di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?
di Christian Spazian / 27 March 2006
Prosegue lo stop di Jefferson ed anche Pierce non sta benissimo. Con questa premessa è difficile immaginare che Boston possa fare la voce grossa contro una Chicago che cerca disperatamente vittorie per continuare a sperare di partecipare ai play-off.
Invece è proprio l’opposto, Boston parte bene, prende il vantaggio e se lo tiene ben stretto. Nel primo quarto Paul Pierce fa 13 dei suoi 24 punti totali ed è l’unico che passa in doppia cifra di entrambe le formazioni nei primi 12 minuti di gioco.
Nel secondo quarto la musica non cambia: Boston sempre in vantaggio e Chicago che arranca affannosamente. Tra i top player male Wally Szczerbiak dal campo, il quale segna il primo canestro da due punti a 1 minuto e 16 secondi dalla fine del secondo quarto dopo aver collezionato un 0 su 8. Da lì in poi però si riscatta e chiude con un non-disastroso 7 su 19 e 23 punti. Dalla linea del tiro libero però è una sentenza con un ottimo 9 su 10.
All’inizio del terzo quarto la musica non cambia, Boston sempre avanti e sembra che i Celtics abbiano la partita in tasca. Invece Chicago recupera ed arriva a -2 a 2 minuti scarsi dalla fine del terzo quarto. Non è finita perchè Boston ricaccia indietro Chicago con un parziale di 8 a 0. Il merito va equamente diviso tra Pierce e Delonte West, il quale si conferma a fine gara come terzo realizzatore della squadra con 17 punti. Pochi i 4 assist per essere un play, ma di contro buoni i 5 rimbalzi.
L’inizio dell’ultimo quarto è molto tranquillo, con Boston che sembra avere la partita in pugno, ma Chicago nel finale inizia a rimontare e riesce a mettere la testa avanti a 2.13 dalla fine. Da lì in poi Boston non riuscirà a tornare in vantaggio, lasciando che la gara venga aggiudicata a Chicago.
Perchè è arrivata la sconfitta? Come si fa a perdere una gara già vinta? Noi non sappiamo rispondere a questa domanda, ma è curioso come un Kendrick Perkins che ha giocato solo 23 minuti e ha preso ben 14 rimbalzi rimanga in panchina per praticamente tutta l’ultima frazione di gioco. Il fatto grave è che coach Doc Rivers non lo ha messo in campo quando un poco incisivo Raef LaFrentz (9 punti e 4 rimbalzi per lui) esce per raggiunto limite di falli, preferendo andare con un quintetto piccolissimo, con il solo Gomes che sa giocare sotto canestro, ma già lui è sottodimensionato, figuriamoci gli altri.
Non che Ryan Gomes abbia dominato (8 punti e 7 rimbalzi), ma sarebbe stato molto utile avere in campo un bigman come Perkins, che un rimbalzo decisivo può prenderlo.
Vediamo gli altri Celtics: Scalabrine e Greene hanno dato poco o nulla nella decina di minuti a testa in campo, Green nei soli 6 minuti giocati non può fare i miracoli, mentre qualche minuto c’è anche per Tony Allen, ma 14 sono pochi, e riesce a mettere 6 punti a referto.
Se vogliamo pensare male Rivers ha perso per avere più palline al prossimo draft, dando per scontata l’ormai quasi scontata mancata qualificazione ai play-off. In genere in questi casi viene in aiuto una famosa frase del famoso uomo politico che di nome fa Andreotti: “pensare male è peccato, ma in genere è la verità”. Il problema è se applicarlo a questa occasione, e sinceramente non sappiamo che pensare, perchè nel caso in cui la risposta fosse negativa iniziamo a preoccuparci per l’anno prossimo se Rivers rimarrà sulla panchina dei Celtics.
Adessso partendo dal basso non siamo più noni ma ottavi….Minnesota ci ha superati e adesso anche Seattle ci tallona….se proprio si deve pensare al draft bisogna sperare che Seattle e Orlando ci superino in modo da avere solo 5 squadre davanti a noi in lotteria
Ma cosa sto dicendo? Sono un celtics Dio santo…..
Che tristezza…..
Già che tristezza ma purtroppo è la realtà e spero che perdiamo tutte le partite rimaste per poter scegliere nei primi 3.A proposito visto che ci manca un play vero e proprio chi c’è da poter scegliere in alto?
Purtroppo nel draft di quest’anno non ci sono grandi play puri da scegliere…..i giocatori accreditati delle scelte più alte sono tutti SF e PF e qualche SG…...i play più interessanti sono randy Foye di Villanova e Marcus Williams di UConn…più indietro Gibson
Allora credo sia meglio girare la nostra scelta ad un club che abbia un buon play da darci in cambio.
A meno che non si possa pescare un fenomeno in altro ruolo e ce lo teniamo.
Basta non affidarlo poi a Rivers che lo distruggerebbe.
In effetti anche a me Rivers con questi “quintetti atipici”, con i “quattro piccoli” e con il suo tanto amato “lungo atipico” inizia veramente a fracassarmi i coglioni. A San Antonio si gioca con 1 play una guardia un’ala piccola un’ala grande e un centro, a Dettroit si gioco 1 play una guardia un’ala piccola un’ala grande e un centro, lo stesso dicasi per Miami e anche per Dallas che la versatilità tanto amata da Nelson, Avery Johnson l’ha messa in fondo al cassetto, nascondendola pure bene. Sarà solo un caso che le prime quattro squadre della lega giocano così, oppure no ?
Noi invece la usiamo quasi come soluzione continuativa, nemmeno come variante tattica. Possibile che qui si abbia pure la presunzione di inventare qualcosa ! voglio dire i Bulls sono erano ieri una mezza ciofeca, Perkins ha fatto il suo porco comodo nei primi due quarti, Dio mio ma quanto ci vuole a capire che è il giocatore da cavalcare fino in fonfo ! Invece ecco i soliti intrugli. Prima toccava a Jefferson ad essere panchinato senza grandi spiegazioni, adesso è il turno di Perkins. Sul finale con i Cavs che ho visto con i miei occhi preferisco avvalermi della facoltà di non rispondere, ma ci sono 2-3 scelte perlomeno dubbie.
Secondo me bisogna fare una valutazione attenta della situazione in ottica futura, perchè se vogliamo veramente contare su Jefferson e Perkins come coppia di lunghi per il futuro, mi pare che le idee attuali di Rivers (poi magari in futuro potrebbe fare di necessità virtù ed adeguarsi, ma ci credo poco), siano quanto di più adatto per rovinare i due ragazzi che senza ombra di dubbio dalla prossima stagione dovranno avere spazi e giochi adeguati alle loro caratteristiche tecniche. Inutile dire che un maestro del gioco controllato a metà campo come Carlisle ad oggi sembrerebbe perfetto, ma qui siamo ai sogni di un tifoso paranoico come me.
Per il resto siamo ritornati a quelle belle gare perse per colpa della palle perse, perchè altra spiegazione in una gara stradominata a rimbalzo dove si è andati dalla lunetta quasi in maniera perfetta e dove tutto sommato le percentuali dal campo si sono equivalse non riesco proprio a vederla. Pierce è quasi sparito nel finale, ma non possiamo di certo fargliene una colpa visto che ha 2 infortuni addosso e sta insieme con il bostick ! Allen, passiamo oltre, su Scalabrine siamo nella norma c’è solo da stupirsi del contrario, la panchina a parte Perkins poteva evitare pure di cambiarsi.
Caro Leonardo,
non voglio essere quello che è da inizio anno che lo aveva detto ma le mie accuse a Rivers erano fondate su 4 (e non di+ per non avere avuto la possibilità) gare viste in diretta e perse tutte allo stesso modo. (senza contare gli articoli highlit ecc…)
I vari Perkins e Jefferson sono stati considerati soltanto dei panchinari e non il futuro della franchigia.
Ma quando leggo Perkins 5 stoppate in 23 minuti + 14 rimbalzi e i numeri non dicono della presenza in post basso, dello scoraggiamento delle penetrazioni dei tiri sporcati ecc…accidenti ma sto parlando di difesa!!!concetto inesistente nella mente di Rivers.
Nelle partite che ho visto in stagione Perkins era sempre stato così, non è un caso stanotte.
Per Jefferson vale lo stesso discorso di sopra con l’unica differenza degli infortuni e di non avere retto psicologicamente alle scelte assurde di Rivers.
Ragazzi abbiamo la front line + forte della lega in prospettiva futura ne sono convinto.
E con PP sano Wally e il resto sono convinto che con Carlisle (o se non possibile un altro coach insegnante dei fondamentali del gioco) noi in 3 anni vinciamo il titolo.Ci manca soltanto un play vero, perchè l’ottimo West non lo è a meno che il futuro coach non lo faccia diventare play come ha fatto Brown con Billups.
Ciao
E ci mancherebbe altro che non arrivino le critiche a Rivers, vengono fatte in occasione delle vittorie!
Non credo che nel prossimo draft ci sia un play così tanto migliore di West da cambiare la storia della franchigia, quindi forse è meglio scambiare la scelta per un veterano.
Scendendo in classifica aumentano solo le probabilità di scegliere in alto, ma il sorteggio rimette tutto in gioco, quindi, in teoria, potremmo avere la n. 1 anche arrivando ottavi o noni; varrebbe la pena tenere la scelta se fosse tra le prime 3/4, altrimenti proverei a scambiarla.
In merito alla distruzione dei giovani che verrebbe fatta da Rivers, osservo solo che sotto la sua gestione abbiamo due giovani ritenuti da tutti affidabili in quintetto (West e Gomes) e Perkins, magari troppo poco utilizzato, sul quale non abbiamo dubbi.
Jefferson e Allen sono stati rallentati anche dagli infortuni e gli diamo tempo fino all’anno prossimo e Greene ha avuto circa 15 minuti di media per mostrare le sue qualità.
Resta GGreen: il suo sviluppo ha avuto una logica di medio termine e daremo un giudizio migliore l’anno prossimo.
A questo punto vorrei sapere: chi è stato distrutto? Banks e Reed? Penso che ne possiamo fare a meno, considerate le alternative, se vedete altri disastri nello sviluppo dei giovani, vi prego di descriverli.
Io credo che sia necessario distinguere. Sulla strategia nelle partite, Doc ha mostrato lacune. Non sempre gravissime, ma comunque ne ha mostrate. Sulla sua filosofia cestistica, sulla coesione del gruppo, sullo sviluppo dei giovani ed in genere sulla preparazione mi ha soddisfatto. Allen, West, Perkins, Gomes, lo stesso Green, per quanto sotto-utilizzati, hanno comunque mostrato sensibili miglioramenti e, visto il rapporto Carlisle-Milicic o quello Carlisle-Bender e Carlisle-Harrington, non credo che il pur bravo Rick avrebbe saputo fare altrettanto. Certo, Perkins, Jefferson ed altri faticano a trovare minuti. Ha quest’idea “i giovani devono guadagnarsi i minuti”. Ma la rivedo come una costante nella storia Celtics, almeno fino all’arrivo di Walker che poi guarda caso ha preso la mano sia a Pitino che a O’Brien. Con Rivers, invece, tutti sono amici, si aiutano l’uno con l’altro e non si sente, dopo la cessione di Blount e Banks, una sola voce che dica “dovrei giocare di più” o “dovrei tirare io”. Anche Szczerbiak, dipinto come un rompipalle di prima categoria, sembra essersi adattato al sistema, e ieri ha messo due canestri che potevano essere decisivi, quelli dell’aggancio. Concludendo, c’è spazio per le critiche a Rivers. Ma sarebbe ingeneroso dimenticare anche i suoi meriti, come ha giustamente ricordato Michele.
Se posso aggiungere un’altra valutazione, l’NBA è una player league, nella quale il peso dei coach è secondario al personale disponibile.
Le eccezioni tipo D’Antoni sono pochissime e gli esempi possono essere molti.
Ne faccio solo due: Larry Brown e Flip Saunders.
Il primo era ritenuto un genio dopo le annate a Detroit, tanto da affidargli la nazionale olimpica, ma nel marasma di NY ha fallito clamorosamente; ricordo alcune previsioni di inizio campionato che regalavano 10 vittorie di “bonus” ai Knicks solo per avere Brown in panca, e abbiamo visto invece come è andata.
Il buon Flip, invece, è stato cacciato da Minnesota come capro espiatorio per lo scarso andamento della stagione passata: come va adesso? Anche meglio del maestro Brown (salvo riprova ai PO) perchè gestisce meglio la sua collaudatissima squadra con un solo però chiamato Milicic, il quale non ha trovato spazio neanche con lui (nonostante le dichiarazioni di inizio anno).
La morale? Il coach perfetto non esiste, soprattutto per ogni singolo giocatore, Rivers può andare bene o male, ci sarà di certo quello che potrebbe fare di meglio, ma anche quello che alla resa dei conti farà peggio, quindi molta prudenza prima di chiedere cambi.
.. e c’è cmq una terza possibilità, cioè che il valore effettivo della squadra sia modesto, chiunque la allleni. (..certo se Perkins nn ha giocato per tutto l’ultimo quarto, anche a Rivers una bella chiacchierata nn farebbe male..) E meno male che il febbraio di Pierce ha taciuto tutti, sennò ancora si dicuteva se lui andava bene ai gagliardi giovani o ne frenava sviluppo e motivazioni…nn resta che portare pazienza (..ad es con Jefferson) se ormai l’abbiamo bevuta,
e a fine stagione rivalutare il processo di ricostruzione di Ainge prima, e le scelte di Rivers (che certamente qualche problemuccio a consolidare una rotazione lo dimostra) dopo.
Io su Rivers ho i miei dubbi espressi sopra in parte, però non farei di tutta l’erba un fascio, ho sempre sostenuto nei miei articoli anche che parte del lavoro fatto dalui ha dato buoni frutti. Quello che però non mi piace e mi lascia dei dubbi, è la sua filosofia di basket applicata ad un roster come il nostro. Rivers non ha mai fatto giocare le sue squadre con i due lunghi stanziali, e se noi puntiamo su Perkins e Jefferson direi che mi permetto di esprimere qualche dubbio sulla sua totale adattabilità al progetto.
Per quanto riguarda la gara di stanotte credo che i minuti di Perkins siano inadeguati e siano stati pagati caramente, spero che nella stampa di oggi si faccia un minimo di chiarezza in merito.
Capitolo playmaker al draft : dubito ci sia qualcosa di clamorosamente meglio di Delonte, i candidati play si stanno sciogliendo tutti pian piano strada facendo, Gibson ha già dichiarato di rimanere a Texas, Foye è l’ennesimo play guardia, Marcus Williams di Uconn sembra discreto, ma io un play dirompente non l’ho proprio intravisto.
Riguardo alla filosofia di Rivers applicata al nostro roster con me sfondi una porta aperta.
A questo punto farei un breve riassunto:
1- Rivers ha questa filosofia dei 4 piccoli e allora i nostri 2 big non servono.
2- Ad Ainge non va bene questo e caccia Rivers per sostituirlo con un coach che faccia giocare e rendere il nostro roster per quello che è.
3- Ad Ainge va bene perchè vuole un gioco corri e tira e allora cosa fa a luglio? mica vorrà dar via uno dei due visto che per il suo coach sono inutili?
A questo punto la palla passa nelle mani di Ainge che deve decidere cosa fare per next year perchè così, mi pare lampante, non possiamo continuare.
Molto semplice, Ainge e Rivers valutano il roster, si rendono conto di avere 4 lunghi, almeno, affidabili e un’ala (Wally) più valida per un gioco a metà campo e decidono di impostare diversamente il gioco per la stagione 2006/2007 per valorizzare il materiale a disposizione.
Credo che Ainge se ne sia già accorto di avere dei lunghi, soltanto Rivers non lo sa, quindi Ainge le decisioni se le deve prendere da solo e non con il suo ruffiano accanto anche perchè potrebbe essere da lui stesso cacciato.
Infine Rivers ha avuto 2 anni per decidere come giocare e ancora non ci ha capito niente.
E gli è andata bene che lo scorso anno gli ha preso Walker che con gli altri 2 veterani lo ha portato ai PO se no alla pausa era 28 w 29 l
FIRE RIVERS IMMEDIATELY!!!!
E chi non è d’accordo ci ha capito molto poco. (Alberto)
Mi piacciono le persone democratiche….. io non sono d’accordo, Alberto. Forse anche tu non hai capito alcune cose….. con O’Brien Joe Johnson fu ceduto, e Kedrick Brown non esplose. Adesso, invece, abbiamo chi sceglie giovani di valore (Ainge) e chi li sta indubbiamente facendo crescere (Rivers). Che poi commetta qualche errore di troppo, sono il primo a dirlo. Ma prima di gridare al “Fire Tizio”, non sarebbe meglio sincerarsi che poi ne arriverà uno migliore?
Io Rivers lo mando a casa perchè ha falito…ha fallito per non averci portato ai playoff, quando vedendo il valore del’est, beh, era totalmente alla nostra portata. Lo mando a casa per non averci mai fatto vincere più di tre partite di fila. Non guardo neanche i giovani usati poco, la difesa inesistente, o le cose positive come l’esplosione di West e l’ottimo Pierce di questa stagione. io parlo di risultati TOTALMENTE MANCATI. E a questo punto salta fuori la mia mentalità calcistica…Doc a casa perchè ha fallito l’obiettivo minimo della stagione, I PO!!!
Ricky dammi il 5!!!
Ma ci vuole tanto ad accetare la verità del totale fallimento di un coach che nell’arco dei suoi anni in biancoverde ha combinato tutto questo?
Sono andato a rileggere il forum tecnico di inizio stagione tra le cui domande c’era anche quella sui possibili risultati della squadra.
Ebbene, la minoranza (3/9) si era espressa per un stagione sopra il 50% di vittorie e solo in due hanno pronosticato i PO.
Sul suo articolo di previsione generale della NBA, Leonardo pronosticava il decimo posto a Est: in quale posizione siamo? Decima. Complimenti a Leonardo, per ora.
Ma cosa voglio dire? Che pochi credevamo alla squadra all’inizio dell’anno e giustamente, visti poi i risultati sul campo; allora credo che il fallimento non venga proprio dai risultati che sono nella media dei pronostici e visto che nei PO non ci credeva quasi nessuno.
Chiedo a Ricky e Alberto: ritenete la squadra più forte di quella 2004/2005? Se si, allora siete tra i pochi a pensarlo e capisco la vostra delusione, se la ritenete peggiore, allora qual’è il fallimento dal punto di vista risultati?
Io, vedendo come erano messe le squadre all’est ritenevo i playoff totalmente alla nostra portata….ti ripeto, non tanto per il nostro valore, che comunque non era male (certo se poi sei costretto a far giocare blount per metterlo in vetrina, ovvio che il valore cade) con il quintetto con subito perk e big al, quanto per lo scarso valore delle altre….e infatti andando avanti nell’est ho avuto la conferma che il livello era molto basso. davvero potevamo farcela, ne ero convinto al’inizio stagione, ma il buon Doc ha fallito. Cosa volete io sono cacisticofino alla morte, tifo Bologna etutto mi ricorda così da vicino l’anno con il maledetto Mazzone che ci ha portato in B. E’ stato mandato a casa….ci ha portato in serie B quell’ignobile vecchio, ma tra le cose positve anche per lui si diceva che ha fatto maturare alcuni giovani…ma ripeto, ci ha portato in B con scelte folli e così è stato esonerato, giustamente, perchè il Bologna era di un livello discreto, ma assolutamente non da B. All’inizio stagione ci poteva stare la diffidenza per la squadra, ma poi andando avanti nella stagione come non nutrire sogni PO con i nostri giovani intraprendenti (quando erano in campo…) e ripeto con 1 est così misero?
E poi la dirigenza cosa aveva in mente?? L’anno scorso PO, quindi quest’anno, dopo 1 buon draft e con tutti i giovani dell’anno scorso con 1 anno in più...beh, non credo proprio che Ainge non puntasse ai Playoff..se disc eil contrario è 1 gran ipocrita!
A questo punto il buon Doc ha fallito, ripeto, parlando solo di risultati che non sono stati ripsettati. poi in ogni cosa ci puoi trovare il buono (vedi discorso con Mazzone sui giovani), ma i lmale è purtoppo più grande del bene in questi casi. Doc finisce la styagione e poi se ne va a casa. Poi chi arriva anche lui avrà dei compiti precisi…chessò, far maturare i giovani fregandosene dei playoff, migliorare la difesa, portarci ai playoff…se non arriva ai risultatio sperati si manda a casa. Io la vedo così.
Io rispetto il tuo modo di vedere la situazione, ma non mi ricordo dichiarazioni di Ainge sui PO come obiettivo della stagione.
Potremmo trovare molte motivazioni per una stagione di certo mediocre.
Di sicuro, però, io per primo e molti altri come me, vedevano una stagione di transizione con i PO come possibile risultato e non come l’obiettivo principale in base al quale affermare se il risultato sia positivo o meno.
Visioni diverse caro Michele, io ci credo che Ainge non lo abbia detto, ma sono sicuro che nella sua testolina c’era un nome solo PO, grande come una casa. Ok allora teniamoci la stagione di transizione, ma Doc era l’ideale per una stagione di transizione allora? da quanto ho letto nei mesi scorsi non mi sembra proprio. E comuqnue ok stagione di transizione, ma almeno dare segnali positivi per il futuro non sarebbe male. Migliorerò il mio playbook….l’aveva detto il doc, non io….purtoppo non è accaduto. Palle perse a go-go e non solo a inizio stagione, anche ora. mentalità non certo da Celtics o da squadra che lotta fino alla morte per provarci a sti PO….io non so. Magari mi ostino davvero tanto con lui, ma non ho mai viisto sprazzi continuativi di miglioramenti, siolo episodi isolati e poi tante perplessità....ma davvero tante. E lo avrai letto anche tu quanta gente si è chiesta ma perchè Doc ha fatto questo, perchè ha fatto quest’altro? e il tutto senza mai avere i risultati dalla sua parte….avesse avuto almeno quelli….ma neanche. Non abbiamo mai vinto 3 partite in fila dai. Ormai la stagione è finita. Vedendo com’è andata cosa si potrà dire per l’anno prossimo? Siamo ancora da decimo posto o miglioreremo?
E’ sempre la solita storia, ma cosa ha fatto di male Perkins per essere malmenato così da Rivers? Semplice in 23 minuti ha dominato la partita da vero centro come non ce ne sono tanti nella NBA di oggi.E’ tutto l’hanno che Rivers dirige la squadra così.Pazzesco!!!E pensare che i 76ers si stanno suicidando e se avessimo vinto ieri….....Ma è meglio così perchè se i Celtics avessero raggiunto i PO con sole 33/34 W allora il buon Doc si sarebbe potuto salvare il culo.Incredibile, un anno di esperienza dei giovani buttata nel cestino grazie ad un incompetente raccomandato.Ragazzi vi ricordate l’1-19 di Orlando? Ainge hai avuto troppa pazienza ho volevi pescare in alto nel draft?
FIRE RIVERS IMMEDIATELY!!!!
E chi non è d’accordo ci ha capito molto poco.