di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Giampaolo Scaglione / 30 April 2007
Sebastian Telfair. Nome e cognome della grande promessa della stagione 2006-07, il point-guard che avrebbe dovuto far crescere, in quantità e in qualità, il back-court dei Celtics.
Le cifre, a regular season terminata, dicono 20.2 minuti, 6.1 punti e 2.8 assist in media a partita. Promessa non mantenuta, quindi, anche se le attenuanti per il numero 30 ci sono: non solo il tanking più o meno consapevolmente imposto agli uomini di Doc Rivers, ma anche le troppe variazioni operate dallo staff tecnico su un tema peraltro improvvisato per via delle troppe assenze per infortunio.
Pierce e Szczerbiak, i quali avrebbero dovuto introdurre Telfair ai segreti della cabina di regia biancoverde, hanno troppo spesso marcato visita, mentre Tony Allen è uscito di scena proprio nel momento in cui Boston stava trovando una soluzione alternativa alle fulminanti giocate del numero 34.
Mandato più di una volta allo sbaraglio, Telfair si è dovuto spesso inventare tiri dalla distanza (38.7% la percentuale di realizzazione in stagione) per uscire dalle secche degli asfittici giochi d’attacco dei Celtics.
Già, anche perché Al Jefferson, che di quegli schemi è ormai sempre più l’ideale punto d’arrivo, è rimasto troppo spesso a bordo campo.
Siamo sinceri: senza un cast veramente all’altezza, un grande regista è condannato alla mediocrità. La stagione di Telfair è letteralmente ingiudicabile, come lo è quella di Green e, in buona misura, quella di Szczerbiak: la differenza tra i due casi è che il numero 30 merita senz’altro una prova d’appello, come l’hanno avuta Jefferson e Allen, con i risultati che conosciamo.
Ma il ragazzo della Abraham Lincoln HS deve curare molto il fisico e i fondamentali, in questa off-season, oltre ad allontanare da sé l’innata propensione a mettersi nei guai e contro la legge, i cui rappresentanti l’hanno già sanzionato per possesso illegittimo di armi e per un suo presunto coinvolgimento nel ferimento del rapper Fabulous a New York.
Completano il quadro il possesso di qualche sostanza illecita, e un amore esagerato per la velocità in automobile: un giocatore ‘maledetto’ ma non troppo, l’esperienza del quale è stata l’argomento di un libro di Ian Connor (??The Jump: Sebastian Telfair and the High-Stakes Business of High School??) e di un film documentario di Jonathan Hack, Through the Fire, che racconta la volontà del point-guard di Brooklyn di saltare a pie’ pari il college per tuffarsi subito nel magico mondo del basket pro.
La sua mission è, adesso, quella di dimostrare che la scelta non è stata sbagliata.
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quoto.. telento da buttare… l’ha buttato. Peccato perchè ho visto molti suoi video ai tempi dell’High School ed era veramente impressionante. Si dice che lo vorrebbero ad Orlando… magari
Tempo ne ha, è giovane, si rifarà... Non mi piace il suo modo di giocare da play ground!! Classico talento neyworkese che si giocava i soldi da bambino massacrando tutti per il suo talento!! Per questo non ha mai dato retta a nessuno, sentendosi il più forte..!! Rivedo il molti versi la storia di Cassano, ma Sebbah è ancora molto giovane e potrebbe, dico potrebbe un giorno, cambiare tipo di gioco. L’esperienza ai Celtics è chiusa su ordine della dirigenza cui gli ha chiuso le porte in faccia. Celtics lo daranno via, e spero, non per due lire.
Speriamo che si riesca a rimediare qualcosa da Orlando o da chiunque altro si voglia accollare una serie di guai. Se penso a cosa c’è costato…
Anche se Rivers non avrebbe fatto giocare Roy quanto meritava ad inizio stagione, come ha sempre fatto con tutti gli altri di valore, con l’infortunio di Pierce sarebbe stato costretto a dargli spazio e con lui avremmo evitato il “record”. Ecco cosa vale Telfair, l’uomo di Rivers, quello a cui ha dato fiducia da subito.
Telfair? Ma perché non far scrivere su di lui ai tifosi dei Blazers? Sono gli unici che ci hanno guadagnato, con tanti saluti a Doc e DA.
La scelta di Telfair ? Ci ha fatto perdere tempo ….......... Rondo meritava più fiducia sin da Novembre …....
Ma Doc e Ainge …......
Giampaolo, ma qual’è la sostanza illecita el cui possesso hai scritto? Telfair non era neanche ubriaco!
Il possesso è stato solo della pistola, nessun’altra sostanza.
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Non mi sembra che abbiamo regalato fenomeni a Portland nell’ambito di quello scambio che ci ha fatto risparmiare parecchi soldi e spazi salariali, aspetto per nulla secondario quando dovremo firmare i giocatori nel contratto da rookie, perchè Roy sarebbe stato un’altra guardia, anche se buona, da aggiungere a Pierce, West, Allen e Green.
La scommessa era valida, è andata male per problemi tecnici, ma non solo con ho già scritto in altri post.
Ho letto molto su Telfair in questi giorni, ragazzo forse rovinato dall’ambiente in cui è cresciuto, dalle troppe aspettative di un nucleo familiare allargato di 17 (!) persone il cui mantenimento dipende da lui.
La sua precocità e i grandi risultati da liceale lo hanno pompato troppo, nascondendo i limiti poi avuti nell’NBA, un altro esempio di come un anno di università avrebbe fatto bene.
Non so se potremo tirarne fuori qualcosa e, certo, la sua “cacciata” plateale da questo punto di vista non aiuta.
In bocca al lupo a lui, ne ha bisogno.
Errore madornale di Ainge.
BIsogna essere obiettivi: bravo al draft, ma sulle trades ci sarebbe molto da dire.
Credo che quanto accaduto di recente a Bassy fuori dal campo avrebbe inciso molto poco sul suo futuro in biancoverde che ormai era scritto da tempo.
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Vicenda strana la sua che probabilmente nasconde qualcosa di importanza cruciale rimasto dentro lo spogliatoio, perchè altrimenti non si spiega il fatto che un giocatore scelto per fare una cosa di cui non ne era ancora capace, a costo di un sacrificio importante come la scelta al draft passato sia stato accantonato in pochissimo tempo nel quale ovviamente non poteva avere il tempo di trasformarsi in quel regista in cui si sperava.
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E’ stato il giovane che ha avuto più credito in era Ainge (Jefferson con il suo credito con una stagione di anticipo sarebbe stato molto più avanti) e la sua occasione l’ha gettata al volo in poche settimane.
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Dubito che ritroverà qualcuno come i Celtics che gli mette la squadra in mano, da ora in poi ogni nuova chance dovrà sudarsela.
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E’ chiaro che la sua acquisizione andò in porto perchè Ainge non sapeva che poi alla 21 ci avrebbe trovato Rondo, quindi in una notta Ainge ha fatto un grosso sbaglio, ma poi con una mezza botta del fattore “C” ci ha messo subito la pezza andando perfino a risparmiare l’anno di contratto di differenza tra LaFrentz e Ratliff.
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Certo è che se Rondo alla 21 non c’era i Celtics per la cabina di regia erano ancora nel panico, anche se West a me non dispiace, tutt’altro.
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Mi ha stupito molto la Mail di Wyc con cui ha a nunciato che non sarà più dei Celtics perchè se magari prima un minimo di valore poteva averlo adesso è pari allo zero e qualcuno che potrebbe essere interessato a lui invece di provare la trade potrebbe mettersi ad aspettare il taglio.
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Per Sebastian buona fortuna per la tua nuova avventura.
Per quanto avevo visto ad inizio campionato, non mi sento di dire che era il classico talento newyorchese egoista. Infatti, per la cronaca, prima della panchina punitiva era il migliore tra i tre play nel rapporto assist-palle perse (e questo mi dice che non era per nulla egoista). Anche di Billups si diceva fosse egoista, poi adesso lo vediamo tutti. Posso capire che la nuova tendenza dell’NBA sia quella “consumista”, o rendi o sei fuori, ma allora non ha senso avere investito tanto in Telfair.
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Che Ainge sia incapace nelle trades è un mito da sfatare: Jumaine Jones per Sundov e Bremer fu un discreto scambio, ad esempio, o Ricky Davis + Mihm e la scelta poi commutatasi in Ryan Gomes per Battie ed Eric Williams, o ancora Jiri Welsch per una prima scelta di Cleveland sono solo altre due trades decisamente vantaggiose che pareggiano quelle meno favorevoli.
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Non credo che i Blazers ci abbiano guadagnato molto dalla partenza di Telfair: hanno preso Foye e l’hanno convertito in Roy, ma LaFrentz ha ancora due anni a contratto per un totale di quasi 25 milioni, denaro che a noi servirà a rifirmare uno o due giovani.
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Su Telfair, credo che Grousbeck abbia sfoderato l’artiglieria in maniera un po’ cinica. Il “codice Ainge” di comportamento è chiaro ed era stato firmato, ma intravedo una motivazione un po’ più “cinica”: con Telfair, se non ci dovessero essere scambi di mercato i Celtics finirebbero per avere troppi giocatori a roster, in caso di arrivo di due scelte buone. Ma poi in estate ci troveremo comunque davanti ad un bivio: o tentare di convertire Ray in un play, oppure scambiare per un play o firmarlo come free agent.
Io credo che sulla cacciata di Bassy abbia influito, e non poco, l’esplosione di Rondo. E’ forse possibile che nel suo contratto ci sia qualche clausola che consenata alla società di rescinderlo unilateralmente per ” questioni morali/comportamentali ”?
L’impressione è che la società voglia semplicemente tagliarlo e non scambiarlo, altrimenti non si spiegherebbero certe dichiarazioni…..
Fosse dipeso da me o lo avrei scambiato per una contropartita decente, altrimenti me lo sarei tenuto ( dietro a Rondo e West naturalmente ), ma è possibile che Ainge, invece, abbia pensato di far posto a qualcun’altro. Vedremo…..
Più che talento buttato, scambio buttato da Ainge. Non so cosa si aspettavano da lui, ma le sue caratteristiche erano ben note anche prima della trade… Errore madornale.
Velo pietoso in generale sulle trade di Ainge…
Piuttosto Max diciamo le cose come stanno: Ainge è così bravo al draft che oscura anche le cose buone che fa negli scambi.
In sintesi: negli scambi è medio-medioalto rispetti alla media dei GM, ma è troppo superiore al draft.
Mah, non sono daccordo.
In ogni caso, i risultati della squadra diranno la verità sul suo operato: finora hanno parlato molto chiaro.
Max concordo con te: hanno detto chiaramente che un processo di ricostruzione MAI TENTATO PRIMA DA ALTRI IN MODO COSI’ RADICALE è vicino a dare i primi risultati.
A me sembra che questo tuo ennesimo giudizio negativo (perdonerai se interpreto male le tue parole) sia come al solito gratuito e molto superficiale.
Portami esempi di ricostruzione fatte meglio e in tempi più brevi, con risultati in termini di turni di PO superati.
Questo conta, non un paio di stagioni perdenti con un roster zeppo di ragazzi.
In generale credo che lo scambio che ha portato Bassy a Boston non sia stato una trade fallita: si trattava comunque di una scommessa, una di quelle che ti lasciano poco spazio di vittoria, seppure con dividendi ipoteticamente alti. Lo spazio salariale liberato secondo me non è da sottovalutare.
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Resta anche a me il dubbio che l’improvvisa retrocessione a terzo play potesse nascondere un provvedimento di qualche tipo, anche se per la verità la situazione di West era già problematica all’inizio della stagione, e non escluderei una necessità di gestire il ruolo prima dell’avvenuta affermazione di Rondo. Se la dirigenza ha già dichiarato il giocatore escluso dal futuro dei Celtics, dubito che si riesca ad ottenere una contropartita vantaggiosa da qualcuno.
Peccato comunque per la non riuscita dell’‘operazione Telfair, che a me non piaceva in generale, ma se avesse pagato avrebbe potuto essere una svolta
Credo che l’esclusione sia legata anche a quanto accaduto all’aeroporto Logan quando il ragazzo era ancora un Trail (Jail?) Blazer, e soprattutto a quanto successo a New York durante l’inverno, la storia del medaglione e della “strana” sparatoria nel parcheggio. Se a ciò si aggiunge il fatto che, come si è visto nell’affare Orien Greene, liquidato subito dopo l’inseguimento con la polizia per il centro di Boston, i Celtics sembra vogliano mettere bene in chiaro che il “Codice Ainge” va rispettato, l’esito dell’ennesima stupidaggine di Bassy (e sempre con la stessa pistola a nome della fidanzata) era abbastanza scontato.
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Concordo che fosse una scommessa, ma provate a chiedere a Wyc Grousbeck se per lui questa trade sia stata negativa: tra quanto risparmia dal contratto di Ratliff (tra l’altro coperto da assicurazione che paga TUTTO lo stipendio del giocatore) e quello di LaFrentz, sommato al contratto di Dickau e di Roy ed alle spese per un’eventuale sforamento della soglia della “luxury tax”, Ainge ha fatto risparmiare ai Celtics quasi 50 milioni di dollari.
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L’NBA è anche questo, oggi, e chi la segue giornalmente non dovrebbe sottovalutare il “fattore Dollaro”. Errore comprensibile, comunque: non tutti siamo ferrati in problematiche legate al salary cap, in fin dei conti.
Io giudico quello che vedo: tanti giovani, ma anche un record in peggioramento, col culmine del peggioramento dopo 4 anni, certo in qualche modo motivato dagli infortuni. Ma in fondo PP non è stato fuori tutta la stagione, e la squadra senza di lui ha addirittura fatto la storia in negativo… non sono segnali incoraggianti. Negli ultimi 2 anni molti di voi tifosi avevano speranze di andare ai Playoff, altro che ricostruzione mai tentata prima, sono tantissime le squadre che hanno fatto una ricostruzione come voi, anche senza avere una super stella come PP che bene o male garantisce un po’ di vittorie assicurate…
Ribadisco il mio giudizio estremamente negativo su Ainge, vera causa dei mali dei C’s negli ultimi anni…
Tantissime, quali?
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Tu sei padronissimo di avere un giudizio negativo su Ainge, ci mancherebbe, ma definirlo la “vera causa dei mali dei C’s degli ultimi anni” mi sembra nuovamente un giudizio superficiale.
Ti rinvio ai molti articoli su ICP dai quali è possibile rilevare quale situazione di giocatori e salariale abbia trovato Ainge al suo arrivo, ne cito un paio come Gin Baker e il suo contrattone e il play titolare che avevamo all’epoca, tale J.R. Bremer, che non ha trovato posto fisso neanche in Europa.
Ebbene, da allora e passando attraverso gli inevitabili peccati che tutti i GM commettono (la firma di Scal, per esempio), il gruppo di oggi ha prospettive per i prossimi anni come poche altre franchigie.
Altri oggi sono molto meglio dei C’s, ma molti altri, invece, non hanno neanche la metà delle nostre potenzialità, poi sarà compito dei giocatori e dello staff tecnico realizzarle, ma Ainge il suo lavoro l’ha fatto e l’attuale flessibilità salariale, argomento che non dovresti sottovalutare, è un ulteriore punto a suo favore.
A parte i soldi fatti risparmiare al proprietario, vediamola un po’ all’opera questa flessibilità salariale, con qualche bel free agent e qualche bella trade in arrivo ai Celtics. Io ancora non ne ho viste. Son 4 anni che Pierce chiede rinforzi, son 4 anni che la squadra aspetta un playmaker (per non parlare del centro, ma quella è merce rara). Ci sono squadre che ricostruiscono da zero, senza stelle, lui al confronto con PP in squadra e la peggior Division della NBA avrebbe dovuto avere la strada spianata per una ricostruzione rapida e indolore, invece dopo 4 anni tocca ancora sperare che Rondo venga su bene l’anno prossimo…
La NBA in questi anni è stata invasa da grandi giocatori area FIBA che hanno dato grande contributo quasi istantaneo: beccami gallina se ne è arrivato uno in biancoverde…
Tutto giusto, ma io aspetto ancora i tuoi esempi di “squadre che ricostruiscono da zero senza stelle”: vuoi citare Toronto? e che ricostruzione è, partendo da zero? però passi per Toronto e diciamo che all’inizio può andare bene un primo turno di PO e comunque loro hanno Bosh, che se parte in quintetto all’ASG lo posso considerare una stella.
Aspetto gli altri esempi e, mi permetto di ricordarti, che la flessibilità salariale non serve solo per i FA e gli scambi ma, nel nostro caso, serve anche per rifirmare i giovani.
A proposito, negli esempi delle ricorstruzioni più veloci della nostra ricordati quelle fatte con i giovani.
Scusa, Michele, ma “tutto giusto” un par di ciufoli.
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Non è vero che Pierce chiede rinforzi da quattro anni: 2 anni fa, i tifosi NBA più attenti ricorderanno una stagione da 45 vinte e 37 perse con sconfitta per 4 a 3 contro Indiana al primo turno dei playoffs. In quella squadra i “rinforzi” c’erano, ed è errato (o dovrei dire “sospetto”?) dire che sono 4 anni che Pierce chiede aiuto, visto che solo nell’ultimo anno si è espresso in tal senso.
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Secondo: alcune trade sono saltate non per colpa di Ainge. Se gli Hornets per Davis accettano dai Warriors meno di quanto avessero offerto i Celtics, è colpa di Ainge? E credo che se i Sixers rifacessero oggi la “campagna di vendita” per Iverson, accetterebbero di buon grado lo stesso Jefferson che hanno rifiutato pochi mesi fa. Quindi, è vero, poche trades per veterani, ma meglio così, se prendere un veterano significa svendere i nostri giovani.
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Sul discorso “sono 4 anni che la squadra aspetta un playmaker”: in realtà sono molti di più, perché a tanti Kenny Anderson non piaceva (come Atkins, Shammond Williams, J.R. Bremer), e a Billups non è stata data una chance. Io per conto mio risalirei ai tempi di Sherman Douglas, un trottolino che pensava solo “squadra”. Ma per i play vale il discorso dei centri: nelle trenta squadre chi li ha, quelli buoni se li tiene stretti. Tentativi sono stati fatti con Banks, West, Greene, Telfair ed ora Rondo. E per aiutarli gli era stato pure affiancato tale Gary Payton.
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Sui giocatori di area FIBA sono in parte d’accordo: da anni vado dicendo che i Celtics dovrebbero utilizzare un po’ di più il “parco Europa” per completare il roster. Però si parla sempre di giocatori di rincalzo, Marconato o Papadopoulos al posto di Olowokandi, a livello di decimo/dodicesimo uomo, non ti cambiano la stagione. Per giocatori da quintetto base o prime due cambi, gli Europei buoni (Parker, Ginobili, Nowitzki, Okur, Diaw, lo stesso Bargnani solo per citarne alcuni) sono tutti (con l’eccezione dei gherardiniani) arrivati via draft, dove mi sembra che Ainge sia al di là di ogni possibile critica.
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Ma nelle critiche di questo tipo vedo più che altro la superficialità di chi a bella posta sminuisce la portata degli infortuni ed il peso dell’inesperienza dei giovani e poi prende il risultato di questa stagione per “addomesticarlo” con l’unico scopo di scaricare tutte le responsabilità sul GM. Che di colpe ne ha (Scalabrine, la squadra troppo giovane, la mancata spesa della MLE) senza il bisogno di appioppargli l’effetto serra, i movimenti della faglia di Sant’Andrea e l’arrivo delle api assassine in nord America.
Su Ainge e il suo aperato chiedo calma, il prossimo 9 maggio saranno quattro anni che Ainge è al timone e vi proporremo un articolo molto dettagliato sul suo operato giusto per aprire un dibattito su questi primi quattro anni.
Leo, io non contesto le critiche ad Ainge quando sono obiettive e circostanziate. Quando invece mi sembra di vedere le cose fatte “un tanto al chilo” da chi dovrebbe avere la competenza necessaria per fare discorsi un po’ più approfonditi, mi insospettisco. Che poi Ainge non sia Mister Simpatia nè probabilmente il miglior GM NBA, tu sai bene che lo vado dicendo da anni. Ma da qui a produrre critiche pretestuose per divertimento personale mi sembra che il passo sia bello grande.
Torniamo a Telfari: Orlando lo vuole? Chissà se con qualche aggiunta sarebbero disposti a darci Nelson. Con DW ritornerebbe una coppia formidabile di vincenti
Nelson ha fallito da loro e ce lo prendiamo noi? No grazie.
Il problema di Nelson è identico a quello di Telfair, ossia ragazzo boriosetto, pessima indole a passarla (ha una media assist ridicola), tira tutto quello che gli passa per le mani, scheda bianca in difesa. Se ad Orlando lo hanno segato o meglio hanno fatto capire che potrà essere solo un cambio non credo sia il caso di prenderlo noi, che abbiamo un Rondo ben più solido sui due lati del campo.
Aggiungete che se Telfair ha il suo film/documentario, Nelson ha il suo libro intitolato più o meno “come sono arrivato a essere Jameer Nelson” e non scherzo, è stato pubblicato alla sua uscita dal college.
É uno dei casi di talento buttato a mio avviso.