di Leonardo Ancilli
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.
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di Leonardo Ancilli / 10 May 2006
Poco meno di un mezzo mese alla lotteria e poco più di un mese e mezzo al draft, ma la fantasia di tutti i tifosi del trifoglio, in materia di modifiche al roster sia attraverso il draft sia attraverso Trade o firme di free Agents è già in moto, e di richieste consigli suggerimenti indirizzati verso il General Manager Danny Ainge se ne leggono a fiumi. Non potevo dunque esimermi certo io dal dare la mia visione di come vorrei i Celtics 2006-07. sarò onesto non sono un sognatore, quindi la mia è una visione molto pragmatica, e forse vicina ad una possibile realtà, ben sapendo che se poi Ainge trova il verso di portare uno che conta in biancoverde sarò il primo a congratularmi con lui, ma tutto sommato è un’ipotesi che ritengo abbastanza remota.
Partiamo proprio dalle parole di Ainge e da quelle di Rivers, Ainge già da qualche mese ha fatto sapere che non farà trade tanto per fare a meno che non coinvolgano in entrata un giocatore di primissimo piano, ha ribadito recentemente la volontà di affiancare un playmaker esperto a fianco di West, e si cerca un’altro lungo, che potrebbe arrivare dal draft, ma lo stesso Ainge non ha escluso una possibile cessione della scelta al primo giro se non inquadrasse un giocatore facilmente inseribile nell’attuale contesto biancoverde. Rivers a fine stagione ha dichiarato che dal prossimo hanno vuole una rotazione fissa di 9, 10 uomini al massimo, con tempi e cambi ben delineati.
Dunque la base di partenza dei nostri ragionamenti deve essere il nucleo base del roster dal quale si parte :
Playmaker : Delonte West
Guardie – Ali Piccole : Paul Pierce, Wally Szczerbiak, Gerald Green, Tony Allen
Lunghi : Al Jefferson, Ryan Gomes, Kendrick Perkins
Otto giocatori sicuri che a meno di trade faranno parte della rotazione vera dei Celtics. Di questi otto giocatori credo che il solo Tony Allen sia a rischio (se pur remoto) di trade, perchè se veramente arriva un playmaker importante, si potrebbe cercare di allargare la rotazione nei ruoli 2-3, lasciando qualche spazio a West e anche a Gomes impiegato da ala piccola in un quintetto grosso, ma tutto sommato ritengo una ipotetica cessione di Allen un gran peccato perchè poi un difensore solido come lui sugli esterni ci verrebbe a mancare clamorosamente. A questi andranno di sicuro aggiunti la scelta al draft, e il playmaker esperto di cui già nei mesi passati hanno accennato sia Ainge che Pierce. Poi ci sono LaFrentz, Scalabrine, e Dickau che sono attualmente sotto contratto pluriennale con i Celtics, infine ci sono Dwayne Jones e Orien Greene, per cui i Celtics si possono avvalere di un’opzione sul contratto per estenderlo per ulteriori altri due anni completamente garantiti per il giocatore.
Partendo da questa base come deve muoversi Ainge ? Chiaramente va fatta una prima distinzione dei casi a seconda del fatto che si venga sorteggiati nelle prime 3 posizioni oppure si rimanga a scegliere tra la 7 e la 10 e seconda dell’esito del sorteggio stesso.

Nel caso in cui la fortuna per una volta si ricordi di quelli delle maglie verdi, sicuramente prima si sceglierà il miglior giocatore disponibile e poi ci si adeguerà sul mercato. Personalmente non credo che se Ainge avesse la possibilità di scegliere Bargnani alle prime tre chiamate, lo farebbe, recentemente ha parlato di voler inserire a roster giocatori pronti da subito per dare un apporto alla causa ed è opinione comune che a Bargnani serviranno uno o due anni per inserirsi nell’NBA prima di dare un palpabile contributo. Non è un mistero che Ainge straveda per Adam Morrison, io credo che se Ainge si troverà a scegliere nelle prime tre potrebbe puntare su Tyrus Thomas, Adam Morrison o LaMarcus Aldridge, il primo è troppo accattivante per rinunciarci alla pick n°1 è il classico giocatore che ci è mancato quest’anno uno capace di giocare sia 3 che 4, capace di difendere egregiamente su entrambi i ruoli, al torneo NCAA ha stupito tutti per la sua fame difensiva, stoppatore irreale, rimbalzista feroce, molti lo indicano come un nuovo Shawn Marion, ma secondo me per come si sta evolvendo il gioco nell’NBA finirà per giocare maggiormente da ala grande. Adam Morrison è indicato da tutti come il giocatore ideale per Boston, anticonformista, un clone di Larry Bird nei modi di fare, ma anche un attaccante come pochi se ne sono visti uscire dal college nell’ultimo ventennio, un gioco intermedio che in pochi hanno nell’NBA odierna, ma allo stesso tempo tiratore micidiale dalla distanza, per di più ama portare il suo uomo in post e lavorarselo spalle a canestro. riconosciuto unanimamente come un leader emotivo, ha come controindicazione il problema del diabete, ma di fatto è un problema che non spaventa nessuno, come lo stesso Ainge ha dichiarato recentemente, definindolo un problema tranquillamente gestibile con la medicina attuale. Il terzo candidato potrebbe essere LaMarcus Aldridge, che forse per il ruolo che ricopre potrebbe essere quello che potrebbe tornare più utile a Boston, ragazzo dato da tutti per mesi come il sicuro pick numero uno è uscito con le ossa rotte dal torneo NCAA, dove si sono levati tantissimi dubbi su di lui, molti dei quali di livello caratteriale e di etica del lavoro, ma anche qualcuno di carattere tecnico visto che il ragazzo nonostante mezzi fisici ed atletici notevoli, non ha ad oggi movimenti efficaci vicino al canestro. Chiaramente quando hai una scelta così alta devi poi adeguarti sul mercato, soprattutto una scelta di Adam Morrison provocherebbe da subito la necessità di cedere Wally Szczerbiak, andando magari a cercare un lungo esperto da una sua cessione. Anche il possibili arrivo di Tyrus Thomas potrebbe provocare un pericoloso sovrannumero nei ruoli 3-4, ma date le specifiche tecniche in quel caso sarebbe più plausibile una cessione di un lungo. Meno indolore una ipotetica scelta di un lungo vero come Aldridge o Bargnani.

Torniamo sulla terra, dando per scontato che Thomas, Bargnani, Gay, Aldridge e Morrison, saranno già stati scelti a quel punto del draft (ovviamente se così non fosse Ainge deve prenderli senza dubbi), secondo me in questo caso Ainge deve fare una cosa sola, ossia presentarsi al draft con le idee molto chiare sul Free Agents su cui investire la MLE, e scegliere al draft di conseguenza, se come si è ventilato si vuole investire la MLE su un playmaker esperto, più organizzatore di gioco di Delonte West, la scelta al draft non potrà che cadere su quello che al momento della scelta si ritiene in miglior lungo disponibile, butto la due nomi Shelden Williams (Duke) e Patrick O’Bryant (Bradley), se invece la MLE verrà data ad un lungo, allora gioco forza al draft si dovrà scegliere un play, e il nome più sicuro sarebbe Marcus Williams (UConn). Patrick O’Bryant lo ritengo una gran bella scommessa, spesso ci si lamenta della mancanza di centri veri, questo è un sette piedi veri, appena ventenne, che ha un ottimo trattamento di palla, va bene a rimbalzo con buon tempismo e un discreto senso della posizione, e ed è un più che discreto passatore, in post basso ha fatto vedere buoni movimenti spalle a canestro ed è in possesso di un discreto tiretto dalla media, non eccelle in nulla, ma fa benissimo tante cose, e se si considera che ha solo 20 anni direi che sarebbe una base più che eccellente su cui partire, poi uno con quel nome a Boston (il nome del Santo Protettore della città e il più classico dei cognomi Irlandesi) sembrerebbe inviato dal destino. Ainge a dire il vero ha parlato di un rookie in grado da subito di dare un apporto concreto, ma tutto sommato io lo ritengo troppo accattivante per poterlo lasciare scivolare via, in quel caso l’uomo perfetto per noi potrebbe essere come detto Shelden Williams, che senza dubbio rispetto ad uno come O’Bryant può dare da subito un più che solido contributo, Shelden come ben visto a Duke è un difensore solidissimo, paragonato da molti a una via di mezzo Kurt Thomas o Antonio Davis, rimbalzista feroce, stoppatore incredibile, ma ha come controindicazione il fatto di essere solo 6-9 e quindi difficilmente proponibile come centro, anche se molti scout report pre draft, lo danno anche come centro senza grandi problemi. Marcus Williams invece è un play vero nei modi e nei tempi, viene indicato da molti come il migliore del lotto ottimo passatore, al college aveva ben in mano tempi e ritmi della squadra tutto sommato non cerca mai la conclusione personale fuori dallo schema chiamato, se non in rari casi. Paragonato al suo omonimo Deron in forza ai Jazz, potrebbe essere una scelta valida se il play esperto non si riuscisse a reperirlo sul mercato.
Ainge ne ha parlato, ma secondo me è un’ipotesi molto remota, se si andasse nella top3 credo sia un’ipotesi da escludere a priori, a meno che qualcuno non metta su un piatto un play o un lungo da primi tre quintetti NBA, ma secondo me tutto sommato ritengo sia abbastanza improbabile anche se si sceglie dalla 7 alla 10, chiaramente se scelgo una scelta da lotteria ci devo scaricare insieme anche un contratto pesante e in questo caso credo che LaFrentz sarebbe il primo indiziato, il giocatore in entrata sicuramente dovrebbe essere un lungo esperto di buona qualità, ma anche qui i nomi si faticano a trovarli, un sogno potrebbe essere quel Jamal Magloire più volte invocato dalle nostre parti, e in rotta con i Bucks, ma di sicuro la concorrenza sarà spietata.

Per come la vedo io ormai sul play hanno già cantato da troppo tempo per non avere in mano un’idea concreta, i nomi sono noti, il più caldeggiato da tutti e anche dal sottoscritto è Speedy Claxton, esperto ma anche relativamente giovane, buon organizzatore di gioco ma allo stesso tempo anche un più che discreto difensore. Un altro nome possibile è il nostro ex Chucky Atkins, meno probabili le piste che portano a Bobby Jackson, uomo di grade energia, ma non un play di stampo classico, Mike James, gran realizzatore, ma poco organizzatore, per di più difficilmente si accontenterà della MLE, altri nomi possibili ma di giocatori sotto contratto, quindi reperibili solo con una trade potrebbero essere quelli di Brevin Knight, che a mio modo di vedere dopo Claxton sarebbe la soluzione migliore, e perchè no quello di Sarunas Jasikevicius già cercato nella passata estate, e uscito con le ossa distrutte dalla sua prima stagione NBA, a causa di un pessimo rapporto con coach Carlisle, infine si potrebbe scommettere anche sulla voglia di riscatto di uno come Jamaal Tinsley, anche lui alla fine della sua carriera ai Pacers, talento immenso, ma gestito da un ragazzo un po problematico, per di più troppo incline agli infortuni. Nel caso poi la MLE dovesse essere investita su un lungo il discorso si fa più complesso perchè con la fame di lunghi veri che c’è oggi nell’NBA difficilmente si convince qualcuno buono a sposare un progetto incentrato sui giovani, uno nome potrebbe essere quello di Nazr Mohammed, attuale centro titolare dei Campioni del Mondo, ma proprio per questo viene da chiedersi perchè mai Mohammed dovrebbe accettare la MLE da Boston e non dagli Spurs.

Non c’è molta carne al fuoco per i Celtics nel vecchio continente per il draft obbiettivamente c’è da monitorare il nostro Andrea Bargnani, io come detto sopra non credo che Ainge sia intenzionato a sceglierlo nelle top3, perchè come affermato dal GM vuole uno pronto da subito, però se per un “sindrome alla Gerald Green” ce lo trovassimo libero più in basso spero che Ainge non ci pensi sù, non so quanto sarei disposto a perdonargli un eventuale skip, non tanto per problemi di nazionalità, quanto per reale potenziale del ragazzo che poi si integrerebbe alla perfezione nell’attuale scacchiere del roster biancoverde.
In inverno voci sicure davano un serio interessamento di Ainge per David Andersen, attualmente al CSKA Mosca, i cui diritti sono di proprietà di Atlanta. Si era parlato pure di una trattativa con Atlanta per avere i suoi diritti, anche perchè lui in passato aveva sempre dichiarato che ad Atlanta avrebbe preferito non giocare, dopo alcuni dissapori venuti fuori l’anno in cui fu scelto al draft. Ainge avrebbe contattato il giocatore attraverso Chris Wallace che avrebbe avuto un colloquio anche con il suo agente, riscontrando una forte volontà dal parte di giocatore di far partire la sua avventura NBA proprio da Boston. Resta però da acquisire la scelta da Atlanta (una di quelle franchigie con cui la logica sfugge in sede di mercato), ma soprattutto resta da capire che scelte saranno fatte in sede di draft e di mercato, perchè Andersen obbiettivamente dovrebbe avere come minimo 15 minuti nella rotazione dei lunghi, cosa non facile da praticare se arriverà un lungo dal draft oppure dal mercato.
Ok dunque dopo quasta analisi, il sottoscritto, rimanendo nel mondo reale (ossia senza colpi di fortuna al draft, per i sogni c’è tempo) si accontenterebbe alla grande se il nostro GM portasse a casa l’ottimo Speedy Claxton con la MLE, scegliendo nel contempo al draft o Patrick O’Bryant o in seconda battuta Shelden Williams, e magari arrivasse pure David Andersen.
MODE [VISIONE REALISTICA ON]
Allora Doc, ascolta un cretino…. prendo per buone le parole di una rotazione da 9-10 uomini, il roster dunque eccolo qua : West playmaker titolare, Claxton come cambio, da non escludere uno sconfinamento da West in guardia, Pierce guardia titolare, Allen come cambio, Wally ala piccola titolare, sui 30 minuti a gara il resto a Green, con Green sempre in campo accanto a Pierce per alleggerirlo dalla pressione difensiva. Con i minutaggi siamo un po stretti, ma una cessione di questi sopra sarebbe troppo dannosa, ci sarà da stringere i denti o guadagnarsi ogni minuto. Sotto le plance il discorso cambia a seconda della scelta di O’Bryant o Shelden Williams, con il primo Gomes e Jefferson si cambiano da ala grande, io rischierei Jefferson da titolare da subito, ci credo troppo in questo ragazzo, diamogli un segnale di fiducia, ma poi Gomes è li pronto con la sua saggezza al subentro, e da li in poi i minuti li prende chi è più in palla gara per gara. Da centro si va con Perkins titolare con Andersen e O’Bryant dal pino, l’australiano all’inizio va usato come uomo di qualità da 15 minuti al massimo, il secondo (O’Bryant) è un rookie che potrebbe aver bisogno di tempo e quindi non va sovraesposto a caso. Se si sceglie Shelden Williams, gioco forza Jefferson va riciclato da centro con Williams e Gomes in ala grande.
Ok la rotazione è di 11, ma per una volta Doc ci passiamo sopra. Il 12esimo dato lo stipendio che riscuote dovrà essere gioco forza LaFrentz. Scalabrine, Dickau, Greene inizialmente inattivi con la possibilità di spedire Greene in NBDL.
Ma il succo della prossima stagione Doc, non sta tanto nel roster, quanto nella grinta e nella fame di vittoria, si deve vedere una netta svolta difensiva, pini punitivi per chi concede tiri facili, più pressione sul portatore di palla, maggior contenimento del primo passo sui penetratori per evitare che vadano a caricare di falli i lunghi, gioco più portato alla metà campo con palla ferma per esporsi meno al contropiede primario, sviluppo di giochi specifici per i lunghi, schemi specifici per portare Wally e Pierce al tiro da tre in modo da allargare l’area, al resto Doc pensaci te, però in campo gente affamata, il tempo degli scherzi è finito.
OK se fai così e il roster risponde a dovere il prossimo anno 45 vittorie sono li che ci aspettano.
MODE [VISIONE REALISTICA OFF]
OK lasciamo da parte per un momento il pragmatismo, e abbandoniamoci ai sogni. Ammetto candidamente che sono uno di quelli che vedrebbe molto bene Adam Morrison vestito di verde sperando che per una volta la legge del “nuovo X” non porti sfortuna, ma sia veritiera. 23 maggio i Celtics vengono sorteggiati al terzo posto al draft. “28 giugno ai primi due vanno via Tyrus Thomas e Bargnani, Stern alla tre … “And The Boston Celtics select … from Gonzaga University… Adam Morrison”. A luglio Ainge spedisce Wally Szczerbiak a Denver che ha bisogno di un tiratore in cambio di Andre Miller, i contratti sono identici sia come entità che come durata, dopo di che scambia LaFrentz Allen e una prima scelta futura ai Bucks in cambio di Jamal Magloire.
Quintetto base con West Pierce Morrison Jefferson e Magloire, Andre Miller cambio extra lusso per West, con West impiegato anche da guardia accanto allo stesso Miller, Gerald Green dietro a Pierce e Morrison, qualche ipotetico scampolo per Gomes da tre. Gomes cambio per Jefferson, Perkins cambio per Magloire, con David Andersen quinto lungo, ma la rotazione dei lunghi deve essere flessibile e premiare i più in palla. Ecco a voi la rotazione a 10 annunciata dal Doc, Dickau e Scalabrine completano i 12 Greene e Jones in NBDL. Atlantic vinta abbastanza in scioltezza con un record sopra le 50 vittorie, poi quando Green Perkins e Jefferson saranno pronti per vincere il 17° è li che ci aspetta.
Drinnnn Drinnnn ….. Leonardo sveglia…. sono le 7 passate …. mi stropiccio gli occhi, i sogni sono finiti, ma chissà ..... come diceva Marzullo i sogni aiutano a vivere meglio.
Ok i sogni non ce li toglie nessuno.
Io credo che bisogna completare la pulizia cominciata quest’anno con Blount & C.
Manca da sbolognare a qualche pesce che ci abbocca il declinante La Fraentz e il rosso Scalabrine e fatto questo siamo messi benissimo sotto tutti i punti di vista sia di roster che di salary.
A dimenticavo Rivers…..........
Ok sono soltanto sogni ma lasciatemi sognare
Io credo che ci possono essere due situazioni.
1) scegliamo nelle prime tre – lo sapremo tra una decina di giorni e allora possiamo pescare un giovane di livello adeguato.
2) scegliamo dopo la n. 7 – e allora sono per cedere la scelta cercando di migliorare la squadra attuale.
In assoluto credo che a noi servano due veterani, non necessariamente da quintetto, per completare il nucleo giovane e puntare a un’annata da 45/48 vittorie e PO in tranquillità, cercando di passare il primo turno.
Senza i due veterani (mi vanno bene tutti i nomi di Leo) i progressi solo dei giovani potrebbero non bastare.
I nostri giovani sono già molti e lo spazio per farli giocare tutti non è molto, servirà chiarezza sui ruoli per non iniziare la stagione male.
Vero, Michele, ma una scelta dopo la 7 quest’anno chi te la prende? E cosa ti da in cambio? Io invece sarei per un altro tipo di discorso: si spera che i Celtics già dalla prossima stagione migliorino, ed allora sceglieremo più avanti. Perchè non impacchettare la futura scelta Cavs (non credo che con LeBron “imploderanno”) assieme alla nostra per “scalare” Morrison o Bargnani? Ma forse sono troppo machiavellico…..
P.S. la scelta di Minnesota invece, sempre che non “cada in prescrizione”, me la tengo ben stretta…..
A noi serve Tyrus Thomas, ma anche quest’anno potessi scegliere la num.1 andrei con il più forte.
Uno forte fisicamente e saltatore si trova sempre nelle trades; stesso discorso non si può fare per un 2.11 di talento, agilità e tiro.
Come al solito faranno scelte buone, ma mai come le spero io.
FOR ME:
FIRST
West, Pierce, Wally, Jefferson, Perkins.
SECOND
Saras, Green, Gomes, Bargnani, LaFrentz.
Allen e Andersen.
Fabio, esploriamo il mercato (anzi lo esplori Ainge) e vediamo cosa si può avere per la nostra scelta, al limite in un pacchetto con qualche altro.
Il mio ideale resta un veterano con qualche anno ancora nelle gambe, per aiutarci subito a crescere, piuttosto che un altro giovane da sviluppare per due/tre anni che faccia scopa con quelli che abbiamo già.
O’Bryant (che non ho mai visto) temo sia un’altro Perkins, cioè un ragazzo che prima di tre anni potrebbe darci poco e con le incognite legate allo sviluppo dei lunghi giovani.
Il mio sogno è vedere in Bargnani un nuovo LaFrentz, e per me alla 7 possiamo anche trovarlo disponibile.
L’idea di Fabio di cedere la scelta dei Cavs 2007 per scalare qualche posizione al draft direi che è un’ipotesi assolutamente plausibile, voglio dire da un po di tempo siamo li a dire che le scelte sono state fatte, e che ulteriori giovani sarà difficile inserirli di continuo, quindi inutile avere due scelte il prossimo anno, quando il roster sarà già consolidato meglio cederne una e tentare il colpo grosso quest’anno.
Quello che non mi aspettavo è un Fabio che sponsorizza Morrison.
X Michele O’Bryant tecnicamente è molto più pronto di quanto non lo fosse Perkins, ma avrà bisogno di un po di tempo pure lui, se vogliamo uno pronto per la mischia da subito meglio Shelden Willians con tutti i “se” descritti nell’articolo.
L’idea di Fabio di cedere la scelta dei Cavs 2007 per scalare qualche posizione al draft direi che è un’ipotesi assolutamente plausibile (Leo)
Ok, spiegateglielo voi a Danny che sono MOOOOLTO meglio di Wallace e Papile messi insieme….. magari poi se mi serve uno scout europeo, faccio il vostro nome…. MA NIENTE LITUANI! ;)
Concordo che O’Bryant sia più pronto del primo Perkins se non altro per ragioni anagrafiche…..
Vabbè, mi avete convinto su O’Bryant, però quando sarà pronto a contribuire, magari solo per 10 minuti? Subito o tra uno/due anni?
Questo è il punto per me: vorrei giocatori nuovi che possano contribuire subito e non prospetti da sviluppare.
Poi se decidiamo di sceglierlo e mandarlo un anno in NBDL, allora è un altro discorso.
Dai se scegliamo O’Bryant e prendiamo David Andersen abbiamo una 30 minuti nei due ruoli da spendere, Andersen secondo me può dare una ventina di minuti di qualità da subito (dico non sarà mica peggio di Pachulia !!!) , così abbiamo il tempo di cullarci O’Bryant.
X Fabio mi immagino che il lituano che non voi è Jasikevicius, in effetti abbiamo bisogno di esperienza e sostanza dietro a West e Saras vlenti o nolenti esce da una stagione da rookie altamente deludente, purtroppo per lui tra l’NBA e il basket FIBA il solco è grande, per me rimane un talento incredibile, ma non sarebbe il primo che non si confà al gioco di oltreoceano.
Dammi retta Danny…...
Rick Adelman è libero….....
Alberto, capisco che per te qualsiasi allenatore sia meglio di Rivers e magari hai pure ragione, non sono un esperto conoscitore di tutti i coach NBA, però ti suggerisco di leggerti quello che scrivono in questo link
http://www.sactownroyalty.com/story/2006/5/10/11340/3966
perchè se è vero che l’erba del vicino è sempre più verde, magari a guardarla bene ci si rende conto che l’apparenza spesso inganna e che chi lascia la strada vecchia per la nuova…....
Come per il GM, dovremmo stare molto attenti a cambiare. E’ innegabile che ci siano in giro almeno 3/4 allenatori migliori di Rivers, ma è pure sacrosanto che un coach a volte rende SOLO con squadre forti, o magari SOLO se non ha stelle in squadra. Rivers si è trovato in una situazione oggettivamente non facile, e soffermarci solo sui suoi errori sarebbe ingeneroso. West, Gomes, Green e Perkins sono cresciuti anche grazie al lavoro oscuro dello staff bostoniano, non dimentichiamolo così facilmente. Se si va a guardare col microscopio, nessun allenatore (vedi Carlisle ad Indiana o Brown a New York) è perfetto….. neppure Jackson che a Los Angeles ha visto Kobe scendere in sciopero nella seconda parte di gara 7 con Phoenix….
Per me Rivers non ha le palle per portarci in alto, vedi oltre la nostra stagione anche l’ultima ad Orlando.
Visto che Ainge ama il gioco in velocità e con tiri veloci andatevi a rivedere le stagioni dei Kings con Adelman e ancora indietro quelle dei Blazers.
Credo proprio che Rick sia il coach giusto per continuare e portare a compimento il lavoro di Rivers che francamente non vedo come possa andare oltre quello che ha fatto da noi.
E allora andiamo avanti così restando nel limbo di quelle squadre che hanno delle stagioni da 35/45 vittorie e che quando si qualificano per i PO escono al 1° turno magari con 3 sconfitte su 4 in casa e con gara 7 persa di 27 punti di scarto al Garden!!!
Sono 22 anni che non vinciamo l’anello o che neanche ci avviciniamo e se a voi va bene così........
Spero soltanto che Ainge abbia in testa almeno il pensiero che se gli capita l’occasione di prendere un buon coach lo faccia e vada in barba ai discorsi.
Adelman???
Ho Rivers ed i suoi limiti…
Prendo Adelman e i suoi limiti che cambia?
Adelman non è un coach di incompiute per caso, spesso protagonista di scelte più che discutibili quando la palla scotti, soprattutto nella sua metacampo.
Alberto sarò franco io su Rivers ho dei dubbi, la scorsa stagione era troppo under progress, per poterlo giudica, i miei dubbi dubito soprattutto che riesca a dare quella svolta difensiva necessaria per fare il primo salto di qualità, e ti prometto che se dopo 30 partite la difesa non ha fatto un bel progresso io sarò qui ad invocare la sua testa, però non mi piace fare processi alle intenzioni.
Come sempre detto se lo devo cambiare adesso voglio uno nettamente meglio, invocavo Carlisle, rimane ad Indiana, se devo togliere lui e metterci un Adelman che non ha mai lavorato con un gruppo giovani riuscendo nella poco edificante impresa di non aver mai vinto il titolo con squadroni del calibro di Portland inizio anni 90 e dei Kings di qualche anno fa, riprovo Rivers, stesso dicasi se devo lanciare un ex assistente alla prima esperienza da pro, o peggio ancora un giocatore fresco di ritiro. L’unico che mi intrigherebbe sarebbe Steve Kerr, ma la mia è solo una sensazione sena basi su cui valutare.
Con i Blazers ha avuto la sfortuna di trovare Michael Jordan!!!
Con i kings quella di trovare lo squadrone di O’Neill e Bryant 2 squadre troppo forti per le sue.
Leonardo se dopo 30 partite siamo ancora la squadra di oggi e viene licenziato Rivers perdiamo un altro anno?
basta cosi’ please ne ho piene le p…. di perdere e non migliorare
Veramente con i Blazers perse una finale contro i Pistons nel 90, e nel 91 perse una serie allucinante in finale di conference dell’Ovest, contro i Lakers di Magic e poco altro.
La sfortuna ci sta un anno o due non può giustificare sempre tutto.
Comunque pareri discordanti come è il sale dello sport, ma io Adelman preferisco lasciarlo ad altri.
Però forse il ballo dei coach è pronto al decollo perchè proprio ai Kinhs c’è una rosa di tre nomi, Nelson Eddie Jordan e Rivers, e due di questi sono sotto contratto. Io credo che Rivers ia una bufala, però se Jordan va da loro allora la partita a schacchi delle panchine potrebbe essere molto vasta.
Se proprio devo provare a prendere qualcuno dai Kings, allora faccio una proposta a Pete Carrill come assistente, considerato che ci sono due posti liberi.
Un genio offensivo senza tempo per aiutare a crescere il nostro playbook.
I miei sogni sono:
Bargnani: italiano, già biancoverde, sostituto del declinante LaFrentz.
Morrison: Anche per giocaotri del livello di Novitzky o il miglior Gugliotta, pur con tutta l’ammirazione mi chiedevo perchè venisse scomodato il grande Uccello col 33, regazzi, io l’ho già dichiarato e per questo lo farei.
Tra le varie componenti che concorrono al calcolo del numero delle combinazioni per la lottery, la sfortuna nei draft precedenti non è contemplata, ma intanto lo sfigometro per noi ha corso veloce in quest’ultimo ventennio.
Sarebbe arrivato il momento di fare giustizia e di utilizzare questo fantomatico culo degli irlandesi.
Voglio la seconda scelta assoluta, ma mi accontento anche della terza.
:-)
Ciao,
movy