di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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di Giampaolo Scaglione / 16 May 2007
Doc Rivers è stato confermato alla guida dei Boston Celtics, ma per un anno soltanto.
Si sa che Danny Ainge ama le mosse ad effetto, e questa indubbiamente lo è: l’ex numero 44 dei Green vuol evidentemente sapere fino a che punto la squadra beneficerà dell’innesto di una scelta ‘pesante’ dal Draft e/o dell’arrivo di una nuova star (o quasi) via trade.
Rivers non è il migliore dei mondi possibili da far sedere in panchina, ma è uno che non crea problemi in spogliatoio: a parte alcune rotazioni non proprio impeccabili, il capo allenatore dei Celtics ha sempre saputo gestire i giocatori a sua disposizione senza creare malumori o controproducenti rivalità: si può dire, anzi, che grazie a lui Paul Pierce abbia iniziato ad assimilare i principi della leadership, a lui sconosciuti fino a pochissimi anni fa.

Doc è l’allenatore giusto per il new deal bostoniano? Lo diranno i risultati, come è giusto, ma portare a Boston un nuovo head coach insieme a nuovi talenti avrebbe senz’altro condotto tutta la squadra ad affrontare problemi nuovi nel momento sbagliato: meglio dare a Rivers e al suo staff una chance importante, con un parco giocatori finalmente all’altezza delle aspettative di tutti.
D’altra parte, sarebbe ingiusto valutare l’operato dei tecnici biancoverdi, negli ultimi anni, senza sottolineare che tutti loro si sono dibattuti tra scelte di mercato non sempre brillanti, molti giovanotti alle prime armi da svezzare, giocatori di grande talento ma spesso assenti (anche fisicamente) nei momenti decisivi.
E poi Rivers ha l’indiscutibile merito di aver saputo portare ragazzi come West, Jefferson, Perkins e Green a livelli notevoli, anche senza considerare i loro notevoli margini di miglioramento.
E non si dimentichi un certo Tony Allen, il quale potrebbe essere un’arma letale per qualsiasi avversario, se fosse possibile utilizzarlo con la dovuta continuità: se il numero 42 è ancora un (ottimo) giocatore, almeno in prospettiva, lo si deve a Rivers e ad Ainge.
Un binomio che resiste e che, nella prossima stagione potrebbe iniziare a raccogliere i frutti di un lungo e difficile lavoro.
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Il giudizio positivo che accomuna tutti i Ns. giovani non mi trova d’accordo. Per me, sono stati diversi i progressi fatti Jefferson, Allen, West, Perkins e Green. Ottimo o buono il giudizio sullo sviluppo dei primi 3; mediocre od inesitente sugli ultimi 2 o 3 ( se si considera anche Bassy ) .
Resta poi da vedere di chi è il merito o demerito di ciò: del capo allenatore o dei suoi assistenti ? Per me è più vera la seconda ipotesi, anche se il capo allenatore, decidendone l’impiego, può fare la fortuna o la sfortuna di un giocatore. I casi di Jefferson e Rondo mi sembrano i più emblematici, in tal senso, e di certo non testimoniano a favore di Rivers ( da panchinari per Doc, a titolari quando gli eventi lo hanno ” costretto ” al loro utilizzo in pianta stabile ) !
Con tutto ciò, però, riconfermo la mia tiepida e condizionata approvazione della scelta di Ainge di rifirmarlo per un solo anno.
Io ho un dubbio (anzi più di uno). Cosa succede con Rivers se anche la prossima stagione ci fossero imprevisti non calcolati come quest’anno. Gli diamo di nuovo un estenzione di un anno ?
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Comunque nonostante preferissi veder allenare Rivers altrove, posso pure capire che la continuità ha le sue ragioni, però è chiaro che anche a livello tattico la prossima stagione pretendo dei miglioramenti sostanziosi, perchè la scusa del roster giovane da ora in poi tiene fino ad un certo punto visto che molti di loro sono ormai al terzo e quarto anno di NBA.
Lascio perdere il discorso su Rivers di cui ho già detto anche troppo (ma gli articoli sul Doc li mettete a iosa in modo da stimolare gli interventi?)
La cosa in cui non sono d’accordo è che Rivers abbia il merito di avere portato West-Jefferson-Perkins-Green a livelli notevoli.
Jefferson è a ottimi livelli grazie agli infortuni degli altri perchè il Doc, fino a quel momento, non lo vedeva proprio.
Perkins non lo trovo per niente migliorato anzi lo vedo in regresso.
Su West il Doc ha rischiato di bruciarlo grazie alla sua geniale idea di preferirgli Telfair da subito.
Mentre Green ha ancora tanta pastasciutta da mangiare e non vedo ottimi risultati raggiunti.
gli articoli sul Doc li mettete a iosa in modo da stimolare gli interventi? (Alberto)
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Certi argomenti stimolano i lettori, ma anche i redattori.
Questo articolo non era previsto in scaletta, ma l’argomento è così sentito che Giampaolo ha voluto scrivere un pezzo di sua iniziativa e siamo stati ben felici di pubblicarlo come articolo.
Cosa succede con Rivers se anche la prossima stagione ci fossero imprevisti non calcolati come quest’anno. Gli diamo di nuovo un estenzione di un anno? (Leonardo)
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Dubito fortemente che ci sarà un altro anno come questo.
La prossima stagione deve terminare almeno a maggio, senza se e senza ma.
Do perfettamente ragionde ad Alberto. Ciò che ha fatto Riverso lo avrebbe fatto anche Oronzo Canà...
Ha scoperto giocatori che fino al momento non li faceva giocare solo a causa di infortuni di altri. Gomes, Jefferson sono esplosi solo grazie agli infortuni dei compagni. Tony Allen è forte ma si è rotto troppe volte in modo grave. Green ha giocato pochissimo, quando lo ha fatto non è andato male. Doc è una disperazione nelle scelte: gioca Scalabrine, gioca anche Olo se serve… non gioca Powe, non giocava Perkins, non giocava Jefferson. SIamo di fronte ad un caso drammatico. Ripeto che a mio avviso l’arrivo presunto di un buon giocatore al draft non farà altro che creare ancor più confusione nella testa del Doc. Quest’anno però sono tranquillo: non ho aspettativa alcuna visto il rinnovo, quindi anche se vinceremo una gara in più sarà un successo.
Anch’io concordo con Gianpaolo e Christian circa l’opportunità data a Rivers di vincere con una squadra integra, del resto quando tre anni fa con il ritorno di Walker la squadra aveva le potenzialità per vincere qualcosa almeno il titolo dell’Atlantic era arrivato. Nei playoff poi è finita alla 7ma con Indiana che non aveva sfigurato al 2° turno. La continuità è un fattore importante in una squadra giovane che si trova solo ora a dover dimostrare qualcosa a livello di risultati. Io però al posto di Rivers avrei allenato anche col contratto in scadenza in modo da poter “forzare la mano” a livello economico se le cose andassero come tutti noi tifosi speriamo vadano (molto bene). Può anche darsi che ci fosse stata qualche altra franchigia che abbia contattato Rivers offrendogli un pluriennale. In ogni caso va bene così. Fra una settimana potrò disincrociare le dita, archiviare cornetti vari, ecc.
dai ragazzi, se la lotteria ci dice bene…ben venga anche Oronzo Canà!
Auguri a tutti quelli pazzi per Rivers. Ma siamo pazzi?
Si può essere o meno d’accordo con la disamina di Giampaolo (io lo sono a metà); pero questo non spiega il rinnovo.
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Va bene la continuità, va bene lasciarlo lavorare un altro anno (io non sono d’accordo ma posso capire), ma se tutti dicono (anche in America e anche gente vicina ai Celtics e addirittura Doc stesso!!) che l’anno prossimo è decisivo, che bisognerà raccogliere ciò che l’inesperienza e gli infortuni ci hanno tolto, allora perchè rinnovarlo? Se l’anno prossimo è l’ultima possibilità del Doc perchè gli è stato allungato il contratto concedendogli in realtà due anni? Poi è chiaro che lo si può cacciare anche dopo 2 partite ma se lo si voleva tenere per i motivi che illustra Giampaolo, perchè non gli è stato detto di allenare in scadenza?
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In questo modo non si mette mai un limite, una data entro la quale qualcosa (non dico un titolo ma un PO e una squadra da 40+ W) deve essere raggiunto. Vi faccio una domanda: quanto ancora può durare la fase di gestazione di questa squadra? Tutti risponderanno: “l’anno prossimo le prove e gli esperimenti devono finire.” E allora perchè Doc ha appena firmato un contratto che proroga questo limite di un altro anno?
Tipico articolo scritto con il cuore e non con il cervello. (non in senso offensivo)
Rivers andava cacciato: punto a capo.
Io credo che dietro al rinnovo per un singolo anno ci siano diverse sfaccettature del rapporto Ainge-Rivers; certo il prolungamento di un solo anno a me personalmente fa il seguente effetto: – Doc preme per un rinnovo, giocando d’anticipo, anche per questioni legate alla continuità e al progetto – Ainge di converso riesce a dimostrare il suo calo di fiducia solo attraverso il prolungamento per un singolo anno (perchè non ha sottomano un coach migliore? Perchè crede nel progetto pure lui? Perchè altrimenti è come dire che ha toppato pure lui? Un misto di tutto, direi).
Insomma, mi sembra per ambedue una scappatoia sudata e disperata dopo un’affannosa ricerca dell’uscita dall’attuale garbuglio di problemi GM-coach
ricordo mesi fa un trappolone simile a questo su ICP, ma con argomento-Ainge (...il sempre preferito) – a vedere come si dibattevano i pesci appena si tirava fuori il nome ‘Danny’. Questo nn sembra affatto diverso. Per riportare tutti alla realtà vi invito a contare le partite vinte da questo coach negli ultimi due anni (posso sbagliarmi, ma sembrano 56) e sì, ’..non crea probemi in spogliatoio..’ ? magnifico. Nn è nemmeno un omicida seriale, mi risulta: condizione necessaria ma non sufficiente a fare il coach NBA. Qualcuno ha giustamente provato a considerare, magari, le rotazioni ed altri dettagliuzzi tecnici; a loro vi rimando. Girano anche voci su allenamneti cancellati per volarsene dall’erede che gioca e ci sono interi blog dedicati a come abbiamo buttato via partite nei finali tirati grazie a impreparazione e approssimazione (regola numero uno del comando:è sempre colpa tua).La cosa triste è che una botta di fortuna al draft salverebbe capra, cavoli e passanti casuali, e vedrete – non mancheranno i cantori su ICP delle magnifiche sorti, al canto di ‘non avevamo mai dubitato’...
Hai ragione Nomar, se e solo se arriva il Sig.Oden le cose per noi cambieranno in meglio e, sono sicuro, arriveremo alle 50 W stagionali.
A quel punto gli adoratori del Doc si alzeranno in coro e diranno “ve l’avevamo detto noi cari vecchi incompetenti….........”
Purtroppo poi dovremo fare i conti con i Playoff ed è li che si vede chi ha le palle sia nel campo (giocatori) che in panca (coach) per vincere davvero.
Per i Celtics questa doveva essere la stagione del rilancio e l’obiettivo erano i play-off (per me certamente alla nostra portata). Mettiamo gli infortunii, mettiamoci di mezzo la sfortuna, va bene non arrivare ai play-off. Ma chiudere col penultimo record della lega è un vero e proprio fallimento e non ci sono alibi. Quindi dato che non si può cambiare l’intera squadra, è giusto che si cacci il coach e lo staff tecnico.
Prox anno i playoffs con Riverso saranno durissimi da raggiungere. Se fossimo ad Ovest non andremmo ai playoffs nemmeno col pensiero. Miami si rafforzerà, NY è già forte (anche se eterna perdente) e noi dovremo sperare in un ottavo posto da 40 vittorie con eliminazione immediata. Questa è la nostra massima aspettativa di rinascita. Sperando di avere una bella scelta, cosa tutt’altro che scontata.
La verità è che confermiamo un allenatore troppo perdente per essere confermato, jefferson ha trovato i 40 minuti solo quando rivers non poteva fare altrimenti, Significativo un Jefferson che allarga le mani stremato dall’ennesimo rimprovero a canestro segnato.
I giovani sono cresciuti e il Doc è sempre sorridenrte, ma Doc ha la fortuna che non c’è la controprova che un Messina avrebbe fatto anche meglio.
Ci saranno le occasioni per scommettere sul risultato finale della prossima stagione, prima però aspettiamo a vedere chi arriva dal draft e le modifiche derivanti da eventuali scambi.
Con Oden 50 vittorie?
Rispetto la tua opinione, ma se permetti…...la considero come una battuta.
I celtics hanno tali e tanti problemi che un solo giocatore non li può risulvere certamente tutti.
Vanno imbastite trades importanti, a costo di rischiare e sacrificare qualcuno.
Ho gia’ avuto modo di criticare Rivers come allenatore e a questo punto critico anche Ainge per l’ estensione contrattuale.
Sono scettico sul merito dei miglioramenti di West, Gomes e Rondo, in quanto penso che bastava farli giocare e avrebbero dimostrato il loro valore. Dove e’ il merito di un allenatore che li ha mandati in campo quando non aveva alternative? Considerazione a parte su Jefferson che da quanto mi ricordo e’ seguito in particolare dallo staff tecnico. Non penso proprio che nn sarebbe esploso in qualsiasi altra franchigia o con qualsiasi altro allenatore. Green secondo me potrebbe essere seguito di piu’ da coach e staff tecnico, e Bassy e’ stata una scomessa persa piu’ di Ainge che di Rivers. Infine Perkins nn e’ giudicabile, potenzialmente puo’ essere, e lo e’ stato, una presenza intimidatoria ed un flop, ed e’ stato pure questo in alcune partite. La fascite plantare ha reso la sua stagione indecifrabile, c’e’ da augurarsi che i guai siano passati, ma e’ un giocatore su cui punterei.
Al di la’ dei progressi dei giovani su cui possiamo discutere all’ infinito su meriti/colpe dell’ allenatore, quello che assolutamente non mi piace e’ la mancanza di identita’ della squdra capace di imprese e rimonte eccezionali e poi di perdere palloni banali su rimesse, passaggi stupidi a limite del minibasket.. E in questo si vedono le lacune dell’ allenatore incapace di guidare una squadra giovane. Un allenatore di maggior carisma avrebbe dato un identita’ sia in attacco, che in difesa.
Quest’ anno la presenza di Rivers poteva pure passare in vista di una lottery pick alta. Ma l’ anno prossimo chi si prende la responsabilita’ di aver prolungato la panchina di RIvers? Chi paga la chance importante per Doc e il suo staff? Purtroppo i Celtics….o meglio noi tifosi.
Un ultima considerazione non penso assolutamente che con Oden si possano risolvere i problemi della squadra, e mai e poi mai si arrivera’ a risultati importanti nel giro di un anno.
Sicuramente sarebbe un tassello importante e definitivo per la rincorsa alla post season, ma ancora di strada c’e’ ne da fare soprattutto in panchina.
Io dalla prossima stagione invece di attendermi X o Y vittorie (che come abbiamo assaggiato recentemente sulla nostra pelle dipendono da tanti fattori), mi attendo ancora prima di esse di vedere i Celtics con una propria identità ben precisa. sia che si giochi veloce o su metà campo, sia che si giochi piccoli o grossi, voglio capire con chiarezza quale sarà l’identità della squadra, quali sono i piani gara, perchè non vorrei rivedere Rivers che si adatta sempre e comunque come ha fatto negli ultimi due anni sia per necessità che per scelta.
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Anche perchè la seria tra Dallas e Golden State con il frittatone di Avery Johnson che si è adattato ancora prima del primo tip off ci ha chiaramente detto che chi si adegua e snatura la propria identità concede un vantaggio troppo grande agli avversari, e se è così per una serie figuriamoci in stagione regolare quando gli avversari cambiano tutte le sere.
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PS ho visto cose che voi umani ….. non avreste nemmeno mai immaginato nei vostri sogni più remoti …. standing ovation per Joseph Forte che domina al di qua dell’oceano.
Leonardo, allora aveva ragione il buon Red a consigliarlo nel draft di quell’anno: peccato che solo dopo qualche stagione e in Toscana dimostri il suo valore …........
non so perchè ma paragono sempre la situazione del doc con quella di sam mitchell… stagione disastrosa ai raptors, fallimento, poi prima scelta, bella stagione e allenatore dell’anno. spero doc faccia lo stesso
invece qualcuno sa qualcosa sui biglietti per roma e quando sono in vendita?
Per i biglietti avevo trovato un riferimento su http://www.listicket.it
Marco (fusi) per la trasferta a Roma ci si organizza insieme se vieni anche te.
x Leonardo
Ho da far coincedere diversi impegni (leggi moglie), comunque quando i biglietti sono in vendita sentiamoci.
Intanto anche Jeff Van Gundy non è più coach a Houston.
Quanta fretta hai avuto Danny e spero proprio tu non ti debba pentire della tua scelta dopo avere avuto la possibilità di portarci uno tra questi qua: Van Gundy-Carlisle-Adelman-Brown.
Mi sembra che siano un filino meglio di Rivers o no?
Il mio grande rimpianto è per Carlisle, ma era troppo bello, speriamo almeno che di sogni si conretizzi quello che tutti sappiamo.
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Intanto il popolo Celtico ha bocciato sonoramente il rinnovo di Rivers 66% contro nel sondaggio su celticsblog.com. Credo che sia una percentuale importante, speriamo di cuore che ci siamo sbagliati tutti. e che le varie tesi spese per giustificarlo si possano concretizzare.
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Di sicuro Ainge si è preso un bel rischio, perchè le alternative valide c’erano, quindi è una conferma convinta e non dovuta alla mancanza di alternative.
Ormai qui ci sono sempre e solo rimpianti: adesso siamo arrivati al punto di vedere vari allenatori bravi sul mercato e noi che facciamo? Rinnoviamo il contratto ad un fesso che se va via da Boston non lo vogliono nemmeno come commentatore…
Altra annata terribile. Continua la nostra eterna Summer League targata Rivers. E il buon Doc tra poco comincerà a dire che inizierà a fare esperimenti….
confermare rivers è stato un errore clamoroso
bisognava cambiare coach e rivoluzionare il roster
Concordo, Doc vuole provare a vincere con una squadra integra e raccogliere i frutti del suo lavoro.
Sta solo a lui ora meritarsi un contratto pluriennale.