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Riflessioni sulla Finale NBA 2007

di Giampaolo Scaglione / 8 June 2007

Gara 4

LeBron James ha un ottimo motivo per serbare un buon ricordo del 14 giugno 2007: poco dopo mezzanotte, e circa venti ore prima di scendere in campo per disputare la gara 4 delle Finali Nba, è diventato per la seconda volta papà.

Circa venti ore dopo, gli Spurs hanno battuto i Cavaliers con il minimo scarto (83-82) e hanno conquistato il loro quarto titolo in nove anni: James ha giocato un’onesta partita, con un paio di acuti (suoi una schiacciata e almeno un paio di assist di livello assoluto, peraltro) ma se i padroni di casa hanno avuto un leader lo hanno trovato in Eric Snow, non certo in lui.

Snow non partiva in quintetto, ma a differenza del suo quotatissimo compagno di squadra con in numero 23, lui una serie di Finali alle spalle ce l’aveva già, oltre a molte battaglie in più, combattute in anni e anni di onorata carriera.

La quarta gara della (mediocre) saga tra Cleveland e San Antonio non è stata affatto diversa da quella che l’aveva preceduta: ospiti sempre perfettamente all’altezza del compito e della situazione, padroni di casa incapaci di realizzare con la dovuta continuità quei tiri dalla media e dalla lunga distanza che avrebbero potuto fare la differenza nella serie.

James se l’è dovuta sistematicamente vedere con almeno tre (e molto spesso quattro) avversari, ogni volta che metteva piede in area: i quattro rimanenti Cavs hanno pertanto goduto della possibilità di prendere ottimi tiri, che sono quasi sempre finiti fuori bersaglio.

Da questo si evince che Duncan e soci hanno rischiato molto di più di quanto il rotondo 4-0 finale lascerebbe supporre. Il pubblico di Cleveland ringrazia comunque, sentitamente commosso per lo spettacolo: loro per vederlo avranno anche pagato parecchi dollari, ma non hanno dovuto fare alzatacce. Non è poco.

Gara 3

Vero è che LeBron James, non altri, ha sbagliato il passaggio che avrebbe potuto fruttare la chance, per i Cavaliers, di pareggiare i conti con San Antonio, a una decina di secondi dalla fine di una partita che ha visto in difficoltà Duncan e soci, nientemeno.

Vero è che al numero 23 vanno ascritte sei palle perse e una percentuale al tiro dal campo indegna di una superstar del suo calibro.

Detto questo, non si dica che James è stato il maggior responsabile della defaillance casalinga di Cleveland, in virtù della quale gli Spurs sono, da ieri sera, i campioni Nba 2007.

La franchigia dell’Ohio si è semplicemente dimostrata non all’altezza del titolo di Conference conquistato a spese dei Pistons: la buona volontà messa in campo dagli uomini di coach Brown non può bastare al cospetto di una compagine che annovera tra le sue file Parker, Ginobili, Bowen, Duncan, ed è diretta da un vecchio maestro come Gregg Popovich.

L’edizione 2006-07 degli Spurs non passerà alla storia del Gioco, ma sarà stata da citare per molti anni a venire per la semplicità con cui spiega al mondo la sua filosofia cestistica: l’importante è prevalere sull’avversario.

Non sempre si deve giustificare la propria superiorità: l’importante è esprimerla: e pazienza se Ginobili non è quello visto ad Atene 2004, se Duncan segna senza troppe concessioni allo spettacolo, se le accelerazioni di Parker deliziano gli intenditori e non i semplici appassionati.

Senza dimenticare gente come Brent Barry, capace di segnare 9 punti con un 3/5 dalla lunga distanza: un dettaglio non da poco, in una partita che finisce 75-72 e rimane in bilico fino alla sirena. O l’intramontabile Robert Horry, ad un passo dal suo settimo titolo Nba.

James non può fare la differenza contro avversari di tal fatta: se la difesa di San Antonio difficilmente avrebbe potuto essere scardinata nell’area pitturata, i Cavs avrebbero dovuto segnare da fuori o dalla media distanza.

Il risultato: complessivamente, 3/19 da fuori, 29/79 dal campo.
Si capisce che per LeBron e compagni è stata indubbiamente una bella esperienza, ma questi Cavs non sono obiettivamente una squadra da titolo.

Gara 2

Si potrebbe dire che gli Spurs hanno messo già le mani sul loro quarto titolo, dopo avere vinto gara 2 con uno scarto evidente sui Cavaliers, e non solo per quanto riguarda il risultato finale.

Si potrebbe dire che la regola per cui alle Finali vince la squadra migliore (San Antonio) e non la superstar (LeBron James) è stata ancora una volta rispettata.

Neanche i Lakers di Shaq&Kobe sarebbero andati lontano se il loro supporting cast, in cui brillavano gli ex Celtics Shaw e…, non fosse stato all’altezza della situazione.

Ma è giusto attendere il primo match a Cleveland per emettere il verdetto definitivo pro-Spurs oppure rimettere tutto in discussione.

Troppo forti Duncan e soci, o troppo deboli i Cavaliers? Non spetta a noi giudicare, e alle Finali non si vince per caso, peraltro. L’impressione è che la franchigia dell’Ohio non abbia ancora avuto il miglior James a disposizione per tentare alcunché contro l’ultima delle vere ‘corazzate’ della Lega.

In tali condizioni, è improponibile qualsiasi confronto tra le due squadre. Ed è anche evidente che un’altra vittoria dei texani chiuderebbe la pratica, con sommo disonore per gli uomini di Mike Brown, i quali – sia detto con grande rispetto – sembrano essersi cacciati in un gioco molto più grande di loro.

La verità è che ci si aspettava molto di più da una compagine che, alle finali dell’Est, ha sbaragliato nientemeno che i Detroit Pistons, i quali – c’è da giurarlo – hanno patito molto più del dovuto i lampi di LeBron James, una certa stanchezza e un certo appagamento, anche giustificato dopo molti trionfi.

Il pubblico televisivo americano ha intanto sonoramente bocciato la mediocre saga Spurs vs. Cavaliers. Per la Nba è più di un campanello d’allarme ma Stern è fortunato: all’orizzonte c’è un Draft molto ricco, e forse oltre ai bravi giocatori arriveranno anche nuovi personaggi. D’altra parte, Duncan, Ginobili e Bowen sono più che bravi, LeBron continua a crescere, ma che noia, signora mia…

Continua La Lettura
492 giorni fa / Christian ha scritto:

La vedo dura per i Cavs: gli Spurs hanno troppa esperienza e sono troppo forti per soccombere.

492 giorni fa / Stefano Papa ha scritto:

Speriamo come dicono tutti che LeBron impari le lezioni in fretta… :)

492 giorni fa / Lele ha scritto:

Una squadre poco più che decente (Cleveland), un’altra che è qui solo per una vigliaccata di un suo giocatore: NBA finals 2006-2007.

Quest’anno l’anello lo meritavano i Suns.

492 giorni fa / Christian ha scritto:

Gli Spurs hanno meritato di passare, nonostante tutto.

492 giorni fa / sergio ha scritto:

Che i Suns siano più simpatici degli Spurs è sicuro, che in assoluto i Suns meritassero un titolo è altrettanto sicuro, che Horry abbia fatto una porcata provocatoria (peraltro riuscita benissimo) è cristallino; ma che i Suns avrebbero battuto gli Spurs senza le squalifiche è un’altra cosa, e sinceramente ho i miei dubbi.
.
Sul discorso Cavs: io credo che la squadra più forte dell’est sia e resti Detroit. Anche l’anno scorso erano più forti di Miami (con tutto il Wade stellare); il problema è che questi non hanno più voglia… nel 2004 questi giocavano col coltello fra i denti; erano una favola da sport americano: un gruppo di reietti che messi insieme annichiliva i Los Angeles-Halloffamers.
All’epoca Billups era un fallito, Rasheed un piantagrane-spaccaspogliatoio, Prince un illustre sconosciuto e Ben Wallace non era neanche considerato un giocatore… Adesso questi si sono imborghesiti e sono capaci solo chiedere aumenti (è anche vero che erano sottopagati all’epoca…). Come si suol dire: “le motivazioni sono tutto”.
In realtà i Cavs sono una bella squadra, che è cresciuta molto e che continuerà a crescere, io quest’anno li vedo perdenti ma credo che abbiano tempo, del resto LeBron ha solo 22 anni e anche Michael dovette aspettare i 29 per vincere.
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Sugli Spurs poco da dire: sempre identici, sporchi, al limite, noiosi e… vincenti; finchè dura Duncan andrà avanti così...

492 giorni fa / Alle Melio ha scritto:

Gli Spurs sono una squadra da titolo, i Cavs sono soltanto un gruppo di buoni giocatori guidati da un fenomeno. Per il livello attuale della eastern conference anche col nostro roster (quello del record negativo di sconfitte, proprio quello) con l’aggiunta di lebron al posto di double p anche noi saremmo là. Cleveland è troppo James-dipendente e con un solo giocatore spesso non si vince.
Che i Cavs prendano esempio dagli Heat dell’anno scorso. Super Wade, ma non solo lui…

492 giorni fa / alberto ha scritto:

Io credo che i Cavs possano farcela e la risposta si chiama LBJ.
Stanotte ha tirato malissimo e poco anche perchè era puntualmente raddoppiato o a volte triplicato.
Questa difesa su di lui lo ha mandato fuori ritmo.
Comunque i Cavs, a parte lo sbandamento dove hanno preso il break decisivo, hanno retto il confronto e visto la serataccia al tiro del Re mi sembra di buon auspicio.
LBJ, ho notato, in questi Playoff è sempre partito lento come se dovesse imparare a conoscere ogni turno di Playoff, e la sua giovane età lo testimonia e giustifica, ma poi ha sempre saputo prendere in mano la serie e ne è uscito vincente.
E’ un fenomeno e molto altruista ma sopratutto quando ha in mano la partita fa salire di livello i compagni che si sentono sicuri e protetti e rendono molto di più cosa che stanotte non è successa all’infuori del solo Gibson e del buon Varejao.Credo che se LBJ ha capito la lezione e in gara 2 dovesse sbancare San Antonio molte delle certezze degli Spurs potrebbero scricchiolare e l’inerzia della finale cambierebbe di mano.

492 giorni fa / Michele ha scritto:

Ho letto con interesse molte delle vostre giuste considerazioni che dimostrano quanto sia variegato il basket e difficile da interpretare, soprattutto a questo livello.
In gara 1 gli Spurs hanno impostato la loro partita e le brutte percentuali di LBJ non possono essere casuali.
Lui è fondamentale per i Cavs e quando segna solo 14 punti non c’è speranza per i suoi; è anche vero che anche con Detroit all’inizio non ha dominato come nelle gare successive ed è scontato che gli adattamenti progressivi sono il sale tattico dei PO e delle finali, perchè, ricordiamoci, le due finaliste hanno giocato solo due volte contro quest’anno, al contrario di Det/Cle, che si sono incontrati più spesso in RS.
.
Credo che siamo solo all’inizio della serie (anzi me lo auguro), però il problema della marcatura di Parker deve essere risolto quanto prima da coach Brown.
Il fattore esperienza potrebbe essere decisivo e a favore di SA, perchè i Cavs sono di certo una buona squadra (regular season e i precedenti turni di PO parlano chiaro), ma totalmente priva, nel suo organico, di veterani a livello PO.
.
Quanto a Detroit, mi sono già espresso in proposito: la loro “fame” è finita da tempo e Dumars ha lavorato male negli ultimi tre anni perchè non è stato capace di integrare il gruppo per renderlo continuo nella vittoria, giocavano a memoria e vincevano, ma negli ultimi due anni non sono alle finali, Webber si è dimostrato inutile e la scelta di Milicic un errore clamoroso (pensiamoli con Bosh).
Anche a me sarebbero piaciuti i Suns in finale, per simpatia (D’Antoni, il gioco ecc) e perchè la porcata di Horry ci ha levato il gusto di due squadre al completo che si affrontano.
Però il dubbio che, alla fine, l’avrebbero spuntata comunque gli Spurs resta, anche se mi pare che la W in gara4 aveva portato una certa inerzia a favore di PHX.

492 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Ci sono tutti i presupposti per sciropparsi la finale più brutta di sempre, ovviamente in G1 Spurs con il pilota automatico, e alla fine al spunteranno per il fattore esperienza, ma quella di LeBron credo sia una serataccia isolata.
Siamo nella mani sue e di Boobie affinche non si dorma sul divano per altre 4-5 notti.

491 giorni fa / sergio ha scritto:

Però vedi che secondo me Cleveland qualcosa farà. A parte quello che dicevano giustamente Alberto e Michele (LeBron salirà di colpi), difensivamente ci metteranno sicuramente qualche pezza, io li vedo perdenti ma non in 4 partite, poi la serie deve ancora andare a Cle…
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Miki su Detroit non mi trovi d’accordo. Secondo me l’unica persona sensata in quel casino è proprio Dumars. La squadra per vincere c’era quest’anno, come l’anno scorso: poi però se Billups non gioca perchè è distratto dal contratto, a Rasheed non gli va proprio, McDyess si fa espellere perchè deve far vedere a Varejao chi è più duro… allora perdi. A parte il draft 2003 (e quella va be’... va negli annali) Dumars ha fatto sempre scelte condivisibili, il problema è che lo spogliatoio caccia gli allenatori e sciopera contro i nuovi, rifiuta Mohammed semplicemente perchè non è Ben Wallace ecc.
La colpa lì, se di colpa vogliamo parlare, è dei giocatori, anzi di quei 5 giocatori, prima con Ben Wallace e ora con Webber che si è calato bene nella parte. Anche Saunders forse, però è stato esautorato in un modo netto il primo anno, quindi poco da fare anche per lui.
.
Io a Detroit ci avrei visto bene Doc Rivers (e non è una provocazione!!), al quale bisogna riconoscere una certa abilità di relazione coi giocatori. Tanto quelli si conoscono a memoria e giocano allo stesso modo da anni, forse un coach come Rivers da loro sarebbe stato più utile: uno che potesse riuscire a comunicare con le lune di ‘Sheed…

491 giorni fa / Michele ha scritto:

Sergio, chi è il responsabile della situazione a Detroit? Dumars, Saunders oppure noi due? Non è stato capace di trovare l’alternativa a Ben Wallace, non è stato capace di trovare l’allenatore adatto alla sua squadra, non è stato capace di far capire ai suoi giocatori come comportarsi e i risultati parlano chiaro, da due anni fallisce l’approdo in finale.
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Noi ci lamentiamo di Ainge per molto meno, visto il materiale a disposizione …...

491 giorni fa / Simone Pronsati ha scritto:

...horry…ce ne fossero di horry da noi… quello è vincente punto, fa qualsiasi cosa possa servire per vincere, bella o brutta che sia, il resto non conta…

491 giorni fa / sergio ha scritto:

Michele va tutto bene, io la penso in un altro modo ma va bene così. Solo una cosa, io non parlavo di Ainge e non confronto le due situazioni, che sono diverse. Quello che dico quando mi capita di parlare di altre franchigie non lo dico per criticare i nostri, esprimo solo un pensiero. Non so se ti riferivi a me, ma io non ho mai detto (e non lo penso) “guarda Dumars quanto è figo, altro che Ainge..” o cose del genere.

491 giorni fa / Michele ha scritto:

Lo so, Sergio.
Purtroppo io leggo, invece, commenti negativi su Ainge come se fosse il peggiore GM della lega e spesso mi domando se tutti si ricordino gli errori degli altri 29 colleghi di Danny, come Dumars.
Il problema è che non esistono GM infallibili e già una percentuale di decisioni corrette (con il senno di poi) del 60% sarebbe prerogativa di un super GM.
Vogliamo scrivere qualcosa, per esempio, di quelli di Orlando, che in un paio di anni sono riusciti a scegliere un giocatore che non aveva alcuna voglia di giocare nell’NBA e poi hanno firmato un allenatore che dopo un paio di giorni ci ha ripensato ed è tornato alla sua università?
Allora, prima di dare la patente di grandi dirigenti agli altri, magari confrontandoli con i nostri (tu hai mai letto commenti con “impara Danny” oppure “meditare Ainge” riferiti a operazioni di altre squadre?) credo sia necessario ricordarsi di quanto complessivamente fatto da ognuno, valutando anche la situazione di partenza.
Mi riferisco, per esempio, agli Spurs, nei quali la presenza di Duncan rende più facile l’ambientamento di chiunque e ne nasconde i difetti esaltandone i pregi (vedi Parker) o ai Suns con Nash.
Nella nostra situazione Ainge è partito da un gruppo ormai alla frutta e ha dovuto rivoltarlo come un calzino, con tutti i problemi che abbiamo visto e non un briciolo di fortuna (perchè non abbiamo avuto noi la buona sorte di Portland l’anno scorso o quest’anno?).
In queste situazioni gli errori sono più frequenti, proprio perchè devi prenderti quel margine di rischio in più che in una situazione di maggiore tranquillità non accetteresti.
Questo il motivo di critica a Dumars: facile fare il GM di un gruppo di veterani vincenti e collaudati che giocano a memoria e non hanno infortuni, viaggi con il pilota automatico! Ma lui quanto ha migliorato il gruppo negli ultimi due anni? In nulla.

490 giorni fa / enzino ha scritto:

io osserverei che con quintetti bassi non si arriva in finale.

489 giorni fa / Cristiano ha scritto:

Spurs in 5…se bisogna sbilanciarsi.
Ed e’ giusto sia cosi’ : squadra completa, esperta, che attacca bene e difende meglio. Panchina profonda senza essere lunghissima…insomma una vera SQUADRA. Detto questo…aggiungo che mi sono antipatici…giusto per nn passare per un tifoso degli Speroni. Comunque la porcata non la ha fatta Horry…ma Stern che ha applicato 2 pesi e due misure. Sui Cavs…poco da dire : una stella, 3 giocatori rispettabili e specialisti dalla panchina. Per arrivare alla finale partendo dall’Atlantico,quest’anno basta ed avanza

489 giorni fa / Christian ha scritto:

Comunicazione di servizio: per un errore tecnico gara-1 è stata cancellata e non può più essere recuperata.

488 giorni fa / mattia ha scritto:

ero mezzo addormentato o durante la telecronaca di gara 3 flavio tranquillo ha detto che marion dovrebbe approdare ai celtics ?

488 giorni fa / Christian ha scritto:

É una delle tante cose che si sentono in giro, questo però non vuol dire che si realizzerà...

487 giorni fa / alberto ha scritto:

OK sapevamo che gli Spurs sono più forti dei Cavs.
OK LBJ deve ancora imparare tanto da queste partite.
OK tutto.
Ma perchè sul tiro da 3 alla sirena di LBJ non è stato fischiato un fallo evidentissimo su di lui da parte del solito Bowen?
E’ sempre così e per una lega come la NBA non capisco il perchè.

487 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Ma perchè sul tiro da 3 alla sirena di LBJ non è stato fischiato un fallo evidentissimo su di lui da parte del solito Bowen? E’ sempre così e per una lega come la NBA non capisco il perchè. (Alberto)
.
Non avrebbe cambiato nulla perchè il fallo era prima del tiro e quindi LeBron andava in lunetta per due liberi e bene che andasse Cleveland chiudeva a -1. Più che gli arbitri la cazzata mi pare l’abbia fatta Bowen perchè facendo una “carezza” ad uno come LeBron, un trattore come lui non se ne accorge neppure, poi però se gli andava dentro e magari gli arbitri gli concedevano anche il libero (per la regola della prosecuzione) San Antonio rischiava pure di perdere.

487 giorni fa / alberto ha scritto:

Infatti Leo, secondo me il fallo era da tre tiri liberi per via della prosecuzione.
Secondo me Bowen voleva mandare LeBron in lunetta per due liberi e chiudere la partita in stile europeo.
Resta il fatto che l’arbitro era ad un passo dall’azione e non ha fischiato nulla.
Sono convinto che se il 23 era quello con la lingua di fuori portava a casa il fallo con tre liberi.
La NBA è così, ti chiami LeBron e stai acquistando lo status di stella ma contro gli Spurs della Dinastia gli arbitri privilegiano loro.
Tra qualche anno toccherà a LBJ avere i fischi a favore.
Mi ricordo i falli di MJ su Bryon Russel non sanzionati nelle due finali contro i Jazz nei due anni consecutivi che sancirono i due titoli Bulls.

486 giorni fa / alberto ha scritto:

Circa un’ora fa ho lasciato un mio commento su gara 3.
Dove è finito?

486 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Idem, che fine hanno fatto tutti i commenti di stamani?

486 giorni fa / Christian ha scritto:

Ripetete qua i vostri commenti, per un errore è stato aperto un nuovo blog invece di proseguire su questo.

486 giorni fa / alberto ha scritto:

Fino ad ora sono state le finali più facili e scontate da quando seguo la NBA ossia lontano 1979.
Cosa deve fare Cleveland per tentare, almeno, di arrivare a gara 6?
Secondo me deve fare questo:
LeBron James deve cominciare a fare il Michael Jordan prendendosi, dal primo minuto, le sue responsabilità attaccando il canestro in modo da portare a casa, oltre a punti, tanti viaggi in lunetta che caricheranno gli Spurs di falli.
Lui deve tirare almeno 30 volte a partita e tenere la palla in mano per poco tempo.
Il coinvolgimento dei compagni verrà in automatico quando la difesa Spurs collasserà su di lui in penetrazione e loro si faranno trovare liberi per piazzati da oltre l’arco.
Abbiamo visto, in gara 3, che quando lui penetra o segna, qualche volta con il fallo, o carica i difensori Spurs di falli.
Se analizziamo le sue percentuali da fuori nelle 3 partite credo che non superino il 20%.
Questo fatto è molto grave e anomalo per LBJ che, nonostante non sia precisissimo da fuori e deve migliorarsi molto, è condizionato dal pensare troppo a trovare i compagni smarcati per coinvolgerli vedendosi spesso costretto a conclusioni con 24 secondi in scadenza o passaggi forzati a compagni marcati.
Stavolta deve essere molto egoista.
Mi ricordo anni fa una frase pronunciata, non mi ricordo chi era, da un compagno di squadra di Michael Jordan che diceva questo:
IL 95% DEGLI SCHEMI DEI BULLS SONO PER JORDAN E IL RESTANTE 5% PASSA DALLE SUE MANI.
Ecco cosa devono fare Brown e LBJ per prolungare di molto le finali NBA.

486 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Attenzione : ho recuperato dal server i commenti perduti di Sergio, Alberto e Giulio Morelli e ve li ho inviati alle Email da voi usate su ICP. Se volete inserirli di nuovo fate pure

486 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Una delle partite più brutte in una serie finale, Popovich l’ha letteralmente addormentata impedendo alle ruote dei cavs di girare al ritmo dettato da uno scintillante motore, come quello della Quicken Loans Arena.
I Cavs difendono meglio dei Suns, i quali attacano male quanto gli avversari ma alla fine vincono, ad un passo cosi apatico infatti le mani di James e Gibson non riscono ad entrare in temperatura e offrono una serata al tiro dei padroni di casa, a dir poco irritante, quindi San Antonio pur avendo difeso peggio è stata più efficace.
Nella sonnolenza generale in campo si distigue un po Pavlovic, demerito ai suoi compagni di non averlo cavalcato di più, fossilizzandosi sul tiro da 3 del ragazzino che in una gara senza inerzia fatica a ingranare il ritmo di gara 7 con detroit.
Conclusione se una squadra che non è in serata e offre un basket spento riesce a spengere con il suo non gioco anche il basket degli avversari, L’anello è uffialmente li che freme di rifarsi una bella gita in texas.

486 giorni fa / luca 9 ha scritto:

Io non riesco ancora a spiegarmi come i CAVs abbiano potuto eliminare detroit… probabilmente sono ancora condizionato dai Pistons di 2/3 anni fa…
Sulla finale non ho mai avuto dubbi… ero sicuro del 4-0 degli spurs… ciao…

486 giorni fa / cristiano ha scritto:

beh…in sunto : e’ stata una finale fra una vera squadra ed una che gioca un quasi One-Man-Show, ma dove il ‘’one-man’’ non e’ (ancora) M Jordan

486 giorni fa / alberto ha scritto:

James ha “raccolto” ciò che chiedevo ieri.
Più egoista, almeno 30 tiri, più Michael Jordan….......peccato per la sua imprecisione al tiro e le troppe palle perse banalmente ma, e mi sembra regolarissimo, non è ancora Michael Jordan ma sono sicuro che a fine carriera non sarà stato da meno del grande 23.

486 giorni fa / cristiano ha scritto:

sono d’accordo Alberto. Anche per me LBJ e’ della categoria dei…super-super-super. Purtorppo gioca in un ruolo in cui…devi avere a fianco ..Scottie Pippen, altrimenti non vinci.

485 giorni fa / alberto ha scritto:

Giusto Cristiano e aggiungi il fatto che, LBJ a parte, il resto della squadra è veramente poca roba e gli ho fatto un complimento.

485 giorni fa / Michele ha scritto:

Il problema dei Cavs non è stato il talento o non solo quello, perchè se fossero scarsucci non sarebbero arrivati alle finali.
La differenza è stata l’esperienza di finali, immensamente superiore da parte degli Spurs ed è qualcosa che non si compra al mercato (ricordiamocelo l’anno prossimo quando i C’s arrivano alle finali).
In più, e non è poco, la fascite plantare ha levato l’apporto di Hughes, privando i Cavs di una pedina importantissima, e il gioco è fatto.
Il buon coach Brown ha potuto poco, dimostrando una volta di più che sono i giocatori a vincere le partite.
Comunque grossi complimenti ai campioni, of course, ma anche agli sconfitti, perchè pochi li pronosticavano in finale a inizio anno e perchè con LBJ possono riprovarci con un bagaglio di esperienza ora superiore.

485 giorni fa / mattia ha scritto:

lebron sarà forte ma ha perso 3 palloni verso la fine dell’ultimo quarto da minibasket. mani di spugna sull’apertura di marshall, rimbalzo in difesa pre poi palleggiarsi sul piede, e l’ha messa in bocca a duncan sul meno2….........

484 giorni fa / Alexkain ha scritto:

Io farei notare che LBJ li ha presi 30 tiri a partita e non tutti impossibili malgrado questo credo che la sua % dal campo fosse del 30/35%... gli Spurs gli hanno lasciato una serie di tiri perimetrali ma lui non è anche un tiratore puro ed’ è questa la cosa che + lo differenzia da MJ…Effettivamente i Cavs non sono riusciti a vincere un incontro ma xkè non gli sono entrati i tiri perimetrali con Jones e Marshal e Boobie non è riuscito in un altro miracolo…Cmq si è visto come le squadre a Est abbiano un divario tecnico enorme rispetto a quelle ad Ovest (i Cavs ad Ovest avrebbero faticato a superare il 1o turno).

482 giorni fa / Cristiano ha scritto:

beh Alex…neanche MJ lo era,un tiratore puro. Mi ricordo averlo visto in una partita esibizione organizzata dalla Nike, credo al suo 3o anno da Pro e da piu’ di 5 metri nn ne ha messo uno. Pero’ la schiacciata in testa a Tato Lopez, staccando da…Gorizia (si giocava a Trieste)...quella ce la ho ancora davanti agli occhi…:=) ! Non era ancora il tempo
dei canestri sganciabili ed il frammento di tabellone piu’grande rimasto,aveva le dimensioni di un…coriandolo-bonsai

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