E' tutto vero ! ! ! ! ! [1770]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [853]

Il calendario della preseason » [215]

Doppio scontro con Nets e Knicks

Reggie Miller in biancoverde ? » [2060]

L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

I Celtics firmano Scot Pollard » [1076]

Giocava con Paul Pierce al college.

Pubblicato il calendario 2007-08 » [1007]

Si parte con i Wizard, si chiude con i Nets

Due firme dopo Garnett » [327]

Firmati House e Manuel

In bocca al lupo Big Al » [2961]

Il mio personale saluto ad Al Jefferson

Vacanze Romane 2007 » [390]

Divertente richiamo a Roma in ottobre.

Raduno romano 2007: le foto » [954]

Le foto della colonna romana di ICP

Gli scenari post draft e il mercato estate 2007 » [2002]

Il dopo draft in casa Celtics

Raduno "Romano" di ICP » [1278]

Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

Scambi NBA estate 2007 » [3083]

Tutti gli scambi estivi

Istruzioni per l'acquisto del biglietti per la gara di Roma del 6 ottobre » [709]

Tutte le istruzioni per l’acquisto.

Campionato playoff 2007 » [537]

2° campionato play-off su ICP

SONDAGGIO : Chi scegliereste alla pick #5 ? » [2625]

Le preferenze al draft dei tifosi biancoverdi.

Ma Jefferson è un C oppure una PF? » [775]

Ai posteri l’ardua sentenza…

MOCK DRAFT 2007 » [471]

Il mock draft ufficiale di playitusa.com

SONDAGGIO: quale gioco per i Celtics? » [682]

Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

Iscriviti a Italian Celtics Pride

la mailing list dei tifosi Boston Celtics!

Get Firefox!

Buon inizio per Boston

di Christian Spazian / 6 November 2005

Come avere un bilancio in pareggio ed essere felici. Il risultato settimanale non è esaltante, ma i Boston Celtics hanno mostrato buon affiatamento, voglia di lottare, ottimo gioco e hanno offerto buone prove. Il rovescio della medaglia è la panchina decisamente deficitaria.

Risultati

New York Knicks @ Boston Celtics 100-114
Detroit Pistons @ Boston Celtics 82-81

Commento


Durante il camp pre-stagionale dei Boston Celtics Paul Pierce ha detto: “sono stanco di giocare contro gli stessi vecchi ragazzi (compagni di squadra), sono pronto per (far sgorgare) sangue nuovo”. È evidente il senso figurativo del suo discorso, ovvero è pronto ed in forma per la nuova stagione. Che fosse tirato a lucido era chiaro fin dal primo giorno del camp, le conferme sono arrivare nelle gare pre-stagionali, nelle prime due gare di campionato ha solo confermato quello che tutti sapevano: 29 punti di media condite con 9,5 rimbalzi e 3 assist, lui che non è un passatore.

Con lui è arrivata un’altra bella conferma, quella dell’amico Ricky Davis. Sembra essere la spalla ideale di Pierce: per lui 18,5 punti, 4 rimbalzi e ben 6,5 assist. Ricky è stato promosso a quintetto base a causa dell’assenza di Allen e ha risposto molto bene. In allenamento è un motivatore e nonostante i 26 anni si sente già un veterano, vista l’età media molto bassa dei Celtics ed il fatto che solo Pierce ha un numero più alto di partite giocate.

Ora iniziamo con le sorprese, cominciando da quelle positive: uno su tutti Delonte West. Già poco tempo fa ci siamo sbilanciati pronosticandolo come giocatore più migliorato dei Celtics per questa stagione, ma non immaginavamo che potesse mostrare netti progressi fin dalla prima partita, durante la quale ha sfiorato la tripla doppia: 14 punti, 9 rimbalzi e 9 assist, in aggiunta ha segnato sul tabellino 4 stoppate, 3 palle recuperate ed un perfetto 50% dal campo. Nella seconda partita si è confermato con cifre leggermente inferiori.

Proseguiamo con un’altra sorpresa positiva: Mark Blount. Due anni fa ha prodotto un finale di stagione splendido, l’anno scorso però ha deluso le aspettative e durante la scorsa estate ha affermato che in questa stagione avrebbe fatto vedere di cosa è capace. Detto, fatto. 17,5 punti e 7 rimbalzi con percentuali molto vicine al 50%. Niente male davvero. Quindi il dilemma è: il vero Blount è quello remissivo dello scorso anno o quello attivo di questo scorcio di stagione? Lo sapremo nei prossimi mesi.

Anche per Raef LaFrentz la stagione è iniziata in modo onestamente positivo, ma si assesta su cifre inferiori a Blount e questo è un demerito visto il contratto che si porta appresso. In ogni caso sarebbe ingiusto e scorretto affermare che LaFrentz sta giocando male, quindi un plauso anche a lui, con la speranza che migliori strada facendo.

Quindi tutto il quintetto base sta giocando bene, il problema è che se si guarda alle prestazioni della panchina l’entusiasmo scema subito. Dickau non ha messo piede in campo, Scalabrine, Perkins, Greene e Reed hanno giocato solo scampoli di gioco, Al Jefferson invece ha giocato un po’ di più, ha offerto buone prestazioni a rimbalzo (12 in 27 minuti di gioco), ma litiga aspramente col canestro (2 su 10 dal campo) e nella prima gara ha commesso troppi falli per i pochi minuti in cui è stato in campo. Il problema è che la caviglia infortunata (vedere sezione “infortuni” per i dettagli), a dispetto delle attese, non è ancora completamente guarita, quindi si trova in difficoltà. In questo caso l’unico modo per vederlo più presente in campo è solo l’attesa di una guarigione completa.

In generale le due partite sono state tirate, quindi coach Doc Rivers ha preferito affidarsi ai giocatori che ritiene più affidabili. In partite più tranquille ci aspettiamo di vedere più minuti concessi alla panchina.

Affronteremo in modo più dettagliato le partite nelle prossime settimane perché questa settimana ci sono molti argomenti da trattare. Iniziamo con i giocatori che non sono stati scelti nei 12 alla fine del training camp e che andranno in panchina. Il più illustre è sicuramente Gerald Green, mandato nella lega di sviluppo NBDL a causa di un roster troppo ricco. Altri giocatori (Gomes e Reed per esempio) sono più pronti di lui e quindi si è ritenuto il caso di farlo crescere nella lega minore per fargli giocare molti minuti. Ai Celtics sono stati assegnati i Florida Flames, e lì giocherà Green. Si dice però che Ainge stia progettando uno scambio per liberare un posto per il giovane giocatore, vedremo se succederà qualcosa nelle prossime settimane.

Il 31 ottobre era l’ultimo giorno per opzionare per la stagione 2006-2007 i giocatori scelti al draft del 2002 e Boston doveva decidere cosa fare dei contratti di Perkins e Banks. Nessuna sorpresa per Kendrick Perkins, che ha visto prolungato il suo contratto per un altro anno, mentre desta molta meraviglia la rinuncia a Marcus Banks. Risulta così evidente che Ainge crede molto in West, Dickau e Greene.

Per permettere alla squadra di arrivare a 15 giocatori in roster servivano tre tagli, i prescelti sono stati Woods, Bynum e Borchardt. Qyntel Woods è stato rilasciato il 3 ottobre, Will Bynum il 22 novembre mentre per Curtis Borchardt la mannaia è scesa il 27 novembre. La speranza era di riuscire a scambiarli per ricevere qualcosa, poiché Ainge non ci è riuscito la scelta è caduta su una guardia inferiore nettamente a Davis, il play obiettivamente subiva West, Dickau e perfino Greene, stessa cosa per Borchardt, surclassato da LaFrentz, Blount e Perkins.

Ainge però ha avuto parole benevoli per Borchardt “è sicuramente un giocatore NBA”, facendo capire che la scelta è dipesa solo da un problema di posto in roster e non per il suo gioco. Prova della dolorosità di questi tagli è stato il camp autunnale molto competitivo, e solo Pierce e Davis si potevano ritenere sicuri del loro posto in campo.

Infortuni

Vediamo tutti gli infortuni fino ad ora occorsi ai giocatori biancoverdi. Iniziamo dal più importante, non come entità, ma dall’importanza del giocatore che lo ha subito. Parliamo di Al Jefferson, futuro All-Star dei Celtics. La slogatura della caviglia non è una novità per Al, già l’anno scorso ha subito un infortunio simile alla caviglia destra, questa volta è stata quella sinistra e la cosa inizia a preoccupare, perché non è positivo il fatto che un giocatore s’infortuni così spesso essendo così giovane. In ogni caso non è stato nulla di grave e non ha influito sulla sua partecipazione alle gare di stagione regolare, ha solo saltato qualche gara di pre-season.

Un infortunio decisamente più grave lo ha subito Marcus Banks, fermo almeno fino a febbraio per una frattura da stress alla tibia. “È terribile per me” ha detto il giocatore “non posso fare altro che stare fermo. Il riposo è la cura migliore per ristabilirmi”.

Decisamente meno grave l’infortunio occorso a Delonte West. Per lui un indolenzimento della caviglia destra che gli ha fatto saltare solo una partita di pre-season.

Proseguiamo con questo bollettino di guerra con altri due infortuni. Il primo è stato subito da Orien Greene, seconda scelta di quest’anno. Ha dovuto guardare i giocatori allenarsi senza poter fare altrettanto per riparare ad una frattura al quinto metatarso del piede destro. Il fatto è che l’infortunio gli è successo quando la stagione al college Louisiana-Lafayette non era ancora finita, ben sapendo che solo una buona stagione universitaria gli avrebbe valsa una chiamata al draft. Anche durante i provini pre-draft ha accantonato nella sua testa l’infortunio per farsi vedere al meglio. Solo dopo la chiamata di Boston al numero 53 ha potuto operarsi, riuscendo anche a giocare delle gare di pre-season.


L’ultimo infortunio è quello di Tony Allen, operato al ginocchio destro. Per fortuna non è il tanto temuto crociato anteriore, infatti il giocatore potrà tornare a giocare presumibilmente a metà dicembre, termine spostato in avanti, dopo che le prime stime dicevano fine novembre. “Sta andando bene, devo solo allenarmi per recuperare la forma fisica e potenziare i muscoli” ha detto il giocatore, mentre per Rivers “Ricky è la nostra unica (guardia) del roster, abbiamo bisogno di un veloce atleta, un’altra guardia” concedendo molto credito ad Allen auspicando un suo pronto ritorno.

Curiosità

Sezione molto fitta perché contiene curiosità sia estive/autunnali, che delle prime due partite di stagione. Iniziamo dall’unico fatto grave, l’arresto di Tony Allen, scaturito da un tafferuglio lo scorso 28 agosto a Chicago, al White Palace Grill, quartiere West Loop. Allen ed il suo avvocato Michael Zaslavsky, si sono presentati per rispondere alle domande della polizia. L’arresto è avvenuto in quell’occasione ed è stato rilasciato dopo 2 giorni dietro il pagamento di una cauzione di 150.000 dollari.

Il fatto grave è la sparatoria subita da un certo Marktwain Johnson, 29 anni ad un braccio sinistro ed altre parti sinistre del corpo. Allen non è accusato d’aver sparato, ma Johnson, assieme a Nigel Odum, 24enne, ferito anch’esso durante l’alterco, hanno una causa pendente contro Allen stesso.

L’accusa per Allen è quella di un crimine di classe 3 per il presunto accoltellamento di Odum (frattura della sede dell’occhio sinistro con conseguente visione dimezzata) e non per quello più grave subito da Johnson. Non vogliamo tediarvi con troppi particolari, basti solo sapere che le cose si sono aggravate quando Allen, all’arrivo della polizia, non ha fornito le dettagliate informazioni sulla sua età ed indirizzo, mostrandosi anche molto combattivo con le forze dell’ordine, insultando anche verbalmente.

Mentre la Lega sta pensando se e come punire Allen e la dirigenza Celtics attende gli sviluppi del processo per prendere posizione, il suo avvocato ha già fatto sapere che “le accuse che gli sono state rivolte sono infondate” (non avrebbe potuto dire diversamente). Sapremo di più il prossimo 16 novembre, quando la corte si riunirà per esaminare il suo caso. In ogni caso una brutta faccenda.

Proseguiamo con notizie più frivole.

Per tutta l’estate sono nati gli scambi più disparati in cui era coinvolto Pierce. Ainge ha sempre smentito ogni rumor, evidentemente mancavano altri argomenti più intelligenti. “Questi rumor sono proprio ridicoli” ha detto Ainge in un’occasione “mi piacerebbe che (i giornalisti) ci mettessero una pietra sopra. Paul è felice d’essere qui, noi siamo felici che sia qui, non andrà da nessuna parte”. Noi non avevamo dubbi che Pierce sarebbe rimasto.


Dopo due mesi scarsi dalle cure intensive in un ospedale di Washington, l’88enne patriarca dei Boston Celtics, il mitico Red Auerbach, ha voluto essere presente alla prima partita stagionale con i Knicks. Ovazione al suo ingresso e molte lodi per la sua presenza, ma non tutti sanno che quando era sul letto d’ospedale ha scommesso con Ainge e Rivers che sarebbe stato presente all’Opening Night. Red ha vinto anche stavolta.

Poche settimane fa l’NBA ha deciso di dare un taglio agli abbigliamenti stravaganti di troppi giocatori imponendo un “dress code”, un lungo elenco di vestiario consentito o non consentito. Questo codice d’abbigliamento deve essere seguito ogni volta che un giocatore si presenta al pubblico come giocatore di una squadra NBA, quindi durante le trasferte, in occasione delle interviste, iniziative promozionali ed anche quando guarda una partita ed è presente in roster (può non essere stato incluso nei 12 in panchina oppure è infortunato). Molti giocatori si sono opposti, ma la Lega non ha ceduto e quindi tutti si sono dovuti adeguare.

L’Hall of Famer Bill Russell non è più consulente della squadra. Poiché vive a Seattle, per problemi logistici Bill e la dirigenza si sono accordati per chiudere consensualmente il rapporto di lavoro dopo 6 anni. In più Bill è impegnato con la Lega per una promozione in giro per l’America assieme a varie stelle del passato. In ogni caso rimangono a lavorare per i Celtics altre stelle come Cousy, White e Parish.

Eric Williams quest’anno gioca per i Toronto Raptors, ma non dimentica la squadra che più di ogni altra gli è rimasta nel cuore e ha dichiarato, in occasione di una gara di pre-season tra Boston e Toronto “non sto pensando a ritirarmi, ma se lo farò, mi piacerebbe farlo come un Celtic”. Questo è vero attaccamento alla squadra, l’auspicio è che il suo desiderio venga esaudito.

Il 28 settembre scorso i Celtics hanno rinnovato il contratto di Chris Wallace, ex general manager, ora di fatto capo scout. Non possiamo sapere se Wallace faccia un buon lavoro, ma chi lavora con lui dice che è molto bravo, e se è vero che ha avuto un buon peso sulle decisioni in sede di draft di Ainge, allora non possiamo che concordare sul giudizio molto positivo del lavoro di Wallace.

Concludiamo questa lunga sezione delle curiosità con una notizia che rasenta pericolosamente il gossip più frivolo, ma a noi piaceva e quindi ve la diciamo. Pierce ha investito parte del suo lauto stipendio in un karaoke bar con un certo Patrick Lyons. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 13 ottobre, giorno del 28esimo compleanno di Pierce. La cosa curiosa è che il giocatore ha intenzione di frequentarlo assiduamente e di cimentarsi in qualche prova canora. Se qualcuno ha delle riprese di Pierce canterino ci contatti subito!!!

Il migliore della settimana

Viene inaugurata quest’anno una nuova rubrica, e come dice il nome nomineremo chi ha dato di più alla squadra per farla vincere e terremo i punteggi così a fine stagione vedremo chi avrà totalizzato più punti.

Nonostante le buone prove di West, Paul Pierce ha giocato troppo bene per non aggiudicarsi la prima settimana, quindi è lui che si prende il primo punto stagionale.

Appuntamenti e classifiche

Per la settimana prossima sono in programma 3 partite:
sabato a Charlotte
mercoledì in casa contro Memphis
venerdì in casa contro San Antonio

Partite di difficoltà crescente per la nostra squadra preferita, infatti se con Charlotte la vittoria dovrebbe essere relativamente facile, con Memphis le cose potrebbero complicarsi e farsi proibitive con i campioni NBA.

Anche quest’anno, come gli anni passati, siamo molto restii a sparare sentenze le prime settimane di gioco, figuriamoci dopo sole due partite, difatti neanche quest’anno ci sbilanciamo in prematuri bilanci, che al momento non hanno motivo d’esistere. In questo siamo in buona compagnia, Pierce infatti dopo la gara contro i Pistons, a domanda diretta su un suo giudizio sui Celtics e le altre squadre dell’Atlantic Division, lui ha risposto “non ha senso dirlo adesso, domandatemelo dopo 60 gare e ve lo dirò”. Alla successiva domanda di cosa hanno bisogno i Celtics in termini di giocatori, la risposta lapidaria è stata “domandatemelo dopo 30 gare”. Strano che non ci sia stato un giornalista che abbia fatto una terza domanda altrettanto stupida.

Se è vero che è presto per parlare di classifiche e fare qualsiasi bilancio è prematuro, una settimana positiva sarebbe auspicabile per iniziare bene la stagione e mettere in cascina delle vittorie utili per quando il calendario si farà più difficile. L’inizio però è promettente, se si prosegue così sarà una bella stagione, anche perché dai primi risultati solo New Jersey sembra avere un qualcosa in più, le altre appaiono già in grave difficoltà, proprio come abbiamo pronosticato qualche ottava fa prima della pre-season.

A risentirci la settimana prossima.

1110 giorni fa / vittorio festa ha scritto:
La partecipazione dell’autore alla sua ex mailing list mi fa cogliere l’occasione per ricambiare il favore. Ma a differenza sua io parlo dei Celtics. Ottimo articolo, come sempre, pieno di dettagli e interessanti info. MA io resto dell’avviso che non si possono fare troppe scommesse. Investire su Jefferson e Green va bene ma poi ci vogliono giocatori di esperienza. L’esperienza Perkins insegna. Confermarlo è scandaloso, così come lo è dare quei contratti a Scalabrine e Bluont. Sarà forse che io sono di quelli che pensano che una volta dominavamo la lega e vorrei vincere subito, ma vedere i Lakers che ogni anno cercano di vincere, mentre noi ogni anno cerchiamo di costruire e “salvare” un po’ di soldi (Celtics=Azienda), è per me un delitto. Guardate Miami, voleva investire sui giovani, ma poi li ha mandati tutti via (di Wade ce n’è uno)per vincere adesso. Il tempo per Ainge sta per scadere. E poi è vero, noi non siamo meta ambita dai giocatori, perchè non abbiamo nel front office gente che conta…
Se il sistema mi impone di parlare bene di Ainge, e chi ne parla male è fuori, beh, allora io sono fuori dal sistema e continuero’ a farlo. Saluti ai miei ex amici. Vittorio
1110 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:
Intanto un bentornato a Vittorio che come chiunque vuole parlare dei Celtics, trova in questo sito un luogo dove farlo senza problemi.

Personalmente non credo che nessun sistema ci imponga di parlare bene di Ainge tant’è che dal 9 maggio 2003 ad oggi le critiche sono state feroci e arrivate da tutte le parti.

Concordo sul discorso (Celtics = Azienda) ma qui vado a sensazione, però non mi stupirei se la proprietà per prima avesse voluto tirare un po la cinghia, e puntare sui giovani.
1110 giorni fa / Christian ha scritto:
Rispondo a Vittorio:

> L’esperienza Perkins insegna. Confermarlo è
> scandaloso

Scandaloso è non provare a vedere quanto bravo può diventare.

> ma vedere i Lakers che ogni anno cercano di vincere

Quest’anno non hanno nessuna velleità di titolo, il loro miglior obiettivo è quello di fare i play-off, ed anche l’anno scorso sapevano che non sarebbe andata bene, poi la stagione si è rivelata più pessima del previsto. Non facciamo l’errore di vedere il prato del vicino sempre più verde.

> Guardate Miami, voleva investire sui giovani, ma poi li ha
> mandati tutti via (di Wade ce n’è uno)per vincere adesso

Pochi giorni fa ho visto che si sono infilati l’anello quelli di San Antonio, non di Miami. Al momento non hanno vinto nulla.

> Il tempo per Ainge sta per scadere

A me non risulta, l’unico che lo dice sei tu, da molti mesi non sentivo da nessuna parte questa frase.

> Se il sistema mi impone di parlare bene di Ainge, e chi ne
> parla male è fuori, beh, allora io sono fuori dal sistema e
> continuero’ a farlo

Queste sono paranoie che non vale la pena di commentare.
1110 giorni fa / valerio ha scritto:
anche io critico molto ainge, ma per altir motivi tipo i fatti dicono che scalambrine e dickau sono 2 mezzi scandali, e quindi ha fallito il mercato, inoltre quelli che voleva dare via ,eventualmente, PP e ricky stanno andando alal grande insieme a tutti il quintetto, cosa di cui sono strafelice, per ora le partite le dobbiamo vincere con loro con con jefferson e green. Secondo me chi non è all’altezza è rivers, Perk doveva rimanere a disturbare la rimessa tanto chiunque dei pistons poteva fare il tiro della vittora da billups a wallace….
1110 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:
Valerio dice :

Secondo me chi non è all’altezza è Rivers, Perk doveva rimanere a disturbare la rimessa tanto chiunque dei pistons poteva fare il tiro della vittora da billups a wallace….

Secondo me Perkins in campo proprio non ci doveva essere visto che è stato tenuto in panchina Big Al che magari ha mani meno quadrate di Perkins.

Rivers si è preso tutte le responsabilità sul finale contro i Pistons, secondo me facendo un po da parafulmine, perchè obbiettivamente li c’è stato un errore marchiano di Davis, in fin dei conti Detroit ci ha puniti con la cosa più semplice, mentre magari noi chissà cosa ci aspettavamo Questa è la grande forza di Detroit e San Antonio, ossia che giocano un basket semplice ed essenziale, elevandolo a livelli di rendimento altissimi.

Se vogliamo trovare delle colpe su Rivers direi è meglio cercarle nel finale di Charlotte dove comunque ad un Perkins che in 20 minuti di campo non è stato fatto fare un tiro, è assurdo dargli quello della vittoria / sconfitta.

Per ora abbiamo visto tre gare strane, finite sempre all’ultimo secondo, dove forse il nostro più grande problema è stato quello di portarci sia Pierce che Davis, molto stanchi e quindi non lucidi in qualche tiro che poteva cambiarci la vita.
1110 giorni fa / vittorio festa ha scritto:
Rispondo a Christian:

Perkins sta deludendo continuamente (vedi Detroit-Hamilton per ultimo), persino in summer league gioca al di sotto delle aspettative. Io l’ho visto giocare abbastanza (anche dal vivo e tu sai bene(?) che si capiscono meglio le partite) e per me è molto limitato.

Vero, ma è la mentalità che è diversa. Dal 1986 ad oggi noi zero titoli, i Lakers 5. Ti basta?

Ecco un altro esempio di squadra che vuole vincere e continua a firmare i + forti, attratti da Duncan e dal Pop…
Miami è andata l’anno scorso in semifinale con shaq e wade infortunati, dove era andata prima con tutti quei giovani?Riley e la Florida attirano piu’ dei gloriosi celtics? Certo, non contiamo nulla per i migliori, loro vogliono vincere!!

Se ben ricordi (?) Ainge in una intervista si è dato 5 anni per vincere il titolo. Sono passati tre anni e siamo solo ancora una squadra di belle speranze

Inutile fare vittimismo, chi la pensa diversamente viene sempre attaccato o “purgato”! Credo che sia giusto avere diverse vedute e ancora piu’ giusto rispettarle.
Per me Ainge sta fallendo e lo ripetero’ all’infinito. sono 19 anni che siamo senza titolo e che proviamo a costruire!
1110 giorni fa / Legend ha scritto:
Perkins sta deludendo continuamente (vedi Detroit-Hamilton per ultimo) (Vittorio)

Da quanto ne so, Rivers gli ha detto di restare su Rasheed Wallace per non regalare una conclusione da sotto canestro. Ecco le dichiarazioni del “Doc”:
“We saw them come out in their initial set, and we were pretty sure it would be a lob or they would get it down to Rasheed (Wallace). Originally, I had Perk (Kendrick Perkins) on the ball, and then I made the choice to take him off the ball”.
Magari, sarebbe il caso di informarsi meglio, prima di trovare capri espiatori sbagliati.
1109 giorni fa / Legend ha scritto:
Miami è andata l’anno scorso in semifinale con shaq e wade infortunati, dove era andata prima con tutti quei giovani? (Vittorio)

Ai playoffs, con Wade e Odom?
1107 giorni fa / vittorio festa ha scritto:
>Magari sarebbe il caso di informarsi meglio, prima di trovare capri espiatori sbagliati:

Caro Anderle, prtrp non ho tutto il tempo che hai tu di navigare su internet né la tua eccelsa competenza cestistica, pero’ allora ammetti che è colpa di Rivers (altro elemento che non amo particolarmente), peggio ancora, cmq un giocatore non è un robot, nel senso che si puo’ anche rompere lo schema quando qualcosa non funziona, e perkins ha ancora una volta dimostrato la sua ingenuita’, fermo restando che ovviamente si era creato così un mismatch con Hamilton. Ma cmq questo episodio, pur non determinante, per me non cambia nulla, lo ripeto, Perkins è limitatissimo.

Quello che ha fatto Miami è evidente a tutti, come non ammettere che questa squadra che ha adesso è migliore di quella precedente? Su Ainge capisco che ognuno la pensa a modo proprio (ed è enche bello così, anche se devi ammettere che nel giro NBA conta poco) ma qui ci vuole obbiettività per favore. Saluti

Scrivi un Commento

nome
e-mail
sito web