di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]
Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.
SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]
Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.
SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]
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di Leonardo Ancilli / 6 March 2006
Le recenti buone prestazioni dei Celtics, fanno guardare il futuro con un moderato ottimismo, non tanto per la stagione in corso, dove i playoff sono un obbiettivo possibile, ma difficilmente concretizzabile a causa anche di alcuni infortuni a roster, ma per gli anni futuri.
La stagione attuale per i Celtics era definita da tutti come un anno di transizione, in cui c’erano tanti interrogatovi che attendevano risposte, e non era pensabile che tutti potessero avere un riscontro positivo immediato. Però strada facendo soprattutto dai giovani sono arrivati segnali concreti e importanti, mancano ovviamente di continuità, ma sono senz’altro un primo importante passo per la cementazione di un gruppo e di un sistema che non più di un mese e mezzo fa sembrava utopia pura, e che invece nelle ultime settimana sembra perlomeno essere in fase embrionale. Iniziamo dunque a comporre i puzzle e analizziamo insieme i vari pezzi di esso, perlomeno quelli che ad oggi sembrano essere parte integrante del progetto futuro :

Paul Pierce : parlare bene di Paul Pierce dopo lo spettacolare febbraio da lui prodotto, sembra la cosa più banale e scontata visto che ormai anche i suoi più feroci detrattori ne cantano le lodi, perfino quelli che non più di venti giorni fa lo volevano cedere un po ovunque, ma chi vi scrive l’amico Paul l’ha sempre difeso anche nelle stagioni buie degli ultimi due anni. Poco da dire Ainge ha sempre ammesso che Paul era al centro del suo progetto e i fatti parlano chiaro in merito, questo non basterà magari a mettere a tacere le solite cornacchie che per tutta l’estate ci proporranno i rumors più svariati, ma i tifosi biancoverdi sappiano in cuor loro che Pierce sarà ancora il nostro capitano e il nostro leader. La maglia mostrata con orgoglio allo Staples Center dopo la vittoria con i Lakers parla chiaro !
Delonte West : Ragazzo che sta producendo una stagione senza dubbio più rosea di ogni previsione, e qui va dato atto ad Ainge di averci visto lungo perchè già dalla passata stagione il GM parlava di lui come del play del futuro per i Celtics, e se queste parole un anno fa quando Delonte faceva la spola tra lo spogliatoio e l’infermieria a causa di tanti piccoli infortuni, potevano sembrare eresie ad oggi, sono difficilmente contestabili, basta guardare la crescita esponenziale delle sue cifre nei primi quattro mesi di stagione regolare. I suoi detrattori gli puntano il dito contro basandosi su delle presunte difficoltà di conduzione della squadra soprattutto in situazioni statiche, che nei primi mesi sono costate ai Celtics una vera montagna di palle perse, e su una difesa non proprio perfetta. Sul primo fattore innanzitutto va detto che di fatto Delonte è alla sua prima vera stagione da playmaker dopo un passato universitario di grande livelo giocato da guardia a St Joseph, e un primo anno di NBA in cui ha giocato poco a causa degli infortuni e in cui Rivers lo ha impiegato più da arma tattica sugli scarichi che da play, quindi sicuramente West ha davanti a se enormi margini di miglioramento in fase di conduzione di squadra e già dopo la trade con Minnesota si sono visti importanti segnali di progresso, dovuti soprattutto ad una differente strutturazione per valorizzare al massimo le caratteristiche di Szczerbiak, giocatore più stanziale e perimetrale di Ricky Davis, che permette una maggiore spaziatura nel gioco a metà campo. Capitolo difesa anche qui va ricondotto tutto in un contesto di squadra, i Celtics sono stati improponibili difensivamente fino alla trade con Minnesota, da li in poi si sono visti segnali di ripresa concreti e Delonte nel frattempo ha annullato Bibby e ben contenuto Nash, vale a dire i due pariruolo più quotati al mondo, segno che forse tante valutazioni andranno riviste con il tempo. Per ora godiamoci questa autentica sopresa.

Al Jefferson : Grande speranza o grande dubbio ? Facciamo la prima anche se l’esplosione di Gomes in concomitanza del suo infortunio, lo ha messo in secondo piano. Bene un po di sana competizione con uno più smaliziato di lui dentro il roster non può fargli che bene. Stagione in chiaroscuro, con Rivers che in verità lo ha sempre usato con il contagocce, mettendosi contro tutto il mondo biancoverde. Rimane una bomba inesplosa, a cui però va messa in conto un preoccupante discontinuità che forse ad oggi è il suo più grande limite, ma per avere una valutazione più esatta forse ci vorrebbe un minutaggio più consistente. Ha solo 21 anni e il mondo davanti ma se quest’anno è scivolato via senza i sussulti attesi, il prossimo è quello della verità. Rimane il giocatore chiave per il futuro dei Celtics se entro un paio di anni non diventa uno da 20+10 tutte le sere, tante cose sono destinate a complicarsi di brutto.
Kendrick Perkins : se su Jefferson c’era tanta attesa per ora risultata vana o quasi per i motivi sopraccitati, per Perkins si può dire il contrario, reduce da una pessima Summer league a Las Vegas dove in più d’uno avevano sollevato forti dubbi, Kendrick è partito dal margine del roster guadagnandosi ogni singolo minuto di campo con il sudore e i risultati, e conquistandosi il posto in quintetto base. Lottatore puro, più che discreto in difesa e con una media rimbalzi al minuto tra le milgiori nella lega. E’ ancora giovane e di margini di miglioramento ce ne sono, intanto è già un più che solido lungo, che assomiglia tanto al futuro centro dei Celtics.
Ryan Gomes : il figlio prodigo del New England è senza ombra di dubbio l’eroe del momento, giocatore che tatticamente è di un’utilità speventosa, classico ragazzo intelligente che ha sfruttato come meglio poteva quattro anni di basket in uno dei programmi più seri d’America come quello di Providence. Fa tutto quello che serve senza sbavature, porta buoni blocchi esegue, difende di testa e fino a che il fisico lo supporta fa male, prende i rimbalzi con un ottimo senso della posizione e in attacco porta a casa senza dubbio un buon contributo, però rimane un giocatore di 2,03 e sotto le plance nell’NBA purtropppo o ti chiami Charles Barkley o Elton Brand oppure i cm prima o poi te li fanno pagare. Ecco perchè io da Gomes non mi aspetto che diventi il nostro quattro del futuro, ma bensì un ottimo uomo da rotazione che si divide tra i due ruoli di ala creando un mare di varianti tattiche nei due ruoli. In attesa che Jefferson salga di livello, giusto lo spazio che gli viene concesso.

Gerald Green : difficile darne una valutazione, al momento il ragazzo è stato cresciuto fisicamente nel vero termine della parola in palestra, è andato in NBDL dove gli addetti ai lavori hanno detto che è quello con più upside tra i rookie provenienti dal liceo, e poi complici i molti infortuni altrui è finito nel roster NBA dove ha avuto poco spazio, ma tutto sommato nell’unica occasione che ha avuto minuti importanti si è fatto valere. Era e rimane un progetto nel lungo termine, una delle pietre su cui ricostruire.
Tony Allen : in teoria dovrebbe stare nella sezione sopra, ma su Allen ci sono alcuni dubbi, quattro per l’esattezza, il primo sono le sue condizioni fisiche, è ormai rientrato da tre mesi, il ginocchio crea ancora problemi e la condizione fisica è molto lontana da quella splendida della passata stagione, il secondo dubbio riguarda il processo a suo carico per la rissa nel ristorante di Chicago, cosa che lo staff dirigenziale non ha mai nascosto di non aver gradito, il terzo dubbio è legato alla crescita di Green che considerando il fatto che avrà davanti due come Wally e Pierce avrà bisogno di minuti prima o poi, minuti che difficilmente saranno tolti ai due titolari, e ultimo dubbio la scelta dei Celtics in sede di draft, ovviamente se Ainge sceglie una guardia o un’ala piccola, Tony Allen diventa subito oggetto di mercato.
Orien Greene : il suo destino è strettamente legato alla scelta del draft dei Celtics. Obbiettivamente Greene nonostante sia un buon difensore come play pare avere qualche limite importante, se Boston sceglie un play al draft, vista la conferma di Dickau, Greene verrà rilasciato anche perchè bisognerà tenere conto del fatto che se i Celtics eserciteranno il rinnovo ci sarà da stipendiarlo per altri due anni con un contratto garantito.
Dwayne Jones : difficile valutarlo, in NBDL prendeva maree di rimbalzi ma evidenziava limiti precisi in attacco, difficile prevedere il suo futuro, che credo sarà molto legato alle scelte al draft anche quelle al secondo giro.

Wally Szczerbiak : da quel poco che si è visto nell’ultimo mese sembra la spalla ideale per Paul Pierce, che con lui accanto sembra aver fatto un ulteriore salto di qualità, Wally rispetto a Ricky Davis propone un tipo di gioco diverso, creando più spazi per le penetrazioni con il suo tiro da fuori, e portando spesso il proprio avversario in post basso. Per ora non si è visto il milgior Wally a causa di un infortunio al ginocchio. Quasi sicura la sua presenza nel progetto Celtics dei prossimi anni, una sua partenza è ipotizzabile solo se al draft Ainge si ritrovasse a scegliere molto in alto un suo pariruolo come Gay e Morrison.
Dan Dickau : stando alle indiscrezioni nel suo triennale firmato l’estate scorsa ci sarebbe una Team Option che permetterebbe ai Celtics di uscire dal contratto, però secondo le recenti dichiarazioni di Ainge, Dan sarà pronto per l’estate e quindi è chiaro che sarà di nuovo a roster. Scelta condivisbile, spesso ci si lamenta della mancanza di un play ragionatore e Dickau lo è, per di più è una macchina perfetta dalla lunetta e il tiro da tre c’è. Merita una nuova occasione anche se suona strano dopo che nel mese e mezzo giocato in maglia biancoverde Rivesr gli ha dato pochissimo spazio.
Brian Scalabrine . Farà parte d’ufficio nel progetto futuro, data la lunghezza del suo contratto che spaventerà ogni possibile acquirente, ma che tipo di utilità possa averne obbiettivamente è un mistero. Presente in molte gare e senza un ruolo ben definito.
Raef LaFrentz : il suo contratto è bello peso e quindi scoraggia possibili acquirenti per un paio di stagioni ancora, quindi bisogna togliere di mezzo il discorso salariale e prendere di buono che quello che un professionista serio come Raef offre. Se sano può dare senza dubbio una ventina di minuti di qualità ma i veri dubbi ormai sono tutti sulla sua tenuta fisica.
Il Draft : sarà un passaggio importante, Ainge tanto per capirsi di regola non cede le scelte, e meno che mai è ipotizzabile quest’anno visto che un mese fa ha detto che dal mercato o arriva un top player oppure si sta fermi a far crescere l’attuale gruppo. Sarà un draft strano, intanto bisogna capire in che prozione di draft si sceglie, se la dea fortuna si ricorda di Boston, in alto si può fare un pensierino concreto al nostro Andrea Bargnani, oppure LaMarcus Aldridge, che però recentemente ha dichiarato di rimanere al college. Rudy Gay e Adam Morrison sarebbero senza dubbio due nomi accattivanti, il secondo soprattutto da tutti i media americani è detto come perfetto per Boston, ma è evidente che la scelta di un Morrison o di un Gay, avrebbe come presupposto un’operazione di mercato con Szczerbiak in uscita, visto anche la presenza di Green in rampa di lancio.
Tolti questi quattro nomi la scelta si fa più indefinita, si potrebbe puntare sul un play da affiancare a West , di lunghi veri a quel punto non ce ne sono, il draft propone una lunga serie di guardie ali piccole e ali grandi sottodimensionate che a prima vista rischierebbero solo di portare un doppione in casa Celtics. Ainge di sicuro userà il draft per aggiungere un’altro tassello al puzzle dei Celtics, lecito attendersi qualche colpo inaspettato da lui.
Adesso West e Perkins sono sensibilmente cresciuti, quindi il discorso un pò cambia.
Al momento io Pierce lo cederei solo ed esclusivamente a Chicago per: 1 scelta, Hinrich, Deng, e contratto in scadenza a pareggiare.
Starting five:
West, Hinrich, Sczcerbiak, Jefferson, Perkins.
Bench:
Dickau, Allen, Green, Deng, LaFrentz ee Bargnani ee ancora più spazio salariale.
Mancherebbe la stella però i più vecchi sarebbero Raef e Wally.
Poi questo gruppo non lo toccherei per almeno 2 anni… e qui Ainge avrebbe dei seri problemi.
Pierce ha un valore immenso, Chicago potrebbe accettare una proposta del genere… meglio se non chiedono nemmeno la nostra prima scelta.
Fantabasket?? Of course!