quelle quasi sempre quindi altro dubbio sulla gestione precedente che dovrebbe dissolversi da solo. l’unica cosa a cui dovrà metter mano(e qui si vedrà subito se saremo da titolo o no) è l’organizzazione difensiva. che è risaputo è il suo tallone d’achille. insomma c’è tutto per far bene,ma veramente bene quest’anno. manca solo una cosa:che la sfortuna guardi verso altre squadre…

432 giorni fa / Legend ha scritto:

Leo caro, dopo la conversione di molti a favore delle doti di Ainge…. (Michele)
.
Un benvenuto a tutti quelli che sono saltati sul carro di Danny Ainge. Non eravamo in molti, fino ad un mese fa, ma anche se si sta più stretti, ci si diverte di più.
Che poi non volesse prendere Garnett da bel principio, che ci volete fare? Sono gli incerti della “navigazione a vista”..... ;)
Complimenti a Leo per l’articolo.

432 giorni fa / livio ha scritto:

Mi ripeto i 3 sono super ma abbiamo bisogni di un roster completo altrimenti non otterremo quello che possiamo ottenere, ovvero finale di conference e poi sogniamo…........

432 giorni fa / tiber48 ha scritto:

Per Michele:
Rivers non è un perdente? Dici che ha avuto squadre buone. Perciò ricapitoliamo serie di playoff vinte? .... Dunque di che cosa stavamo parlando?....Rivers che vince una serie? Mah! Torniamo seri.
Certo il problema non si risolve ricordando casuali record vincenti e sperando ancora. Il problema è nel modo in cui vede gli avversari e imposta le partite. Questo è stato a Orlando e questo è a Boston.
Per la stagione 2004 di Rivers è memorabile il tragicomico fallimento a Orlando, da noi arrivò dopo nella stagione 2004-2005. Chiedere in Florida se lo rivorrebbero indietro… anche gratis.

432 giorni fa / Massimo Tasselli ha scritto:

Per quello che riguarda Ainge, credo tutti siamo d’accordo che abbia saputo sempre scegliere i giovani talentuosi. Negli ultimi 40 giorni ha portato a Boston due super stelle collezioniste di all star game, e penso che si possa anche discutere su tutto ma resta il fatto che ha saputo fare mosse eccellenti (in maniera peraltro inappuntabile, secondo me).
Su Rivers, lo giudicheremo per i fatti: la considerazione che il nostro GM ha per il Doc però per me è ancora da valutare appieno, perchè la cronologia dei fatti (rinnovo per un solo anno, attesa per la prima o la seconda scelta al draft, poi rivoluzionamento del roster) a me personalmente fa pensare che Ainge abbia prima confermato il pilota, e poi abbia deciso di cambiare la macchina; la qual cosa non significa che non abbia fiducia nel pilota (anche se per un solo anno), ma che cambiare si possa sempre

432 giorni fa / Michele ha scritto:

Tanto per fare chiarezza, la “visione” di Ainge al momento del suo arrivo a Boston non era certo ” ..nell’estate 2007 prenderò Garnett e Allen scambiando Wally e Jefferson …”, in quel momento ha solo pensato a smantellare un roster arrivato al massimo di quello che poteva dare, con giocatori senza futuro e contratti terribili.
A fronte di questi scambi ha intrapreso l’unica strada possibile, ossia accumulare scelte (purtroppo neanche tanto alte) per aggiungere giovani di talento e poco costosi al roster.
Forse, e ripeto forse, le pressioni dell’ambiente non hanno permesso stagioni troppo perdenti e hanno in parte anche forzato Ainge a tenere Pierce, che, nel passato, poteva essere scambiato per qualche scelta altissima (vedi nel 2004), ma sempre con l’intento di costruire un gruppo che potesse contendere nel momento in cui i giovani avessero acquisito capacità provate e valore di mercato.
Forse, e ripeto forse, non ha mai trovato lo scambio giusto per PP, di fatto il capitano è rimasto accettando, con qualche mugugno, una processo di ricostruzione per lui spesso con poche gioie.
La stagione passata è stata irreale per i tantissimi infortuni, a quel punto, con il miraggio Oden al draft, è chiaro che qualunque GM avrebbe provato ad approfittare dell’occasione quasi irripetibile.
E’ facile pensare che ad aprile quello fosse il piano A: Pierce e Jefferson più Oden avrebbero reso facile portare anche un’altro buon veterano a Boston (del livello di Ray Allen per capirci) e avere quasi gratis un bel gruppo.
Non è andata bene, quindi via al piano B (di cui abbiamo goduto per il risultato), che magari non prevedeva proprio KG (anche se io immagino decine di telefonate già dall’inverno scorso con McHale), ma proiettato su un veterano di altissimo livello, proprio perchè i giovani erano ormai al limite del rinnovo contrattuale.
Quindi programmazione a lungo temine iniziale, poi assestamenti progressivi anche in base ai progressi dei giovani, infine decisioni per chiudere il cerchio.
.
Tiber caro, una premessa: non sono l’agente, nè il padre, nè il fratello di Rivers, come non lo ero di Ainge quando ne difendevo il progetto.
E sono serissimo, ma quello che non capisco proprio è la presunzione di chi, seduto nella sua poltrona, giudica il lavoro degli altri in base alle serie di PO vinte, è quello il metro di giudizio per i coach? Non mi risulta, può essere una delle variabili, perchè, magari, potrà essere significativo verificare chi fossero gli avversari che hanno vinto quelle serie e, soprattutto, il livello di quel roster che ha perso la serie.
I record possono essere casualmente vincenti o perdenti, a mio parere, che vale quanto il tuo, la stagione 2006/07 è stata casualmente perdente a causa degli infortuni.
A me non pare casuale che sia stato possibile arrivare a prendere Allen e Garnett scambiando alcuni dei giovani che sono diventati giocatori NBA di livello anche grazie al lavoro di Rivers.
Il tragicomico fallimento di Orlando è venuto dopo almeno tre stagioni ottime (per te immagino sia casuale il premio di coach of the year) e per problemi soprattutto con McGrady.
Infine, a proposito dell’impostazione delle partite, resto dell’idea che impostare le partite con quasi tutti i tuoi giocatori che hanno 1/2 anni di esperienza NBA non sia semplice e ne avremo la riprova da novembre.
.
Resta la valutazione conclusiva che i signori Ainge e Grousbek magari sanno valutare il lavoro di Rivers meglio di me e di te, soprattutto perchè vedono tutti i giorni cosa succede in campo, in palestra e fuori: lo hanno tenuto? Non certo casualmente, ma perchè lo hanno ritenuto adatto al loro obiettivo.

431 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Nonostante il mio smisurato ottimismo credo che nessuno si sogni neppure di pensare che Ainge tre anni fa avesse pensato :

Adesso cedo quello e quell’altro vado al draft prendo quelli li e nell’estate 2007 li mando un pochi ai Sonics e mi prendo Ray Allen e altri e Minnesota e mi prendo Garnett.
.
E’ chiaro che Ainge è andto per priorità, ossia se si la cosa primaria è la flessibilità salariale, perchè mi pare ovvio che se al posto di Theo che scadeva nel 2008 c’era ancora Raef e al posto di Wally c’era ancora Blount, KG e Allen li vedevamo con il binocolo, pur con tutti i giovani buoni e le scelte che avevamo per le mani.
.
Punto due quando si rifonda si passa dai giovani e qui Ainge ha fatto cose clamoroso, Jeferson il giocatore che ci è valso KG è stato scelto alla 15, Delonte Perkins e Tony Allen tutta roba da fine primo giro, Green alla 18, le uniche due volte che doveva scegliere in top10 ha ceduto la scelta, e se lo scambio del 2006 è stato abbastanza deludente sul campo alla fine il contratto di Theo è stato cruciale per avere KG a Boston, e la 5 del 2007 ci è valso Ray Allen.
.
Poi come sempre detto quando si cercava di giustificarlo il GM non lo fai da solo ma con altri 29, nemmeno lui credo a metà giugno potesse prevedere di portare a Boston Allen e Garnett però li è stato “mostruoso” a capitalizzare tutte le carte che aveva in mano in quel momemnto è forse la carta d’incastro per fare la sua scala reale è stata quella scelte di Minnesota arrivata nel 2006 con Wally, che teneva in ostaggio McHale al punto che secondo me lui per forza di cose è stato quasi costretto a cederlo a Boston anche di frone ad offerte altrettanto valide. Quindi potrebbe pure essere un caso di navigazione a vista (ne dubito nell'NBA non succede nulla per caso), speriamo solo che questo Skipper allora non ce lo rubino quelli di Alinghi :-)

431 giorni fa / Dino N ha scritto:

Leggendo i vari post onestamente ne trovo alcuni da sbellicarsi.

Alcuni lettori, piuttosto che dare ad Ainge i meriti che gli sono a questo punto dovuti, sarebbero disposti a tirare schifezze anche su un eventuale titolo celtics. :D

Non sono tifoso celtics come alcuni di voi sanno già e più volte ho detto la mia su ainge, raramente sono stato complimentoso nei suoi confronti.

Semplicemente ora devo dire di aver sbagliato. ainge ha fatto tutto bene. Ha perseguito la sola strada disponibile per arrivare in alto, ciò che ad esempio Thoms ai Knicks non ha fatto rifilando contrattoni a chiunque.

Ainge ha firmato un solo contratto degno di nota in questi anni. Mark Blount e se ci ripensiamo il solo motivo fu che a chiederglielo/imporglielo fu Pierce. Da li solo giovani su giovani.

Ha saputo valorizzarli e onestamente sovrastimarli. Geraldino ad esempio rischia di essere una ciofeca piu che un giocatore.
Però va dato atto del fatto che a reclutare rockie eccellenti come lo sa fare lui, in pochi altri sono riusciti in questi anni.

alla fine lui ha avuto ragione e poco altro conta. Per i prossimi 4 anni almeno Boston ad est sarà la numero 1. E questo è un dato di fatto.

Chiudo con una piccola osservazione.

431 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Se lo dice il “sommo” Dino (grande amico benvenuto dalle nostre parti) direi che possiamo definitvamente lasciare agli altri i grattacapi !

431 giorni fa / Christian ha scritto:

Ciao Dino, passa qua più spesso.
Dici bene, per qualcuno è più forte di lui lodare Ainge per il gran lavoro fatto, ma non sono soli, anche in America ci sono più orgogliosi del previsto.

431 giorni fa / luca9 ha scritto:

quando vi dicevo di stare tranquilli che DA non era un coglione, come molti di voi dicevano eh? che il mercato non era finito… che da come parlava la proprieta`, l`intento era quello di costruire su PP… giocatore ancora troppo sottovalutato da queste parti… e ancora non mi spiego il perche`... ve ne accorgerete, e magari come molti non hanno fatto, dopo tutta la merda, scusate, tirata addosso agli incompetenti dirigenti dei C`s, direte, forse mi sono sbagliato… perche` qui adesso tutti sul carro presumibilmente vincente… ah scusate, adesso il problema e` se DA aveva gia` in testa di prendere KG o no? questo sa fare il suo lavoro, prendete il roster di anni fa e confrontatelo con questo… il resto sono solo chiacchere… io sinceramente mi aspettavo dagli anti DA almeno un scusate mi sono sbagliato… ho sparato coglionate x anni… ah, pero` adesso c`e` un altro bersaglio, per le nostre frustrazioni… il DOC… ciao…

431 giorni fa / Gerry ha scritto:

Mah, mi sembra un dialogo insidioso.
Non ci può essere una soluzione equilibrata nel giudizio generale di questi 4 anni di Ainge?
O è un genio che prendeva LaFrentz, Szczerbiak, Ricky Davis, Blount e Scalabrine in funzione del suo progetto (a mio parere visione inacettabile)?
Oppure è un asino che comunque vada sbaglia e non tiene conto di certi fattori (a mio parere visione ugualmente inaccettabile)?
.
Alla luce dei fatti mi pare indiscutibile che abbia navigato a vista e modificato in corsa i suoi progetti, ma ora è proprio questa navigazione a vista che merita di essere riletta da chi la criticava.
Molti che sottolineavano l’esistenza del suo progetto, parlavano di dinastia con West, Green, Jefferson, Gomes e soci, e consideravano Wally e Ricky Davis dei punti di arrivo vicino a Pierce.
Danny ha commesso gravi errori, ha provato a cedere il capitano, ha sperato nel colpaccio Oden, ma in una sola estate ha colto due favolose occasioni (una collegata all’altra) ed ha fatto proprio quello che i critici gli chiedevano da anni: ha quadrato il cerchio!
Con finalmente tre stelle vere ai primi tre posti del pay-roll e non più gli insulsi LaFrentz, Ratliff e Wally.
.
Quindi chi deve dire scusa non sono quelli che criticavano Ainge, riscontrando non solo risultati in caduta libera ma oggettivi errori e sicure contraddizioni nelle sue mosse che lui stesso sa di aver commesso, ma chi come me pensava che la navigazione a vista, benchè potesse portare a qualche sporadico affare, non fosse lo strumento ideale per imporsi ai vertici della Lega.
.
Abbiamo ancora lo stesso record dell’ultima in classifica (0-0), ma in una sola estate Ainge mi ha almeno sulla carta clamorosamente smentito.
.
E non potrei esserne più felice!

431 giorni fa / marco fusi ha scritto:

X Luca9
Ti riporto con un “copia incolla” quello che ho scritto il giorno della trade:
.
“Totalmente d’accordo con le mosse del GM! (non pensavo l’avrei mai scritto).
Siamo finalmente tornati in gioco fine degli equivoci, dello sviluppo di questo o quello, del si l’anno prossimo è quello buono.
Si va per vincere il titolo e basta.
Da una parte mi sembra doveroso fare ammenda nei confronti di Ainge perchè se sono arrivati Allen e Garnett molte delle mosse precedenti devono essere state necessariamente migliori di quello che avevo valutato.
Da un’altra parte credo che sia stato lo stesso Ainge che è con queste due trade mi è venuto incontro uscendo dalle ambiguità degli anni precedenti ove era (almeno per me) difficile quali erano gli obbiettivi e come intendesse raggiungerli”.
.
Come il mio ne ho letti altri di commenti in cui si riconoscevano valutazioni errate e il lavoro fatto da Ainge.
Le uniche lamentele post trade mi sembrano siano arrivate da chi al progetto “Celtics under 21” ci aveva creduto troppo e non se ne voleva distaccare.

431 giorni fa / Leonardo ha scritto:

X Luca9 :
.
Io di gente che in passato aveva i suoi legittimi dubbi su Ainge applaudirlo dopo l’arrivo di KG ne ho vista tanta e non solo Gerry e Marco Fusi ma anche molti altri, ragazzi stiamo per vivere una stagione esaltante, via le polemiche sul passato (chiaramente tutte legittime e degne di cittadinanza) e spazio all’ottimismo.

431 giorni fa / alfredo ha scritto:

L’argomento è sicuramente molto insidioso soprattutto perchè è visto dagli occhi del tifoso che è 15 anni che aspettava e quando fu preso Danny (grande bandiera dei celtics, buon coach NBA, e appoggiato da Red) ha pensato alla svolta. Dopo aver passato anni lunghissiimi dove a parte PP e AW (lo dico subito, ne sono ancora un gran tifoso, malgrado il suo comportamento) mi sono visto arrivare Acie Earl, Eric Montross, Duncan pardon Billups (poi venduto) e Mercer (invece di McGrady), Vino Baker e mi vedo derubato di una finale NBA (per me gli sfondamenti di gara4 sono torti arbitrali), dopo 15 anni passati così per me Danny suonava come il messia. E Danny che fa? Litiga con O’Brien (mio pupillo), caos Walker (l’ho detto: tifo Walker), trade con Cavs e Minnie senza capirne gli orizzonti e l’unica cosa buona (sono sincero molto buona) la scelta di AJ-TA-DW. Come ho scritto in un altro post, io sono il tipo che ogni mattina vede il boxscore dei celtics alla ricerca di una nuova stella e che aspetta il draft alla ricerca almeno di un nuovo PP. Perchè, se si può prendere PP con la 10 o Tony Parker con la scelta 128000 (o qualcosa del genere), con la 6 (o la 7) dell’anno scorso si poteva sognare. L’anno scorso sono stato fino alle 3 a vedere il draft su sky. ma mica per bargnani, ma per vedere chi prende boston. e quando vedo la trade (non mi ero informato prima) vado in bestia. Cioè dare la scelta (poi diventata matricola dell’anno, ma questo non potevamo saperlo) per migliorare il salary cap (alla fine questo è stato) e poi prendere la scelta di phoenix per rondo beh mi sembra tutto contorto.
Visto dai miei occhi di tifoso, Danny aveva fatto come i suoi predecessori e quindi non sono d’accordo con l’idea di un piano ben organizzato… anzi, senza gli infortuni di quest’anno non andavamo neanche in lotteria per avere la 5 da scambiare.
Nel momento in cui la lotteria ci ha dato ODEN (o forse mi sbaglio!!!!!!), avremmo avuto PP+AJ+ODEN (il sogno di tanti tifosi), io non avrei mai potuto dire “BRAVO GM è merito dei tuoi 5 anni di scambi se adesso abbiamo questi tre!!!!!!!!!!!!!!!!!”. Secondo me in questi anni si è vivacchiato e basta, dando sicuramente un maggior risalto ai giovani ma con vari tentativi senza un preciso quadro.

Non sarete d’accordo con me ma è il giudizio di un tifoso con 20 anni di sogni diventati sofferenze.
Però per questi ultimi due mesi, lo ammetto, “Danny è stato un GRANDE GM”. Una volta persa la 1, o perchè l’ha capito da solo o perchè qualcuno glielo ha fatto capire, ha visto che non si poteva più vivacchiare, e quindi scelte decise tipo il tantativo PP x Paul (un ottimo modo per rifondare la squadra) e poi il sogno Allen-KG.
.
E quindi adesso bravo Danny hai cacciato fuori i co… , cosa che nessuno prima aveva fatto e ci ha dato il BIG DREAM (grandi amici e grandi fenomeni). Ora le trede saranno anche stati svantaggiosi, avremmo perso i giovani, ma la scelta è stata fatta e tutti stanno li ad ammirarci.
.
Scusate “il mio sfogo”, poco tecnico ma molto sentiment: FORZA BOSTON.
ciao a tutti. P.S. Complimenti per l’articolo.

431 giorni fa / tiber48 ha scritto:

Un grazie a Michele. I suoi argomenti a difesa di Rivers li ho applicati al lavoro fatto a Boston da ML e Pitino e ho riscontrato che per tutti e due è da considerare molto più che ottimo. Difatti si possono paragonare al Doc. In tanti anni non ero mai riuscito a collocarli così in alto. Per me invece erano stati una vera angoscia perché davo peso alle sequenze di L. Non avevo capito che non contano nulla. C’è sempre da imparare.
Certo Rivers è ancora a Boston. Anche Rick iniziò il quarto anno, questo voleva dire che era tutto OK?
Aspettiamo che parta la stagione e poi speriamo nei risultati e che gli altri siano costretti a subire il nostro gioco e non il contrario, diciamo non alla Rivers. Dopo tanti anni, sarebbe ora.

430 giorni fa / luca9 ha scritto:

x completare quello che volevo dire nel mio precedente intervento: se DA e` riuscito a portare a casa RAY e KEVIN in un colpo solo, vuol dire che aveva le carte giuste… quelle che gli altri non avevano… indi x cui, il lavoro fatto in questi anni era buono, anzi buonissimo… non uno schifo come lo si voleva far passare… solo questo.
ciao…

Scrivi un Commento

nome
e-mail
sito web