di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.
SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Christian Spazian / 17 February 2007
Boston Celtics @ Minnesota Timberwolves 107-109
Milwaukee Bucks @ Boston Celtics 97-117
È stata tanto desiderata, ed alla fine è arrivata.
La vittoria contro Milwaukee ha interrotto la lunga striscia negativa a 18 partite, nuovo record storico ed è con grande sollievo che non è stato raggiunto il record storico di 23 sconfitte consecutive (per i dettagli consultare la sezione “Curiosità”).
Dopo il ritorno di Paul Pierce in campo era stata individuata come partita ideale per tornare alla vittoria proprio quella contro Milwaukee, e così è stato, con lo stesso Pierce e Szczerbiak che si sono ritrovati insieme in campo dal lontano 16 dicembre. Mentre Pierce è tornato in quintetto dalla partita contro Minnesota, per Wally solo una partenza dalla panchina contro Milwaukee per il momento, nel prosieguo della stagione si vedrà.
È fuori di dubbio però che i due non sono al meglio e lo saranno, sempre che non abbiamo delle ricadute o nuovi infortuni, solo più avanti nella stagione, però la pausa potrà essere utile per recuperare i due giocatori fisicamente e mentalmente.
Il rientro in quintetto di Pierce ha elevato il livello di gioco della squadra ed è sotto gli occhi di tutti quanto il giocatore sia forte, decretato non quando è stato in campo, ma quando è stato fuori. In genere si sa quando una persona è importante quando manca, Pierce è fortissimo perché porta ad alti livelli una squadra che senza di lui non riuscirebbe ad arrivarci (almeno non ancora per i Celtics attuali). “È il nostro orgoglio, porta intensità e ci sentiamo più tranquilli quando è in campo. È tutta un’altra atmosfera” ha detto Perkins, ma crediamo che sia il pensiero di tutti, e Jefferson rincara la dose: “quand’è in campo preme per vincere ogni volta e noi cerchiamo di raggiungere il suo livello, è un grande leader, un grande capitano”.
Pierce si rende conto della situazione e sa bene che deve infondere nei compagni di squadra il suo talento per cercare di portarli a migliorarsi così come migliorare la squadra. La sua assenza era una buona occasione per gli altri componenti della squadra di incrementare il proprio livello di gioco, è arrivato il momento di mostrarlo nelle prossime gare.
Ora come sarà il futuro? Per questi giorni è molto utile il riposo e staccare dalle partite, godendoci le prestazioni di Green alla gara delle schiacciate, i giocatori invece sono molto combattivi, come per esempio lo stesso Green “vogliamo ottenere qualche striscia vincente, invece delle strisce perdenti, nella seconda parte (della stagione)”, oppure Jefferson “mi sento che possiamo battere qualunque squadra”.
Sabato notte è in programma la gara delle schiacciate, che sarà commentata con un articolo apposito. La preparazione e l’impegno di Gerald Green è molto meticolosa e speriamo di vedere questa meticolosità anche la prossima estate per imparare la difesa. Nel frattempo sta preparando la sua performance e c’è il massimo riserbo in materia. La scorsa settimana Green si è intrattenuto con Pierce per discutere su angoli, velocità, potenza e tempismo.
“Alla massima altezza della schiacciata, vorresti raggiungere il tuo picco (del salto). Talvolta non ci riesco”. Questa è la maggiore preoccupazione di Gerald per la gara e sta lavorando molto per migliorarsi. È stato calcolato che l’anno scorso il suo salto ammontava a 46 pollici (1,17 metri) e si presume che quest’anno sia maggiore di qualche centimetro.
Ritornato in campo, anche se non al meglio, Paul Pierce ha rischiato di fermarsi ancora per un problema muscolare all’anca durante il terzo quarto della partita contro Minnesota. Ha stretto i denti per finire la partita e lo ha fatto anche in occasione della serata giocata contro Milwaukee; questi giorni di pausa saranno molto salutari per lui.
Wally Szczerbiak non ha preso l’aereo della squadra per recarsi a giocare a Minneapolis, la slogatura alla caviglia destra non glielo ha permesso, ma ha fatto di tutto per poter tornare in campo nell’ultima gara prima della pausa per l’All-Star Weekend e ce l’ha fatta, giocando peraltro molto bene: 6 su 12 dal campo (di cui 2 su 3 da 3) e 14 punti.
Anche Michael Olowokandi non si è aggregato alla squadra per andare a giocare a Minneapolis, ma anche se l’avesse fatto difficilmente sarebbe entrato in campo, visto che il suo gioco non incide per nulla sulla partita.
Ora che i Celtics sono riusciti a fermare la propria serie di sconfitte consecutive a 18, nuovo record di franchigia, facciamo un po’ il punto della situazione per quanto riguarda le strisce di sconfitte consecutive. Il record in assoluto più lungo è quello dei Cleveland Cavaliers, pari a 24 sconfitte, suddivise però in due anni, mentre per quanto riguarda una singola stagione c’è un parimerito a 23, dei Grizzlies quand’erano ancora a Vancouver (stagione 1995-96) e dei Denver Nuggets (stagione 1997-98). Poi ce ne sono ancora due a 20 ed altre 6 occasioni in cui una squadra ne ha subiti 19. Ci sono state quindi altre occasioni in cui alcune squadre hanno fatto peggio dei Celtics, ma rimane il fatto che il precedente record della franchigia bostoniana è stato ampiamente battuto.
Mettiamo subito in chiaro che il vincitore settimanale non può che essere Paul Pierce. Troppo esperto, troppo talentuoso, troppo desideroso della vittoria e troppo decisivo contro Milwaukee per non metterlo sul gradino più alto. Tutti i candidati per la seconda posizione hanno al loro attivo una buona partita ed una meno buona, quindi risulta estremamente difficile effettuare una scelta. Dopo un’attenta analisi delle prestazioni abbiamo scelto di andare su Green: decisivo nella vittoria contro Milwaukee, non ha per nulla sfigurato contro Minnesota, e ha giocato entrambe le partite con percentuali eccezionali (86%, da tre 87,5%) ed una media punti da non disprezzare (17,5). È vero che fa poco in altre zone del campo ed in altri aspetti del gioco, ma percentuali dal campo e da tre oltre l’80% non si vedono tutti i giorni, riuscendo anche a contribuire in maniera determinante ad una vittoria.
Classifica aggiornata:
16 Jefferson
15 Pierce
5 Allen
4 Szczerbiak
4 West
3 Gomes
1 Green
Subito tre gare dopo la pausa per l’All-Star Weekend:
martedì in trasferta contro Sacramento
mercoledì in trasferta contro Phoenix
venerdì in trasferta contro L.A.Lakers
Inizia questa settimana il tour ad ovest più lungo e difficile. 5 gare totali, di cui 3 già questa settimana, metteranno a dura prova la ritrovata serenità dopo la vittoria contro Milwaukee. Contrariamente al solito, la nostra previsione non sarà sulle tre gare settimanali, ma su tutte e 5 le gare della trasferta, e per noi sarà già difficile vincerne una. I Celtics a nostro avviso non hanno la serenità necessaria per poter ambire a vincerne di più.
La vittoria contro Milwaukee non migliora di una virgola la classifica dei Celtics, rimangono ultimi da soli con una vittoria di svantaggio rispetto a Memphis, mentre le altre sono molto distanti. Il distacco rispetto all’ottava dell’Eastern Conference è pari a 12,5 lunghezze e mancano 31 partite alla conclusione della stagione.
In quest’occasione valutiamo le probabilità di scegliere al numero 1. Come erroneamente si crede, non si mettono tante palline quante sono le squadre con più palline per l’ultima e meno per la quattordicesima in un’urna e poi si estrae a sorte. È leggermente più complicato: si numerano 14 palline da ping pong e se ne estraggono 4. Le combinazioni create dai 4 numeri (non ha importanza l’ordine) sono 1001, di cui 1000 sono assegnate in quantità variabile dalla squadra peggiore in giù: 25% per l’ultima, 19,9% per la penultima, 15,6% per la terzultima ecc. fino allo 0,5% per la quattordicesima. È soltanto la combinazione delle quattro palline che decreta chi sceglierà per primo.
È possibile che l’ultima squadra classificata non scelga tra le prime 3: è stato il caso di Portland nell’ultimo draft, la quale ha scelto per quarta nonostante il peggior record, infatti vengono estratte solo 3 combinazioni, dalla quarta si va in ordine tra le franchigie che non sono state selezionate. Ovvio quindi che se proprio non ce la fai a fare i play-off è meglio cercare di arrivare ultimo, così mal che vada scegli col numero 4.
Le possibilità per l’ultima di scegliere al numero 1 sono il 25%, non molto alte, ma vediamo quello che è successo gli anni scorsi: l’anno scorso arrivò ultima Portland, l’anno prima Atlanta, poi Orlando e nella stagione 2002-03 Cleveland e Denver. Tra queste squadre arrivate ultime nei rispettivi anni, solo Cleveland scelse col numero 1. Come ben sanno gli esperti di statistica questo non vuol dire che chi arriverà ultima avrà più possibilità di scegliere per prima, sono 25% e tali rimangono le probabilità, ma è altrettanto vero che alla lunga le uscite tendono ad equilibrarsi alle rispettive percentuali di probabilità, quindi è possibile che la squadra che arriva ultima quest’anno potrà scegliere per prima al draft.
A risentirci.
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Intanto Pierce continua a rilasciare dichiarazioni molto preoccupanti, ieri in un intervista al Boston Globe
si è diciarato frustato per la situazione.
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Il nostro Paul sta lanciando messaggi preoccupanti, come noto vorrebbe cedere la scelta, ma secondo me punta il dito sul vero problema ossia che ci sono troppi giovani, il cui sviluppo va troppo a rilento, e che per di più non potranno di sicuro essere rifirmati tutti (cosa che disse giustamente in un’intervista a inizio febbraio).
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Io credo che se la sfortuna ci mette lo zampino e a Boston non tocca una delle due prime chiamate, in estate il notro Paul potrebbe pure chiedere di andarsene se Ainge non fa un mercato da manuale.
Caro Leo qualcuno mi ha risposto da un altra parte che la frustrazione passerà a Pierce se arriva un ottimo giovane.
Io non credo ma chi vivrà vedrà.
Cerberus anche io credo che se arriveranno Oden e Durant Pierce sarà il primo a giovarsi di questo sciagurata annata, garantendosi una bella assicurazione tecnica sulla vecchiaia (cestistica). Da Noah o Brendan Wright in poi la faccenda si complica e li giustamente lui potrebbe aver da ridire perchè saranno giovani buoni ma non pronti in breve tempo. Qui si vedrà il vero Ainge perchè con Oden e Durant non sarà necessario un mercato roboante, mentre con scelte dalla tre in poi, Ainge dovrà fare grandi cose per non ritrovarsi al training campo in una situazione simile a quella di quest’anno ossia tante speranze e poche certezze.
Ho avuto modo in questi giorni di sentire alcuni colleghi che lavorano a LA e a Boston. Nelle ultime settimane, sulla costa ovest si fa un gran parlare dell’approdo del Bigliettone (da molti anni il mio cestista preferito, ahimé...), ma sulla costa est si dice che PP è prossimo all’addio. Del resto, ora è al top, e lo si scambia benone, se poi non arriva Oden… In questo caso, il prossimo anno ennesima ricostruzione, speriamo almeno con un nuovo GM (anche questo, a dire il vero, si da per certo nei rumors di oltre-oceano)
Già da giugno Boston ha la possibilità (esercitando o scambiando la scelta al draft) di diventare una squadra seria.
Se i giorni dii PP a Boston sono contati, evidentemente è perchè vuole essere scambiato entro il 22 c.m. per fare i PO già da quest’anno.
E sarebbe un brutto colpo, visto che in vetrina ci sono già i vari Gasol, Kidd, Vince Carter, ecc…
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PS: Atlanta, menzionata da Leo come interessata a Telfair, sembra non sia proprio contenta di Speedy Claxton; infatti è interessata anche Ridnour di Seattle
Credo che se arrivasse una cessione di Pierce (a quel punto non mi interesserebbero molto i motivi) credo che l’attuale dirigenza sarebbe in piena Waterloo.
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Di solito nella settimana prima della deadline si legge tutto e il contrario di tutto, quindi non so quanto credrci, restano importanti segnali su pierce che ormai mi pare si sia stancato di giovani che non crescono e trade che non arrivano. Ci sarebbe anche un fattore tecnico ossia cedere Pierce senza rimmetterci di brutto (cosa quasi sicura) dopo il 30 di giugno è impossibile perchè PP entra nel nuovo contratto da 20M$ e allora dubito ci sia chi ti offre scelte importanti e contratti in scadenza.
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Io credo che Pierce (che ricordo ha rinnovato il suo contratto con questo roster pari pari a luglio) aspetterà il draft (o perlomeno la lotteria) e poi vedrà, andarsene da Boston con Oden o Durant potrebbe non essere la cosa più felice del mondo, anche perchè immagino se poi decide di forzare la mano e andrsene, la destinazione la decidono i Celtics, e potrebbe pure finire in posti meno graditi di Boston.
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Riguardo ai Celtics ci sarebbe pure un altro flebile Rumors, ossia uno scambio con Miami con Wally e Bassy in Forida in cambio di Jason Williams (Scadenza 2008) e Posey (scade a giugno), ennesimo scambio puramente salariale, ma che comunque a livello tecnico ti indebolisce notevolmente.
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Rimango dell’idea che fino al 22 saremo spettatori, unica cosa possibile cessione di Bassy per scelte future.
Riguardo a Garnett dubito che si muova almeno per ora visto che il cambio di coach pare sia stato voluto fortemente da lui.
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Intanto ho visto il Rookie Challenge, gara dove le asfissianti difese l’hanno fatta da padrona :-) , deve però far riflettere il fatto che una franchigia come la nostra che punta tutto o quasi sui giovani non avesse nessuno presente ne tra i primo e i secondo anno. Segno che un minimo di sopravvalutazione da parte nostra sui nostri giovani spesso c’è stata.
Le chiamate al rookie challenge è contato molto la classifica attuale, perchè Gomes se la meritava tutta.
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Io non darei molto risalto alle parole di Pierce, lui guarda al presente, mentre Ainge deve guardare in prospettiva, ed ora la prospettiva giusta è puntare ad Oden.
Facciamo due calcoli veloci: ora la zona playoff è attorno al 50%, ovvero 41 vittorie stagionali. I Celtics hanno 13 vittorie, quindi gliene mancherebbero 28. Ritenete possibile che su 31 partite mancanti ne possano vincere 28?
Sulla base di questi dati è giusto cercare di vincerne il più possibile oppure è meglio rimanere ultimi per avere più possibilità di scegliere Oden?
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Io non ho dubbi al riguardo e scelgo Oden.