E' tutto vero ! ! ! ! ! [1770]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [853]

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L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

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Ai posteri l’ardua sentenza…

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Forum Tecnico Fine Stagione 2006-07

di Redazione ICP / 27 April 2007

1) I Celtics chiudono una stagione semi disastrosa con il penultimo record dell’NBA intera. Tutta colpa degli infortuni oppure ci sono stati anche problemi tecnici ?

Movy: É praticamente certo che, a parte i problemi di gioventù e amalgama, e ignorando anche quelli dovuti ad esperimenti vari, esistano delle lacune tecniche. Sebbene si intuisca siano soprattutto da riferirsi ad aspetti riguardanti il presidio della nostra metacampo, gli inforuni hanno il merito (vedendola dalla parte del Doc) di non permetterne la chiara individuazione.
Stefano Papa: La seconda che hai detto. Il problema principale di quest’anno è stato di avere un Roster mal assemblato e puntare su (Telfair gioca da solo) scelte tecniche (PG) infelici o praticamente inefficienti o addirittura nulle. Senza contare che Doc per me è il numero uno nel NBA nel fare Tanking dalla panchina anche a campionato appena iniziato.
Sergio Decristofaro: Ci sono stati problemi tecnici enormi, in parte anche causati dagli infortuni, che danneggiano anche gli allenamenti, e quindi il processo di sviluppo della squadra tutta. Quello che però mi puzza è che tali problemi sono presenti da 3 anni quindi faccio fatica a ricondurli solo agli infortuni. La prima classe di problemi riguarda gli equivoci tattici che persistono, sui quali perdiamo buona parte delle partite (difesa sui Pick&roll e meccanismi di aiuto per dirne due). Poi ci sono i “problemi strutturali” di questa squadra come la scarsa circolazione di palla in attacco, ma quello è un discorso diverso, perchè dipende dall’impostazione tecnica del coaching staff, io non la condivido ma in questo secondo caso si parla di opinioni, nel primo si parla invece di cose piuttosto evidenti.
Cristian Spazian: Diciamo che le colpe del penultimo record NBA sono da attribuire all’80% agli infortuni, infatti non si può pretendere di andare ai play-off coi problemi avuti. Chiaramente poi un pò ci si marcia sopra, e qui si trova il 20%. Pochezza del roster? No, io non lo credo, ai play-off ci arrivavamo senza gli infortuni.
Leonardo Ancilli: Gran parte di della colpa va agli infortuni, ma non nascondiamoci dietro ad un dito perchè c’è altro. Abbiamo dato per scontato che il processo di maturazione dell’intero gruppo fosse quasi terminato e forse invece era ancora molto indietro. I celtics al completo o quasi di novembre e della prima metà di dicembre, hanno giocato un basket imbarazzante rispetto al proprio potenziale. Molto meglio nel finale nonostante le tante assenze perlomeno assomigliavamo ad una squadra.
Michele Pulcini: Al 90% colpa degli infortuni: provate voi a giocare, allenare, costruire un’identità e un sistema di squadra in assenza di Pierce, Wally, Ratliff, Allen, per metà o più delle partite, mentre le partite perse dagli altri non sono state comunque poche Perkins 10, West 13, Jefferson 13, Gomes 9, mentre i soli Rondo, Green e Telfair hanno perso meno di cinque partite e NESSUNO ne ha giocate 82. Poi ci saranno stati problemi tecnici, ma tutti figli di allenamenti e partite incomplete, a partire dal training camp.
Enzo Mugnolo: Anche problemi tecnici. Anche infortuni. Anche valori tecnici ancora potenziali che, si spera, esploderanno nei prossimi anni.
Riccardo Rasi: Certamente gli infortuni hanno giocato un ruolo fondamentale e poi la possibilità di avere una scelta alta a questo draft ha influito su molte scelte, va detto però che l’inizio dell’anno non era certo stato esaltante e che la dimensione difensiva biancoverde tarda ancora ad arrivare.
Giampaolo Scaglione: I numerosi infortuni occorsi a Pierce e Jefferson hanno contribuito al record ampiamente negativo; certo è che, così com’è, questa squadra non ha futuro.

2) La sensazione avuta durante tutta la stagione è che gli attuali Celtics sono quasi totalmente Pierce – Dipendenti, vero o falso ?

Movy: Dipendenti quando si può esser dipendenti da uno dei primi 10 giocatori del pianeta, soprattutto se sei una squadra senza ancora un’identità precisa e l’esperienza per chiudere le gare. Quindi io userei l’espressione “decisamente migliori”, non dipendenti.
Stefano Papa: Pierce è un grandissimo giocatore, capitano, non un leader puro e non sarà eterno. Dipenderà tutto dalle palline. Le fortune dei Celtics di questi anni sono dipese da Pierce, in positivo. Ma cosa c’è stato di veramente positivo in questi anni? Oltre lo .500 non si è andati.
Sergio Decristofaro: Non credo vi siano dubbi a riguardo, come non ce ne erano prima di questa stagione.
Cristian Spazian: É vero che i Celtics sono Pierce-dipendenti e la situazione rimarrà così finchè non emergeranno uno-due giocatori che possono prendere la squadra e portarla alla vittoria. Il candidato numero uno è Al Jefferson, che ha tutte le carte in regola per affiancare Pierce nella conduzione della squadra.
Leonardo Ancilli: Direi che sono le cifre a dirlo, senza Pierce il record dei Celtics è intorno al 15%, non credo servano ulteriori commenti.
Michele Pulcini: Molto vero, abbiamo vinto solo 4 partite in sua assenza! Però lo stesso discorso può farsi per tutte le squadre di medio livello con una sola stella: quante partite hanno vinto i Wolves senza KG? Quante i Raptors senza Bosh? i Cavs senza LBJ? ecc. Uno dei principali obietivi del prossimo anno sarà affiancare Pierce con Jefferson quale secondo violino ad alto livello e vedrete che la dipendenza diminuirà e Pierce giocherà anche meglio.
Enzo Mugnolo: Certamente. Non a caso il suo salario assorbe almeno circa il 25% del payroll dell’intera franchigia, o il 37% se si vogliano considerare gli stipendiati effettivamente arruolabili da coach Rivers. I Celtics senza il suo capitano sono la seconda peggior squadra della lega. Pierce è un campione.
Riccardo Rasi: Il record senza di lui recita un 4-29 che indubbiamente fa tendere l’ago della bilancia verso la quasi completa dipendenza. D’altronde è lui il capitano (e nonostante i 29 anni è tra i più anziani), è lui il go-to-guy ed è l’unico a sapersi costruire un buon tiro completamente da solo; però sicuramente, se si vuole competere ad alti livelli, bisognerà trovare delle soluzioni alternative in caso di una sua eventuale assenza.
Giampaolo Scaglione: Una squadra impostata su Pierce ha dovuto fare a meno di lui per molte partite, e in mancanza di alternative valide (una sarebbe potuta essere Walker, anche e soprattutto per una questione di leadership) il destino dei Celtics era segnato.

3) La grande scommessa dell’estate 2006 su Sebastian Telfair si è rivelata un flop in tempi brevissimi. Perchè ?

Movy: Perchè il ragazzo ha dimostrato limiti troppo evidenti in alcune fasi del gioco, e perchè per superarli ha spesso troppo snaturato il suo gioco ed i suoi punti di forza. Mi sembra perso come playmaker titolare della futura contender in biancoverde, ma attenzione le grandi squadre si fanno anche con i settimi/ottavi uomini, e per dedizione e talento, nonchè progressi difensivi (sia chiaro si partiva da zero) io gli darei ancora credito.
Stefano Papa: Clamoroso e gigantesco Flop. Gioca da solo, sembra Cassano, unico istinto è quello di entrare solo contro tutti. Lo avrei picchiato dopo i primi tre allenamenti ad ottobre. La peggiore scommessa insieme a Wally da parte di Danny Ainge, oltre la rifirma di Blount scandalosa.
Sergio Decristofaro: Perchè? Perchè abbiamo preso un giocatore che non aveva le caratteristiche tecniche che servivano a noi sperando di fargli cambiare attitudini, il ragazzo ci ha provato con risultati ovviamente non eccezionali, ma poi non gli si è dato tempo per diventare ciò che non era. L’errore è stato doppio: prenderlo (perchè prendere un giocatore che non è quello che vuoi?) e poi bocciarlo (forse l’hai preso per farlo maturare e cambiare però a quel punto devi dargli il tempo). Io però a riguardo ho un’idea: Telfair è stato preso nell’ambito di una trade che ci portava molti vantaggi economici e credo che le valutazioni economiche siano stati preponderanti rispetto a quelle tecniche. Io la trade tendo a vederla così, e così si spiega anche la parabola tecnica di Telfair (tipo: “ti abbiamo preso perchè ci conveniva economicamente, se non giochi come io voglio, non giochi e tanti saluti”).
Cristian Spazian: La scommessa-Telfair è fallita perchè ai Celtics serve un distributore piuttosto che un finalizzatore. Non è neanche colpa tutta sua perchè lui è chiaramente un realizzatore, ma ai Celtics non serve uno come lui.
Leonardo Ancilli: Una faccemda oscura, nel senso che non era il tipo di play che serviva a noi, lo abbiamo preso sperando di cambiarlo, ma non gli abbiamo dato il tempo di cambiare, però in difesa era imbarazzante basta vedere i boxscore dei primi due mesi dove i play avversari andavano a nozze contro di lui, e quindi è stato giusto così. Alla fine se Ainge non è stato bravo è stato fortunato perchè dal draft volevamo il miglior play disponibile e alla fine questo a Boston ce lo stesso (Rondo), e nella trade con Portland Ainge ci ha pure risparmiato i 10 M$ e passa dell’anno di differenza che c’è tra LaFrentz e Ratliff.
Michele Pulcini: Credo che i motivi non siano solo tecnici e non li conosceremo mai veramente a fondo, la fiducia era molta a inizio anno e dopo un quarto di stagione e finita, quasi all’improvviso, senza seconda chance. Troppo strano perchè siano solo motivi tecnici.
Enzo Mugnolo: Perché è difficile gestire troppe scommesse contemporaneamente. Di solito, la terna dei tre play da tenere a roster prevede un giovane, un veterano ed una riserva fuori dalla rotazione per le emergenze. Così non è stato, quest’anno, a Boston. Non è facile fare il playmaker sentendo fiato sul collo di un Rondo che scalpita per guadagnarsi i minuti. Non è facile scendere in campo senza percepire la piena fiducia dello staff tecnico. Io continuo a sostenere che Bassy sia un play da metà campo piuttosto che da small ball. A me Bassy piace ancora.
Riccardo Rasi: Si è rilevata un flop perchè Sebstian ha dimostrato tutti i suoi limiti per quanto riguarda la lettura e l’adattamento ad un gioco che non sia 20 secondi per azione palla nelle sue mani. Non credo sia irrecuperabile perchè il talento ne ha, ma ogni anno che passa che sarà sempre più difficile vederlo giocare bene.
Giampaolo Scaglione: Forse il numero 30 non era ancora pronto per guidare una squadra dalla cabina di regia. Per me, ha diritto a una seconda chance, ma non credo che gli sarà data. Se riusciamo ad aggiudicarci Oden, arriverà finalmente un point guard all’altezza della situazione.

4) Dai un giudizio sull’annata del coach Doc Rivers.

Movy: Per simpatia personale preferisco i coach capaci di scelte forti, che sappiano forzare i ritmi e le caratteristiche dei quintetti, ed in questo il Doc è parso, in quelle rare occasioni che c’ha provato (vedi quintetti mini) spesso inappropriato, ma magari potrebbe essere un gran coach da sistema, e poi c’è quella zona press che, seppur a fine stagione, ha dato risultati interessanti (ma lì cè puzza di Rondo). Non mi ha mai stregato nè in campo nè fuori, ma non sarei capace di bocciarlo in senso assoluto, e poi andrebbe ipotizzato il sostituto, rilancio la mia idea si debba investire su assistenti di qualità.
Stefano Papa: 1° in NBA per Tanking dal primo anno ai Celtics.
Sergio Decristofaro : L’argomento mi sembra trito e ritrito, quindi non mi dilungo: stagione negativa e sfortunata, però essendo la terza peggiore della seconda, a sua volta peggiore della prima…
Cristian Spazian: La stagione di Doc Rivers è ingiudicabile. Prima vorrei vederlo con un roster intatto, e poi lo potrò giudicare. Certo è che il mio parziale giudizio è tendente al negativo, ma se non si trova di molto meglio un’altra chance può prendersela, ma è chiaro che il credito verso di lui è alla fine.
Leonardo Ancilli: Non positivo. Dei dubbi che avevo non me ne ha risolto uno, gli infortuni gli forniscono un corposo alibi, ma non possono nascondere dei problemi tangibili, come la difesa. Credo si sia salvato in calcio d’angolo perchè alla fine di tutti i giovani a Boston si è fallito solo con Telfair (dove peraltro Rivers non ha grandi imputazioni) e quindi ha acquisiti un minimo di credito verso i dirigenti, perchè con una difesa del genere in quasi tutte le altre piazze della lega ti avrebbero segato da tempo. In mancanza di un coach palesemente migliore come possibile sostituto, ci può pure stare l’ultima chance, ma parlare di estensione è follia pura.
Michele Pulcini: Mi astengo dalla risposta, ne ho scritto anche troppo quest’anno, aggiungo e ripeto solo che non può essere l’unico colpevole se un colpevole deve esserci.
Enzo Mugnolo: Difficile giudicare il coach a valle di una stagione così complessa (infortuni, giocatori inesperti, l’ombra del tanking). A parte il record di W (o meglio, di L), mi ha fatto meno irritare delllo scorso anno (vogliamo ricordarci della gagliarda coppia Blount – Lafrentz?).
Riccardo Rasi: Ancora una volta ha una giustificazione per avere fatto un’annata come nessun tifoso biancoverde voleva vedere. Difficile davvero giudicarlo (e in maniera oggettiva) con il roster con cui si è trovato a che fare per lunghi mesi; oltre a criticarlo per l’aspetto difensivo e poi non essere riuscito ad arginare quella serie infinita di sconfitte, il giudizio non lo posso esprimere.
Giampaolo Scaglione: Rivers non poteva fare di più. E non solo Rivers, temo: il Doc non è un innovatore, ma senza Pierce, Jefferson e Allen, ci voleva un mago…

5) Tra le note liete della stagione vanno annotate le conferme di Delonte West Tony Allen e Ryan Gomes, e in parte anche quella di Kendrick Perkins come giudichi il loro campionato ?

Movy: Più che per le conferme tecniche, tutti hanno guadagnato i galloni del mio rispetto grazie al loro carattere e capacità di crescere e fare squadra, mi paiono gente d’Orgoglio e voglia e rinuncerei ad ognuno di loro con difficoltà. In generale sono il segno la panchina, o sarebbe meglio dire, la gente di rotazione per una squadra che conti ci siano già.
Stefano Papa: Delonte molto bene, Allen un grande, Gomes solido. Perkins sono scettico, deludente. Solo una questione fisica?? Mhh!!
Sergio Decristofaro: Su Perkins avrei qualche dubbio anche al di là della fascite plantare che l’ha condizionato, non mi ha mai convinto, gli altri sono Keepers e membri dei Celtics di diritto. Ottimi membri di un supporting cast di una squadra anche di alto livello (Allen ovviamente deve ritornare sano, come io mi auguro).
Cristian Spazian: Delonte West: grande, un vero lottatore, un vero Celtic, da tenere fino a fine carriera. Non è un vero play, non è una vera guardia, ma può far bene tutte e due le cose. É il lato positivo del combo. Tony Allen: mi piaceva di più l’Allen difensore più che l’Allen attaccante. Molto dipende da come torna dopo l’infortunio, se rivedremo il difensore io sarò molto più contento che di rivedere l’attaccante, ma purtroppo temo che tornerà il secondo.
Ryan Gomes: sinceramente mi aspettavo di più da lui, speriamo che sia la “pausa del secondo anno” e nel suo terzo anno eleverà ancora il suo livello di gioco. Kendrick Perkins: ingiudicabile. Ad inizio stagione mi stava piacendo molto, purtroppo la fascite plantare gli ha fatto perdere quasi tutta la stagione. Lasciamolo guarire completamente e poi lo rigiudicheremo.
Leonardo Ancilli: Gente sicura da rotazione e forse qualcosa in più. Fanno parte del nucleo su cui puntare sul futuro con status diversi tra loro. Uno tra Gomes Allen e West in divrse configurazioni potrebbero pure entrare in quintetto base, per Perkins si profila un ruolo da cambio di sostanza, ammesso elimini dal suo basket quel set di ingenuità da minibasket che lo limita molto nell’impiego.
Michele Pulcini: Che attese avevamo da loro?
West – poteva ripetere il buon secondo anno giocato fuori ruolo secondo molti? E’ un giocatore fragile? Ha dimostrato di reggere bene il ruolo di play, pur con qualche difetto tecnico; grande cuore, ottimo tiro anche sotto pressione, una certa propensione ai piccoli infortuni perchè gioca al 110%. Per me resta un primo cambio dei piccoli ad altissimo livello: 12 punti, 3 rebs e 4,4 assist con il 37% da tre in 32 minuti.
Gomes – scelto dopo il n. 50 aveva stupito nel mezzo anno da rookie, ma era accusato di combite, malattia presa da West, come avrebbe giocato al secondo anno? Direi più che bene (12 punti, 5,6 rebs in 31 minuti) significa migliorare tutte le statistiche della stagione precedente, adattandosi benone a giocare anche da 3, e mostrando un interessante progresso anche del tiro da lontano: anche lui un ottimo cambio in un paio di ruoli per una squadra di alto livello. Allen – uno specialista difensivo con qualche problema fuori dal campo. Ha mostrato invece ottime doti anche in attacco, ma a scapito del rendimento difensivo, forse in confusione sul suo ruolo, prima dell’infortunio era diventato un punto di riferimento. Perkins – poteva essere il centro difensivo del futuro? annata invece controversa, con la fascite che non ha fatto capire a noi, e forse anche a lui, il suo reale valore, che è altissimo, al di là dei 4,5 punti, 5,2 rebs e 1,33 stoppate in soli 22 minuti, numeri inferiori, di poco, a quelli dell’anno scorso, ma la sua presenza è stata qualitativamente superiore; il suo futuro dipende chi arriverà dal draft e lui potrà essere il titolare del ruolo in una squadra offensiva oppure un cambio di grande lusso.
Enzo Mugnolo: Delonte West ha elevato più degli altri il suo livello di gioco, tant’è che, dei quattro in oggetto, è quello che gode di più credito sul mercato. Gomes ha avuto molti minuti da numero 3, mostrando anche di poter coprire il ruolo egregiamente. Tony Allen in versione realizzatore, rimane comunque un signor difensore; ma non è in campo che deve dimostrare di essere un professionista. Perkins a San Antonio o a Detroit troverebbe il suo habitat ideale.
Riccardo Rasi: Tony Allen ha dimostrato di esser (quasi) un giocatore vero, con punti nelle mani (e un jump shot decisamente più efficace) e la difesa che lo aveva contraddistinto due anni fa, speriamo l’infortunio non condizioni troppo il suo gioco futuro; Ryan Gomes e Delonte West non possono anche loro non avere un giudizio fortemente positivo, il primo ha confermato le buone giocate dell’anno scorso e migliorato il tiro da fuori, il secondo invece ha dimostrato di poter essere un leader in un’ottica di squadra vincente, un giocatore intelligente e un gran tiratore. Sinceramente non mi sento invece di giudicare del tutto positivamente l’annata di Perkins, che forse ha un po’ sofferto la presenza di tanti giovanotti che si prendevano solo tiri da fuori e il predominio in post di Big Al, ma comunque non ha saputo nè riconfermare l’annata precedente, nè per quanto mi riguarda soddisfare le attese per quest’anno.
Giampaolo Scaglione: Do un 7 meno a tutti e tre: d’altra parte, il tanking ha posto tutti nella strana condizione di essere obbligati a non dare il massimo, in molte occasioni, e quando invece sarebbe stato bene essere al meglio, non erano tutti pronti; dei quattro, solo Perkins farebbe bene a cambiare aria: gli altri tre devono restare a Boston.

6) Finalmente l’Al Jefferson che tutti ci aspettavamo da anni è una bella realtà. Che tipo di giudizio dai alla sua stagione.

Movy: Stagione fantastica, anche perchè ha evitato a molti di noi per passare come assoluti visionari, dato che un pò chiunque lo vedesse partire in post basso perdeva il controllo della salivazione. Però, ancora una volta faccio il mulo e ribadisco, per me, non sia un giocatore dominante di per sè (quando vada su morbido, o giochi di sola forza/atletismo, o non lavori di perni è sempre a rischio stoppata). Può divenire devastante per la dimensione spalle al cesto, quasi introvabile in questa lega che può dare alla sua squadra.
Stefano Papa: Ottima stagione, dominante, ma gli servono rinforzi di sostanza. Deve giocare meglio quando viene raddoppiato e crearsi un tiro frontale dai sei mesi.
Sergio Decristofaro : Roccia. Al di là della maturazione tecnica si è preso un sacco di responsabilità e mi sembra mentalmente pronto per assurgere allo status di all-star, con tutte le responsabilità del caso. Trattasi di pietra angolare dell’edificio Celtics, la prima dopo PP.
Cristian Spazian: Devo ammettere che non mi sono meravigliato della stagione di Al Jefferson, mi aspettavo esattamente quello che è successo. Io non ho mai avuto dubbi sul suo valore, attendevo solo il momento in cui lo avrebbe dimostrato, ed è successo quest’anno. Poteva succedere un anno fa oppure l’anno prossimo, era solo questione di tempo.
Leonardo Ancilli: Più forte di tutto e tutti, più forte di due caviglie di cristallo, più forte dell’appendicite, più forte di un coach che in lui credeva pochissimo. Non fatevi sentire ma ha numeri vicini a quelli di Dwight Howard, e di basket nelle mani ne ha pure di più. Standing Ovation !
Michele Pulcini: Era ora, fisicamente a lucido e senza i problemi di speroni ossei (li abbiamo dimenticati?) che lo avevano limitato in passato, ha mostrato una maturità di giocatore e di professionista frutto del lavoro in palestra. Adesso il contratto.
Enzo Mugnolo: Enorme.
Riccardo Rasi: Ha sicuramente saputo sfruttare i tanti infortuni a roster, per prendersi il ruolo di primo violino in attacco, ma di certo non ha deluso nemmeno un secondo. In attacco devastante in post, anche contro i grandi (vedi partita con gli Spurs, ovvero vs Duncan) e anche nei momenti “caldi” della partita, ora deve solo riconfermarsi con una squadra competitiva.
Giampaolo Scaglione: È una delle scommesse vinte da Danny Ainge, e tutti faticano a riconoscerlo. Se Oden arriva, sarà dura per gli avversari conquistare anche un solo rimbalzo o avere un tiro ‘facile’ in area pitturata. Jefferson non è solo un gran giocatore a livello fisico, ma anche un ‘crack’ a livello tecnico.

7) Gerald Green croce e delizia dei tifosi Celtics, talento ammorbante, ma conoscenze del basket come gioco di squadra ancora lontane. Che ruolo potrà avere già dalla prossima stagione ?

Movy: Credo nel suo caso vadano ignorati i vari incidenti di percorso, e ci si debba concentrare sul raffronto tra dove era partito e dove sia adesso.
In attacco il tiro è principesco, la selezione è migliorabile ma migliorata (vedi percentuali). Non aveva altra soluzione che le due estreme (bomba e schiacciata), ha imparato ad arrestarsi poco prima dell’arrivo, con una certa efficacia. Deve imparare ad attaccare il canestro con i giusti angoli (“Gerald se la difesa ti concede di passar facile da un punto è perchè forse è dove ha previsto l’aiuto!!!”). In difesa prima non era capace nemmeno di iniziare adesso ha problemi a finire gli scivolamenti e gli aiuti, ma è cresciuto. In tutti gli altri aspetti del gioco, non è cresciuto tanto, ma secondo me va anche accettato sia più un Ray Allen che non un all around alla T-Mac.
Stefano Papa: Geraldo Geraldo estate a giocare come l’anno scorso: palestra e tiri. Beato te che sei giovane e puoi. Se lo fai e metti 5 chili di spalle, il prossimo anno (febbario) in quintetto.
Sergio Decristofaro : Non saprei, sono sinceramente un fan di Gerald ma mi sembra che abbia dei problemi di approccio alle gare, si lascia condizionare troppo dalle sue percentuali al tiro e più in generale da cosa fa in attacco con la palla in mano. Se il tiro entra, se segna, va rapidamente “in the zone”; se il tiro non entra va rapidamente in panchina perchè è insopportabile. Speriamo che cresca mentalmente, ma questi atteggiamenti fanno parte del carattere. Sinceramente non idea di cosa possa fare in futuro.
Cristian Spazian: Gerald Green ha dei lavori molto importanti da fare in estate: continuità al tiro e tutto quello che non sia buttarla nel cesto (rimbalzi, palle rubate, assist). e riuscirà a migliorare potrà essere un elemento prezioso per i Celtics, ma cerchiamo di non avere fretta, ha bisogno di tempo per crescere.
Leonardo Ancilli: Nel mio immaginario me lo vedo come “dopo – Pierce”, comunque dal prossimo anno almeno due quarti di basket vero su entrambi i lati del campo sarebbero dovuti, e soprattutto speriamo che passi dalla fase “infant” a quella “adolescenziale” come modo di vivere il basket. Però talento con pochi uguali al mondo.
Michele Pulcini: Ho letto un bel commento su di lui “potrebbe essere sceso da un UFO tre anni fa” che rende l’idea su Gerald, un bambino che deve maturare prima come uomo (almeno ha levato la fascia sui capelli) e poi come professionista. Quanto ci vorrà? Credo ancora almeno un anno intero, però le cifre sono raddoppiate ed è già un segnale importante.
Enzo Mugnolo: Se gli sarà riservato il giusto spazio tecnico, diciamo 15 punti ad allacciata di scarpe.
Riccardo Rasi: Nonostante la lettura del gioco (soprattutto difensiva) sia ancora mediocre e il repertorio offensivo sia ancora da allargare, Gerald ha mostrato un bel salto di qualità, mettendo su nel finale di stagione ottime cifre e giocate che sinceramente non mi aspettavo già dal secondo anno.
Giampaolo Scaglione: Ruolo? Per me è un po’ presto per attendersi una precisa coscienza del gioco da parte di GG. Per me, deve soltanto migliorare al tiro, per diventare anche lui decisivo nell’economia di gioco dei Green.

8) Rajon Rondo nel finale di stagione si è rivelato un playmaker molto solido con ancora buoni margini di progresso. I Celtics hanno trovato in lui il play che cercano da anni ?

Movy: Io sospetto fortissimamente di si, e poi a me, Paytoniano della prima ora, fa impazzire anche per le caratteristiche estreme. Purtroppo nel ruolo abbiamo preso troppe delusioni per non andarci cautissimi. Vedremo.
Stefano Papa: Un Talento, mi piace un sacco: un misto tra Lafayette Lever e Gary Payton giovani. Uomo da quatrupla doppia. Rapidissimo, fantastico giocatore, a lui i palloni della squadra.
Sergio Decristofaro: Io ci andrei piano, perchè se non aumenta la pericolosità offensiva diventa un problema schierarlo per molti minuti. Attualmente i suoi scenari possibili sono: a) Non migliora al tiro e diventa il nuovo Eric Snow, Grande guerriero, buono come cambio. b) Migliora e diventa un bel giocatore; stile Devin Harris, che messo nel contesto giusto si esprime ad alto livello. c) Migliora tantissimo e diventa il nuovo Gary Payton (quello di Seattle). Secondo me lo scenario più realistico è il b.
Cristian Spazian: Difficile dire adesso se Rajon Rondo è il play che i Celtics cercavano e che potrà esserlo per molti anni in futuro, è troppo presto, ma le premesse sono buone. Piuttosto cerchiamo di non fare l’errore opposto, ovvero di santificarlo e pensare che faccia sia le pentole che i coperchi.
Leonardo Ancilli: Stravedo per lui e non dico altro, perchè dopo venti anni di fallimenti in play non voglio crearmi facili illusioni.
Michele Pulcini: Ultime 15 partite di Rondo, nelle quali è stato titolare con circa 35 minuti a disposizione: 10,7 punti, 5,5 rebs, 5,3 assist e 2,4 recuperi, con il 52% al tiro e il 77% ai liberi. Non credete a chi scrive che sono solo numeri di fine stagione, sono numeri veri da grande giocatore e magari li ripetesse per tutto l’anno prossimo; poi, altre ai numeri, dovrà anche fare il playmaker e ha già dimostrato qualcosa. Può solo migliorare, a lui le chiavi del prossimo anno, con West per dargli fiato e un veterano per le emergenze dalla panchina.
Enzo Mugnolo: Può essere. I Cs della prossima decade, hanno già tanti potenziali realizzatori (Green, Pierce, Jefferson e il pezzo che arriverà dal draft) sia sotto le tabelle che sul perimetro: una configurazione che può permettersi uno specialista nella posizione di point guard come Rondo.
Riccardo Rasi: Forse è un po’ presto per dirlo ed è ancora tanto da imparare e dimostrare. Certamente però abbiamo trovato un ragazzo talentuoso, con voglia di lavorare, con leadership, con grinta e già capace di far buone giocate, quello che gli manca è un po’ d’esperienza e il miglioramento come playmaker puro.
Giampaolo Scaglione: Per me West è ancora il miglior play possibile: Rondo è indubbiamente un gran tiratore e porta palla molto bene, ma non è ancora al top. Stesso discorso fatto per Green, in pratica.

9) Come valuti l’annata degli altri due rookie Allan Ray e Leon Powe ?

Movy: Bella gente da fine rotazione, con caratteristiche ben chiare, specailisti insomma. Se crescessero individualmente potrebbero anche configurarsi come ottima merce di scambio.
Stefano Papa: Buona, ma per esplodere ad alti livelli occorre lavorare lavorare. Tiro Tiro e Tiro per tutti e due, oltre la mobiltà laterale sia per Leon sia per Allen.
Sergio Decristofaro: Sono specialisti, forse Powe potrebbe essere qualcosa ma ho paura che non ci sia lo spazio per sviluppare anche loro.
Cristian Spazian: Allan Ray e Leon Powe sono ingiudicabili, hanno avuto poco spazio per far vedere quello che valgono.
Leonardo Ancilli: Con 5 cm in più a testa sarebbero buoni giocatori NBA. Due giocatori da Deep bench oggi e domani.
Michele Pulcini : Leggermente al di sopra delle attese, che li volevano relegati in NBDL: grazie agli infortuni hanno avuto tanto spazio (oltre 700 minuti di gioco l’uno) mostrando entrambi doti da specialisti (tiro e rimbalzi) che potrebbero valere una dignitosa carriera da panchinari.
Enzo Mugnolo: Buona. Ma gli addetti ai lavori annunciano che i giorni tra i Pro per i due sono contati. Probabile un futuro in Eurolega. Magari in Italia.
Riccardo Rasi: I due giudizi ovviamente sono abbastanza labili dato il poco spazio avuto e il momento in cui l’hanno avuto. Ray ha dimostrato di essere un buon tiratore, ma ora come ora un giocatore monodimensionale; Powe invece ci ha fatto vedere qualcosa in più, dimostrando di essere uno che si accontenta del “lavoro sporco” (ma anche di avere qualche punto nella mani) e forse di poter essere più utile alla causa celtica.
Giampaolo Scaglione: Nessuno dei due ha potuto fare granché per mettersi in mostra. Nonostante il tanking, si è capito benissimo chi, tra i Celtics, “ci marcia su e chi vale”, per dirla con Secchioni. Ray e Powe non appartengono a nessuna delle due categorie, quindi…

10) Ammesso sia stato fatto ritieni giusto l’aver mollato la stagione innanzitempo per giocarsi un maggior numero di speranze alla lotteria ?

Movy: Si, ad un certo punto è parso dolorosissimo ma inevitabile.
Stefano Papa: Lo trovo antisportivo ma giustissimo. Basta, voglio sculare al draft!! Ordine di scelta: 1) Oden – 2) Durant o Jianlian (devo decidere)
4) B. Wright
Sergio Decristofaro: Essere o non essere. Questo è il problema. A domanda rispondo: sì, è stato giusto. Però poi bisogna fermarsi a riflettere e capire quali sono state le ragioni che ci hanno portato alla deprimente situazione di mollare con mesi di anticipo (ammesso che ciò sia stato fatto). Se le ragioni sono gli infortuni allora è la stagione perfetta perchè ci permette di aggiungere talento a una squadra che è già superiore al suo record e quindi fare un doppio salto mortale (scelta + roster sano) in zona PO. Io non ne sono molto convinto, ma spero di sbagliarmi…
Cristian Spazian: Si, ritengo giusto aver mollato la stagione da quando Pierce si è fatto male. Il gioco vale la candela. Se fosse stato l’anno prossimo avrei detto di no, ma quest’anno la risposta è decisamente positiva.
Leonardo Ancilli: Più che giusto era inevitabile a prescidnere da come vada la lotteria. Di sicuro in futuro nella solita situazione li voglio vedere andare in direzione opposta, perchè Oden e Durant nello stesso draft passano una volta ongi 30 anni.
Michele Pulcini: No, anche perchè nell’ultimo periodo sono state poche le partite perse di proposito, proprio non avevamo molto da mettere in campo per vincere: contro i Bucks (assenza tattiche di Jefferson a parte) loro avevano tre/quattro veterani e noi solo ragazzi e questo conta tanto.
Dovevamo spremere Pierce, già rientrato in anticipo dall’infortunio? E per quale motivo?
Enzo Mugnolo: Sì. Anche se ritengo che il tanking sia assolutamente una pratica antisportiva.
Riccardo Rasi: Giusto, sportivamente parlando, direi proprio di no; poi il fatto di metterlo in atto, con le condizioni in cui ci eravamo venuti a trovare, è un altro discorso e forse è comprensibile per la dirigenza e lo staff, anche se un pessimo insegnamento ai tanti giovani a roster.
Giampaolo Scaglione: Se non c’è altro modo per fare dei Celtics una squadra da titolo, credo proprio di sì.

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574 giorni fa / Christian ha scritto:

i soli Rondo, Green e Telfair hanno perso meno di cinque partite e NESSUNO ne ha giocate 82 (Michele)
.
Per amore della precisione Telfair ha saltato delle partite solo per motivi tecnici (ergo Doc non lo ha fatto giocare) altrimenti sarebbe stato l’unico che avrebbe giocato tutte le partite.

574 giorni fa / Stefano Papa ha scritto:

Standing Ovation ! VOGLIO I diritti per la Standing Ovation data da Leo a BIG AL aahhahaha :)

574 giorni fa / Stefano Papa ha scritto:

In tutti gli altri aspetti del gioco… va anche accettato sia più un Ray Allen che non un all around alla T-Mac. (Movy)
Green lo paragonavano nei Mock a T-MAC.. Credo che giustamente si possa dire che sia un misto tra Dominique Wilkins per esplosività e Ray Allen al tiro. sicuramente un realizzatore esplosivo! Certamente attualmente non un distributore creativo, non credo possa diventarlo nel giro di due/tre anni: un signor assistsman!! Comunque, la sfida è la sua e l’età è dalla sua parte, se vuole il paradiso è suo e le carte gli sono uscite sono ottime sia come mezzi e sia come potenzialità ai limiti del cielo.

574 giorni fa / luca 9 ha scritto:

Qualche considerazione…
si parla tanto del brutto inizio che secondo me era fisiologico…
ci sono squadre che a inizio stagione stavano spaccando il mondo e invece (dimostra Orlando) si sono qualificate a malapena ai PO… e se noi avessimo fatto il contrario??? le tendenze mi sembravano quelle…
Sui giovani: credo che si possa scommettere sul futuro di DW, AJ, e RR a occhi chiusi… tutti gli altri sono sacrificabili…
io darei al DOC un’altra chance… so di essere in minoranza ma…
volevo solo far notare che quest’anno in OT abbiamo finito la stagione 4W e 1L… segno della maturazione della squadra nei finali… la L fu senza PP mi pare… contro i maghi?
su THETRUTH…
ancora con sta storia del Leader??
che palle… lo posso dire???
io so solo una cosa, è ai C’s da 10 anni, il giocatore +forte con il quale ha giocato è stato AW (che presto BIG AL supererà, se non l’ha già fatto), un giocatore dal QI cestistico alquanto discutibile… è arrivato in finale di conference con veterani che l’anno dopo hanno fatto fatica a giocare in altre squadre 10 minuti a partita… non ha mai fatto casino, vince le partite allo scadere come fanno pochissimi nella lega…
senza di lui abbiamo vinto 4 partite di cui una con Portland, una con Memphis che giocava a perdere…
una con MIAMI a fine stagione, senza Wade e con gli altri titolari a 20 minuti di media… l’altra forse con i BUCKS… vogliamo provare a far giocare BIRD con eric Williams invece di AINGE, Kenny Anderson al posto del compianto DJ, AW per Kevin e Tony Battie x Parish e magari dalla panchina potapenko x Walton…
senza voler fare paragoni che non voglio fare, ci vorrebbe un po’ più di obiettività... vorrei far notare come i Miami Heat si siano qualificati ai PO con il rientrante Shaq e senza Wade, mentre con lui erano fuori…
I raptors senza BOSH hanno vinto molte + partite di noi (andare a controllare) pur avendone giocate molte meno…
dico io qual è il problema:
PP non è muscoloso e bello da vedere come il bistecca o Tracy e non è esaltato dagli SPOT NBA e dal duo… o almeno, a Buffa piace molto, ma x quieto vivere con l’altro spesso finge di essere in accordo… quando fa le telecronache con MAMOLi spesso dice cose diverse… ultima cosa: Artest ha sempre detto che nel suo ruolo è il più difficile da marcare e Trenton Hassel di Minnie disse che dopo KOBE è il giocatore più ostico dell’intera NBA… ciao

574 giorni fa / Giacomo ha scritto:

1) 40% colpa degli infortuni;

30% limiti della squadra; 20% errori di Doc; 10% thanking.
2) Le cifre parlano da sole! Vero al 100% In assenza di Pierce si è sprecata una ghiotta occasione per ” far crescere il resto della squadra ”.
3) Si è semplicemente puntato sul giocatore sbagliato che non aveva e non ha ciò che ci serve.
4) Buona la crecita dei giovani ( ma non so quanto sia merito suo e quanto degli assistanti ). Troppi esperimenti ed errori di formazione. Voto 5,5
5) West e Gomes sono giocatori solidi su cui si può contare per il Ns. progetto anche se non saranno mai delle stelle. Giudizio positivo per l’impegno dimostrato e i progressi raggiunti.
Allen è giocatore difficile da valutare.
Ha saltato troppe partite per poter permetterci di capire quale sia il suo potenziale. Quando Pierce era fuori Lui ha dimostrato di esserci. Gli manca il tiro da 3 per poter essere un sicuro titolare.
Perk può essere solo un buon panchinaro e nulla più in una squadra che punta in alto. Lodevole professionalità.
6) Non ho mai avuto dubbi su di Lui.
Il lavoro ed il scrificio messi al servizio del talento hanno pagato e non è ancora finita! E’ gia un pilastro della Ns. squadra.
7) Geraldino, Geraldino hai visto Big Al?
Ecco, prendi esempio da Lui e mettiti a lavorare sodo quest’estate.!
Il talento da solo non basta e non siamo disposti ad aspettarti in eterno!
Annata deludente.
8) E’ il play che ci serve. Me ne ero accorto già dalla preseason e non capivo perchè non si fosse puntato da subito su di Lui. Fin dall’inizio ha dimostrato di essere migliore di Bassy, ma forse a Telfair erano state fatte delle promesse…...per questo ha ottenuto la maglia da titolare solo alla fine! Può arrivare ai livellii di Kid anche se con le caratteristiche sue proprie. E se migliora sulle triple saranno dolori per tutti !
9) Ray non ha un grande futuro anche se è risultato migliore di quanto immaginassi. Buono per la deep bench.
Powe vorrei vederlo giocare di più per capire il suo reale valore. Di certo gli manca qualche centimetro per farci nutrire delle speranze che possa diventare un ottimo n.4 e non ha le caratteristiche da n.3. Può diventare una buona riserva, un primo panchinaro per il n. 4.
10) Non è stato dignitoso ma è stato doveroso vista la Ns. situazione ed il prossimo draft .
574 giorni fa / Francy ha scritto:

Ho letto tutto l’articolo…Uff, che fatica! Quante cose da leggere e non tutte le capisco! Che bello che parlare bene di Rondo. Secondo me è tanto bravo. Che bravo Leonardo Ancilli che stravede per il mio ciccino…si anche io stravedo per lui!!! WOW!!! Allora stravediamo in due e tu Christian perchè non stavedi anche tu??
Vi voglio bene!!
A presto!
Francy.

574 giorni fa / Christian ha scritto:

A me Rondo è piaciuto fin dalla pre-season, ma vorrei stare calmo con le esaltazioni per evitare una delusione in caso di fallimento. ;)

574 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Intanto incredibile ma vero per Telfair ci sono tre squadre interesate Denver Orlando e Minnesota

574 giorni fa / Michele ha scritto:

Il vecchio amico McHale è sempre pronto a dare una mano a Danny, anche se Minnnie ha portato bene a un’altro nostro scarto nel ruolo di play: il pagatissimo panchinaro di Phoenix che risponde al nome di Marcus Banks.
La concorrenza non sarebbe terribile, perchè Hudson è spesso rotto, Jaric ha meno senso di squadra di Bassy, James non è proprio un play e Foye sarà un buon giocatore, ma non riesce a portare palla.
Ai Magic la coppia con Nelson sarebbe interessante come miscela per alzare il ritmo per parecchi minuti e, viste le difficoltà in attacco di Orlando, non è un’idea assurda trovare un’attaccante in più.
Infine Denver: potrebbe convivere con Iverson? Ho qualche dubbio, ma Karl è un furbacchione e magari ha messo in giro la voce ad arte.

574 giorni fa / tiber48 ha scritto:

1) Il peso maggiore è da attribuire a Rivers. In secondo luogo agli infortuni, ma quelli li hanno tutte le squadre.
2) Con Pierce abbiamo vinto 20 partite su 47 cioè siamo al livello con cui hanno concluso Fila e Indiana, un po’ poco comunque.
3) Qualcuno ha detto che Roy non serviva, ma Telfair a chi serviva?
4) Apprezzo solo l’onestà con cui ha ammesso di non essere un vincente. A noi uno così non serve.
5) Solo West buon cambio per il futuro. Gli altri, in una squadra da titolo, li vedo, nel migliore dei casi, solo in fondo alla panchina
6) Finalmente utilizzato a sufficienza. Votato sesto tra i più progrediti. Ma se Rivers avesse creduto in lui fin dall’inizio poteva essere primo.
7) Gerald meglio della seconda stagione di AJ. Mi aspetto un super futuro, coach permettendo.
8) Un buon cambio per un play che non abbiamo. Ma vorrei tanto sbagliare, perché vorrebbe dire che abbiamo già un altro pezzo del mosaico vincente.
9) Tanta simpatia. Ma saranno nella NBA 2008?
10) Mi dispiace, ma l’idea del tanking la sopporto poco. Credo che le partite le abbiano perse davvero. A meno che il tanking non l’abbiano iniziato il 1° novembre 2006, perché già allora erano in media Oden, per chi la vede così.

572 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Intanto da Orlando dove da stanotte sono in ferie, continua a rimbalzare l’interesse per Telfair, Motivo ? Beh Nelson ha deluso e per loro stessa ammissione proveranno altro, riciclandolo al massimo come play di riserva. I motivi della delusione su Nelson, sono che difende poco o nulla, che non sa passarla o meglio non ci prova neppure, e quindi ha una media assist miserrima, per carità tutto giusto, ma se per cambiare queste cose vanno a prendere Telfair, mis embra la classica “scopa di gobbo” !
.
Però se sono interessati uno scambio alla pari con Ariza lo farei.

572 giorni fa / Michele ha scritto:

Se fosse vero dimostrerebbe, una volta di più, che lega meravigliosa che è, per vedere le cose in modo opposto, basta cambiare città!
Per carità. loro hanno visto Nelson meglio di me, però non credo fosse necessario quest’anno per arrivare a una conclusione del genere su di lui, piuttosto non mi lamenterei, perchè una squadra piuttosto giovane è riuscita ad arrivare ai PO sfruttando, forse, l’ultima stagione del grande Grant Hill, trascinati da un D12 immenso fisicamente, ma con grossi limiti fisici: nella partita decisiva di ieri, persa di 4 lui ha fatto solo 9/17 ai liberi ed è grave.
Come è ancora più grave, cambiando serie, che tra i Nuggets abbiamo perso di 5 con 8 errori dalla lunetta, TUTTI di Anthony e Iverson: vatti a fidare delle tue stelle!
.
Anche a me piace Ariza, ma non farebbe “scopa di gobbo” con Gomes?

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