di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Andrea Del Vanga / 5 January 2006
Avevo pensato a questo articolo 1 mese fa, ma il lavoro mi ha tolto tempo. Così il sempre valido Celticsblog mi ha preceduto e ora l’idea non è poi così originale. Comunque mi cimento lo stesso in un’analisi, mossa per mossa, nei circa 2 anni e mezzo di gestione Ainge dei Celtics, per giudicare e valutare, in un momento proprio non molto felice della stagione dei verdi, i movimenti di mercato dell’ex numero 44 di Boston.
1. Prolungamento del contratto di coach O’Brien. All’epoca sembrò la mossa migliore da fare, con O’Brien apparentemente in pieno controllo di una squadra che un anno prima era stata in finale di conference. Personalmente la giudicai un grave errore. La squadra era priva di logica, troppo controllata dalle lune di Walker. Era poi chiaro che Ainge voleva una squadra completamente diversa e che l’avrebbe smantellata. Non di certo un buon inizio firmare un coach nel quale non si crede. Voto 4.
2. Darius Songaila a Sacramento in cambio di 2 seconde scelte (poi tramutate in Brandon Hunter e Oriene Greene). Di questo scambio fu detto all’epoca che venne gestito da Wallace e Papile, e che Ainge avallò il tutto, non conoscendo il giocatore. Il lituano si è costruito una buona carriera NBA che ora sta continuando a Chicago. Delle due prime scelte prese, Hunter è già fuori della lega, mentre su Greene si poggiano molte speranze come buon giocatore NBA per il futuro. In ogni caso non un buono scambio, per un giocatore che Boston aveva scelto in maniera lungimirante con il numero 50 nel draft del 2002 e che non ha mai vestito neanche per un minuto la maglia Celtics. Voto 4.

3. Draft 2003. Boston, dopo le scelte, scambia la numero 16 Troy Bell e la numero 20 Dahntay Jones con Memphis, che di ritorno spedisce ai Celtics la 13 Marcus Banks e la 27 Kendrich Perkins. Per completare il draft Boston sceglie con il numero 56 Brandon Hunter. Due anni e mezzo di Lega dopo lo scambio si è dimostrato ottimo per Boston, visto che Bell è fuori dall’NBA e Jones è per ora solo un giocatore marginale. Perkins si sta affermando a Boston come il probabile centro del futuro e potrebbe risultare un autentico furto alla 27. Banks ha invece fortemente deluso, non avendo sviluppato né tiro da fuori né gioco a metà campo. In quel draft c’erano ottimi giocatori come Barbosa, Diaw e Josh Howard che stanno venendo prepotentemente fuori quest’anno (anche se Barbosa e Diaw giocano con accanto un certo Nash…) ma non mi sento di condannare Ainge per queste scelte: servivano un centro ed un play e queste erano le migliori scelte da fare. Voto 7.
4. Rifirmato Mark Blount. La firma qui era solo per un anno e non il lungo contratto che tanto fa discutere i fan di Boston. Qui la firma era logica e senza se e senza ma. Voto 8
5. Firmati Walter McCarthy e Mike James. Giocatori reduci da buone stagioni e firmati a prezzi bassi. Sicuramente una buona mossa, anche per come hanno poi giocato i due. Voto 8.
6. JR Bremer, Bruno Sundov e una seconda scelta a Cleveland per Jumaine Jones: scambio alla fine piuttosto indifferente per le sorti bostoniane. C’è da notare che Jones gioca ancora in questa lega, mentre Bremer e Sundov sono fuori da tempo. Sembrò un ottimo affare per i Celtics ma Jones non si è mai inserito nelle rotazioni né di O’Brien né di Carroll. Si tratta comunque di un buon giocatore che sta avendo una discreta carriera NBA. Voto 6.
7. Antoine Walker e Tony Delk a Dallas per Raef LaFrentz, Chris Mills, Jiri Welch e una prima scelta (poi diventata Delonte West). “La” trade di Ainge per ora, con tantissime sfaccettature, punti di vista, vantaggi e svantaggi allo stesso tempo. Con questa trade Ainge dimostrò che voleva cambiare radicalmente le cose a Boston. Via Walker, autentica croce e delizia della squadra, al quale O’Brien aveva affidato le chiavi della squadra e il compito di tirare da ogni angolo e lato del campo. Era noto che Ainge stava cercando di scambiare Walker in ogni angolo della lega e che l’unica offerta decente è arrivata da Dallas. In cambio sono arrivati un centro iper-pagato in maniera scriteriata da Cuban e zoppo, con i suoi migliori anni già dietro le spalle a 27 anni, senza mobilità laterale, doti di rimbalzista ed un infortunio che lo ha praticamente tenuto fermo 1 anno. In compenso sono però arrivati il bravo Welch, una prima scelta poi tramutatasi nella nostra point guard attuale e del futuro Delonte West e del contratto in scadenza di Mills, che poi ci avrebbe portato a Allen. Insomma…una trade molto difficile da giudicare. Forse Walker poteva essere scambiato l’anno dopo, quando poteva avere un valore maggiore. LaFrentz è un peso ben maggiore di Blount che questa squadra si dovrà portare addosso per i prossimi 3 anni. Anche qui resta il dubbio che difficilmente Ainge avrebbe potuto fare di meglio. Voto 6
8. Esercitata l’opzione per il 4° anno di Kedrick Brown. Ancora c’era qualche speranza su questo iper-saltatore che poco ha combinato nella lega. Un’opzione per il quarto anno non la si nega a nessuno (eccetto a Marcus Banks). Voto 6.
9 Eric Williams, Kedrick Brown, e Tony Battie a Cleveland per Ricky Davis, Chris Mihm, e Michael Stewart. Autentica “perla” di Ainge che prende il classico giocatore scontento ed emarginato dalla superstella locale *(Davis con James)*, un centro giovane e un contratto in scadenza per praticamente nulla. Solo Battie ha ancora un qualche ruolo nella lega. Williams è eternamente in lista infortunati, Brown fuori dall’NBA. Sono le classiche trade che un GM bravo riesce a fare, correndo molti rischi, vista la terribile fama di Davis nella lega. Quest’anno il buon Ricky sta avendo un anno eccezionale. Per ora questa resta nettamente la migliore mossa di Ainge. Voto 9.
10. Dimissioni di O’Brien, licenziamento di Harter. Nominato Carroll interim coach. Le dimissioni di O’Brien sono la diretta conseguenza delle mosse aingiane. Un bene per la squadra. Non si capisce però perché siano state fatte prima altre scelte. La scelta di Carroll era sicuramente la più “conservativa” in attesa del grosso nome che sarebbe arrivato l’anno successivo. Comunque non un buona gestione. Ainge ha forzato una situazione senza gestirla direttamente. Buon risparmio di soldi per Boston, pessima gestione di Ainge. Voto 4.
11. Tagliato Vin Baker. Le stesse doti di squalo di Ainge si sono invece rivelate ottime nel caso Baker, autentico macigno lasciato della gestione Wallace. Il giocatore, sembrato poco prima in leggera ripresa, era risprofondato in pieno nel gorgo dell’alcolismo. Ainge è riuscito ad ottenere dalla lega il taglio del giocatore e la decurtazione da libro paga Boston di gran parte del suo pesantissimo contratto. Un’autentica mossa da maestro. Voto 9.
12. Mike James a Detroit, Chris Mills ad Atlanta per Atkins e Lindsey Hunter (subito tagliato), una prima scelta (tramutatasi in Allen) e soldi. Buona mossa, soprattutto a livello finanziario. Atkins è sempre stato un buon play. Ottima la prima scelta poi avuta e la flessibilità finanziaria data dal cash di Detroit. Grandi critiche per aver rinforzato con Rasheed Wallace Detroit ma Boston, ancora lontana dallo status di contender, non è certo interessata a questa cosa. Voto 7.
13. Licenziato Carroll, preso come capoallenatore Doc Rivers. Per ora mossa piuttosto disastrosa. Rivers si sta dimostrando sopravvalutato, rispetto al titolo di coach of the year conquistato ad Orlando con una squadra che poi proprio scarsa non si sarebbe dimostrata. Play-off raggiunti l’anno scorso ma con l’uscita al primo turno con il vantaggio-campo. Quest’anno per ora niente di buono. Per ora Rivers non si sta dimostrando per quello che era aspettato. Voto 4.

14. Draft. Scelto con il numero 15 Al Jefferson, con il 24 Delonte West, Tony Allen con la 25 e Justin Reed con la 40. Draft grandioso. Anche a distanza di un anno, con i valori non ancora chiarissimi, sembra un draft eccezionale. Jefferson, anche se per ora non sta confermando appieno le speranza del primo anno (ma a dicembre il giocatore è stato in ripresa) sembra avere un potenziale da all-star. West e Allen sembrano due sicuri pro di affidamento. Reed può essere una discreta addizione dalla panchina. Nessun “scheletro nell’armadio” di questo draft…i giocatori scelti dopo questi sono sicuramente peggiori di loro. Niente da dire. Voto 9.
15. Rifirmato Mark Blount. Mossa che ha suscitato grandissime critiche, per aver iper-pagato il centro bostoniano. Se devo contestare qualcosa dal contratto è la durata eccessiva, piuttosto che l’ammontare della cifra, in linea con i contratti NBA. Blount non è un cattivo giocatore, ha avuto una stagione 2004-2005 pessima, malgestito da Rivers. Quest’anno, soprattutto in attacco, sta tornando sui suoi livelli che sono quelli di un buon giocatore di rotazione NBA. Non è un rimbalzista, e non lo è mai stato. Ai tempi di O’Brien e Harter, con gente che curava la difesa e con una squadra che riusciva a difendere anche avendo Walker come 4, non era nemmeno inguardabile come oggi a livello difensivo. Voto 6.
16. Chris Mihm, Chucky Atkins e Marcus Banks e una seconda scelta ai Los Angeles Lakers per Gary Payton, Rick Fox, una prima scelta e soldi. La trade è stata in seguito cambiata con Marcus Banks e la seconda scelta che sono rimaste a Boston. Inserito nella trade Jumaine Jones. Prima trade che mi ha veramente convinto poco di Ainge. In un progetto di squadra che punta progressivamente al titolo, Payton non era esattamente il giocatore da avere intorno. La perdita di Mihm è stata grave. In prospettiva si poteva puntare più su di lui, centro puro anche se mai realmente esploso, piuttosto che su Blount. Al solito, nelle scelte di Ainge, va apprezzato il lato finanziario (contratto di Fox con il giocatore che si sarebbe ritirato e quindi in uscita dal cap) e quello delle scelte (una prima scelta ancora da spendere). Ma queste sono le cose che rendono una pessima trade quasi accettabile. Voto 5.
17. Firmato Tom Gugliotta. Mossa finanziariamente non dannosa per i Celtics, visto il contratto di un anno, ma completamente sbagliata dal punto di vista tecnico. Ainge cerca giocatori che siano prima di tutto utili per lo spogliatoio ma è difficile accettare il fatto che questi siano spesso e volentieri dei semplici accompagnatori della squadra. Voto 4.
18. Esercitata l’opzione per il 4° anno su Jiri Welsch. Se il giocatore è buono perché non provarci? Voto 7.
19. Walter McCarty ai Suns per una seconda scelta e soldi. Il buon Walter non era più nelle grazie dell’allenatore e della dirigenza. Ottimo quello che si è ottenuto in cambio. Voto 7.

20. Payton, Gugliotta, Stewart e una prima scelta protetta ad Atlanta per Antoine Walker. Payton sarebbe poco dopo rientrato come free agent. Altra mossa che non mi è piaciuta, anche se la squadra con l’arrivo di Walker ha avuto una grossa impennata di rendimento, riuscendo a vincere l’Atlantic division. Walker non è stato rifirmato dopo l’estate. Abbiamo perso una prima scelta che potrebbe anche essere alta visto il nostro pessimo rendimento attuale. Molto dipenderà in cosa si convertirà l’eccezione salariale poi presa mandando Walker a Miami. Se quei circa 5 milioni si convertiranno in un buon giocatore, questa mossa di mercato potrebbe rivelarsi meno peggio di come appare oggi. Voto 3.
21. Jiri Welsch a Cleveland per una prima scelta. Avendo un Allen in crescita in squadra, Boston ha deciso di scambiare il giocatore ceco. La prima scelta, vista la grande forza attuale dei Cavs, non sarà alta ma si tratta pur sempre di un buon affare, visto anche che Welch è stato poi poco dopo scambiato da Cleveland per una seconda scelta. Voto 8.
Stagione 2005-2006
22. Draft: Scelto Gerald Green con la 18, Ryan Gomes con la 50 e Orien Greene con la 53. Ancora una volta Ainge dimostra di dare il meglio di se durante il draft. Per ora Green non ha visto campo ma per tutti, ma proprio tutti, è una probabile sicura star. Misterioso il suo totale non utilizzo. Gomes e Greene si stanno dimostrando due ottime addizioni. Il primo è giocatore di sicuro talento che per ora ha giocato poco ma dimostrando ottimo feeling con canestro e rimbalzi, il secondo è stato per ora una delle sorprese più liete della stagione biancoverde, unico play con una certa visione di gioco del quartetto dietro dei Celtics. Anche qui nulla da dire. Voto 8.
23. Firmato Brian Scalabrine. Scelta per ora misteriosa. Il giocatore non è così scarso come le sue cifre dicono ma probabilmente quei soldi potevano essere spesi meglio su un giocatore di sicuro e rapido affidamento. Vedremo se in futuro Scalabrine riuscirà ad inserirsi nei meccanismi di gioco. Per ora scelta sbagliata. Voto 3.
24. Antoine Walker a Miami per Curtis Borchardt da Utah, Qyntel Woods, i diritti su Albert Miralles, due secondo scelte e soldi da Miami. Borchardt e Woods poi tagliati. Visto che Walker non sarebbe rimasto, di meglio non poteva essere fatto. Vediamo cosa arriverà dalle seconde scelte e dai soldi ottenuti. Voto 6.
25. Firmato Will Bynum tagliato prima dell’inizio del campionato. Con la sfilza di play che aveva Boston in roster quest’anno scelta strana. Come detto da qualcuno, è probabile che sia stato firmato come polizza per una probabile cessione di Banks. Voto 6.

26. Una seconda scelta e parte della trade exception per Dan Dickau. Non molto è stato speso per prendere il sosia di Frodo. In ogni caso scelta terribilmente sbagliata. Giocatore non da NBA, con un ottimo tiro e tutto il resto poco spendibile anche in Europa. Pessima mossa, anche prima del terribile infortunio che ha posto fine alla sua modesta stagione bostoniana. Voto 3.
27. Esercitata l’opzione su Kendrick Perkins. Poco da dire: sarà il nostro centro del futuro; era l’ovvia mossa da fare. Voto 7.
28. Non esercitata l’opzione su Marcus Banks. Nonostante il giocatore abbia pesantemente deluso e che la dirigenza abbia deciso di puntare su West e Greene, la mossa non è poi molto saggia. O Ainge ritiene scontato che scambierà di sicuro il giocatore nelle prossime settimane, oppure ci capisco poco. A fine anno sarà perso per nulla. Voto 4.
Complessivamente, a mio modesto giudizio, la conduzione della squadra di Ainge è stata buona, con i play-off raggiunti per ora 2 volte su 2, con ottime scelte nel draft, situazioni complicate risolte. Due gravi pecche sono però rappresentate dalle scelte sugli allenatori e da quelle sui free agents, per ora regolarmente sbagliati. Vediamo cosa ci riserverà la riapertura del mercato.
Avrei messo un 5 per questa:
8. Esercitata l’opzione per il 4° anno di Kedrick Brown. Voto 6
perchè era chiaro che non avrebbe fatto nulla, ma non 4 perchè una prova va fatta.
Un 5 anche in questa:
13. Licenziato Carroll, preso come capoallenatore Doc Rivers. Voto 4
perchè Carroll era soltanto di passaggio, non poteva fare capoallenatore.
Un 6 in questa:
16. Chris Mihm, Chucky Atkins e Marcus Banks e una seconda scelta ai Los Angeles Lakers per Gary Payton, Rick Fox, una prima scelta e soldi. La trade è stata in seguito cambiata con Marcus Banks e la seconda scelta che sono rimaste a Boston. Inserito nella trade Jumaine Jones. Voto 5
perchè sono convinto che questa mossa ha accelerato l’apprendimento del lavoro di play a Delonte West.
Un 5 in questa:
18. Esercitata l’opzione per il 4° anno su Jiri Welsch. Voto 7
perchè Welsch non si è dimostrato buono, poi è stato utile per una prima scelta, ma è trattato nell’operazione numero 21, di cui condivido il voto.
Un 6 in questa:
20. Payton, Gugliotta, Stewart e una prima scelta protetta ad Atlanta per Antoine Walker. Voto 3
perchè Walker avrà tanti difetti, ma in quel momento ha dato tanto entusiasmo, facendo capire che è possibile ottenere una stagione positiva. Certo che una prima scelta non è poco, anche se protetta, altrimenti era da 7.
Un 5 in questa:
26. Una seconda scelta e parte della trade exception per Dan Dickau. Voto 3
perchè sei stato troppo duro, in pratica abbiamo ceduto pochissimo.
Condivido al 100% la conclusione, tenendo presente la situazione drammatica di partenza.