di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]
Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.
SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]
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SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Christian Spazian / 31 December 2006
Boston Celtics @ Denver Nuggets 105-116
Boston Celtics @ Los Angeles Clippers 77-100
Boston Celtics @ Golden State Warriors 100-110
Davvero qualcuno pensava che i Celtics potessero sperare di chiudere positivamente questa prima settimana ad ovest con tutti gli infortuni accaduti?
Con i tuoi due miglior giocatori fuori è anche solo pensabile di poter ottenere un risultato pieno?
Le risposte alle domande non possono che essere negative, ecco quindi che le sconfitte consecutive sono arrivate a 5, com’erano arrivate a 5 le vittorie consecutive quando la squadra girava bene nonostante gli infortuni sempre presenti quest’anno. Poi la mannaia della sorte ha falcidiato le energie e pochi sono sopravvissuti per difendere i colori biancoverdi sui parquet d’America.
Ma nonostante queste avversità ci sono anche notizie eccellenti, infatti hanno permesso a qualche giocatore di avere l’occasione di mettersi in mostra e far vedere le proprie capacità.
Green per esempio, il quale però non è riuscito a sfondare nei cuori biancoverdi come ha fatto invece Tony Allen, da otto gare costantemente sopra la doppia cifra di punti. Una continuità inaspettata da un giocatore conosciuto fino all’anno scorso come ottimo difensore e poco altro e che quest’anno ha avuto una partenza decisamente sottotono, tanto che era stato superato da Green nella rotazione.
Eppure Tony non si è demoralizzato e ha resistito, ed alla prima occasione utile ha dato la zampata vincente, e sta continuando a darla, cercando di accumulare più risultati utili possibili prima del ritorno di Pierce e della piena efficienza di Szczerbiak, anche se le sue ottime prestazioni hanno già fatto dire a Doc che sta valutando la possibilità di far partire Wally dalla panchina anche dopo il suo ritorno al 100%.
Se per West non c’era bisogno di verificare che era uno tosto, già lo sapevamo, attendevamo con impazienza che Al Jefferson ci dicesse se mai sarebbe stato anche solo vicino a quello che tutti noi speravamo e ci aspettavamo. Noi sinceramente non avevamo dubbi, ma nei tifosi più di un dubbio c’è stato. Un po’ tardi forse, ma Al ci ha fatto vedere che tutte le belle parole spese sul suo potenziale non erano campate in aria e lo stanno dimostrando le 8 doppie doppie quasi consecutive del mese di dicembre. Non è stato solo questione di giocatori mancanti, perché la serie è iniziata contro New Jersey quando Pierce era in piena efficienza ed è stata anche la prima delle 5 vittorie consecutive.
E dire che tutto è iniziato quando Al ha risposto sul campo alla domanda: “ma tu non eri un tiratore?”. Ed allora ha iniziato anche a tirare dalla media distanza, aggiungendo il tassello fondamentale per rendere il suo gioco meno prevedibile. In passato infatti lo si poteva vedere soltanto sotto canestro, quindi il suo avversario non doveva fare molto per fermarlo. Ora non si sa mai se giocherà sotto od in lunetta o di lato, e può colpire efficacemente da tutti i posti citati. La ritrovata fiducia ha fatto il resto.
Se gli infortuni sono stati una disdetta per la squadra, per Al sono stati di contro un vero toccasana. Ora gli avversari sanno che lui è il giocatore più pericoloso con Pierce fuori servizio e lo raddoppiano quasi costantemente. Fattore negativo? Per niente, è ora che Al impari a giocare con due o tre uomini addosso, perché se, come crediamo, diventerà una vera stella NBA, questa sarà una costante per tutta la sua carriera. Da non sottovalutare però neanche l’incremento di responsabilità, che forgia il carattere e gli permette di avere la mano ferma anche e soprattutto nei momenti topici della gara.
“Sento che sto facendo un gran bel lavoro cercando di non forzare nulla e cercando di fare le cose semplici. Sto imparando molto, sto imparando d’essere paziente in attacco ed essere un miglior passatore”. Gran belle parole di Al, che sta ritoccando i suoi record di carriera, come i 15 rimbalzi catturati contro Denver.
Curioso un fatto che riguarda Al. Spesso e volentieri gli arbitri hanno fischiato passi sul giro da pivot che compie spesso il giocatore e, convinti dell’infondatezza delle chiamate, lo stesso giocatore e Doc Rivers hanno mandato una cassetta alla NBA in cui segnalavano l’errore in cui gli arbitri sono incappati finora. Dopo aver visionato il filmato l’NBA ha deciso che il movimento di piedi di Jefferson non è sanzionabile come passi “mi chiamavano passi tutte le volte e pensavo che non fosse giusto perché non capivano il mio movimento di piedi”.
Novità nel ruolo di play: da questa settimana Telfair ha perso il posto di titolare a favore di Delonte West. Sulla durata di questo cambiamento, Doc ha riferito che il cambiamento sarà “fino a fine stagione oppure finchè qualcosa cambierà”. Queste parole indicano chiaramente che è una decisione punitiva nei confronti di Bassy, ma perché? Troviamo la spiegazione in un’altra dichiarazione di Doc: “Non m’importa dell’attacco di Bassy, dobbiamo ottenere il meglio in difesa, da tutti noi”.
Problemi in spogliatoio? Polemiche infinite? Macchè, sentite Telfair: “per la squadra potrebbe essere una buona mossa. Non ho giocato bene, specialmente in attacco. Spero di trovare il mio ritmo uscendo dalla panchina. Potrei anche giocare meglio”. Ma che ne pensa della sua difesa? Sentiamolo: “qualche volta ci sono delle giocate in cui si potrebbe guardare e dire: OK, quella era una brutta giocata difensiva. Ma mi siedo a casa e guardo le partite. Sento sempre che potrei giocare duro in difesa”.
L’assenza di West contro i Clippers ha riportato in quintetto Telfair con numerosi errori al tiro e nella gara successiva il rientrante West ha riportato Telfair in panchina con una prova ancora scadente al tiro. Il timore di tutta questa faccenda è che Bassy perda fiducia e non renda come potrebbe. Ci aggiorneremo sicuramente su questo argomento nelle prossime settimane.
Ci siamo dimenticati di Allan Ray in queste prime settimane? Forse si, ma in un momento in cui ci sono così tanti infortuni c’è stato qualche minuto anche per lui. Sostanzialmente è un tiratore e quindi quello che ci si aspetta da lui sono tiri, preferibilmente dentro la retina. Nella seconda gara stagionale in cui ha avuto a disposizione la doppia cifra di minuti, quella contro Denver, ha tirato col 5 su 10 (nella prima aveva tirato col 4 su 6 dal campo) segno che quando c’è lo spazio necessario Ray sa farsi valere. Per lui ci sarà ancora tanta panchina, ma deve farsi trovare pronto quando o se arriverà il suo momento.
C’è stato un momento in settimana in cui Doc Rivers temeva di non riuscire a finire una gara in 5 giocatori dai tanti infortuni abbattuti sulla squadra. Un vero e proprio bollettino di guerra che si rinnova anche questa settimana.
Iniziamo il bollettino con Paul Pierce ed un suo rammarico “è sempre frustrante (guardare la partita in tribuna), specialmente quando vuoi essere laggiù per la squadra”. Non si è sottratto dalle luci della ribalta e ha assistito alla gara dalla panchina “sei a bordocampo e senti che puoi fare la differenza, è dura, ma questi ragazzi stanno acquisendo esperienza ed è una cosa buona per loro”. Queste parole sprizzano pride da tutte le lettere di cui sono composte.
Vestiti civili, corpetto protettivo per il piede a causa della reazione da stress subita: è un Pierce diverso da quello a cui siamo abituati. La trasferta ad ovest gli ha comunque permesso di trascorrere qualche momento di questo periodo di festa a casa sua a Los Angeles ed è presumibile che tornerà a Boston i primi giorni del 2007 per verificare quanto tempo è ancora necessario per rivederlo in campo.
Nella sua partita di ritorno in campo dopo la distorsione alla caviglia destra Doc ha fatto giocare Wally Szczerbiak più di quello che il suo fisico gli avrebbe permesso e durante l’allenamento del giorno dopo ha avuto un ulteriore scavigliamento che rischiava di fermarlo ancora. Così non è stato, ma la sua condizione psicofisica precaria non gli ha permesso di giocare al meglio delle sue possibilità. Verrà verificata la sua condizione nelle prossime ore, ma si presume che potrà essere in campo anche la prossima partita.
Problemi di schiena per Delonte West durante la gara contro Denver, causati da un’entrata azzardata e conseguente caduta a terra, quindi è stato costretto ad abbandonare il campo ed a saltare la gara contro i Clippers. Doc ha elogiato il suo cuore e la durezza del suo gioco con l’obiettivo della vittoria, ma questi rischi si pagano. Miracolosamente recuperato per la gara contro Golden State, è stato tra i migliori in campo, ma prima della gara aveva un dubbio: “il mio corpo mi sta dicendo di non andare, ma il mio cuore sta dicendo di si, e ho ascoltato il mio cuore”. Se volevamo trovare un po’ di pride in questa squadra, ora sappiamo dove dobbiamo rivolgerci.
“Non penso d’avere più di 15 minuti” ha detto Kendrick Perkins la settimana scorsa, infatti ha giocato per una decina di minuti entrambe le ultime due partite settimanali, quindi le sue previsioni sono state rispettate. Dopo aver perso 3 settimane e 10 partite totali, Perk è rientrato in campo, ma nessuno si aspetta cose mirabolanti, e nemmeno di vedere subito quei segnali positivi che ha mostrato durante le prime uscite ufficiali lo scorso novembre. Il problema è che ha bisogno di tempo per riguadagnare la condizione ideale per giocare nell’NBA, ma ha anche bisogno di giocare, e le dichiarazioni dopo la gara contro Golden State non sono state molto amichevoli, infatti ha dichiarato che Doc è stato un po’ troppo conservativo nell’ultima gara, lui si sentiva più minuti nelle gambe, ma forse la sua voglia di giocare è troppo elevata per la sua reale condizione fisica.
Le notizie confortanti della settimana scorsa per Michael Olowokandi si sono confermate questa settimana, infatti è riuscito a partire con la squadra per l’ovest e ha già messo piede in campo per 4 minuti contro i Clippers, ma un pò per fargli riprendere la piena efficienza fisica ed un pò per le sue limitate capacità tecniche, quei minuti sono stati gli unici da lui giocati nelle tre gare settimanali.
Come ogni anno si inizia a parlare dell’All-Star Game a capodanno. Nell’invitare tutti i tifosi Celtics a votare per Pierce, Szczerbiak e West in quel di Las Vegas, c’è chi spera di entrare nel giro da un’altra porta. No, Gerald Green non chiederà di fare il cameriere, ma piuttosto gli piacerebbe essere selezionato per la gara delle schiacciate. In previsione di questa chiamata sta preparando qualche affondata niente male, e come le scritte per i bambini “non fatelo a casa” quando vengono trasmette scene non adatte a loro, anche il ragazzo, facendo leva sul fatto che secondo lui le sue schiacciate sono pericolose, oltrechè spettacolari, ha iniziato a dire quelle parole a cronisti e spettatori. Peccato che Powe sia stato in grado di imitare le sue schiacciate.
Speravamo di dare la notizia il più tardi possibile o forse mai, lo dobbiamo fare ora: i Celtics non hanno più un bilancio positivo in trasferta. Prima di questa settimana era 6 vinte e 5 perse, ora con le 3 sconfitte consecutive il bilancio è negativo: 6 vinte ed 8 perse.
Leon Powe ha fatto il college nella Baia, ovvio quindi che molti spettatori durante la gara contro Golden State speravano di vedere all’opera il giocatore. Non vedendolo, nel finale di gara è stato invocato ed a 2 minuti e 49 secondi dal termine Doc Rivers lo ha messo in campo accompagnato da un’ovazione. Per lui quella sera 5 punti e 4 rimbalzi.
Senza Pierce e con uno Szczerbiak che è si tornato, ma non è ancora in forma al 100% a giudicare da un orribile 20% dal campo, tutti gli altri (almeno quelli sani) hanno avuto un’occasione concreta per aggiudicarsi il premio del migliore della settimana. Chi ne ha approfittato è stato decisamente Al Jefferson, il quale si merita il prezioso riconoscimento, ma è lotta serrata per il posto d’onore, con ben tre giocatori che si contendono il posto: West, Allen e Green. A malincuore siamo costretti a togliere West a causa della sua assenza nella gara contro i Clippers, anche se per le due serate rimanenti sarebbe stato il candidato ideale per il premio. Fino all’ultima gara obiettivamente tra Green ed Allen il favorito era il primo, ma una giornata andata male (rispetto alle due precedenti) proprio durante la sfida contro Golden State ed una costanza finora sconosciuta, ma decisamente apprezzata, di Tony Allen gli offrono la possibilità di entrare in classifica. Green è stato anche penalizzato da un comportamento in campo poco attento ai compagni di squadra e questo non dovrebbe mai accadere.
Classifica:
13 Pierce
7 Jefferson
4 Szczerbiak
2 Gomes
1 Allen
Settimana piena quella che attende i Celtics nella prossima ottava:
domenica in trasferta a Seattle
lunedì in trasferta a Portland
mercoledì in casa contro Cleveland
venerdì in trasferta a Memphis
Finisce questa settimana la prima trasferta ad ovest, poi si torna a casa e subito dopo si riprende l’aereo per andare sul Mississippi. Ma andiamo con ordine.
La trasferta, composta da 5 gare ad ovest, finisce presso due squadre nel nord-ovest del continente americano. Le sfide sono contro due formazioni di bassa classifica, anche se a dire il vero Portland non è in un brutto momento, cosa che invece lo è Boston, ma prima o poi dovrà finire e non è detto che possa accadere proprio nel nord-ovest.
Se così non fosse la striscia perdente potrebbe prolungarsi dopo la partita in casa contro Cleveland, ma l’occasione della sfida in casa di Memphis potrebbe far vedere almeno una W nella casella dei risultati dei Celtics. A dire il vero le possibilità di vincerne almeno 2 non sono basse, ma come detto senza Pierce tutto (il peggio) può accadere.
Ora diamo uno sguardo alla classifica, e possiamo vedere come le 5 sconfitte consecutive hanno particolarmente inciso nella stessa per i biancoverdi, decretando una decisa affondata in basso. Ora solo tre squadre ad est ed una ad ovest vedono Boston dal basso, ma ricordiamo che le partite già giocate sono solo 28 e ne rimangono ben 54, ovvero siamo arrivati solo ad un terzo del cammino: tutto ancora può succedere!
C’è già chi invoca il tanking, ma ne riparliamo diffusamente la settimana prossima.
A risentirci.
Magari un W tra Portland e Seattle, ricordiamoci che nel corso di una lunga trasferta a Ovest, le partite migliori si giocano all’inizio quando la squadra è meno stanca, però una sorpresa potrebbe sempre esserci.
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Concordo con le opinioni di Leo su Alle, Telfair e West, mentre sono “alla finestra” per Green che mi è sembrato insufficiente quando ha avuto i suoi spazi.
Il fatto che la sezione infortuni del report di Christian occupi buona parte di esso la dice lunga sulla sfiga che attanaglia i Celtics. Speriamo il peggio sia passato anche se per Pierce un rientro nella prossima settimana sembra da escludere.
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Vado un attimo contro all’opinione del momento su Tony Allen. A me non sta suscitando particolari sensazioni, sopratutto i suoi numeri offensivi lasciano il tempo che trovano, non fraintendetemi sono contento ma d Allen io voglio rivedere quella fame e quella intnsità difensiva che mise in mostra due anni fa nella stagiona da rookie. In attacco sta facendo bene anche se come rimarcava Michele può tranquillamente smettere di prendere il rimbalzo e andare in coast to coast a perdere palloni.
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Sulla vicenda Telfair l’opinione che mi sono fatto è che forse è successo qualcosa a “telecamere spente”, anche perchè come detto nei giorni scorsi la tesi che Telfair non difende fa acqua da tutte le parti, visto che si sapeva che aveva limiti difensivi evidenti.
Speriamo non perda fiducia e speriamo che West sfrutti al massimo l’occasione, a me il Delonte play della passata stagione andava bene, ovvio doveva crescere ancora ma tutto sommato fece bene. Speriamo riparta da dove si era fermato a metà aprile archiviando questo mese mezzo dove si è divisio nei due ruoli come un qualcosa di positivo.
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Pronosticare le quattro gare è quasi impossibile, facciao 1-3. La più abbordabile è quella di domani a Seattle con loro con molti assenti o perlomeno in dubbio fino alla fine. Portland a me piace e sarà interessante vedere il Brandon Roy a cui abbiamo rinunciato.
Contro i cavs la vedo durissima, poi c’è il “derby” con Memphis, ma visto che ci abbiamo perso in casa senza Gasol, c’è poco da sperare con il rientro del Catalano e un coach (definirlo tale è un parolone) appena arrivato.