di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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di Michele Pulcini / 19 February 2007
Nel corso dell’ultimo sciagurato periodo di gare perse ho letto opinioni in merito ai nostri amati C’s che condivido molto poco, dettate principalmente da un sentimento di delusione per speranze tradite simile a quello che si può avere verso una compagna poco fedele.
A causa di questo sentimento credo che molte tra le opinioni espresse vadano oltre il reale pensiero e convincimento di chi le ha scritte, nei toni e nei fatti.
In ogni caso, poiché potrei essere animato da un uguale sentimento di amore troppo ottimistico mi sembra necessario chiarire alcuni punti che ritengo fondamentali e che spesso nei post o nei topic, manca l’occasione per approfondire e sviluppare in modo completo, mentre la pausa per l’All Star Game offre il tempo per una riflessione più paziente.
Il principale argomento che mi interessa sviluppare è quello relativo alla strategia complessiva che la società e il GM Ainge portano avanti, poiché l’importanza dell’allenatore, a mio parere, è secondaria.
Credo che uno degli argomenti più sottovalutati quando si discute di strategie di mercato a breve e medio termine, sia quello della flessibilità. Flessibilità significa possibilità di manovra sul mercato ed è legata ai giocatori sotto contratto, tenendo conto della durata e dell’importo degli stessi. Ainge, come tutti i suoi colleghi GM, si trova in questa necessaria valutazione preventiva di ogni possibile manovra di mercato, cercando di capire le conseguenze di scelte che influiranno sul medio e lungo termine: in parole povere, più lontani si è dall’aver costruito una squadra da anello, maggiore è il valore della flessibilità.
Questo è, a mio modesto parere, il motivo dell’immobilismo sul mercato di cui viene accusato Ainge e la ragione di alcuni movimenti tesi ad alleggerire il monte salari e la durata dei contratti più pesanti, usando, inoltre, i contratti da rookie come strumento per mantenere la flessibilità nel corso del processo di valutazione che non sarebbe stato altrimenti possibile operando sul mercato dei FA.
Siamo tutti d’accordo che serve un’altra star da affiancare a Pierce, ma non solo, servono anche i giocatori con il talento complementare per arrivare ad essere una contender.
In questa seconda ottica, attraverso il draft sono stati acquisiti una serie di solidi giocatori di complemento e di qualità che sul mercato avrebbero avuto costi proibitivi (vedi, p.e., la firma autunnale di Bonzi Wells), anche se la posizione di scelta mai altissima non ha permesso, finora, di arrivare alla star e può far nascere un duplice problema temporale: l’età di Pierce e la scadenza dei contratti da rookie.
Molti sono convinti che non basteranno i tre/quattro anni di massima produttività che il capitano ha ancora a disposizione (non ha ancora compiuto 30 anni) e quindi dobbiamo augurarci che uno dei giovani possa svilupparsi fino ad affiancarlo; nelle ultime due stagioni le occasioni per una valutazione dei giovani a disposizione sono state molte, ma per alcuni di loro è arrivato il momento delle decisioni, perché Jefferson, Gomes, Allen, West e Telfair sono alla fine del contratto da rookie e ogni rinnovo significa ridurre la flessibilità così necessaria per futuri scambi, così come ogni trade e le difficoltà per Ainge aumentano in quanto deve scegliere su chi contare per il futuro.
Ricordiamoci che i role player non sono difficili da trovare sul mercato, ma il loro costo può essere alto, ingolfando il cap, anche perché ne possono servire almeno due/tre affidabili, ma, a questo proposito, credo che nessuno possa negare che abbiamo già in casa questi role player e che abbiano ruoli e caratteristiche diverse gli uni dagli altri, senza inutili doppioni.

Prima di operare sul mercato siamo ancora in attesa di capire se qualcuno di loro potrà diventare il giocatore di livello superiore da affiancare a Pierce e l’unico che, al momento, parrebbe candidarsi è, ovviamente, Al Jefferson.
Tra tutti i giocatori, è chiaro che Jefferson sia la nostra maggiore speranza, ma vorrei provare a capire quale sia il livello al quale potrebbe arrivare, con l’aiuto di un’interessante analisi tratta da Rexer Analytics: può lasciare il tempo che trova come tutte quelle derivanti dalle statistiche, ma ha comunque un suo valore dettato dall’ampiezza del campione.
Bene, attualmente le sue medie sono di circa 14 punti e 10 rimbalzi, da titolare viaggia a circa 16 e 12, se non interverranno infortuni fino al termine della stagione, potrebbe chiudere a circa 15 e 10.
Cercando tra i giocatori scelti tra il 1986 e il 2002 (diciamo da quando il gioco ha cominciato a rallentare e a non essere più “l’NBA dei nostri padri”) quali hanno avuto nei loro primi tre anni almeno una stagione con medie di 15 e 10 in almeno 50 partite giocate, il risultato e i nomi sono abbastanza interessanti perché abbiamo 17 giocatori che hanno avuto queste medie e posso fare il primo riassunto che segue.
Ben 12 di questi 17 almeno una volta hanno partecipato all’ASG, mentre solo 5 di loro hanno fatto quelle medie in una squadra vincente, mentre la maggioranza in squadre mediocri.
In modo piuttosto sorprendente, almeno per me, non c’è Garnett, il quale ha avuto più di 10 rimbalzi solo nella sua quarta stagione (il terzo anno aveva 18,5/9,6/4,6 assist), mentre l’unico a entrare nella lega a 19 anni (come il nostro Al) è stato Shawn Kemp.
Ecco l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico, con l’età di ingresso nella lega e le medie dell’anno.
1) Vin Baker, 21 anni, 17,7 pts e 10,3 rebs
2) Carlos Boozer, 21 anni, 15,5 e 11,4
3) Elton Brand, 20 anni, 20,1 e 10,1
4) Derrick Coleman, 23 anni, 20,7 e 11,2
5) Tim Duncan, 21 anni, 23,2 e 12,4
6) Pervis Ellison, 22 anni, 20,0 e 11,2
7) Larry Johnson, 22 anni, 22,1 e 10,5
8) Shawn Kemp, 19 anni, 15,5 e 10,4
9) Shawn Marion, 21 anni, 17,3 e 10,7
10) Alonzo Mourning, 22 anni, 21,5 e10,1
11) Dikembe Mutombo, 25 anni, 16,6 e 12,3
12) Shaquille O’Neil, 20 anni, 29,4 e 13,2
13) Zach Randolph, 20 anni, 20,1 e 10,5
14) David Robinson, 24 anni,24,3 e 12,0
15) Rony Seikaly, 23 anni, 16,4 e 11,1
16) Antoine Walker, 20 anni, 22,4 e 10,2
17) Clarence Weatherspoon, 22 anni, 18,4 e 10,2
Se le medie richieste scendessero leggermente (14 punti e 9 rimbalzi), potranno aggiungere altri 10 nomi, alcuni dei quali sono/sono stati All Star (Grant Hill, Nowitsky, Garnett, Webber, Gugliotta, Amare Soudamire e Brad Daugherty).
Potrei, quindi, affermare che nel gruppo di questi 27 ci sono un bel numero di futuri Hall of Famer (forse 7/8) ed è più facile, probabilmente, diventarlo piuttosto che non fare mai in carriera almeno un All Star Game (solo 5 dei primi 17).

E’ chiaro che ognuno di questi giocatori ha sue caratteristiche e abilità, ma direi che Jefferson potrebbe assomigliare a Kemp (più atletico di Al, ma l’unico dal liceo e scelto al 17), a Boozer (non così alto, ma buon rimbalzista e gioco simile vicino al canestro), a Baker e a Randolph, anche se Al potrebbe ambire ai livelli di produzione raggiunti oggi da Brand, poiché Shaq, Duncan, Mourning, Mutombo e Marion (per motivi diversi) hanno una dimensione di gioco diversa.
Non mi sogno di affermare che Jefferson diventerà un Hall of Famer o un giocatore da All Star Game, però credo che questi numeri possano spiegare perché sia così importante per la società, scambiarlo non è da escludere in base alla contropartita che potrebbe arrivare, ma sarebbe molto importante valutare i suoi progressi ancora per un’altra stagione.
In più, un suo eventuale scambio ci farebbe perdere un’altra opportunità, quella di firmare i propri giocatori nel contratto da rookie anche oltre il salary cap, avendo, di conseguenza, un salario “importante” scambiabile, ma che non incide sul cap in modo negativo: è più semplice “crescere” un giocatore di impatto, piuttosto che cercarne uno tramite scambi.
Jefferson, come tutti i nostri giovani provenienti dal draft, hanno un valore tutto da provare finché non raggiungono un rendimento costante a un certo livello e Al, oggi, è forse l’unico giovane a roster che possa aver raggiunto questo rendimento e il conseguente valore di mercato, valore che ancora non possiamo dare alla nostra scelta, almeno fino al 22 maggio; Ainge non ha oggi ancora tutti gli elementi certi o molto probabili per costruire la sua strategia di mercato, anche se le pedine che ha in mano sono di certo con un valore superiore al passato.
Le certezze a oggi sono di avere una star nel suo prime (Pierce), un altro giocatore a un passo dal livello dell’ASG (Jefferson) e un gruppo di almeno buoni role player (West, Gomes, Perkins, Szczerbiak, Allen) tutti in ruoli che non si sovrappongono: questi sette giocatori non hanno bisogno di ulteriori valutazioni oppure in forma molto relativa.
Poi abbiamo due possibili role player/giocatori di livello superiore in Rondo e Green, ma nel loro caso non voglio sbilanciarmi, infine c’è il grande interrogativo/speranza draft che potrebbe quadrare il cerchio per una rotazione di altissimo livello, almeno a Est.
Il mio bicchiere è, come sempre, mezzo pieno o quasi pieno: pazienza, siamo vicini e non venitemi a parlare di coach, è veramente secondario.
Ottimo articolo con una valutazione che non conoscevo. Sul livello di Jefferson non credo che ci siano dubbi, non so se farà mai l’ASG ma cmq è già un fattore importante in attacco (il resto si può insegnare) quindi d’accordissimo con Michele nel definirlo un keeper. Giustissmo il discorso sulla flessibilità, anche se il crescersi i giocatori sta diventando un pò sanguinoso (troppe L). Meno d’accordo sul fatto che la scelta dell’allenatore sia secondaria (discorso lungo e già fatto) e sul fatto che il nostro roster abbia molti role players e nessun doppione: i doppioni ci sono (Allen/Green/Wally qualcuno è di troppo; il mostro a tre teste in play) e ci sono buchi, ovvero tipologie di giocaotre che non abbiamo, anche ammettendo un buon grado di sviluppo per tutti i giovani (un’ala atletica, un lungo, difensori in genere) quindi in realtà secondo me sul mercato bisogna andarci, senza disfare la squadra, non foss’altro per reperire giocatori di questo tipo.
L’articolo di Michele spiega chiaramente che in linea teorica il “progetto Ainge” non era campato in aria, però poi da li in poi entrano in ballo anche altri fattori non direttamente controllabili (fortuna, infortuni), e a cui vanno aggiunti alcuni errori evidenti (che attenzione un po tutti i GM fanno).
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Partiamo dalle certezze, un Pierce intoccabile come ben visto nelle ultime due gare, un Al Jefferson che mi sbilancio per me senza appendicite e con un Rivers disposto da subito a dargli spazio, per me l’All Star Game poteva farlo pure quest’anno, quindi altra certezza o quasi, abbiamo un bel gruppo nutrito di Role Player / panchinari / 4-5° uomini da quintetto, ma ad oggi mancano chiaramente un play e un lungo da affiancare a Jefferson negli anni.
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In play Ainge a dire il vero è stato un autentico ciclone, Tony Delk, JR Bremer, Mike James, Chucky Atkins, Gary Payton, Marcus Banks, Delonte West, Will Bynum, Dan Dickau, Sebastian Telfair, Rajon Rondo, quindi se li contiamo siamo a quota 11 (!!!!) tentativi, con la soluzione definitiva bel lontana da vedersi e la concreta prospettiva di dover ricorrere con energia al mercato. E’ chiaro che per alcuni di loro non c’è stata una bocciatura netta, però al “loro” momento non hanno dato la certezza di poter rappresentare una scelta definitiva o quasi. Tutto sommato la coppia attuale merita un po di credito, perchè comunque i segnali dati da West e Rondo sono confortanti, ma West in verità i soliti segnali li dava pure lo scorso anno e non si è mai capito perchè si è voluto imboccare il tunnel Telfair), ma anche qui per ora siamo a poco più delle speranze.
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Per il lungo onestamente si spera in grande, andasse male Jefferson avrà per forza di cose bisogno di un aiuto esperto, che difensa e che lo aiuti, quello che si sperava di trovare in Perkins, ma Perkins mi pare onestamente stia facendo come i gamberi ossia andando all’indietro, la fascite per carità è un gran problema, ma resta il fatto che questo ragazzo a livello di fondamentali e di comprensione del gioco ha fatto poco o nulla negli ultimi due anni.
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Max Giordan spesso dice che un GM che in quattro anni non ha trovato ne un play ne un centro degno di tale nome, ha fallito, l’impresa non era facile, Ainge merita ancora credito ma quest’estate deve essere per forza risultiva grazie al mix draft + mercato, perchè come lo stesso Pierce ormai dice apertamente ripresentarsi ad ottobre con il solito mix di speranze e dubbi, non credo sia più accettabile. Può pure darsi che qualche risposta possa essere già in mano nostra magari con Rondo e West su cui è stata buttata via quasi mezza stagione perchè in preda alla follia Telfair, quindi questo scorcio di stagione per loro è cruciale.
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Due parole con i conti, ossia Boston non avrà mai un gran margine sotto il cap, perchè quando scadranno Ratliff e Wally ci saranno da rifirmare i giovani, quidi le upgrade devono arrivare per forza via trade o dai draft. Ricordo che in era Ainge salvo che per il primo anno di Scalabrine non è mai stata spesa la MLE, e qui mi pongo una domanda ma la nostra proprietà quanto è disposta a spendere ? Per valutare l’operato di Ainge questa è una risposta cruciale perchè io dalla scorsa estate ho la netta sensazione che la proprietà non abbia una gran voglia di spendere, spesso spendere vuol dire rischiare, ma senza rischiare in una NBA regolata da un salary cap rigidissimo, non vai da nessuna parte.
Eccellente trattazione e convincente analisi sui dati di gioco raggiunti da Jefferson in pargone con gli altri. Leggere i nomi di Baker, Pervis e Goog, in quegli elenchi però mi ha dato una certa preoccupazione, anche se sono convinto che Big Al farà molto meglio di loro e per questo anche se ci possono essere vantaggi salariali, sarebbe il caso di provare a tenerlo. Trade solo per un centro dominante.
Wally, Allen e Perkins non li vedo come buoni role player per il nostro futuro. Wally, lo escluderei proprio. Perk al massimo può essere un cambio per un centro vero, da prendere al più presto, draft o trade non fa differenza. Su Allen non sono convinto che sia così utile.
Credo molto più in West, Green e Rondo.
Il discorso sul coach non è affatto secondario. Serve uno con la mentalità vincente e che sappia farcrescere più in fretta i giovani. Credo che Rivers meriti di più di quello che i Celtics possano dargli. Penso che meriterebbe un contratto di head-coach a vita, semmai anche accompagnato dal ruolo di GM. Solo i giocatori da dirigere dovrebbero avere la maglia gialloviola. Lo vedrei proprio bene lì. Così non ne parliamo più.
BIG AL non si può descrivere in cifre, il suo tallone d’achille è la difesa e la mobilità laterale che non lo fanno essere un quattro affidabile per le posizione TOP; per rendere al meglio, deve essere impiegato da cinque con esterni di ruolo a spiccare il fuoco da tre. Non è Shaq, Non è Sheed, non è Bargnani, non è KG, non è O’Neil anche se è quello più similare come gioco. E’ un ragazzo che spero cresca perchè deve lavorare molto ancora, nonostante un buon risveglio quest’anno.
Mi trovo perfettamente d’accordo con Stefano. Tra la’ltro..tra avere un mago e un Big Al…..beh, dovessi scegliere direi Mago..ad occhi chiusi!
Comunque forza Big Al e forza Celtics. Spero proprio che a ottobre ci sia il Doc…sto già preparando un cartello immenso per lui!! Lo voglio legnare duro!!!
Jim, la storia del cartello su Rivers è la prima cosa che ho pensato ma, pensaci bene, meglio un altro coach con i controcoglioni e che ci faccia vincere o prendersi beffe di Rivers per 2 ore e perdere anche il prossimo anno?
Ringrazio chi ha trovato interessante il mio articolo.
Il succo di quanto ho scritto è che non credo ci saranno trade significative e se ci fossero, lo scopo sarebbe oggi solo migliorare la flessibilità del nostro monte salari, perchè il nostro futuro si gioca molto il 22 maggio con la lotteria e migliorare la squadra adesso varrebbe la pena solo a fronte di un affare irripetibile.
Ho voluto anche sostenere che, fino a oggi, il lavoro di Ainge ci ha portato a due giocatori da essere, sulla carta, a livello di una contender.
Con la scelta, Oden o altri, uno potrebbe arrivare e ne rimarrebbe solo un’altro e sarà il lavoro di Ainge trovare quel pezzo mancante.
Non credo che ci siano doppioni, perchè Wally tra un anno è in scadenza e tra un anno sapremo cosa diventa Green, mentre Allen è tutt’altro tipo di giocatore.
Io credo che i 5 che ho inserito come role player abbiano tutti caretteristiche diverse che potrebbero tornare utili in modo diverso, un Perk dalla panchina come cambio dei lunghi per 15/20 minuti non andrebbe bene?
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Non credo ancora al fallimento della ricostruzione, tutt’altro: probabile che gli infortuni abbiamo impedito di capire a livello di W quanto vale il gruppo già quest’anno, però abbiamo circa 30 partite quasi al completo per qualche risposta in più.
Nelle 18 sconfitte ne conto solo 5 con scarti superiori a 12 punti e due di queste subito dopo l’infortunio di Pierce, segno che il gruppo, per quanto mediocre, non era poi così inferiore agli avversari da prenderne sempre 20 di scarto.
Voglio verificare il rendimento alla prova del tour a ovest: partiamo vincendo a Sacramento? Vedremo, ma qualcosa in più potremo capire.
spero (e sono convinto) che GG scalerà i nostri ranking di gradimento; a mio modo di vedere è il giocatore con maggior talento insieme ad Al Jefferson. Non è un caso che, quando si leggono le trade ideas con all star in direzione Boston, o è coinvolto GG o BigAl…
anche se trovo giusti alcuni punti del tuo ragionamento, Michele (tra l’altro…complimentoni per la ricerca sui giocatori da 15+10), mi sembra che tu stia facendo un po’ al..gatto che si morde la coda.
Intanto dire che mancano ‘’solo’’ 2 elementi per essere una potenziale contender…e’ davvero vedere il bicchiere mezzo pieno,soprattutto quando i due tasselli sono il centro ed il play titolari. Poi, ma qui e’ davvero la mia idea personale, scrivi nel tuo post ‘’con la scelta, Oden o altri…’’ : beh secondo me e’ ‘’ o Oden o Oden’’,
perche arrivasse Durant, resterebbero sempre i due tasselli di cui sopra da riempire; e gli altri centri del draft nn mi sembrano dei franchise-players.
Dove nn sono assolutamente d’accordo con te (anche se la…storia, probabilmente ti dara’ ragione) e sull’inutilita’ di una trade importante, prima della fine del campionato : ripeto, forse tu hai ragione, ma il ragionamento nn segue alcuna logica ! Ci servono un pivot ed un play di rilievo; dal draft per bene che ci vada, ci arrivera’ il pivot (anche perche’ in questo draft nn vedo dei Paul o dei D.Williams),ma restera’ sempre il ‘’buco’’ in play. E perche’ aspettare giugno, quando sara’ piu’ difficile ottenere dei pezzi buoni ? Sul discorso delle sconfitte con scarti limitati…vabbe’, nn abbiamo preso ventelli a destra e manca, pero’ le squadre avversarie ci hanno fatto…quasi sempre sfogare 1-2 quarti, hanno piazzato il break…e addio celts. E forse cio’ e’ ancora peggio che prenderne 20
Cristiano, ti ricordi l’andamento delle ultime partite (Detroit, Miami) che è stato effettivamente così, ma io ricordavo anche quelle di gennaio, Spurs, due volte Toronto, Wizards, Indiana, Lakers, sempre in partita, mai in grado di vincere per la mancanza di un Pierce nel momento giusto: questo il motivo per cui manca poco, una squadra di terzi e quarti violini non riesce a vincere le partite, ma con il primo violino back e un secondo che si aggiunge, la musica cambia.
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Per i due “pezzi” mancanti, invece, credo che il discorso sia differente: se non arrivasse Oden o Durant, la scelta potrebbe comunque avere un suo valore sul mercato per arrivare a un buonissimo giocatore sottocanestro o in play tramite scambi.
Non credo che Kidd venga a Boston: ha solo un paio di anni buoni e li vorrà spendere con possibilità di vincere più certe, mentre Bibby sarebbe tutt’altra possibilità, però mi sembra ridicolo sentenziare che Ainge non lo vuole solo perchè non lo prendiamo, come facciamo a sapere se/quanto ha offerto? Certo se gli chiedono in cambio Jefferson fa bene a rifiutare! O no?
Beh il discorso è sempre il solito ossia siamo a due giocatori dall’essere una contender … come il 90% delle squadre della lega, dove più o meno 2-3 giovani buoni su cui puntare ci sono. Ribadisco la mia fiducia a Ainge ma ad ottobre a Roma voglio vedere una versione dei Celtics quasi definitiva e non intermedia.
si puo’ essere o meno d’accordo con Leo…ma difficilmente lui scrive scemate :-))))
Hai ragione…ci mancano 2 tasselli…come 2 tasselli mancano al 90% dei team NBA ! Diciamo che abbiamo un’intlaiatura discreta, concrete possibilita’ di aggiungere un pezzo da 90 via-draft…dunque ci resta che sperare in Danny, ed in una buona mossa sul mercato.
...poi magari scopriremo che Rondo e’ davvero quel gran bel giocatorino che mi sembra potenzialmente poter essere. Ma tanto meglio cosi’ !
I due tasselli che mancano sono un centro e una point guard. Nel roster attuale ci sono solo i cambi. Perché Perk e Rondo (realizza troppo poco) non sono dei super nel ruolo, anche se RR può crescere davvero molto.
Nel draft c’è Oden e dopo Oden non ci sono né Durant, né Noah, né i due Wright. Chiuderebbero altriche già abbiamo e rimarremmo scoperti nel ruolo di centro.
In quel ruolo c’è il lungone Thabeet o il cinese Jianlian, ma nessuno dei due sembra essere un leader. Se non arriva Oden ci vuole una trade azzeccata. Ma sarebbe meglio sapere prima con che numero scegliamo. Comunque sulmercato non c’è granché. Anche Gasol è acciaccato e ne abbiamo presi troppi di quelli da usare con il contagocce a causa degli infortuni e i Celtics non sprizzano di salute. Purtroppo anche Pierce, Jefferson e West hanno i loro guai, per non parlare degli altri.
Come PG nel draft c’è Law. Leader, buon tiro, prende la responsabilità di farlo quando serve. Potenzialmete un Billups, più rapido sul primo passo. Visto giocare contro i Longhorns di Durant è da prendere subito. Solo che gli Aggies vanno troppo bene e al secondo giro non sarà più disponibile.
Se non arriva Oden servono due ottime trade per fare il salto di qualità. Altrimenti, dovemo… aspettare ancora, ma comincio a sentrimi vecchio.
Io non sarei così drastico con Rondo, ancora non sappiamo quanto può migliorare, quindi terrei in sospeso il giudizio.
beh dipende dal tipo di gioco che Rivers vuole, ed ecco disegnato il play, il problema stà nell’individuare il gioco che vuole Rivers; scusate ma insisto un pò su questo tasto perchè se si azzecca la Scelta Oden e il play, siamo così certi che il coach ci porta tra i contender?
Otttima domanda Luca, ma prima vediamo di ottenere Oden e sistemare il ruolo del play, poi vedremo…
Jefferson….....mhhh. si ma come dice pulcini penso sia da complemento da affiancare a future star, cestisticamente non e’ cresciuto come ci si aspettava e nonostante sia devastante sotto alcuni aspetti non e’ certo il giocatore che possa prendere in mano una partita, abbiamo giocatori di buon talento ma l’unico che reputo veramente in grado di esplodere e’ GREEN,,,sempre che impari a difendere!...di tutto il resto mi piacciono west,sherbiack,allen, questi li terrei volentieri….
Raffaele, hai una visione dei Celtics completamente diversa da chiunque.
Non che sia un difetto, sia chiaro, ma per me ritenere al momento Green un prospetto migliore di Jefferson mi sembra quantomeno singolare.
Potresti motivare il tuo pensiero?
ciao christian…..hai frainteso un po’ quello che ho detto..tolto Pirce, chi ha un potenziale offensivo da poterci tenere in partita? Ainge ha cercato in questi anni un alternativa a Pirce, non difensori ma attaccanti! ci ha fatto crepare per 4 anni e forse adesso l’ha trovato..il Grren di adesso certo e’ ancora acerbo ma facendolo lavorare in difesa e costruendolo un po’ nel fisico cosa puo’ diventare? Oden sinceramente non e’ O’neel quindi dove lo troviamo un altra stella capace di fare 35 punti a partita…? Pierce ha 30 anni e sinceramente con i problemi di salario che avremo non penso proprio che ci potremo permettere quale fenomeno per il futuro, Pierce tramontera’ presto e se non facciamo esplodere al piu’ presto green o allen….continueremo a fare figuracce!! se poi vogliamo fare una media del 25% anche per i prossimi due anni ok…ma da quello che ho capito aspettiamo Oden per essere fra le prime 3 dell’anno prossimo almeno ad est giusto? allora ho costruiamo un altro fenomeno e le basi ci sono perche’ certo non ci mancano i giovani di talento(GREEN, ALLEN) o altrimenti saremo punto e a capo, big all lo si aspettava gia’ l’anno passato quest’anno ha fatto enormi progressi, forte nel fisico gran combattente ma lo ripeto cestisticamente ha grossi limiti( non gli darei mai la palla per risolvermi una partita….), d’altro canto non lo darei mai via soprattutto perche’ e’ l’unico difensore che abbiamo e in attacco non so come ma i suoi 13-15 punti a partita li fa sempre, ora gli e’ stato dato gia’ tempo per poter crescere, e’ cresciuto ma non credo crescera’ ancora piu’ di tanto, secondo me ci stiamo arrampicando su gli specchi perche’ al momento non abbiamo altro fra le mani, dimmi una cosa sincera..ti ricordi al 2 anni fa le sue movenze…ad oggi cos’e’ cambiato? te lo dico io e’ diventato piu’ disciplinato ed ha imparato a giocare un po’ a basket, tecnicamente rimane rozzo e la tecnica non si migliora piu’ di tanto a questa eta’, ma l’hai vista la partita con i jazz? 8 palle perse in un modo vergognoso…manca di alcuni fondamentali e si vede, togliamoci le lucciole dagli occhi per favore..anche se capisco che forse non abbiamo altro da vedere, scusa lo sfogo christian ma e’ quello che vedo e quindi penso…..
Temo che fai un errore: giudichi il valore di un giocatore dal numero di canestri che fa o che potenzialmente potrà fare.
Purtroppo (o per fortuna) ci sono altre cose che sono altrettanto importanti, come la difesa, rimbalzi ed assist, gli intangibles e soprattutto lo spirito vincente, ovvero fare le cose giuste nel momento giusto.
Non dico che Al sia perfetto, ma prende quasi più rimbalzi che punti e questo è molto importante. Per il resto vedremo se sarà costruirselo, soprattutto lo spirito vincente, ma al momento è opinione comune (ed è anche la mia) che Al sia nettamente meglio anche come potenziale di Green.
Gerald potrebbe smentirmi quando vuole, dipende da lui.
Ricordi il mio primo intervento? il problema di boston e’ la difesa? quindi io non sottovaluto gli aspetti che dici, viceversa spero proprio che Green ti smentisca! per il bene di boston e per la passione che mostriamo per questa franchigia….
ma da quello che ho capito aspettiamo Oden per essere fra le prime 3 dell’anno prossimo almeno ad est giusto? Raffaele
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Questo togliamocelo dalla testa da subito, il solo trapiantare Oden in questa squadra (con questo coach), non sarà minimamente sufficiente per raggiungere con uno schiocco di dita le 50W, anzi se il contesto è questo forse ne arriveranno 10 in meno, però è chiaro che Oden sarebbe un giocatore su cui rifondare sul serio, e l’avere in squadra già gente come Pierce e Jefferson farebbe si che il passo verso la vetta potrebbe essere relativamente breve, però ribadisco c’è da lavorare e tanto, c’è da dare a questa squadra una identità difensiva che non potrà certo dare da solo un rookie come Oden per quanto buono, ci sono meccanismi da oliare, e tante piccole cose.
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Su Jefferson sono più che convinto che soprattutto al di fuori dell’ambiente Celtics sia molto sottovalutato, è un rimbalzista tra i primissimi al mondo, ha dei movimenti in post che quasi tutti gli under25 si sognano, deve migliorare in alcuni aspetti del gioco (ha solo 22 anni) ma la base è ottima. Consideriamo per di più che si è trovato in un amen dal giocare da panchinaro a prima opzione offensiva, e da metà dicembre fino ad un paio di settimane fa senza Wally e PP, come riceveva palla veniva raddoppiato o triplicato, e in quelle condizioni non è facile nemmeno per Shaq figurati per un ventiduenne. Sono più che convinto che con un paio di tiratori sul perimetro la qualità del suo gioco è destinata a migliorare ulteriormente.
Nella gara con i Lakers secondo me ha fatto ottime cose, perchè di fatto gli hanno negato tutte le ricezioni, ma quando ha avuto palla ha sempre fatto canestro anche con mezza difesa di LA collassata addosso. Sarà fondamentale il creare un intesa buona tra lui e Pierce per il futuro e magari in questi due mesi ci si può lavorare sopra.
spero proprio che Green ti smentisca (Raffaele)
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Se intendi per smentirmi questa mia dichiarazione “Al sia nettamente meglio anche come potenziale di Green”, dato che reputo Al un grande, ci possiamo ritrovare veramente un nuovo McGrady in squadra…
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OK, basta sognare. :D
ciao leo, visto quello che ha fatto boston nella prima fase della stagione prima che venisse falcidiata dagli infortuni, considerando che questi ragazzi cresceranno ancora con l’innesto di Oden il reinserimento di wally e qualche buon scambio io penso seriamente che saremo fra le prime 3, la posizione di boston vista la squadra quest’anno era almeno del 45% non certo del 25%.....
Raffaele, prima di fare previsioni con Oden in roster io aspetterei il 22 di maggio…
Personalmente non ho dubbi: BigAl diventerà una star, se già non lo è. Deve solo farsi esperienza.
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Poichè abbiamo già due stelle, ne manca una terza per diventare grandi, arriverà dal draft?