E' tutto vero ! ! ! ! ! [1770]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2743]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [2037]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [853]

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L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

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Giocava con Paul Pierce al college.

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Il mio personale saluto ad Al Jefferson

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Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

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Ai posteri l’ardua sentenza…

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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

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Forum Tecnico Stagione 2006-07

di Redazione ICP / 16 October 2006

FORUM TECNICO

1) L’estate dei Celtics è iniziata e finita la notte del draft, per il resto solo firme marginali. Mercato soddisfacente, oppure si doveva fare di più anche in considerazione della MLE non spesa ?

Diego Lentini : Si era chiesto un play e un centro, sono arrivati 2 play giovani e un centro veterano anche se incline ad acciacchi. Considerando che l’appeal di boston è terminata con Larry Bird e che l’ultimo free agent di una certa importanza è giunto a Boston 11 anni fa, credo che Ainge abbia portato a casa il massimo che potesse ottenere
Sergio Decristofaro : Io sinceramente avrei agito in maniera del tutto diversa, ciò non vuol dire che avrei fatto bene. Avrei sicuramente speso la MLE per un lungo da rotazione (non credo che ci sarebbe costato la non rifirma di qualche giovane, perchè i loro contratti andranno a bilancio tra due anni e dunque si poteva offrire un biennale a qualcuno come Pollard o Wright, senza contare che Ratliff estinguerà il suo contratto proprio tra due anni liberando tutto il cap che ci serve), e forse non avrei fatto la trade al draft. Ma alla fine non credo che sarebbe cambiato molto, il nostro destino dipende dall’esplosione dei giovani che abbiamo a roster e questa off-season non era un momento fondamentale per noi.
Stefano Papa : Va bene, Va bene, Va bene, Va bene, Va bene così, Va bene così……
Michele Pulcini : Non ho visto significativi progressi di molte squadre sul mercato, con l’eccezione di Chicago, quindi credo che l’arrivo di Ratliff e Telfair sia da giudicare positivamente poichè abbiamo perso solo La Frentz, da molti giudicato (non da me) inutile o dannoso. Non mi sento di criticare mancati acquisti estivi, non possiamo conoscere quali trattative c’erano e perchè non sono arrivate a conclusione.
Christian : Il mercato non è stato deludente, si è coperto il ruolo di play, molto criticato la passata stagione nonostante la buona stagione di West, per il resto bisogna attendere la crescita dei giovani. Non vedo un problema per la MLE non spesa, tanto dovendo rifirmare i giovani se ne avranno di spese in futuro.
Fabio Anderle : Io sono soddisfatto. C’è chi avrebbe voluto Foye, un giocatore valido, ma che però non avrebbe risolto i nostri problemi in cabina di regia e sotto canestro. Ainge invece ha preso Telfair, suo vecchio pallino, ha aggiunto un Ratliff (che per me sarà più importante di quanto si possa pensare a prima vista) e poi potrebbe persino rifirmare Olowokandi a cifre irrisorie. E come ciliegina sulla torta, un Rondo che molti avrebbero preso al posto di Foye, è arrivato comunque. Bilancio positivo, dunque, anche perché spendere 5 milioni di MLE avrebbe appesantito inutilmente il bilancio in previsione della rifirma del gruppo dei giovani.
Leonardo Ancilli : La trade della notte del draft è ottima, tutto sommato approvo pure la scelta di Rondo, anche se la cabina di regia diventa ad alto rischio a causa della poca esperienza, però manca un lungo per completare la rotazione,e li avrei speso la MLE, anche perchè non ho nessuna fiducia in Scalabrine, mentre i vari Powe e Pittsnogle ammesso trovino posto nei 12, portano solo nuovi interrogativi, ad una squadra che ne aveva fin troppi.
Movy Apicella : Inutile spendere solo per farlo, e d’altronde è difficile pensare ad un Ainge rinunciatario, quindi, evidentemente, non ci son state le condizioni, il roster è sbilanciato dietro rispetto a sotto, urgersi accorgimenti ma previa attenta valutazione del materiale umano di cui adesso siamo in possesso.
Prentiss : Essendo troppo amante di alcuni giocatori che ancor’oggi si trovano in europa, non posso considerarmi soddisfatto. Scola lo avrei preso, così Anthony Parker. Poi la trade misera che ha portato Magloire non è stata indolore, ma lì c’è una risposta chiara chiara davanti alla passività di Ainge…. Ratliff!
Riccardo Rasi : Il mercato è stato praticamente immobile per quasi tutte le squadre e probabilmente perchè erano poco i giocatori con volontà di spostarsi e meno ancora quelli di valore. Di conseguenza credo che molto di più non si potesse chiedere ad Ainge e che il mercato si possa definire soddisfacente in relazione a tutte le altre squadre.
Enzo Mugnolo : Il mercato dei C’s, da un po’ di tempo a questa parte, è legato al valore “d’attesa” del giovane roster; sicché il periodo estivo non è certo il più indicato per capitalizzare la crescita dei giovani. Più facile aspettarsi qualche movimento a ridosso della deadline di febbraio.Per il resto il roster dei C’s mi sembra abbastanza lungo e, teroricamente, completo in ogni reparto se inquadrato nell’ottica di un progetto da concludersi in un lungo termine.
Simone Cereda : Ho trovato soddisfacente l’estate dei Celtics, secondo me non è da sottovalutare ad esempio la firma di Allan Ray che potrebbe diventare un buon giocatore da rotazione in grado inoltre da contribuire da subito. Inoltre qualsiasi altro movimento, a meno che non riguardi un giocatore davvero in grado si spostare, penso sia quasi inutile.

2) Grandi novità in cabina di regia, Ainge dopo aver detto per mesi che avrebbe fatto di tutto per avere un play esperto, ha messo a roster due ventenni, sarà possibile risolvere con loro i problemi di gestione della palla in attacco, oppure la giovane età dei due sarà un ostacolo serio da superare ? Telfair è l’uomo giusto per prendere i Celtics in mano ?

Diego Lentini : Entrambi talentuosi, anche se bassy con qualche quintale di talento puro in più, ma giovani, quindi necessiteranno gioco-forza di tempo per ambientamentarsi e conoscere la macchina che dovranno pilotare. L’istinto e l’incrollabile fede biancoverde mi dicono che bassy potrebbe essere il nostro play per i prossimi 10 anni. Spetta a lui uscire dal torpore che gli si è appiccicato a Portland e dimostrare di essere uno che vale. Visione di gioco, fantasia, velocità di esecuzione e controllo della palla a spicchi sono innegabilmente nel suo dna cestistico.
Sergio Decristofaro : Tecnicamente i nuovi arrivati sono perfetti: giovani di prospettiva, grande talento, capacità di affrontare le difese schierate e che possono dare linfa all’attacco penetrando (cosa che l’anno scorso non accadeva mai). La filosofia che sta dietro questo tipo di scelte mi piace di meno. Mi
spiego. Avendo noi già tanti giovani da sviluppare si poteva evitare di scommettere ulteriormente su due incognite di vent’anni in posizione 1. Alla fine però è vero che Telfair può essere molto più forte di qualunque veterano mediocre che avremmo potuto prendere, quindi torniamo sempre allo stesso punto: sarà Telfair sul campo il giocatore che è già in potenza?
Stefano Papa : West parte titolare. Rondo e Telfair dovranno imparare il mestiere e saranno due ottimi giocatori per cambiare ritmo e stile di gioco.
Michele Pulcini : Farei un distinguo: se il play veterano fosse stato di livello medio/alto sarebbe stato senz’altro preferibile, ma dovremmo ipotizzare Bibby o simili; altrimenti preferisco Telfair a ipotesi tipo Atkins o Armstrong, magari oggi più affidabili, ma senza i margini di miglioramento di Bassy. E’ vero, Ainge ha scommesso su Telfair, molto più futuribile (sulla carta) di un veterano di livello medio/basso, però è un play “vero” come lo è Rondo, quindi mi aspetto un progresso nel ruolo. Difficile sapere oggi come sarà il rendimento complessivo ad alto livello, però ho molta fiducia e c’è comunque West con un anno in più di esperienza.
Christian : Personalmente non mi dispiaceva la regia di West, ma se si vuole un play che gestisca la squadra in modo tradizionale allora lui non è adatto, ben venga quindi due play veri, i quali si daranno battaglia per il posto di titolare. Favorito d’obbligo è Telfair, se non altro perchè ha due anni di NBA sulle spalle, ma non sono escluse sorprese a fine stagione.
Fabio Anderle : Beh, se il play esperto fosse stato Iverson, o comunque uno che possa “spostare”, ci poteva anche stare. Ma se prendi un Payton, o un James, o un Atkins, tanto vale far giocare (e crescere) quelli giovani. Sicuramente avremo problemi di gioventù in cabina di regia, palle perse e mancanza di esperienza. Ma mentre l’anno scorso avevamo solo l’opzione Delonte (Dickau infortunato subito e Greene monodimensionale) adesso ci si può sbizzarrire facendo correre tutti quanti da un canestro all’altro, cosa della quale dovrebbero peraltro beneficiare anche i vari Green, Allen e Gomes. E’ comunque presto per dire se Telfair, o Rondo, o West siano i play ideali per una squadra (in futuro) da titolo. Ma a chi mi dice “Telfair è troppo piccolo”, rispondo con due sole parole: Tiny Archibald.
Leonardo Ancilli : Ainge si è preso un bel rischio, non c’è che dire, come sempre ha scommesso sul talento. Telfair è un giovane dal gran potenziale, anche se credo che venga troppo sopravvalutato quando lo si vede come la manna dal cielo per risolvere gli annosi problemi davanti alla difesa schierata. Rondo potrebbe essere un’insidia di non poco conto, speriamo che questa concorrenza si riveli positiva e che Rivers la sappia gestire senza danni per nessuno dei due. L’unico punto di domanda su Telfair è che lui ha bisogno di tempo, perchè i tempi di maturazione di un play si sa sono lunghi, noi quanto tempo siamo disposti a dargli ?
Movy Apicella : Play di un certo livello e della tipologia di distributore e uomo squadra come sarebbe a noi servito non eran raggiungibili nel mercato e allora si è puntato alle potenzialità, Telfair ha ottime potenzialità.
Prentiss : Due ventenni in posizione di play è un rischio, però Tony Parker insegna…. Se sei forte, sei forte!
Riccardo Rasi : Staremo a vedere, come ogni anno con molti giovani a roster ci sono diverse incognite. Sinceramente Telfair lo vedo come un grosso rischio, dato la sua “testa calda” e ad essere sincero avrei più fiducia in Rajon Rondo che sta mostrando doti davvero speciali. Comunque credo che loro due, insieme a West, potranno superare benissimo l’ostacolo dell’esperienza, grazie al talento per Sebastian e al QI cestistico per Rondo, ma che essere affiancati da un veterano sarebbe stato più utile.
Enzo Mugnolo : Occorrerà un lungo periodo di rodaggio che, stante la lunghezza temporale del cantiere Celtics, dovrebbe esserci. Telfair è più talentuoso, Rondo sicuramente più pronto. La concorrenza in genere non guasta ma, se riguarda due giovani, potrebbe risultare pericolosa specie se, alle loro spalle, c’è sempre un Delonte West che, proprio nel ruolo di playmaker, ha disputato una stagione a livelli importanti. Telfair è un play da smallball: veloce, ottimo passatore e pare stia migliorando al tiro. Se small ball sarà con Telfair ci sarebbero da risolvere solo i problemi caratteriali e quelli legati all’esperienza, non certo di compatibilità con il gioco. Sempre che sarà uno smallball team…
Simone Cereda : Telfair potrebbe essere il colpo o la fregatura dell’anno per i C’s, se riuscirà a mettere a frutto il suo enorme talento allora potremmo avere la posizione di PG sistemata potenzialmente per una decina d’anni. Per quanto riguarda Rondo, è un ottimo giocatore, non una star, ma è maturo e potrà dire la sua già da subito.

3) 24 anni di media e oltre due terzi del roster ancora nel contratto da rookie, non sarebbe stato meglio aggiungere qualche veterano ?

Diego Lentini : Qualche veterano ha mai pensato a Boston?
Sergio Decristofaro : Già detto, secondo me sì. Però magari i ragazzi possono crescere meglio in un contesto dove sono protagonisti.
Stefano Papa : NO, ma sono possibilista solo se si cede un altro veterano in un ruolo coperto dai rookie. Obiettivo è vincere nel 2008/2009, se possibile prima, ma quest’anno titolo è fuori portata.
Michele Pulcini : Certo, è arrivato Ratliff. Battute a parte, ripeto la considerazione che non sappiamo quali tentativi siano stati fatti e perchè non sono andati eventualmente a buon fine. Ritengo corretta la valutazione che prendere un veterano tanto per prenderlo non sia positivo, ruba minuti ai giovani che dobbiamo valutare. Certo che se il veterano fosse Garnett …
Christian : I veterani sono stati aggiunti, o meglio sostituiti, con Ratliff (Grant dovrebbe essere tagliato), ma ora non è il momento dei veterani, ma di vedere quali giovani potranno avere un futuro nell’NBA, e con i veterani questo non lo vedi.
Fabio Anderle : Si torna sempre lì: la MLE non spesa, il play esperto, aggiungere qualche veterano….abbiamo capito, Leo, che tu lo volevi, uno con un po’ di polvere sotto le Nike, ma piuttosto che un vecchio cavallo di ritorno costoso, per me è meglio cominciare a stabilire chi tra gli imberbi siano i giocatori da tenere e chi siano quelli da cedere.
Leonardo Ancilli : Per me assolutamente sì gente che portasse esperienza in allenamento senza ingombrare troppo in gara, i potenziali talenti da crescere c’erano già, con Jefferson Green e Telfair abbiamo tre possibili All Star del futuro ancora in erba, forse avere backup esperti per loro sarebbe stata la soluzione migliore. Chiaramente poi dipende dalla qualità di questi veterani prenderne uno scarico o demotivato sarebbe stato senza dubbio una soluzione peggiore del rimpinguare il roster con altri giovani come fatto da Ainge.
Movy Apicella : Si ma per un paio di veterani di complemento c’è sempre tempo.
Prentiss : No… non dobbiamo vincere subito, in questo modo avranno l’opportunità di crescere tutti insieme, la presenza di Pierce e Ratliff e l’intelligenza di West sembrano puntelli più che sufficienti.
Riccardo Rasi : Sarebbe stato decisamente meglio, qualcosa è stato fatto già l’anno scorso con l’arrivo di Szczerbiak e ancora di più con lo scambio che ha portato Ratliff a Boston, però soprattutto in cabina di regia e magari un bel rimbalzista nel ruolo 4 (ad esempio l’ex free-agent Harrington) sarebbero sicuramente tornati utili.
Enzo Mugnolo : Se l’obiettivo sono i PlayOff la risposta è sì. Se, però, si vuole massimizzare il minutaggio dei giovani, un buona volpe di GM tende a togliere dal roster ai veterani per evitare che l’allenatore ve ne s’innamori troppo…
Simone Cereda : Troppi veterani rischiano di prendere minuti preziosi ai giovani, l’esperienza migliore è quella che si guadagna sul campo.

4) Al Jefferson è ancora l’uomo chiave dei Celtics, in estate ha lavorato duro sulla corsa e sulla mobilità laterale, perdendo oltre 10 chili, per lui sarà l’anno dell’esplosione ?

Diego Lentini : Se non esplode, rischia di implodere. Quest’anno deve dimostrare di che pasta è fatto e farci sapere se sarà lui il nostro uomo-franchigia del futuro.
Sergio Decristofaro : Lo spero. Credo che le critiche sulla sua etica del lavoro l’abbiano punto nell’orgoglio: ecco i risultati.
Stefano Papa : Speriamo!! E’ un anno che lo aspetto e lo aspetterei ancora se ritardasse.
Michele Pulcini : Cosa vuol dire esplosione? Mi sembra fondamentale definire cosa ci aspettiamo da lui quest’anno: 20 punti e 10 rimbalzi? Mi accontento di numeri inferiori (fate voi le cifre) in cambio di un presenza continua per 25 minuti, senza infortuni e senza amnesie soprattutto difensive e di falli commessi; vorrei arrivare a maggio sapendo che potremo avere lo starter in ala grande per la squadra vincente del futuro.
Christian : Si, per me Jefferson esplode, forse non subito, probabilmente nella seconda parte della stagione.
Fabio Anderle : Essendo prima di tutto un tifoso, dico sì. Anche perché pare che dall’operazione alla caviglia sia emersa la presenza di speroni ossei che gli rendevano difficoltoso l’allenamento. Ho ancora negli occhi il “Big Al” dei playoff 2005 contro Indiana, e non posso credere a quello che ho visto quest’anno. Ma va da sé che anche per lui è la stagione della svolta, come per West, Telfair, Perkins ed Allen.
Leonardo Ancilli : Spero proprio di si, perchè il contrario potrebbe significare un problematico aggiustamento della rotta della gestione Ainge, di non facile realizzazione visto le intrigate norme salariali che regolano l’NBA. Per me ha un talento smisurato e spero che le delusioni della passata stagione lo abbiano toccato sui suoi nervi scoperti, mi attento grandi cose da lui, sperando che Rivers non si metta di nuovo a giocare a nascondino con il suo impiego. Se tira fuori 25 minuti con 12 punti e 8 rimbalzi stappiamo lo spumante.
Movy Apicella : Ammetto che ormai ci credo davvero poco, e comincio a sperare il prossimo grande colpo di Ainge sia proprio nello spot numero 4.
Prentiss : Tutti lo sperano, comprese le sue caviglie di nome Fra&Giles.
Riccardo Rasi : Ogni anno speriamo di sì. Il lavoro estivo a quanto pare è stato intenso e i risultati pare siano arrivati. Ora però lo bisogna vedere in partita e qui nulla è scontato. Spero gli sia data fiducia, perchè per esplodere gli deve comunque essere data anche la possiblità.
Enzo Mugnolo : Il ragazzo è un fenomeno. Lo ha dimostrato al liceo e, sebbene solo a sprazzi, anche tra i pro. Ha solo bisogno di lavorare e di giocare, fino al limite di falli raggiunto.
Simone Cereda : Non sarebbe il primo caso di liceale che dopo qualche anno giocato tra alti e bassi riesce a dimostrare il suo talento (vedi Jermaine O’Neal) e senza dubbio la sua etica lavorativa fa ben sperare sul suo impegno durante l’anno. Certo poi c’è la variabile Rivers, che non si è ancora capito cosa intende fare con Al.

5) Da Las Vegas sono arrivati importanti segnali da Gerald Green che perlomeno in attacco potrà essere un fattore importante. Cosa ti aspetti da lui ?

Diego Lentini : Che il suo bagaglio tecnico-tattico migliori ulteriormente nella prossima stagione.
Sergio Decristofaro : L’infinito e oltre, ma non da quest’anno… La gara delle schiacciate, highlights da gustare e lampi di classe da quest’anno.
Stefano Papa : Che giochi. Se fossi allenatore dei Celtics lo farei giocare almeno 20 minuti a partita. Quindi, in primis, mi aspetto che l’allenatore lo faccia giocare, che alleni la squadra come un “top coach americano o europeo”, secondo Green faccia quel che sa fare, ossia, imparare a prendere confidenza e
fiducia contro i grandi.
Michele Pulcini : Nei primi due/tre mesi abbastanza poco, giusto qualche progresso rispetto alla fine della stagione passata; vorrei di più entro maggio, cioè capire se nella prossima stagione potrà essere, almeno, un solido giocatore di rotazione senza buchi difensivi. Per arrivare a questo deve conquistarsi in allenamento e in partita minuti importanti.
Christian : Per Green mi aspetto miglioramenti continui durante tutta la stagione, e ad aprile ci chiederemo se sarà il caso di cedere Wally.
Fabio Anderle : Piuttosto che diventi un giocatore da 30 punti a partita senza difesa, mi aspetto che impari a segnare 15 punti ed a difendere come un matto. L’entourage è stato a volte troppo critico con lui, dimenticando l’età e la mancanza di esperienza. Anche tale Tracy McGrady aveva avuto problemi simili nella stagione da rookie a Toronto, ma mi pare che poi ne sia uscito abbastanza bene. Gerald è uno che lavora duro, e che ha capito che i Celtics possono essere il posto giusto per costruirsi un futuro. E davanti ha il miglior esempio possibile, in Paul Pierce.
Leonardo Ancilli : Dei giovani è quello che mi preoccupa di meno, ha dimotrato che il canestro lo trova quando vuole con molte varianti, atletismo da paura, mano dolce, non c’è un motivo che sia uno perchè non diventi almeno un buon giocatore, solo che dobbiamo concedergli il tempo di imparare a stare in campo in un concetto di squadra. Andrà usato bene, 15-20 minuti in un contesto che gli dia le sicurezze che ancora non ha.
Movy Apicella : Mi aspetto che mostri tratti di dominio offensivo e che dia almeno i primi segnali di saper sfruttare la propria esplosività nella nostra metacampo.
Prentiss : Tanto, però…, tanto per rimanere in tema di psicologi usati da Ainge, quando lo vedo con quella fascetta a penzoloni sulla testa, non gli darei un dollaro di credito…… talento immenso
Riccardo Rasi : Probabilmente non ancora moltissimo, dato che i risultati della Summer League prima e della preseason poi, sono da con le “pinze”. Però probabilmente almeno 10-15 minuti di gioco a partita li dovrebbe dare e quelli che l’anno scorso erano solo sprazzi di classe, forse si potrebbero incominciare a consolidare.
Enzo Mugnolo : Mi aspetto di vederlo giocare molto (chiedo molto se dico 20 minuti per gara?). Potrebbe essere l’uomo franchigia del futuro.
Simone Cereda : Qualche bel salto. Faccio fatica ad aspettarmi di più per un giocatore che ha un talento enorme ma deve ancora imparare come stare in campo.

6) Quali sono i punti in cui i Celtics devono fare seri step in avanti per poter ambire ad un piazzamento nei playoff ?

Diego Lentini : Difesa, difesa, difesa.
Sergio Decristofaro : Dovrei dire la difesa, ma in realtà è un discorso globale: i giovani devono migliorare singolarmente e diventare giocatori, i leader devono dimostrarsi tali (parlo anche di Wally) in campo, insomma è proprio tutto il contesto che deve salire di livello. Certo che se non difendiamo…
Stefano Papa : Ainge ha migliorato e di molto il roster complessivamente aggiungendo qualità difensiva, gioventù e talento; ha scambiato “Coco” La Frentz con Theo, ossia un giocatore non difensivo che aveva un tiro piazzato che veniva costruito su misura per lui. Di contro ha acquistato un giocatore difensivo, uomo squadra, che se le condizioni fisiche glielo consentiranno, darà molto in termini di know how, esperienza, spogliatoio, carisma e leadership difensiva.
Michele Pulcini : Evitare gli infortuni. Impostare un sistema difensivo finora inesistente (non voglio dare al colpa a nessuno, il passato non mi interessa). Non dipendere troppo da Pierce in attacco. Il secondo e terzo punto sono legati allo sviluppo dei nostri giovani.
Christian : Prima vediamo come giocano i giovani e poi potremo vedere quali sono i reparti con delle carenze. Per quest’anno io sono fiducioso nei play-off.
Fabio Anderle : Beh, credo che in primis i giovani debbano trovare una certa continuità di rendimento, senza troppi alti e bassi. E poi i punti deboli della scorsa stagione: miglior difesa sia sulla palla che sull’uomo, migliore gestione del pallone in attacco evitando i (troppi) turnover, una maggior presenza sotto canestro, e soprattutto una miglior gestione dei finali di gara sia da parte della panchina sia da parte dei giocatori, troppo abituati in passato a dare la palla a Pierce ed a guardare se faceva il miracolo o meno.
Leonardo Ancilli : Difesa in primis, gestione palla e attacco alla difesa schierata, gestione dei finali scottanti.
Movy Apicella : Nell’ordine, uno conseguenza dell’altro: Chiarezza di rotazioni e responsabilità—>Mentalità e gioco di squadra—>DIFESA
Prentiss : Lo sviluppo di tutti i giovani e soprattutto dare tanta importanza alla difesa…. Allen, Rondo e Ratliff giocheranno molto se Rivers non si è stancato di perdere.
Riccardo Rasi : Sicuramente la difesa e la gestione di palla. In questi due aspetti dove l’anno scorso i Celtics si sono mostrati davvero carenti credo che l’allenatore abbia la sua influenza. Quest’anno i giocatori dovranno mostare impegno e concentrazione, ma Rivers dovrà migliorare di molto il sistema difensivo, se vuole ambire alla post-season.
Enzo Mugnolo : Difesa, gioco di squadra, certezza delle rotazioni
Simone Cereda : Assolutamente la difesa, che l’anno scorso è stato il nostro punto debole (mentre eravamo uno degli attacchi migliori della lega) e ci ha portato spesso a perdere partite giocate splendidamente in attacco. Ma quello che forse mancava di più alla squadra dell’anno scorso era l’esperienza, quest’anno mi aspetto grandi passi in avanti in questo senso (in particolare dai ragazzi arrivati al 3° anno).

7) I Celtics faranno trades durante la stagione ?

Diego Lentini : Ainge non sta con le mani in mano e se vede la possibilità di migliorare il roster, una o più trade le farà sicuramente…mercato permettendo.
Sergio Decristofaro : Credo di sì. E’ difficile che tutti i giovani trovino spazio (infatti non difficile, è impossibile), o che tutti giochino come ci si aspetta, quindi credo che alcuni saranno palesemente sul mercato da dicembre in poi, o da soli o da abbinare con Wally o Ratliff in caso di scambio “grosso”.
Stefano Papa : La storia mi insegna che Ainge a febbraio pullula di adrenalina. Mi aspetto degli aggiustamenti a febbraio più o meno pesanti a seconda del riscontro stagionale.
Michele Pulcini : Con Ainge mai dire mai: credo solo che non cerchi una trade qualsiasi, ma finalizzata a sfoltire il roster (quindi di livello relativamente poco importante) oppure per un’acquisto molto importante (quindi difficile da realizzare), mi stupirei di qualcosa diffente da questo.
Christian : Ainge è sempre attento al mercato, quindi si farà delle trades se il mercato lo permetterà, e questo non lo so.
Fabio Anderle : Conoscendo Ainge e ricordando la caccia estiva ad Iverson, sembra probabile. Ma tutto sta a vedere le occasioni che si presenteranno, perché è ormai evidente che Ainge scambia solo quando è arcisicuro (Davis) o quando vuole sradicare cancri da spogliatoio (Blount e Banks).
Leonardo Ancilli : Non sono così sicuro, per me il roster ha i suoi equilibri, e non mi stupirei se la stagione non ponesse particolari problemi se Ainge rimanesse così fino alla fine. Poi chiaramente in un mercato tutto dipende dalla domanda e dall’offerta ed è giusto stare sempre in campana per infilarsi in situazioni scomode come spesso ci sono nell’NBA tra gente scontenta, giocatori in scadenza, GM che rifondano ecc. Per me Ainge smuove qualcosa solo se arriva ad un All Star altrimenti si gode la “sua” gioventù, sperando che Pierce traghetti tutti in post season.
Movy Apicella : Ma è uno scherzo? Ainge anche al supermercato ormai non compra ma baratta!!!
Prentiss : Spero di no…. Certo se potessimo salire nel prossimo draft, qualcosa si può sacrificare.
Riccardo Rasi : Con Danny Ainge dietro la scrivania nulla è mai detto. Gli scambi, se ci saranno, non credo saranno eclatanti, perchè il roster è a posto e forse c’è spazio solo per degli specialisti (rimbalzi e difesa). Per il resto si parte con molte più certezze sul roster rispetto agli altri anni.
Enzo Mugnolo : Si. Non foss’altro per considerazioni statistiche. Magari non sarà una trade che sconvolgerà radicalmente l’assetto della compagine bostoniana, ma una trade, di qui a febbraio, di solito Ainge non se la fa mancare. Difficile, invece, dire di che genere (giovani per veterani o viceversa, oppure trades mirate a consolidare lo stato salariale della franchigia) perchè tutto è legato alla evoluzione del mercato. Se ci sarà un’occasione ghiotta il Nostro sarà sicuramente lì a giocarsi le sue carte.
Simone Cereda : Possibile, l’arrivo di Luke Jackson potrebbe indicare che c’è “qualcosa” sotto.

8) Che tipo di apporto potranno dare Rajon Rondo, Leon Powe e Allan Ray ?

Diego Lentini : Mi auguro un ottimo supporting cast, ossia uno dei vari fattori che ci sono mancati lo scorso anno, una panchina che sappia dare punti, energia, freschezza, senza spremere come muli i titolari. Un po’ di competizione all’interno dell squadra dovrebbe giovare alla squadra stessa.
Sergio Decristofaro : Powe e Ray credo nullo, anche perchè se andate a contare i giocatori non credo che possano entrare a far parte dei dodici, lega di sviluppo e briciole è quello che prevedo. Rondo potrebbe esplodere soprattutto se Telfair non gioca benissimo all’inizio o se i problemi fisici di West dovessero limitare quest’ultimo. Credo che potrà avere un ruolo discretamente importante.
Stefano Papa : Il primo, sarò pazzo, ma lo vedo come un possibile steal of draft, fisicamente è un top player, se mette tecnica e testa, può diventare una BOMBA. Il secondo tanto furore e deve migliorare il movimento dei piedi e la tecnica. In Europa non potrebbe marcare Smodis che gioca stesso ruolo, ma tira da fuori, entra e segna da tre. Il terzo è un talento, mi piace moltissimo, se lavora bene può diventare un ipotetico Richard Hamilton (terminale offensivo). Ray è diverso da Allen (un ritorno rispetto all’infortunio dello scorso anno) che ha mezzi atletici “over the top” ed è un difensore specialista clamoroso e come sostiene anche Paul Pierce l’unico che attualmente in squadra gioca tre ruoli!!!
Christian : Rondo potrà mettere pressione a Seb, per Powe e Ray molto dipende da come si adatteranno all’NBA.
Fabio Anderle : Bella domanda, risposta difficile perché per tutti e tre bisognerà vedere come si adatteranno all’NBA. Rondo parte alla pari con Telfair e potrà giocare minuti importanti, ma per entrambi il tiro da fuori è la spada di Damocle. Powe credo sia quello che avrà maggiori difficoltà all’inizio: la concorrenza là sotto è imponente, l’esperienza non è tanta, ed è probabile che finisca a fare legna in lega sviluppo. Allan Ray è un “tweener”, una guardia tiratrice in un corpo da play, e questo potrebbe limitarlo. Ma se trova spazio (non facile, con la batteria di guardie che si trova davanti) potrebbe essere un’arma tattica interessante.
Leonardo Ancilli : Rondo pian piano si ricamerà il suo spazio, anche se all’inizio potrebbe andare incontro ad un minutaggio ridotto, gli altri due in teoria sono destinati alla lega di sviluppo e saranno messi a roster solo in casi di infortunio. Attenzione però ad Allan Ray che in questi giorni pare stia facendo innamorare di sè sia Rivers che Ainge, perchè se uno come Ray mette su una difesa appena decente, con quel tiro spazio se lo fa di forza in una squadra che di tiratori affidabili in uscita dai blocchi ne ha pochini.
Movy Apicella : Rondo è nella categoria Green, quella di giocatori speciali, anche dovesse perdersi ci regalerà almeno forti illusioni, Paytoniano per tanti aspetti; Allan Ray sarà specialista al tiro, per la conformazione del nostro roster potrebbe esser molto utile; Powe in lega di sviluppo.
Prentiss : Li conosco troppo male per dare un giudizio in piena coscienza, Rondo sembra essere già in pole position.
Riccardo Rasi : Powe e Ray credo si possano “riciclare” come specialisti (il primo rimbalzi ed energia, il secondo con diversi punti nelle mani grazie al suo tiro mortifero) per non più di 10 minuti a partita, ma probabilmente spesso saranno di meno. Per quanto riguarda Rondo invece si potrebbe vedere decisamente qualcosa di più importante. Davanti a lui ha solo il giovane e poco più esperto Telfair e in una squadra dove manca difesa e concentrazione credo che sin dall’inizio possa trovare almeno 15-18 minuti a partita, che poi con il passare del tempo potranno tranquillamente aumentare.
Enzo Mugnolo : Powe e Allan Ray non dovrebbero trovare molto spazio così come stanno le cose, a meno di una loro clamorosa esplosione. Se poi il roster sarà diverso da quello che è oggi è tutto un altro discorso, perchè entrambi sono degli elementi con ottime caratteristiche (il tiro di Ray, l’aggressività a rimbalzo e il senso del canestro di Powe). Rondo, invece, rischia di scavalcare Telfair nella rotazione delle point guards.
Simone Cereda : Quest’anno al draft si è andato per l’esperienza, infatti tutti i giocatori scelti hanno 2 o più anni di college alle spalle ed è per questo che sono sicuro che l’apporto di tutti sarà importantissimo per il conseguimento di obiettivi importanti durante la stagione, in particolare mi riferisco a Allan Ray e Rajon Rondo.

9) A detta di molti analisti Doc Rivers siede su una delle panchine più calde dell’NBA, riuscirà ad essere quel coach di spessore che tutto l’ambiente biancoverde richiede, oppure rischierà il posto durante la stagione?

Diego Lentini : La panchina scotta sicuramente e questo lo trovo un segnale positivo, vuol dire che quegli stessi analisti riconoscono che la squadra ha grandi potenzialità. Il campo e i risultati diranno se Rivers è l’uomo giusto al posto giusto. Se l’annata prende una brutta piega, giusto cambiare, anche se non sono d’accordo sul cambiare tanto per cambiare, nel senso che, nel caso dovesse essere sostituito, deve arrivare un’alternativa migliore.
Sergio Decristofaro : Non me voglia nessuno ma io mi sono iscritto agli anti-Riversiani qualche tempo fa. Spero che vada via prima possibile ma ho paura che goda della piena fiducia della dirigenza che tollererebbe anche un’altra stagione così-così. Niente mi renderebbe più felice del ritrovarmi nel forum di fine stagione a dire “mi ero sbagliato su Rivers”, ma credo che finchè c’è lui…
Stefano Papa : NO. Non mi piace la sua gestione della squadra, il modo di giocare e la gestione dei giovani, non da fiducia ai ragazzi.
Michele Pulcini : Le panchine NBA sono quasi tutte calde, però Rivers gode della fiducia della società e di Ainge (almeno formalmente) perchè i suoi supposti errori del passato sono comunque giustificati e giustificabili dall’oggettiva situazione del roster. Scontato che sia una stagione decisiva per il suo futuro, ma non credo che corra rischi nel corso della stagione.
Christian : Spero che Rivers possa “essere un coach di spessore”, ma ho qualche riserva in proposito.
Fabio Anderle : Credo che siamo stati un po’ troppo duri con Rivers. Perché, se è vero che ha commesso degli errori tattici e di gestione di alcune partite, è anche vero che nonostante le sconfitte ha sempre tenuto saldamente il timone della barca, ha rimesso in sesto un Pierce “avvelenato” dal “Walkerball”, ha fatto capire a tutti che giocherà solo chi se lo meriterà. E poi, domenica, mi è accaduto di leggere un articolo di Scott Souza in cui Kendrick Perkins diceva: “Credo che la rotazione sia legata al numero di vittorie e sconfitte. Se perdi, è chiaro che il coach cercherà di cambiare qualcosa, ogni coach intelligente lo farebbe”. Perkins, insomma, difendeva le scelte di Rivers che invece molti hanno criticato lo scorso inverno…. una lettura interessante, perché nonostante Kendrick fosse uno di quelli che dalla “rotation” sono entrati ed usciti, ammetteva che erano state le colpe dei giocatori a “forzare la mano” all’allenatore. Non è che qualche volta dovremmo incolpare un po’ di più i giocatori, ed un po’ di meno gli allenatori? Come si dice, l’NBA è un “players’ game”…..
Leonardo Ancilli : Non è il mio coach ideale e non lo nascondo, la sua storia ci insegna che con i giovani non ha mai fatto grandi cose (unica eccezione Mike Miller ad Orlando), per ora l’accusa più forte che gli muovo è che non ha dato un minimo di difesa alla squadra, però in estate ha ribadito più volte che sarà lo step primario per questa stagione. Mi rendo però anche conto che nell’NBA ci sono 30 squadre e 10 (forse) coach all’altezza, e che quindi come alternative valide c’è pochino. Quindi da parte mia fiducia a tempo, se a fine dicembre il record piange e la difesa non ha dato segnali importanti di progresso, credo sarebbe giusto porsi il problema su cosa fare con lui, ma allo stesso tempo mi pare che abbia l’incondizionata fiducia della proprietà e di Ainge che dunque faranno i conti solo a fine stagione con lui.
Movy Apicella : Secondo me rischia tantissimo, anche perchè gli errori da non reiterare per non innervosire la piazza son un bel pò e perchè è dal punto tattico e delle rotazioni che dobbiamo fare la differenza quest’anno.
Prentiss : Rischierà il posto durante la stagione. Peccato perché è un simpaticone!…. (che ironia sottile, sottile) .
Riccardo Rasi : Devo dire che la mia fiducia nei suoi confronti è decisamente bassa. Quest’anno data ancora la scarsa esperienza non è obbligatorio vincere molto e andare a fondo nella post-season, ma tuttavia si devo per lo meno ricevere segnali di netto miglioramento nella circolazione della palla e soprattutto in difesa.
Enzo Mugnolo : ..e qualche motivo ci sarà. Intanto gode ufficialmente della fiducia della dirigenza. Doc and Danny are on the same page? Bah! Non ci giurerei. Sarà l’anno della verità. Un ruolo importante lo interpreterà il capitano; dai suoi umori saremo in grado di apprezzare la tenuta della panchina di coach Rivers. Per vedere i compitini che egli dovrà ripassare rimando il mio parere al contenuto della risposta n. 6.
Simone Cereda : No, sono fermamente convinto che non ci sia coach peggiore che Rivers (del quale invece apprezzo il lato umano e i rapporti che riesce a instaurare con i giocatori) se davvero si vuole puntare in alto, semplicemente non ha le conoscenze necessarie per portare una squadra al titolo. Possibile un cambio in corsa, sopratutto se le cose dovessero andare male. Sperando che arrivi un coach con più esperienza per i playoff e con squadre vincenti.

10) La grande maggioranza dei tifosi indica i playoff come imperativo da raggiungere, ma con un roster di soli 24 anni di media, i playoff sono raggiungibili in un est che non vede più squadre materasso ? Quante vittorie pronostici per Boston ?

Diego Lentini : 45, non partecipare ai playoff vuol dire annata fallimentare; da non prendere nemmeno in considerazione.
Sergio Decristofaro : Ho già detto che non mi piacciono i pronostici, i PO sono possibili ma non regalati (quindi non possono essere un imperativo): se andiamo a vedere l’Est ci sono sei squadre che ci stanno davanti sicuramente (Detroit, Chicago, Miami, Cleveland, New Jersey ed Indiana) e poi un gruppo di altre franchigie per nulla malvagie con cui ce la giochiamo per gli ultimi due posti: Washington è più forte di noi in teoria, a Toronto stanno come noi ma forse gli arriviamo davanti, i Bucks sono teoricamente poco meglio di noi, Orlando è sullo stesso nostro piano, a NY sono pazzi comunque non credo in una loro rinascita (ma posso sbagliarmi), e forse dimentico qualcuno. Come si fa a dire: “PO obbligatori!”?
Stefano Papa : Più di quaratuno, sempre che non ci siano infortuni di rilievo che ovviamente non mi auguro.
Michele Pulcini : Ho già pronosticato 45W in assenza di infortuni di rilievo e, di conseguenza, i PO con una certa tranquillità; non ci sono squadre materasso, ma Detroit è più debole, Miami meno motivata, NJ ha Kidd con un anno in più, quindi pensiamo a progredire, le altre pensiano ai loro problemi.
Christian : Il mio pronostico, e la mia speranza, è di una qualificazione ai play-off, siamo giovani, ma non tali da essere tanto inesperti.
Fabio Anderle : Ecco, ci risiamo, Leo, lo sai che odio questi pronostici, eppure mi costringi ad esprimerli. Dovrei girare con un cartello che dice “A CAUSA DELL’ENORME VARIETA’ DI INCOGNITE, IMPREVISTI ED IMPONDERABILI, NON RILASCERO’ PRONOSTICI SUL NUMERO DI VITTORIE DEI CELTICS”. Ma vabbè, visto che me lo chiede un amico, ti dirò che per raggiungere i playoffs abbiamo bisogno di una stagione al di sopra delle aspettative, e che almeno due giocatori giovani diano un apporto valido e costante alla batteria Pierce-Szczerbiak-Ratliff. Ribadisco il mio pronostico: tra le 39 e le 43 vittorie, scalogna permettendo.
Leonardo Ancilli : Se non ci sono problemi di infortuni per me i playoff devono essere un imperativo, perchè la ristrutturazione non può durare in eterno. L’Est non ha più squadre materasso, e le migliori forse si sono indebolite, per noi fuori portata vedo solo Detroit, Miami, Cleveland, e Chicago, Indiana e New Jersey sono superiori, ma si portano dietro tanti dubbi, Washington mi piace ma ha un spogliatoio a rischio causa Arenas, le altre le considero peggiori di noi. Quindi playoff possibili, anche perchè lo scorso anno abbiamo fatto 33 vittorie con il freno tirato nelle ultime 15 gare, e in preda ad una stagione drammatica a livello di infortuni.
Movy Apicella : Resto conservativo, e dico non più di 30, ma spero e credo che non sarà solo per nostro demerito ma anche perchè pagheremo il periodo di amalgama in un Est che quest’anno mi piace tanto, Bobcats compresi!!! Mi aspetto però una seconda parte di stagione ad altissimi livelli, ammetto comunque che non centrare i playoffs sarebbe preoccupante.
Prentiss : Abbastanza per accedere dove non volano le aquile, se ne esplodono solo un paio nella cova…. la strada sarà in discesa.
Riccardo Rasi : Come anticipato prima, per quest’anno, si può ancora sopportare, alla luce di alcuni miglioramenti, l’idea di non vincerne tante, tuttavia io ho grosso fiducia in questo roster e credo si possa ambire a 40-42 vittorie con accesso ai playoff in 7a-8a posizione.
Enzo Mugnolo : Onestamente non è ho la più pallida idea. Molte squadre sono migliorate, molte non arrievranno con lo stesso roster di partenza, nè mi viene facile stimare i miglioramenti degli stessi Celtics. Oso pronosticare un piazzamento ai Play Off.
Simone Cereda : Difficile da dire, le variabili sono moltissime anche quest’anno. Io penso sia fattibile un bilancio fra le 42-48 vittorie se tutto dovesse andare bene, per quanto riguarda i PO un posto con un record vicino al 50% a est potrebbe esserci.

767 giorni fa / MarcoD ha scritto:

Vedendo il roster io sinceramente vedo potenzialità di fare i play-off, potenzialità che si annulla se so che c’è Rivers a gestire questo roster “delicato”.
QUindi io penso che così come ci presentiamo i play offs ce li scordiamo.

767 giorni fa / Legend ha scritto:

Pausa pranzo costruttiva: ho cercato di riassumere le opinioni in un qualcosa di globale che interpreti l’opinione prevalente tra i redattori di ICP articolate in dettaglio qui sopra:

1) L’estate dei Celtics è iniziata e finita la notte del draft, per il resto solo firme marginali. Mercato soddisfacente, oppure si doveva fare di più anche in considerazione della MLE non spesa ?
Seppur con diversi gradi di “separazione”, la redazione di ICP sembra soddisfatta delle modifiche apportate al roster dei Celtics nel corso dell’estate. La MLE non spesa non sembra un problema, anche perché è meglio usarla per un giocatore che serva piuttosto di andare ad appesantire il monte salari con una firma alla Scalabrine.

2) Grandi novità in cabina di regia, Ainge dopo aver detto per mesi che avrebbe fatto di tutto per avere un play esperto, ha messo a roster due ventenni, sarà possibile risolvere con loro i problemi di gestione della palla in attacco, oppure la giovane età dei due sarà un ostacolo serio da superare ? Telfair è l’uomo giusto per prendere i Celtics in mano ?
La redazione sembra “attendista” su Telfair, e del resto non potrebbe essere altrimenti, viste la giovane età e le prestazioni sciorinate a Portland. La “disposizione d’animo” sembra però buona. Le prime uscite di Rondo hanno acceso gli animi, ma lo si aspetta alla conferma.
3) 24 anni di media e oltre due terzi del roster ancora nel contratto da rookie, non sarebbe stato meglio aggiungere qualche veterano ?
Quasi pareggio, con leggero vantaggio per chi dice che è meglio spendere una stagione magari senza fare i playoff ma lavorando al fine di capire chi tra i giovani sia da prima fascia e chi no. Insomma, le redazione di ICP è convinta che sia tempo di esami, ma non è convinta (come l’autore delle domande) che fosse indispensabile spendere la MLE.
4) Al Jefferson è ancora l’uomo chiave dei Celtics, in estate ha lavorato duro sulla corsa e sulla mobilità laterale, perdendo oltre 10 chili, per lui sarà l’anno dell’esplosione ?
Mai come in questo caso torna utile il vecchio luogo comune “verde speranza”: ICP al completo spera nella definitiva consacrazione di Big Al, anche se comincia a serpeggiare il dubbio….
6) Quali sono i punti in cui i Celtics devono fare seri step in avanti per poter ambire ad un piazzamento nei playoff ?
Plebiscito sulla necessità di difendere meglio, e qualche velato consiglio a gestire meglio la palla ed i finali di partita.
7) I Celtics faranno trades durante la stagione ?
Conoscendo Ainge, la redazione è propensa a credere in trades future, anche se a questo punto si è portati a credere che verranno concluse solo se porteranno reali miglioramenti al roster.
8) Che tipo di apporto potranno dare Rajon Rondo, Leon Powe e Allan Ray ?
ICP vede Rondo come parte importante della rotazione biancoverde, mentre su Powe e Ray i dubbi sono molti, e si è propensi a credere che finiranno in Lega di sviluppo.
9) A detta di molti analisti Doc Rivers siede su una delle panchine più calde dell’NBA, riuscirà ad essere quel coach di spessore che tutto l’ambiente biancoverde richiede, oppure rischierà il posto durante la stagione?
A parte un paio di eccezioni, la redazione di ICP è decisamente anti-Rivers. Un po’ all’italiana, il coach è visto come il principale responsabile di molti dei problemi dei Celtics ed a chiaro rischio di licenziamento.
10) La grande maggioranza dei tifosi indica i playoff come imperativo da raggiungere, ma con un roster di soli 24 anni di media, i playoff sono raggiungibili in un est che non vede più squadre materasso ? Quante vittorie pronostici per Boston ?
C’è di tutto: si passa dalle 30 alle 48 vittorie, in una girandola di teorie, di ottimismo e pessimismo, di “occhio agli infortuni” e di “ma se i giovani non esplodono…” Questa è una delle domande nelle quali la redazione si è divisa in numeri ed opinioni diversi…
767 giorni fa / movy ha scritto:

Riguardo all’ultima domanda penso il numero di vittorie che si scelga sia solo indicativo, mentre conti il commento alle stesse.
Per esempio io ho scelto di esser pessimista sulle vittorie, ma ottimista nel credere in una quadratura del cerchio trovata nella seconda parte di stagione.
Contano un pò le cose che si pensa debbano andare perchè la stagione diventi positiva… ed in questo, per esempio sono daccordo con i fattori indicati da Fabio.
ciao,
Movy

767 giorni fa / enzo ha scritto:

tesi, antitesi, sintesi. qualcuno osa sostenere che ICP difetta in dialettica?
lodi ad Anderle che si è prodotto in questo lavoro di sintesi con un piatto di maccheroni sullo stomaco…

767 giorni fa / prentiss ha scritto:

Infatti..concordo con Enzo… lodevole gesto del nostro caro Anderle!

767 giorni fa / Legend ha scritto:

Intanto, un aggiornamento sugli allenamenti a Waltham: ieri “Geremia” West non si è allenato. Male alla schiena? No, questa volta il problema era un’unghia incarnita. Ma ce ne ha sempre una, ‘sto povero figlio…..

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