E' tutto vero ! ! ! ! ! [1770]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [853]

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Doppio scontro con Nets e Knicks

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L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

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Giocava con Paul Pierce al college.

Pubblicato il calendario 2007-08 » [1007]

Si parte con i Wizard, si chiude con i Nets

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Firmati House e Manuel

In bocca al lupo Big Al » [2961]

Il mio personale saluto ad Al Jefferson

Vacanze Romane 2007 » [390]

Divertente richiamo a Roma in ottobre.

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Gli scenari post draft e il mercato estate 2007 » [2002]

Il dopo draft in casa Celtics

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Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

Scambi NBA estate 2007 » [3083]

Tutti gli scambi estivi

Istruzioni per l'acquisto del biglietti per la gara di Roma del 6 ottobre » [709]

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Campionato playoff 2007 » [537]

2° campionato play-off su ICP

SONDAGGIO : Chi scegliereste alla pick #5 ? » [2625]

Le preferenze al draft dei tifosi biancoverdi.

Ma Jefferson è un C oppure una PF? » [775]

Ai posteri l’ardua sentenza…

MOCK DRAFT 2007 » [471]

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SONDAGGIO: quale gioco per i Celtics? » [682]

Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

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Forum Tecnico di fine stagione

di Redazione ICP / 28 April 2006

1) Dopo quattro partecipazioni consecutive i Celtics non vanno ai playoff, stagione fallimentare oppure pegno da pagare nel processo di crescita dei giovani?

Movy Apicella : Io direi che le risposte finali date da tutti i giovani (tranne Big Al) e le dimostrazione i veterani (capitano in primis) credano nel progetto e nel Pride hanno giustificato un risultato che ad inizio anno avrebbe rasentato il fallimentare.
Christian : Far crescere i giovani non è facile, richiede pazienza, bravura e molto spesso la crescita non è costante, ma a strappi. Così è stato e così sarà. Il fatto incontrovertibile però è che i giovani ci sono, sono forti e cresceranno ancora.
Fabio Anderle : Definire fallimentare una stagione di ricostruzione mi sembrerebbe eccessivo, ma del resto il mondo è pieno di gente che ama l’eccesso. Aspettative troppo alte, forse, ed a poco valgono scuse come “L’Est è troppo debole”. La realtà è che l’esperienza non si compra al supermarket, e se è vero che qualcosa in più avrebbe potuto esser fatto nella gestione della squadra, è anche vero che si sono viste cose inaspettate, come la crescita di West, Gomes, Perkins e Green. Ma i tifosi italiani dei Celtics sono spesso pretenziosi, e vogliono la botte piena e la moglie ubriaca. Ricordagli che Dallas ha passato dieci anni a ricostruire prima di insediarsi nell’Empireo dei grandi, ricorda loro che i Nets prima di avere una squadra di livello discreto hanno passato trent’anni di Purgatorio, fagli presenti i problemi di Chicago nel dopo-Jordan: ragionano col fatto che Russell aveva vinto 11 titoli in 13 anni, e tutto quanto è sotto a questo “par” fa schifo. Chi glielo spiega che l’NBA è cambiata, dal 1969?
Giampaolo Scaglione : Non mi sembra che i giovani (Al Jefferson in testa) siano cresciuti moltissimo, ma un po’ di esperienza in più ce l’hanno sicuramente, adesso. La stagione non è stata fallimentare, a mio avviso: di sicuro si poteva fare molto di più, specie nella prima parte della stagione.
Prentiss : Mettiamola così da quanti anni non avevamo così tanti giovani interessanti ?? Se non avessimo smantellato per magari puntare a qualcosa di prezioso… quel qualcosa sarebbe stata almeno una seminifale di conference? Non c’è la controprova, ma i dubbi non me li toglie dalle mente nessuno.
Riccardo Rasi : Sono assolutamente per la seconda. La scelta di cedere Walker e Payton aveva già fatto capire che quest’anno non fosse il record l’importante e dato il potenziale dei nostri giovani è altissimo è giusto concedere una stagione di transizione.
Andrea Martella : La seconda senza dubbio. a patto che non sia l’ennesima stagione che preluda ad altri fallimenti. però il gruppo è buono…
Stefano Papa : Tutto previsto ad inizio anno, volevo lotteria e lotteria è stata… Avrei accelerato il passo nel processo ai giovani, ma se dovevamo vendere e non svendere…va bene così!!
Leonardo Ancilli : Devo essere sincero, io credo che nonostante tutti i problemi di una stagione in cui poco o nulla è andato per il verso dovuto, i playoff erano comunque alla nostra portata, comunque nessun dramma con un roster con 24 anni e spiccioli di età media, può essere benissimo un passo da fare, fermo restando che dal prossimo anno la partecipazione ai playoff non deve essere minimamente in discussione.
Gerry Donato : Stagione fallimentare, ovviamente. Oltre a non andare ai playoff in un Est con la quinta posizione al 50% e con questo Pierce, la crescita dei giovani non è stata come poteva e doveva essere per la connivenza con tutta una serie di paradossi e contraddizioni che ancora a Marzo non ci facevano capire se puntavamo alla lotteria o ai playoff. La gestione Rivers dei giovani è stata ancora una volta dannosa ed attenzione a cadere nell’errore di giustificare il nostro record negativo con i minuti dati ai giovani: a parte West, nessuno ha avuto realmente un lancio in campo da inizio stagione tale da permettergli un evidente passo in avanti nel processo di crescità. Gomes ha trovato gloria solo da Febbraio ed in maniera del tutto casuale a causa degli infortuni (e se lo si fosse buttato nella mischia dalla prima partita forse ora non saremmo in vacanza); Perkins fatica a trovare minutaggi costanti anche dopo la partenza di Blount ed il suo balletto dentro e fuori dal quintetto è stato stucchevole; Green è stato riesumato a stagione finita per un paio di apparizioni su NBA Action; Greene e Jefferson hanno deluso. E siamo sest’ultimi.
Michele Pulcini : Di certo un pegno da pagare, accettato quando non sono stati rinnovati i contratti di Payton e Walker; vista la scarsezza della conference li avremmo potuti fare, ma trade e infortuni ci hanno dato la mazzata finale.
Diego Lentini : Per un tifoso, usare la scusa del pegno da pagare per i giovani per giustificare la stagione è quantomeno insoddisfacente, visto anche con che record si sono aggiudicati i PO le nostre dirette avversarie, vista anche la loro consistenza e aggravato del fatto che in diversi, io in testa, a inizio marzo pensavamo che fossero raggiungibili. Se poi ci mettiamo nel calderone che quello che ci attende non è certo un draft che passerà alla storia, l’apparizione ai PO ci doveva stare, anche se solo per essere cacciati fuori dai pistoni. (i giovani più esperienza fanno meglio è) Dunque, non fallimentare (vedi giovani e infortuni) ma insoddisfacente sì
Andrea DelVanga : Difficile scindere il giudizio del tifoso da quello prettamente tecnico. Da tifoso sono estremamente deluso: la squadra è valida e non ha grandi punti deboli se non l’esperienza. I giovani sono sì fatti maturare ma dopo mille indecisioni e cambi di direzione. La guida di Ainge ha avuto molti, troppi cambiamenti soprattutto nella scorsa stagione con le contraddittorie acquisizioni di Walker e Payton. Per me la risposta alla domanda sta in mezzo: non è stata una stagione fallimentare ma non posso neanche parlare di pegno da pagare per far crescere i giovani, visto che Green ha solo giocato in questi ultimo paio di mesi: se la stagione doveva essere spesa per far crescere i giovani andava fatto fin dall’inizio. Alla fine il futuro sembra roseo ma la direzione che la squadra prenderà non è affatto chiara.

2) Paul Pierce alla sua migliore stagione in carriera, ha fatto di tutto e di più per la maglia e per lui si parla di rinnovo a vita o quasi, come giudicate la sua stagione?

Movy Apicella : Io credo nella poesia ma anche nella forza delle bandiere nello sport. Considerazioni tecniche e questioni di tempi di crescita della squadra spingerebbero per una trade, ma credo che la riconoscenza paghi.
Christian : Si dice che sia stata la sua migliore stagione della carriera e non si potrebbe avere più ragione. Ha fatto tutto quello che ci si aspettava ed auspicava, leadership innanzitutto, ma anche incremento del suo livello di gioco, mai così devastante.
Fabio Anderle : Miglior Pierce in carriera in attacco, ma a volte l’ho visto “daviseggiare” in difesa, perdendo l’avversario diretto e permettendogli comunque tabellini rilevanti. Ma uno così, capace di andare in tripla doppia in ogni gara pur non essendo un lungo, lo firmo, lo rifirmo e lo strafirmo. Come diceva Aza Nikolic, “la palla va messa nella canestra”. E Pierce sa come farlo.
Giampaolo Scaglione : La stagione di Paul Pierce è stata ottima: il 34 è cresciuto molto, sotto il profilo della leadership.
Prentiss : Impeccabile, ha mollato verso la fine perché era saggio farlo.
Riccardo Rasi : Sono da sempre un fan di Pierce e l’ho difeso anche in questi due anni un po’ sottotono, quest’anno mi ha ripagato. Stagione da urlo, tecnicamente un attaccante immarcabile, atteggiamento sempre positivo e d’esempio per i giovani, annata impossibile da criticargli.
Andrea Martella : ottima, che altro poteva fare? forse andare di più in chiesa e pregare Gesù che gli faccia finalmente avere una squadra in grado di consacrarlo con una stagione in finale di conference almeno…
Stefano Papa : La sua migliore e la peggiore per i Celtics… Scriverò in un blog, ma ora sono incasinato!!
Leonardo Ancilli : Io su Pierce ci ho sempre creduto anche nel biennio passato dove non era stato il massimo, i suoi numeri in campo me li aspettavo, mi è piaciuto molto anche il suo tentativo di porsi come faro e leader della squadra, mettendo in mostra delle doti che nessuno me compreso gli riconosceva. Se arriva il rinnovo al massimo salariale come sembra, credo sia solo doveroso e meritato.
Gerry Donato : Non sono così convinto che sia stata la sua migliore stagione in carriera, perchè nel sistema difensivo balordo di Rivers ha deluso come d’altronde tutti coloro che scendevano in campo mentre con O’Brien&Harter l’avevo visto difendere anche in maniera sublime, oltre a vincere. Ciò detto, io sono storicamente per l’intoccabilità di Pierce, Celtics a vita.
Michele Pulcini : Esaltante! Ricordo che lo volevano scambiare per una scelta a giugno e a settembre/ottobre ancora non si sapeva che tipo di giocatore sarebbe stato. La sua risposta? Numeri da MVP assoluto, atteggiamento positivo ed esemplare, unito a un sorriso raramente visto in precedenza. La ciliegina sulla torta? La maglia mostrata al mondo dopo la vittoria allo Staples contro i gialloviola.
Diego Lentini : Molto positiva, non superlativa per non averci portato ai PO, ma solo per quello. Leader (caustico) attaccante di primissimo oridine, molte franchigie ce lo invidiano; dulcis in fundo ainge gli vuole consegnare le chiavi dei Celtic’s futuri. Cosa dire della maglia esibita allo stapple?
Andrea DelVanga : Tanto di cappello al capitano che sfodera una stagione pazzesca. Ho avuto la fortuna di vedere diverse partite e anche quando gioca non al massimo è uno spettacolo. Emblema del meglio basket moderno, fatto non solo di un grande atletismo ma di grande tecnica e intelligenza cestistica. La brutta impressione che ho è che il nostro gruppo giovane sia un po’ troppo giovane per i migliori anni di Pierce… di qui il dubbio (che secondo me ha anche Ainge): scambiare Pierce ora che è al massimo (ed è stata la sua idea dalla scorsa estate ad oggi) o fare un bel pacchetto di giovani ed andare a prendere qualche star sul mercato per cercare di vincere ora? Non so perché ma credo che i Celtics di questa estate prenderanno la seconda soluzione, cercando di vincere nel più breve tempo possibile.

3) Doc Rivers dalle stelle alle stalle e ritorno, contestato a dicembre/gennaio, ma alla fine i tifosi si dichiarano soddisfatti di lui, come giudicate il lavoro del coach?

Movy Apicella : Sempre detto che Rivers ha limiti evidenti ma anche pregi importanti. E’ un player coach e continuo a sostenere bisogna avere il coraggio di affiancargli un importante coaching staff. 2 Nomi Lionell Hollins o anche Paul Westphal (sempre che accetti).
Christian : Doc Rivers ha avuto molti pregi (attacco, Pierce ai massimi), ma anche molti difetti (stratega insufficiente, crescita dei giovani non agevolata, difesa indecente). La seconda parte della stagione in crescita (tranne le ultime partite) non nasconde i problemi della prima parte e sarebbe opportuno che migliori nel complesso se vuole essere parte dei Celtics anche in futuro.
Fabio Anderle : Rivers è contestato oltre i propri demeriti, a mio parere. Che abbia commesso degli errori mi sembra evidente, che esistano così tanti allenatori infallibili invece è meno scontato. Giusto qualche giorno fa il “Coach of the Year” D’Antoni faceva fatica a controllare una situazione in campo diversa da quelle classiche, e non aveva un roster di 24 anni d’età media o problemi d’infortunio o di spogliatoio con un paio di veterani. Ma agli errori di Rivers vanno comunque abbinati un attacco semplice ed efficace, al quinto posto nella percentuale di tiro dal campo, e un senso di appartenenza ai Celtics e ad una mentalità “team oriented” da parte dei giocatori riscontrabile in poche squadre, ed ancora più impressionante se si considera che non è venuta meno neppure quando sono mancati gli stimoli di classifica. Non so se sia il coach più adatto ai Celtics, di certo in giro non c’è molto di meglio: Carlisle (peraltro predisposto alle guerre con i giocatori), Saunders, D’Antoni e Jackson sono tutti blindati. Ed allora, perché mandarlo via? Per sparare sul prossimo coach come si è fatto finora?
Giampaolo Scaglione : Rivers non può fare miracoli, con i giocatori che ha. Per me, ha perso l’occasione di dare un vero ruolo ad Al Jefferson. Ma ci sono stati equilibri interni di cui tenere conto e da rispettare, per non parlare degli infortuni che hanno afflitto il giovanotto dalla Prentiss HS.
Prentiss : Lo terrei come assistant coach perché sa come parlare ai ragazzi, ma un Popovich sarebbe molto meglio.
Riccardo Rasi : Lavoro complesso. Dalla dirigenza sono arrivati ordini che hanno condizionato molto il suo lavoro (l’affare Blount-Banks e il tanking final), in più lo scambio di gennaio e i molti infortuni hanno reso tutto più difficile. Non ha dato un’identità dfensiva alla squadra, ma per quest’anno rimandato.
Andrea Martella : Personalmente non mi è piaciuto. a partire dai troppi minuti dedicati a vecchi ruderi e promesse incompiute…va bene che sono immaturi, però giovani come gerald green si potevano far giocare da subito, tanto più in una annata in cui le prospettive erano queste….o forse si sperava di raccogliere i playoff dalla porta di servizio?
Stefano Papa : Dilettante…. Voglio MIKE….Voglio Repesa o Obradovic… Faccio un appello: fate andate nella Summer League di Boston: L. Greer.. (il play di Napoli)
Leonardo Ancilli : Ne abbiamo già parlato nell’articolo di lunedì, il lavoro da fare non era facile, gli è mancato un po di coraggio su Jefferson e su Perkins, perchè soprattutto il secondo andava cavalcato di più senza fargli fare il dentro fuori dal quintetto più volte in stagione.
Gerry Donato : Nella gestione di Gomes c’è tutta l’improvvisazione e l’approssimazione con cui fa le scelte Rivers ed il suo staff tecnico. I problemi dell’anno scorso si sono riproposti fedelmente quest’anno nonostante i buoni propositi estivi, tra cui spiccavano alcune perle come: “non ripeterò coi giovani gli errori della scorsa stagione”, “puntiamo ad andare ai playoff ed a vincere l’Atlantic” e “vedo Scalabrine ala piccola titolare con Pierce guardia tiratrice”.
Rotazioni sbagliate, irriguardose gestioni dei finali, quintetti casualmente improvvisati e variabili, giovani gestiti in maniera lunatica, playbook limitato ed attacco che riusciva nel non facile traguardo di essere al tempo stesso statico e caotico, principi difensivi inesistenti con momenti a tratti imbarazzanti: il menù di Rivers è sempre lo stesso, sorprendente che nessuno metta in discussione la sua conferma per l’anno prossimo.
Michele Pulcini : Sufficiente. Qualche sconfitta a inizio anno forse poteva essere evitata, ma abbiamo capito che gli ordini superiori lo hanno obbligato a esibire Blount più del dovuto. Possiamo criticarlo tecnicamente quanto vogliamo e accetto tutto, però è anche vero che ha dovuto assemblare un gruppo giovane e con precisi limiti, cercando di trovare la chimica durante l’anno e poi dopo la trade, con una variazione necessaria per i diversi giocatori a disposizione.
Diego Lentini : Appena sufficiente: ha avuto un mese di gloria nella trasferta a Ovest, coincisa col finale di stagione che ha fatto dimenticare cose vergognose nei mesi precedenti e forse appannato gli occhi (anche i miei); ok le esigenze di trade, ok i giovani, ok la nuova amalgama del dopo trade, ok gli infortuni, ma un po’ più di difesa (imperdonabile)è d’obbligo.
Andrea DelVanga : Alla fine il giudizio è negativo. Stagione difficile, con molti cambi di quintetto e di giocatori. Va dato a lui grandissimo merito del recupero di Pierce ad altissimi livelli. Sui giovani non ha grandi meriti, visto che si è trovato spesso a fare scelte obbligate (West play, Perkins centro, Gomes in quintetto quando si è infortunato Jefferson). È stato generalmente bravo a gestire psicologicamente lo spogliatoio ma è stato un disastro nel gestire la rotazione dei giocatori, la squadra non ha schemi d’attacco e in difesa siamo stati quasi sempre deficitari. Spererei in un cambio ma credo che avremo Rivers anche il prossimo anno.

4) Delonte West e Ryan Gomes due giovani già concreti e presenti sin da oggi, come giudicate la loro stagione e quale impiego vi immaginate per loro due per il futuro?

Movy Apicella : Sono il prototipo dei giocatori veri delle squadre vincenti, sono importanti uomini da 30m in rotazione, poi che siano titolari riserve o in che ruolo trovino spazio dipende importa relativamente.
Christian : Delonte West è stato fenomenale, ma me lo aspettavo e non posso che complimentarmi con lui. Diventerà un ottimo play titolare di una squadra da titolo, speriamo che lo sarà nei Celtics. Ryan Gomes ha dato molto quando ne ha avuto l’opportunità, ma per lui non vedo ampi margini di miglioramento. Potrà diventare un ottimo giocatore di complemento, un sesto-settimo uomo, ma anche quelli fanno vincere i titoli NBA.
Fabio Anderle : Stagione ovviamente positiva, anche se rimangono dubbi sulle possibilità future di Gomes di occupare lo spot numero 4 in una squadra d’alto livello. Che poi sia uno di quei giocatori d’utilità che vanno a pescare nella spazzatura della partita, è fuor di dubbio, ed anche la sua continuità a rimbalzo è decisamente superiore alla media. E’ ad un tiro in sospensione dall’essere un fattore: se dovesse riuscire ad attaccare da ala piccola, infatti, un nuovo mondo di possibilità si aprirebbe a lui ed ai Celtics, con l’opzione di portare fuori chi lo marca da ala grande, e di andare in “post up” con chi lo marca da ala piccola. Su Delonte West, sinceramente, i discorsi sulla sua “impurità“ da play hanno fatto venire il latte alle ginocchia anche a Giobbe. Ma come, Magic vent’anni fa era un play di 206 centimetri che massacrava l’avversario diretto sulle tacche e noi ci mettiamo a discutere uno che praticamente è un rookie e ci regala cifre superiori a quelle di Nash al secondo anno, ed in linea con qulle del Billups delle prime stagioni? Certo che siamo incontentabili! E lasciamogli il tempo e lo spazio per crescere, a “Redz”!
Giampaolo Scaglione : Tutto dipende da chi arriverà a Boston nei prossimi mesi. Non sono diposto a credere che West e Gomes siano già irrinunciabili per i Celtics, ma costituiscono un’eccellente ipotesi per i prossimi anni.
Prentiss : Delonte forse si sta sdoganando dalla categoria “bravi e utili” a quella dei “starting five per molti anni a seguire” benché deve ancora migliorare alcuni aspetti del suo gioco… il play è un duro compito da svolgere. Gomes giocatore utile che ha dimostrato che può reggere l’NBA, molto adatto alla chimica CELTICS ma in chiave futura lo vedo inferiore a Jefferson.
Riccardo Rasi : Stagione spledida e, almeno da parte mia, non attesa a livelli così alti. Per il futuro vedo in West un possibile play titolare di questa squadra anche ad alti livelli, per il secondo forse un po’ chiuso nei ruoli 3-4, vedo 25-30 minuti di gran qualità. Comunque entrambi due ragazzi dal carattere e dalla leadership che in futuro potranno incidere molto.
Andrea Martella : Ottima, al di là delle previsioni per Gomes. In futuro dipende dalle scelte societarie, vale a dire che se si vuole investire su di loro ok, ma non saranno mai campionissimi alla parker o stoudamire per intenderci, meglio di niente però...
Stefano Papa : WEST scontato, dovevamo levarci dai piedi PAYTON…… Gomes e Perkins, non era scontato, MVP della stagione!!!
Leonardo Ancilli : Due giocatori veri da NBA, e in un roster vincente gente come loro troverà sempre uno spazio adeguato, Secondo me con West abbiamo trovato la Point Guard che ci mancava da anni, e in Gomes un ottimo uomo da rotazione. Ci aggiungo Allen altro pezzo pregiato della collezione.
Gerry Donato : Sono di gran lunga le due note più positive di questa stagione. Io critico le doti di playmaking di West, ma in realtà buona parte delle responsabilità dei suoi problemi sta nelle idee offensive (o presunte tali) di Rivers che talvolta lo imbrigliano ed altre lo destinano ai margini dello svolgimento dell’azione. Se avessimo qualche trattatore e passatore in più nei ruoli di guardia ed ala o se avessimo un attacco più sistematizzato, allora andrebbe benissimo come play titolare. In questa squadra attuale con questi compagni attuali non mi farebbe schifo un impiego di 30 minuti come sesto uomo nei due spot da esterno.
Gomes piace a tutti e tutti dicono che abbia fatto bene: io non lo conosco molto bene quindi mi fido di chi ne parla positivamente.
Michele Pulcini : In prestagione ci domandavamo se West potesse tenere il campo come play oppure se Dickau potesse essere migliore, mentre per Gomes solo i più scaltri tra noi avevano capito la sua capacità di giocare. Oggi per West ci domandiamo se possa essere il play del futuro per portarci tra le grandi, oppure se sia meglio utilizzarlo come sesto uomo di grande lusso; per Gomes sappiamo, invece, che potrebbe giocare da titolare nel ruolo di 4 o, in alternativa, essere un primo cambio in un paio di posizioni. Serve altro? Stagione clamorosa per entrambi. Cosa potranno diventare? Ottimi giocatori in una squadra di livello medio/alto, i primi due cambi di una squadra da titolo (in tre/quattro anni vi sembra che Finley/Horry siano tanto lontani?).
Diego Lentini : Personalmente mi immagino un ruolo di primissimo piano in casa celtica. In fin dei conti parliamo di due esordienti che hanno risposto, per di più alla grandissima, sul campo. Stravedo per Delonte, e gli auguro una carriera alla Billups con meno anni per esplodere. Dopodichè, che giochi play (e deve migliorare ), o guardia o sesto uomo extra-lusso poco mi importa se dal prossimo anno inizieremo a fare la voce grossa e buone scorpacciate di W; Gomes sopresa dell’anno…non serve dire altro su di lui.
Andrea DelVanga : Se questa stagione ha dei lati positivi lo si deve a questi giocatori. Su West non si possono che spendere parole positive. È sicuramente un ottimo giocatore. Se diventerà un play o un numero uno di moderna concezione non è ancora chiaro. Sicuramente si tratta di una delle migliori mosse e scelte di Ainge. Alla sua età è raro trovare un giocatore così efficace e brillante. Se non sarà il nostro play del futuro sarà sicuramente un protagonista. Gomes è il giocatore più Celtics del roster di Boston: intelligente, solido, non fa mai una sciocchezza. Personalmente è uno dei miei preferiti. Non credo in un suo utilizzo da 3: il giocatore è un quattro puro e lì rende il meglio. In ogni caso una delle chiavi della prossima stagione.

5) Gerald Green e Al Jefferson, i due ragazzi chiave per il nostro futuro hanno vissuto una stagione contrastante, potevano essere utilizzati diversamente?

Movy Apicella : La gestione di Double G aveva suscitato dubbi anche a me, ma alla fine è evidente abbia pagato. Big Al è la grande delusione ma ha certamente pagato la sovraesposizione di Blount, l’anno prossimo per tutta la squadra ma soprattutto per lui non ci sono scuse.
Christian : Col senno di poi è facile parlare, ma per Gerald Green l’NBDL gli è servita per non stare fermo ed attendere la trade che gli ha liberato un posto in roster. Per Al Jefferson invece è tutto un altro discorso. Lui ha bisogno d’essere supportato, aiutato quando è in difficoltà e lasciato libero di esprimersi quand’è al suo meglio. Per fare vetrina ad altri del roster gli sono state tarpate le ali proprio quando bisognava invece lasciarlo libero di esprimere tutto il suo immenso talento. Questo non è mai positivo, spero che l’anno prossimo non si commetta lo stesso errore, il rischio è di non vederlo mai volare.
Fabio Anderle : Non ero convinto dalla scelta di far passare Green dal purgatorio della lega di sviluppo. Poi però la cosa, come confermato anche da episodi gustosi tipo il rocambolesco recupero degli effetti personali, in effetti ha insegnato al ragazzino cosa vuol dire giocare da professionista, e nel finale di stagione il nostro palato è stato soddisfatto da qualche prestazione benaugurante. Mi sento di confermare quanto avevo preconizzato 10 mesi fa: questo ragazzino fra un paio d’anni è uno da 20 punti ad allacciata di Nike. Su Jefferson, forse la pressione di dover prendere in mano la squadra da subito può aver pesato, visto che un anno fa senza pressioni di sorta e con lo stesso allenatore (sottolineo STESSO ALLENATORE) Al ci aveva abituato meglio. Credo che gettarlo alle ortiche ora sarebbe una pazzia, così come credo che ci debba essere un limite alle critiche al coach che tiene in panchina un giocatore sovrappeso, o che si allena male, o che ha bisogno di imparare come funziona l’NBA. Altimenti si creano degli psicolabili alla Walker, convinti di sapere e potere tutto, all’interno dello spogliatoio. Anche per Al, come per altri, la prossima stagione sarà il banco di prova per stabilire qual’era quello vero, la pantera della stagione 2005 o il gatto mammone della stagione 2006. Come è giusto che sia.
Giampaolo Scaglione : In fondo, tutti auspicavano in Jefferson titolare dalla prima palla a due della stagione. In realtà, infortuni e incertezze (da parte sua e dello staff tecnico) ne hanno impedito la consacrazione a presenza fissa nello starting five.
Prentiss : Green è stato gestito benissimo, Jefferson malissimo… gli infortuni non lo hanno certo aiutato. I minuti che fanno male non sono quelli che gli sono stati sottratti da Gomes, quelli li capisco, piuttosto mi riferisco a quelli di Blount e Scalabrine.
Riccardo Rasi : Per il primo credo che la gestione abbia pagato e lo si è visto con un bel finale, atteso l’anno prossimo. Big Al invece non ha avuto forse lo spazio che immaginavo, ma non ha dimostrato i miglioramenti che si aspettavano da lui, anno prossimo ultima chiamata.
Andrea Martella : Green si, come detto, invece di fargli fare dentro fuori dalla nbdl. Su Jefferson penso che sia sbagliato considerarlo un pilastro. Lo trovo troppo scarso tecnicamente, specie se paragonato a un Dwight Howard per esempio e soprattutto condizionato da una lentezza di piedi e di mani che lo porta spesso ad aver problemi di falli, al di la della inesperienza.

Stefano Papa : Lavoro in palestra per tutta l’estate, Non devono SVACCARE tutta l’estate a non far niente!!! ....poi trovare un play puro!!
Leonardo Ancilli : La strada intrapresa con Green alla fine si è dimostrata quella giusta, ma ammetto che all’inizio sembrava una follia. Jefferson ha messo insieme un mix di sfortuna e mancanze, aggiunte alla scarsa fiducia del coach nei suoi confronti. Sicuramente l’utilizzo di Jefferson poteva e doveva essere diverso, ma qualche sbaglio strada facendo lo ha fatto pure lui. Nessun dramma, a soli 22 anni ha tutto il tempo del mondo, però il prossimo anno per lui è quello chiave.
Gerry Donato : Il metodo di formazione di Green è stato per lo meno rivoluzionario. Io non ho mai condannato del tutto questa scelta di spedirlo nella lega di sviluppo, ma resto convinto che il confronto con i migliori sia alla base della crescita di un giovane campioncino potenziale ed il modo migliore per acquisire le cose che gli servono più di ogni altra: esperienza e conoscenza del gioco.
I dubbi su Jefferson sono inevitabili e di varia origine: da qualche limite di concentrazione palesato alle storiche difficoltà difensive, dalla fragilità fisica all’involuzione generale. In tutto questo non è ovviamente esente da colpe Rivers, la cui gestione del ragazzo non è certo stata sempre esemplare con il solito paradosso interno inestricabile: puntiamo alla crescita dei giovani e non ce ne frega niente di vincere, ma poi i giovani non giocano e vengono panchinati al primo errore e si strizza sempre un occhio alla possibilità di portare a casa una vittoria. Che poi puntualmente non arriva.
Michele Pulcini : Green evidentemente no. Nessuno di noi ha visto i suoi primi due mesi in palestra, quindi sono solo sensazioni, ma se a ottobre era già come lo abbiamo visto oggi, con Allen infortunato, perchè lo avrebbero tenuto fuori? Per Jefferson la risposta è difficile e condizionata dal maledetto infortunio nel training camp e dalla vicenda Blount: forse l’unica alternativa poteva essere sparalo subito in quintetto con Blount. Chissà.
Diego Lentini : Green ha fatto esattamente quello che la dirigenza e lo staff si aspettavano da lui, quindi è stato utilizzato nella maniera corretta, per di più ha riscosso ammirazione dal vertice della piramide bostoniana fino all’ultimo dei magazzinieri Discorso diverso per Jefferson: condizionato da infortuni, poca intelligenza cestistica in campo per falli commessi quando è stato chiamato in causa a cui si aggiunge la sofferenza di inizio stagione per aver dovuto lasciar spazio a Blount. Partito in rampa di lancio, lì si è fermato ed è anche il punto da dove ripartirà il prossimo anno.
Andrea DelVanga : Su Green grande merito della gestione del giocatore, anche se, se uno è bravo, per me non deve andare alla lega di sviluppo ma starsene ad imparare e ad allenare con Pierce, Davis, Allen e compagnia cantante. Su Jefferson vengono grandi dubbi su come lo ha gestito Rivers e più che altro vengono dubbi su queste caviglie che lo fanno infortunare costantemente. Il giocatore per me è fortissimo ma ha palesato limiti di concentrazione e tattici piuttosto evidenti quest’anno. Questa stagione, alla fin fine, è stata deludente soprattutto per la non esplosione del giocatore che un po’ tutti noi ci aspettavamo.

6) E’ mancato totalmente l’apporto dei veterani acquisiti sul mercato da Ainge nella passata estate, Dickau si è fatto male subito e Scalabrine ha giocato sempre male, colpa loro oppure valutazione sbagliata del GM in sede di mercato?

Movy Apicella : Il prototipo dei giocatori scelti era perfettamente corrispondente a quello che ci serviva. La qualità purtroppo, ah, mannaggia ai test psicologici!!! Errori di Ainge, ma per Dickau c’è ancora margine e giustificazioni, Scalabrine può avvantaggiarsi di una squadra con un sistema serio, ma cavarne decenti numeri ed impatto partendo da quello che ha fatto vedere quest’anno equiparebbe per me ad un miracolo!
Christian : Se un giocatore non rende è sempre colpa sua, ma in questo caso non si può negare una sopravvalutazione da parte di Danny Ainge. Se negli scambi ed al draft il buon Danny è nettamente il migliore general manager dell’NBA, nella firma di free agents è stato semplicemente disastroso, un pò per sfortuna, un pò per sopravvalutazione dei free agents.
Fabio Anderle : Uhm. Si potrebbe dire che per Scalabrine ha sbagliato Ainge, anche se in questo caso non sono del tutto convinto che il “Rosso” sia la superpippa delle prime 70 partite. Utilizzo sbagliato da parte di Rivers? Manifesta incapacità da parte del numero 44? Io propendo per la prima delle ipotesi, anche se con quel parco lunghi non era facile ritagliare all’ex-Net un ruolo di primo piano. Su Dickau troppo pochi minuti in troppo poche partite per poterlo giudicare in tutta onestà. Ha alternato serate da leader a partite insignificanti, e sembrava soffrire nel ruolo di riserva: la sua (breve stagione) è esemplificata dalle prime partite giocate: due DNP contro New York e Detroit, e poi 5 punti e 7 assist in 21 minuti contro i Bobcats. Avrebbe dovuto giocare di più? Non lo so, so solo che avrebbe fatto tanto bene alla nostra stagione avere anche lui, dietro a Delonte. Nonostante qualche pecca difensiva, peraltro, come per Szczerbiak, inferiore a quello che era stato paventato.
Giampaolo Scaglione : Siamo sinceri: nessuno si aspettava troppo dai due….
Prentiss : Valutazione sbagliatissima di Ainge. Dickau però non deve essere posto sotto la gogna… sarebbe prematuro.
Riccardo Rasi : Dickau è difficilmente giudicabile per via del lungo infortunio, diciamo che si aspetta il prossimo anno. Scalabrine per me è un errore di valutazione di Ainge, giocatore da inserire in un contesto e un sistema ben organizzato e non in un cantiere aperto.
Andrea Martella : Decisamente due flop di Ainge….specie firmare Scalabrine.
Stefano Papa : In questo Ainge prende un 4, per il resto voto 9…..prendi il migliore DANNY…!!!
Leonardo Ancilli : Dickau lo voglio rivedere, non sarà un fenomeno ma credo che nei giusti ritmi possa essere un giocatore ben diverso da quello intravisto fino a metà dicembre. Scalabrine non lo catalogo nemmeno come una delusione, visto che non avevo nessuna aspettativa su di lui, ma credo vada archiviato come un errore gestionale, semplicemente non è da NBA.
Gerry Donato : Valutazione sbagliata del GM, ovviamente. Anche perchè ragionando diversamente, se un giocatore scelto da Ainge al draft dovesse fare bene non dovremmo dare meriti alla volpe rossa ma bensì dire che il merito è del giocatore.
Per altro su Scalabrine eravamo tutti scettici fin dal primo momento, salvo chi predicava calma in attesa di vederlo sul campo. La cosa più grave è che non ha certo firmato un contratto annuale, ma contribuirà ad affossarci il salary cap (oltre ad averlo già fatto per la MLE) per parecchi anni. Una delle mosse più incomprensibili della storia dei Celtics, rivolgersi al Dottor Niednagel per ulteriori delucidazioni.
Dickau non lo conoscevo ed avrei preferito continuare a non conoscerlo. Di lui ricordo solo una rovinosa gestione di un finale con scarico sotto a Blount nei tempi sbagliati che ci costò una delle pesanti sconfitte evitabilissime di inizio stagione: non proprio quello che ci si aspetta dal nostro play puro.
Michele Pulcini : Non mi è mai piaciuta la scelta di Scal, mentre Dickau deve essere rivisto.
Diego Lentini : io in Dickau non credo molto e non ci ha creduto nemmeno Rivers prima che si infortunasse.Idem per Scalabrine che con la nostra squadra c’entra come i capperi a merenda: Quindi vado con la valutazione sbagliata del GM e del coach stesso, anche perchè voglio sperare che prima di firmarli si siano parlati in merito
Andrea DelVanga : Dickau non mi è mai piaciuto e a Boston il mio giudizio su di lui è anche peggiorato. Guardia sottodimensionata che porta palla ma non ha possibilità di difendere neanche su una sedia a livello NBA. Tipico giocatore da Europa, salvato a livello NBA da un grandissimo tiro. Spererei di non vederlo più in maglia Celtics ma non credo proprio che accadrà. Di Scalabrine, invece, ho grande stima. A parte le battute sul cervello che sicuramente gli sono costate, si tratta di un giocatore di buona tecnica e di grande intelligenza cestistica e incredibile cattiveria agonistica, gestito pessimamente da Rivers, che gli ha riservato numerosi DNP, spesso gratuiti e punitivi. Di conseguenza credo che l’acquisto del primo sia stato un grave errore, mentre buona sia stata l’acquisizione del secondo, anche se a un prezzo troppo elevato per il giocatore.

7) E’ stato giusto usare i primi due mesi e mezzo di stagione regolare per esporre il più possibile Blount e Banks in ottica mercato, avendo in cambio un record deficitario in quei mesi?

Movy Apicella : Giusto? Forse sarebbe meglio dire necessario, alla fine ha pagato ma il prezzo da pagare è stato alto, Perkins e Jefferson hanno vissuto un’enorme frustrazione che ha finito per schiacciare il nostro futuro giocatore franchigia (io ci credo ancora).
Christian : Da una parte è stato molto comodo sbolognare tutti quei mezzi giocatori deleteri (tranne Ricky Davis), dall’altra i giovani che dovevano migliorare lo hanno fatto poco, o non lo hanno addirittura fatto. Giudizio positivo, ma il conto non è stato indolore. Spero che l’anno prossimo si dia la possibilità di crescere a chi lo merita.
Fabio Anderle : Mah, Banks è stato a lungo limitato dall’infortunio, e quindi non lo vedo come “messo in vetrina”. Nessuno lo discute come atleta e come attaccante, ma se dopo tre anni a Boston non ha ancora imparato i primi rudimenti del gioco di squadra, vuol dire che proprio non ce l’ha. Un Mike James giovane, insomma: ok come realizzatore, ma se vuoi provare ad andare più in alto hai bisogno di altro. Su Blount, devo dire che mi ero illuso che a forza di sculacciate fosse tornato quello di due anni fa, e come me anche Simmons e Ryan, quindi sono in buona compagnia. Poi Mark ha fatto la finta, anzi, ha cominciato a lavorare per il nome che aveva sulla schiena a non per quello che aveva sul petto, e quello per lui è stato la “scritta sul muro”. Se avesse difeso, i suoi soldini se li darebbe pure meritati, ma un lungo che non difende è la porta più sicura per la lotteria. Chi accusa Ainge di averlo firmato e poi venduto, si rende però conto che quello firmato era il giocatore che il 1 marzo 2004 aveva sparato un 28 punti + 21 rimbalzi, e non il mollaccione degli ultimi tempi? Col senno di poi siamo tutti campioni NBA……
Giampaolo Scaglione : Blount e Banks andavano scaricati al più presto possibile: ogni mezzo era lecito, anche perdere qualche partita. Riflessione: ma che Lega è, se per dare via un paio di giocatori (scarsini) bisogna fare “vetrina” perdendo partite ? Pazzesco…
Prentiss : Assolutamente necessario.
Riccardo Rasi : Giusto no, ma necessario. Due giocatori che a Boston non avevano più senso e anzi erano deficitari per lo spogliatoio, scambio assolutamente da compiere e di conseguenza vetrina necessaria
Andrea Martella : Ma siamo sicuri che è stato questo il motivo di quel deficit?nel caso si per blount, uno dei pacchi regalo più belli confezionati da Ainge, stavolta grandissimo. Non sono convinto che Banks invece fosse da buttare
Stefano Papa : Si…vendere la piaga BLOUNT abbiamo dato via Davis e Banks che si potevano solo vendere meglio, ma va bene!! E’ il costo del contratto piaga di BLOUNT
Leonardo Ancilli : A questo punto dico di si, ma non nego che strada facendo la sovraesposizione di Blount mi ha urtato i nervi svariate volte. Dispiace che Banks si sia messo a fare l’anarchico nello spogliatoio, perchè comunque come cambio del play poteva tornare utile, ma certi suoi atteggiamenti alla fine erano intollerabili, in un gruppo molto omogeneo come lo spogliatoio biancoverde. Dispiace soprattutto perchè Jefferson e Perkins hanno pagato sulla loro pelle una strategia di mercato, che comunque alla fine troverà ottimi dividendi in futuro.
Gerry Donato : Sul fatto che Banks sia stato esposto avrei molto da obiettare, visto che era uno dei tanti reietti Riversiani che faticava a trovare minuti. Stiamo parlando di un giocatore che circa un anno prima era stato ceduto ai Lakers e che però successivamente era stato additato da Ainge come una delle noti postive della stagione: “i progressi tecnici di Banks e la sua professionalità ci fanno ben sperare per il futuro”. Ovvero, ceduto a Minnesota. Boh. W la programmazione Aingiana! Anche sul fatto che Blount sia stato esposto avrei molto da dire, visto che era stato rifirmato a cifre folli l’estate precedente (errore totale ed assoluto che si descrive da solo e che non aveva bisogno del campo per trovare conferma) e che quindi piaceva agli staff tecnico e dirigenziale che su di lui avevano edificato un preciso progetto per il futuro. Ovvero, ceduto a Minnesota. Boh. W la programmazione Aingiana, parte II!
Michele Pulcini : Rispondo con un’altra domanda: senza quella esposizione forse i due li avremmo ancora nello spogliatoio a rompere i co******, cosa preferisci?
Diego Lentini : Necessario, che di riflesso diventa anche giusto. Mens sana in corpore sano
Andrea DelVanga : Io non sono completamente convinto di questa teoria: Banks non giocava poi molto e in rotazione era stato superato da Greene, Blount giocava ma per me per precisa scelta tecnica di Rivers che lo preferiva ai giovani del nostro roster.

8) Dopo la trade con Minnesota la squadra pare aver cambiato quadratura a livello tecnico, ma i troppi infortuni non hanno mai reso possibile vedere tutti i pezzi in campo insieme al top della condizione, è stata una trade azzeccata dal punto di vista tecnico?

Movy Apicella : Per me decisamente. Vedremo l’anno prossimo.
Christian : Fermo restando che sono molto dispiaciuto per la dipartita di Ricky Davis, la trade ha avuto molti fatti positivi, tra tutti ha allontanato mezzi giocatori e liberato posto per i giovani che meritano di avere minuti a disposizione per crescere come meritano. Anche Szczerbiak è un’utile addizione e teroricamente è stata una buona idea il suo arrivo, vedremo se lo sarà anche sul campo l’anno prossimo.
Fabio Anderle : Dapprincipio ero perplesso, sulla trade. Davis mi piaceva ed ero e rimango convinto che ad un buon attaccante si possa insegnare a difendere, e non vice versa. Però dobbiamo riconoscere che con Szczerbiak a fianco Pierce è letteralmente esploso, potendo contare su minori attenzioni da parte delle difese rese “oneste” dalla presenza del cecchino da Coney Island. E allora? Diamola per buona, la trade, in virtù della partenza di Blount e dell’arrivo di una prima scelta. Anche se il salario di Wally è un tantinello corposo.
Giampaolo Scaglione : Il trade con Minnesota è stato azzeccato: peccato aver dato via Davis, che secondo me è da riportare a Boston il più presto possibile. In una squadra da titolo, Ricky è il sesto uomo che ci vuole. Szczerbiak è un bel giocatore: se si studia e si attua il sistema per integrare il 55 con Pierce, forse i Celtics sono a metà dell’opera intrapresa per tornare grandi.
Prentiss : Credo di si.
Riccardo Rasi : Credo di sì. In ottica futura Szczerbiak sarà molto utile ed aprirà il campo sia per le penetrazioni di Pierce, sia per il gioco spalle a canestro di Perk e Al più di quanto facesse Davis.
Andrea Martella : Beh, economicamente lo è stato e tanto basta. però tecnicamente io Davis non lo avrei dato specie per uno che difende certamente meno di lui
Stefano Papa : SI…la trade si concluderà quando sceglieremo il giocatorino lasciatoci da MINNIE….
Leonardo Ancilli : Assolutamente si, l’ho detto sin dal primo momento che comunque andasse non ci si era rimesso, perchè Blount e Banks stavano diventando pesi troppo grossi da sopportare, dispiace per la partenza di Davis, ma l’NBA non è il posto giusto per i sentimentalismi. Wally tornerà molto utile con il suo tiro, se sta bene avrà il compito di addolcirci l’attesa per la crescita di Gerald Green.
Gerry Donato : L’unico aspetto positivo della trade è la partenza di Blount. Il motivo per cui la squadra ha cambiato quadratura a livello tecnico non è certo l’avvento di Wally ma bensì la casuale venuta in quintetto ed in campo di Gomes. La prova di ciò arriva da un dato chiaro: nelle prime 6 partite in quintetto di Szczerbiak, Gomes non ha praticamente giocato ed il nostro record è stato 0-6. Nelle successive 12 con l’avvento in quintetto di Gomes il nostro record è diventato 8-4.
Sorprende poi veramente come siano mutati i giudizi su Davis, fino ad un minuto prima il vero capolavoro di Rivers per come era riuscito a sopprimere la sua indole anarchica e per come era riuscito a farlo convivere con Pierce, ed un minuto dopo diventato uno dei principali problemi dei Celtics che non vedevano l’ora di liberarsi di lui. Mah. Szczerbiak si completa meglio con Pierce, ma non è certo un giocatore che in campo vale il salario folle che riceve, ovvero uno dei 3/4 contratti presi a riferimento come gli errori più gravi di sopravvalutazione fatti da GM nel passato ed uno dei 3/4 esempi di giocatori strapagati; nel novero di quest’ultimi un altro che si aggira intorno al podio è LaFrentz, ma sembra che Ainge si diverta a collezionarli.
Michele Pulcini : Spero e credo di si. Non saremo una squadra fatta per correre stile Phoenix e quindi Szczerbiak si può adattare bene e aprire le difese per Pierce e (speriamo) Jefferson, Banks non sarebbe stato un play migliore di West come lettura del gioco e abbiamo acquisito anche Jones, che potrebbe sorprenderci in positivo.
Diego Lentini : Col fatto che si sarebbe potuto monetizzare maggiormente con la cessione di Davis è agli occhi di tutti, ma se devo dare una risposta secca dico sì, azzeccata. Wally non ha dato segni della fama di rompiscatole che lo accompagnava, ha dato prove molto confortanti, non si è mai tirato indietro, è un cecchino invidiabile ha un ottimo gioco in post-basso e apre buchi per l’intera squadra…vero PP? Coincidenza che il nostro capitano sia esploso con l’arrivo di Wally????
Andrea DelVanga : Dal punto di vista tecnico non credo. Nonostante le sue dichiarazioni non credo proprio che Ainge cercasse di prendere un giocatore monodimensionale come Szczerbiak con un contratto oneroso e delle condizioni di salute non eccelse, o che si volesse liberare ad ogni costo di Davis. La squadra comunque è diventata più perimetrale e più “da metà campo”, anche se i problemi difensivi con la coppia Szczerbiak-Pierce certamente aumentano e diventa decisivo l’apporto di un giocatore come Allen. La trade è sicuramente da considerarsi positiva, soprattutto nella prospettiva che il pick preso da Minnesota si tramuti in qualcosa di veramente buono.

9) Cosa poteva fare di più a livello tecnico Doc Rivers?

Movy Apicella : Tanto, la nostra squadra non ha un’identità, nè una grande organizzazione, è giustificato da tante turate di naso a cui è stato costretto ad inizio e fine anno e dal fatto che a livello di rendimenti individuali ha ottenuto ottimi risultati.
Christian : Dovrebbe migliorare nei suoi difetti: diventare uno stratega migliore, non adattarsi sempre alla squadra avversaria ma farla adattare alla propria; far crescere bene i giovani che hanno maggior margine di miglioramento; utilizzare più tempo in allenamento per la difesa, se si vuole vincere le partite.
Fabio Anderle : Lavorare di più sulla difesa e fare in modo di limitare le palle perse, una delle cause principali in molte delle risicate sconfitte. Evitare gli infiniti cambiamenti di quintetto base ad inizio stagione, per i lunghi, che hanno finito per confondere un po’ troppo persino i veterani. Figuriamoci i bambinotti.
Giampaolo Scaglione : Già detto: Rivers non ha a disposizione
una squadra da titolo, e nemmeno da finale di Conference. Se Boston non è andata ai play-off, non è stata una scelta, ma una conseguenza di una stagione mediocre.
Prentiss : Credere maggiormente in Jefferson. Forse provare Bynum nel periodo in cui i play sono venuti meno.
Riccardo Rasi : Creare un attacco un po’ più fluido con meno isolamenti per Pierce e una transizione offensiva migliore e poi ovviamente un’identità difensiva decisamente più solida.
Andrea Martella : A parte il playbook striminzito che tutti gli imputano, avendo una squadra giovane, avrei provato invece a creare un sistema di gioco, una Princeton o un attacco Triangolo. perchè pagano di più che giocare con chiamate in questo periodo.
Stefano Papa : Imparare il suo mestiere…. Prenderei uno che ha allenato in Europa e si è fatto la gavetta in USA, come quello che ha fatto MIKE…
Leonardo Ancilli : Già analizzato nel dettaglio nell’articolo di lunedì, in sintesi doveva avere più coraggio con i giovani, gestire meglio i back to back e la difesa proprio non si è vista.
Gerry Donato : Dimettersi.
Michele Pulcini : Si possono dare tantissime risposte, ampliare il famoso playbook, ma anche l’attuale limitato non c’entra con le vaccate in serie che hanno portato a record di palle perse; lavorare su una maggiore identità difensiva, ma all’inizio è mancato il migliore difensore (Allen) e il gruppo era da costruire, poi c’è stata la trade e il personale era molto diverso, fisicamente e tecnicamente. E’ chiaro che nessun coach è perfetto e si potrebbe fare sempre di più a livello tecnico, ma altro non saprei.
Diego Lentini : Qui non mi addentro alla luce della mia incompetenza, ma da puro tifoso dico: de-fense de-fense de-fense
Andrea DelVanga : Non ho le capacità tecniche per giudicarlo. L’impressione spiacevole da appassionato nel vedere le sue squadre è quello di un grosso caos in campo, di troppe iniziative individuali, di nessuna difesa di squadra, di cambi spesso non azzeccati.

10) Cosa poteva fare di più a livello manageriale Danny Ainge?

Movy Apicella : Non sperperare la MLE. Riuscire a premere il grilletto per un altro top player. Fa piacere sapere che al Barone, ad Artest ecc. sono state fatte offerte, ma dato che dall’anno prossimo non c’è più nessuna scusa, se vuol inserire un Bibby o un J.O’Neal dando in cambio tanta futuribilità è il momento. o ora o mai più.
Christian : Ironicamente (ma non troppo) Ainge dovrebbe limitarsi a scambiare giocatori e segliere al draft, lì non lo batte nessuno. Al contario dovrebbe evitare di firmare free agents.
Fabio Anderle : Trovare il modo di accaparrarsi un lungo “che sposta”, un Magloire, per esempio, in modo tale da coprire meglio il canestro ed allo stesso tempo fornire a Perkins un maestro che in allenamento gli possa insegnare l’arte del gioco in pivot. Ma direi che a parte questo trovo in Ainge un manager che sa il fatto suo. E molte squadre ce lo invidiano, come ha dimostrato un recente “poll” di ESPN.
Giampaolo Scaglione : Ainge darà la misura di sè quando sul mercato ci saranno free-agent di grido da prendere; fino ad allora, può solo azzeccare qualche scelta al Draft.
Prentiss : Saras Jasikievicius … nel breve salire nel draft per il mago.
Riccardo Rasi : Azzeccare i due free-agent estivi, che a livello di contributo hanno dato poco, per il resto ho poco da criticargli.
Andrea Martella : però una cosa va detta : Danny ormai ha iniziato una strada. vediamo dove ci porta…anche perchè contrariamente agli altri anni, quest’anno grosse fesserie non ne ha fatto a parte Scalabrine e Dickau (comunque una fesseria a prescidere dall’infortunio)....bastano e avanzano quelle degli anni scorsi. Ora deve essere bravo a scegliere un allenatore che possa far migliorare i ragazzi e costruire una squadra come si deve, con uno staff serio e preparato. Poi sul mercato si vedrà a seconda delle scelte e se saprà operare, magari anche qualche free agent.
Stefano Papa : RICOSTRUIRE…..e scegliere i ragazzi!!! (Spero che prima o poi sappia fare anche la Rivoluzione…anziana…) Celtics al titolo dopo il 2008…!!
Leonardo Ancilli : Il contratto dato a Scalbrine che sfrutta per tre anni un 50% abbondante della MLE rischia di essere un errore tecnicamente di non poco conto visto che ci avviciniamo ad un estate in cui cerchiamo solo un veterano, e la MLE intera per quel target di giocatore è un contratto molto appetibile. Per il resto si rasenta la perfezione.
Gerry Donato : Seguire Rivers o limitarsi a quello che sa fare meglio: scegliere al draft.
Michele Pulcini : Nulla. Se non ha utilizzato la MLE disponibile presumo che non ci fosse nessuno di interesse che si poteva prendere; si è liberato senza rimetterci di due giocatori che non ci servivano e creavano problemi nello spogliatoio, anzi guadagnando una scelta futura che potrebbe tornare utile; pare che la professionalità media dimostrata sia stata superiore all’anno precedente e ci sono le condizioni per parlare subito con Pierce per prolungare il contratto: a me va bene così. Poi se vogliamo dare a lui anche la colpa del freddo durante l’inverno e del fatto che Sky abbia trasmesso solo una partita dei Celtics, allora basta saperlo.
Diego Lentini : Per quest’anno direi che è stato
eccelso: mandato via chi doveva mandar via, valorizzato chi doveva essere valorizzato, scelto chi doveva essere scelto…cosa chiedere di più? Per quanto riguarda la scelta dei free-agents sto ancora con Danny, nel senso che le volontà devono essere a doppio senso, ed in questo, ad oggi, manchiamo completamente di appeal
Andrea DelVanga : Quest’anno Ainge mi è piaciuto molto, dopo che l’anno scorso la direzione che la squadra aveva preso non mi aveva affatto convinto. Gli scambi per Payton (con la perdita di Mihm) e quello per Walker (con una prima scelta letteralmente buttata via per nulla) non mi erano piaciuti e dimostravano anche una certa fretta di Ainge nel cercare vittorie magari di primi turni di play-off e poco più. Quest’anno lo scambio di Minnesota ha presentato più vantaggi che svantaggi e il draft è stato ancora una volta eccezionale. Questa estate sarà decisiva: andrà stabilita la linea della squadra: o avanti con la linea giovane, con Pierce e Szczerbiak a fare da chiocce, o cercare di prendere una star consolidata per attaccare subito l’Est per il titolo. Per me resta necessario un cambio di allenatore ma non lo vedo all’orizzonte.

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