E' tutto vero ! ! ! ! ! [807]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2470]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [1328]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [574]

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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

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It's a matter of money!!!

di Sergio Decristofaro / 25 May 2007

Poco più di un anno fa, un lituano sconosciuto (in America) che in Europa aveva regnato ed era descritto come il miglior play non-made in USA, distrusse più o meno la sua immagine dicendo: “Non credevo, ma ho capito che l’NBA è solo una questione di soldi (it’s all about money).” Ecco, ecchissenefrega!!! mi direte voi.
Invece secondo me il buon Jasi ci fornisce quella che secondo me è chiave di lettura più giusta per l’estate dei Celtics. Per spiegarmi meglio, però occorre fare un passo indietro:

Draft 2006. Lo scambio lo conoscete tutti. Anch’io ho faticato a capirlo, e la spigazione che mi sono dato è stata: “Bisogna rinnovare Jefferson nel 2008 (non solo lui) e lo stipendio di Ratliff che scade libera lo spazio per farlo”. Un anno dopo ho un’opinione diversa. Ratliff all’epoca aveva già problemi fisici e si sapeva che avrebbe saltato molte partite; il che tradotto agli occhi di un tifoso significa “è una busta”, ma per chi ci mette il quattrino si traduce con un possibile affare. Dopo un anno i Celtics non hanno pagato una lira del contratto di Ratliff (se ne preoccupa l’assicurazione) e lo stesso faranno l’anno prossimo. Quindi lo scambio si risolve in un “quanto vale B. Roy?” Secondo Ainge (o forse secondo Grousbeck e Pagliuca) vale meno di 35ml. (33 fischioni in 3 anni di LaFrentz più le noccioline di Dickau); tanto i Celtics hanno risparmiato/guadagnato da tale scambio. It’s all about money.

Gli scambi che vedo in giro per l’NBA (Iverson in primis) vanno nella stessa direzione: uno si prende il vantaggio tecnico, l’altro il vantaggio economico. Ai tifosi questo non interessa, giustamente noi guardiamo solo il lato tecnico; ma se i soldi fossero nostri forse ci comporteremmo anche noi diversamente. Poi ci sono le opportunità, i momenti e le condizioni particolari che ti inducono a spendere o risparmiare; si tratta di vedere quanto vuoi spendere e quando lo vuoi spendere. So di essere ripetitivo ma it’s all about money.

Ed eccoci a noi, estate 2007, se fosse uno spettacolo a Broadway si chiamerebbe “Giù la maschera”; se fosse un girone dantesco Virgilio direbbe “Ivi si parrà la tua nobilitade”, ma visto che si tratta dell’America capitalista credo sia più appropriato un “What about money?”.
Quanto sono disposti a spendere Grousbeck e Pagliuca? Tra 2 mesi lo sapremo con certezza. Perchè? Perché questo è il momento di spendere se mai ce ne è stato uno: con un ambiente a pezzi che rischia di naufragare, con una situazione che somiglia paurosamente a quella di 10 anni fa e che portò la rovina per i successivi 3-4 anni, ma anche e soprattutto perchè è l’unica possibilità che abbiamo, visto l’esito della lotteria e la nostra situazione salariale, di muoverci.

E sì perchè noi una possibilità ce l’abbiamo: vendcere Ratliff. Può sembrar strano ma il buon Theo in questo momento è una specie di Cuneo fiscale alla Prodi e all’ennesima potenza. Contratto che scade tra un anno e che per di più verrà pagato dall’assicurazione, con annesse possibilità di scaricare brutti contratti in essere!!! Se ho capito qualcosa dell’NBA odierna (e per chi non l’avesse capito io sono con Jasi) in questo momento Ratliff vale mooolto più di Marion, Kirilenko, Gasol e tutti quelli che sono mercato, fortissimi sì (chi più chi meno) ma con appresso i loro contratti.

Un esempio? Eccolo: se davvero Atlanta vuole Conley J., allora scegliamolo noi alla #5 e impacchettiamolo insieme a “scado tra un anno e mi paga l’assicurazione” e magari a un Perkins che è già firmato e che costa poco (da quelle parti ci tengono a queste cose ma del resto it’s all about money), e guarda come ti prendi la #3 e Josh Smith (che va rifirmato che è scontento ecc.), naturalmente a patto di sobbarcarti l’orrido stipendio di Speedy Claxton e qualcos’altro, magari uno Shelden Williams.
Atlanta Avrebbe una situazione salariale da sogno, il play che volevano scegliere e un lungo decente a buon mercato che vanno cercando. Boston avrebbe la #3 scelta, l’atleta che manca sulle ali, un play esperto e orridamente pagato e… sarebbe irrimedialmente sopra il cap. Loro vantaggio economico, noi vantaggio tecnico. Si tratta di vedere quantop vogliono spendere i proprietari.

Ora, io ho fatto l’esempio di Atlanta perchè se ne è parlato tanto, ma funziona per Marion (se è vero che lo vogliono vendere) per Kirilenko, funzionerebbe addirittura in un sign&trade per Billups. Fate voi, divertitevi col trade checker. Non dico che tutte queste squadre farebbero qualsiasi scambio per Ratliff, ma di sicuro qualcuno disposto a perderci tecnicamente per guadagnarci economicamente lo trovi. Basta mettersi nella condizione di essere la parte che ci guadagna sul lato tecnico della trade e il resto viene da sè. Certo ragazzi, si va sopra il cap. ma come credo di aver già detto: it’s all about money.

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506 giorni fa / Michele ha scritto:

Sergio, la tua idea è corretta e anche Ainge deve fare i conti della serva con il monte salari.
A questo punto ancora di più i giochi con le figurine dei giocatori sono inutili, perchè l’aspetto tecnico può essere secondario.
Oltre Jefferson abbiamo anche West, Gomes e Allen da firmare presto e queste valutazioni saranno fondamentali.
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Però Jasi, bello mio, non sapevi che funzionasse così? Mi sorprende, hai fatto il college negli USA, sei un giocatore super esperto in europa e hai conosciuto fior di giocatori USA, possibile che tu non abbia valutato il fattore “money”?

506 giorni fa / Christian ha scritto:

Concordo su tutto, tranne sulla parte: “con un ambiente a pezzi che rischia di naufragare, con una situazione che somiglia paurosamente a quella di 10 anni fa e che portò la rovina per i successivi 3-4 anni”.
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L’ambiente è tutt’altro che a pezzi e tutti non vedono l’ora che arrivi novembre per dimostrare quanto valgono.
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Per il resto, hai centrato pienamente il senso: io dò qualcosa a te (risparmio economico) e tu dai qualcosa a me (asset tecnico). Ma quanto vogliono spendere i capi? Il discorso è tutto qui.

506 giorni fa / sergio ha scritto:

Infatti Chri, la domanda è tutta lì. Sul discorso dell’ambiente forse mi sono espresso male: sono sicuro che i giocatori ci siano mentalmente, però siamo a rischio, se le cose non dovessero andare bene rischierebbe di scoppiare qualche bomba, e magari saremmo costretti a fare qualcosa che non abbiamo preventivato. L’umore della piazza conta (non parlo di noi ma di quello che succede a Boston), anche aldilà delle valutazioni reali, che come già ho avuto occasione di dire, in realtà non sono cambiate.
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Un’altra cosa: lo scambio che ho prospettato io era solo “didattico”, i nomi li potete cambiare, era solo per chiarire che se ci mettiamo in testa di scambiare Theo e rischiare sul cap. allora abbiamo una carta importante da giocare, altrimenti la vedo dura.

506 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Grande Blog, pensieri sparsi.
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a) Jasikevicius dice che è solo denaro ? Mah, sarà pure vero ma non mi risulta che lui in Europa abbia giocato per amore della maglia o per la gloria visto che ad un certo punto ha cambiato squadra un paio di volte per cifre spropositate per il vecchio continente andando dove peraltro si giocavano le F4 di EL in casa. Fossi in lui mi chiederei come mai ha fallito nell’NBA sia in un sistema difensivo come Indiana che in uno totalmente offensivo come Golden State, e la risposta è molto semplice ossia perchè non si è adeguato al tiro da tre da 7,25 dell’NBA perchè se con la penuria di tiratori che c’era ai Pacers la buttava dentro dalla lunga con le stesse percentuali di quando giocava in Europa, la facevano Santo, invece mancando il tiro da tre mancando in difesa (ma si sapeva) di utile ci rimaneva poco. Detto questo come terzo play ai Celtics lo prenderei al volo.
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b) Il ragionamento di Sergio sul fatto che ormai nelle trade c’è chi ci guadagna in talento e chi ci guadagna in Money è sacrosanto e purtoppo sembra che non ci sia via di mezzo, però a me da un annetto a questa parte ossia da quando l’estate scorsa non si puntellò la squadra con un paio di veterani sorge un dubbio, non è che Grousbek Pagliuca e compagnia danzante sono un branco di spilorci e non cacciano un dollaro ? Voglio dire quelli che ti soffocano sono i pluriennali lunghi, dare la MLE di un anno o firmare contratti sui 2M$ per gente che ti da una mano, non ti cambia una virgola a livello di strategia e flessibilità, e nonostante questo non si è firmato nessuno (In era Ainge la MLE è stata usata solo per Scalabrine e non tutta), quindi io comincio a vedreci del braccino e quando leggo di Wyc che dice che la società farà forti investimenti quando si potrà lottare per il titolo, mi sembra si nascondano dietro ad un dito, perchè mi pare chiaro che al punto di lottare per il titolo ci devi prima arrivare, e non credo francamente ci si arrivi con i soli Pierce e Jefferson affiancati da una banda di gente senza nessun tipo di esperienza ai playoff.
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c) Non sono d’accordo quando dici che l’ambiente è a pezzi, siamo onesti con noi stessi noi a questa lotteria dovevamo essere alla finestra e PP + Jefferson + il resto in linea di massima senza infortuni ci avrebbe portato a fare una stagione stile Orlando o forse meglio (Per conferme andate a vedervi il record dei Celtics quando in campo c’erano sia Pierce che Jefferson), e quindi l’idea di Ainge era che il nucleo attuale è quello che doveva tirare la baracca e quindi la scelta dobbiamo considerlo un bonus cadutoci in mano, e quindi questi disfattismi non ha ragione di essere. L’ambiente non è a pezzi a livello tecnico dove comunque con la scelta avremo una discreta dose di talento, un super come PP che ha ancora davanti due tre stagioni al top, e un Big Al che promette alla grande, a me sembra che l’ambiente è sfiduciato per fattori umani, un coach rinnovato con poche certezze e un mare di dubbi, la crescita del gruppo che va a rilento, i dubbi sull’attidiune di alcuni di loro e mi riferisco a Gerald Green su cui si punta molto che per ora ha atteggiamenti molto infantili in certi aspetti del gioco, o ad un Tony Allen che accende e spenge a proprio piacimento senza chiari motivi. Secondo me il talento per giocarsi a breve uno dei primi posti ad est ci sarebbe pure (manca chiaramente l’esperienza), manca fiducia, ecco cosa manca la fiducia, i giocatori spesso hanno bisogno di avere chiaro in testa il loro ruolo e a Boston tutti non capiscono se quando vanno in campo sarà una sera da 35 o da 15 minuti, non sanno se il barometro della loro prestazione è la produttività offensiva oppure lo sbattimento in difesa o un mix di queste due cose, insomma fiducia, e il rinnovo di Rivers che i giocatori hanno gradito per certi versi di fiducia tecnica non ne da molta. Quindi a Boston da questa estate ci si aspetta una chiusura del cerchio, una scelta azzeccata e un paio di mosse mirate, quello che di sicuro non serve e presentarsi al via con un rookie con un inquadramento da definire (ecco i miei dubbi sul cinese), e senza un paio di veterani a supporto, e aggiungo con una rotazione vera al massimo di 10 unità perchè Rivers con le rotazioni larghe va notoriamente per la tangente. Ecco Ainge non si può permettere sbagli, alla 5 si sceglie bene Brendan se ci scende, alle brutte Noah che con Jeffesron ci si accoppia bene, Horford, i veterano con la MLE li trovi basta cercarli, di sicuro Ainge non può portare i Celtics al traning camp con la sola addizione della scelta o con trade mirate a snellire il cap come quella della passata stagione che come detto nell’articolo sopra non ti danno evidenti vantaggi tecnici, quello non se lo può permettere perchè significherebbe che il suo progetto sta andando incontro a problemi enormi.

506 giorni fa / sergio ha scritto:

Ambiente, non squadra. Probabilmente mi sono espresso male (anzi sicuramente) ma se vi fate (e so che ve losiete già fatti) un giro per i vari forum “popolari” sui Celtics capite di cosa parlo. Io parlavo di piazza non di squadra.

505 giorni fa / tiber48 ha scritto:

Ho letto l’articolo e i post e devo dire che come sempre quando si parla di salari miliardari (mi sembrano termini inconciliabili) non ho capito molto.
L’impressione che ne ho tratto è che un grande GM è quello che firma un rottame per svariati milioni di dollari poi lo cede e se la trade è fallimentare sul piano tecnico frutta dal punto di vista salariale.
Se è così i più grandi GM di ogni epoca sono quelli che hanno accordato un mucchio di soldi a LaFrentz e Ratliff e forse anche a Baker e Ellison.
Io avevo un’altra idea. Quand’è che Auerbach ha fatto trades con questo in mente?

505 giorni fa / sergio ha scritto:

Se è così i più grandi GM di ogni epoca sono quelli che hanno accordato un mucchio di soldi a LaFrentz e Ratliff e forse anche a Baker e Ellison. (Tiber48)
.
Vedo che non hai capito molto. Si parlava di voglia spendere da parte della proprietà più che di GM. Anzi di Ainge si parla poco in questo blog, si parla di chi ce li mette i soldi, e di come ha/non ha speso in passato, e di come forse sarebbe questo il momento di dare un segnale in un certo senso (economico). Mi spieghi che c’entra la firma dei contratti dei FA?

504 giorni fa / enzino ha scritto:

rumor: coach David Blatt sarà un assistente di Doc Rivers a Boston

504 giorni fa / enzino ha scritto:

Bravo (as usually) Decristofaro. Anch’io ho giocato col trade checker…
—————————————-

New Jersey Outgoing
Jason Kidd
New Jersey Incoming
Sebastian Telfair, Mike Bibby, 2007 Draft #32 Pick
—————————————-

Boston Outgoing
Wally Szczerbiak, Theo Ratliff, Sebastian Telfair, Rajon Rondo, Tony Allen, Ryan Gomes, 2007 Draft #05 Pick, 2007 Draft #32 Pick
Boston Incoming
Jason Kidd, Ron Artest, Marcus Camby
—————————————-

Sacramento Outgoing
Mike Bibby, Ron Artest, 2007 Draft #10 Pick
Sacramento Incoming
Wally Szczerbiak (2 y expiring), Theo Ratliff (1 y expiring), Rajon Rondo, 2007 Draft #05 Pick
—————————————-

Denver Outgoing
Marcus Camby
Denver Incoming
Tony Allen, Ryan Gomes, 2007 Draft #10 Pick
—————————————-

Boston lineup: Kidd (D.West), PP (Green, MLE), Artest (Green, MLE), bigAl (Powe, Scalabrine), Camby (Perkins, Olowokandi). Bel quintetto difensivo, non trovate?

504 giorni fa / enzino ha scritto:

e, intanto, Kobe chiede di poter cambiar aria.
roba da pazzi!

504 giorni fa / Christian ha scritto:

Sembra una moda questa del giocatore che chiede la cessione.
.
Enzo, Kidd ed Artest a Boston? Ahia, vedo messa a dura prova la tranquillità dello spogliatoio.

504 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Enzino lo trovo troppo cervellotico, molto più semplice prendersi direttamente Bibby (cha ha 4-5 anni meno di Kidd) in cambio di Theo la 5 Green e spiccioli, oppure rilancio una mega trade senza verificare i conti :
Bibby + Brad Miller * Wally + Theo + La 5# + Green + Bassy + eventuali scelte future.
.
In un solo colpo troviamo il play e il centro :
.
Bibby / Rondo
West / Allen
PP / MLE
Al / Gomes / Powe
Brad Miller / Perkins
.
Si ma poi chi paga ?

503 giorni fa / Lele ha scritto:

“Enzo, Kidd ed Artest a Boston? Ahia, vedo messa a dura prova la tranquillità dello spogliatoio.”

Meglio avere uno spogliatoio tranquillo pieno di giocatori mediocri o uno spogliatoio turbolento ma fatto di giocatori forti con i co…..oni?

Artest sarebbe l’ideale con noi: gran difensore, giocatore di carisma, duro e cattivo.
Proprio quello che manca a noi.
Su Bibby non dico nulla, sapete benissimo come la penso: lo prenderei al volo.

503 giorni fa / Christian ha scritto:

Meglio avere uno spogliatoio tranquillo pieno di giocatori mediocri o uno spogliatoio turbolento ma fatto di giocatori forti con i co…..oni? (lele)
.
Se devo scegliere vado con uno spogliatoio tranquillo e giocatori forti. ;-)
.
Seriamente, si dice che non bisogna mettere più di una testa matta in spogliatoio, e con Artest e Kidd ne avresti due, col rischio di ritrovarti con lo spogliatoio spaccato. Hai voglia dopo ricostruirlo.

503 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Un esempio? Eccolo: se davvero Atlanta vuole Conley J., allora scegliamolo noi alla #5 e impacchettiamolo insieme a “scado tra un anno e mi paga l’assicurazione” e magari a un Perkins che è già firmato e che costa poco (da quelle parti ci tengono a queste cose ma del resto it’s all about money), e guarda come ti prendi la #3 e Josh Smith (che va rifirmato che è scontento ecc.), naturalmente a patto di sobbarcarti l’orrido stipendio di Speedy Claxton e qualcos’altro, magari uno Shelden Williams.(Sergio)

Per curiosità, josh smith non l’ho mai visto giocare, ma che giocatore è?
un 3 o un 4? che caratteristiche ha? Da quello che deduco vedendo la sua scheda e un video, non e che si pesta un po i piedi con Jefferson?

503 giorni fa / sergio ha scritto:

X Giulio Morelli: No, Josh Smith è un 3. Può giocare anche da 4 ma è un 3. Non è principalmente un giocatore interiore, soprattutto in attacco. E’ un super atleta (per esempio Buffa dice che è il giocatore più spettacolare della lega), capace di marcare anche i 4 moderni, ma è completamente diverso da Jefferson, gioca fronte a canestro, in avvicinamento per lo più, in campo aperto è semplicemente devastante e in possesso di un discreto tiro frontale (migliorabile). In difesa è tipo Kirilenko, marca tutti i tipi di avversari da 1.95 a 2,10 ed è uno dei migliori stoppatori della lega (secondo quest’anno). Il suo principale difetto è la non eccelsa comprensione del gioco: è indietro nelle letture, perde troppi palloni e in generale non sembra un genio del parquette. E’ giovane, quindi tutto quello che dico è in divenire, comunque di sicuro non si pesta i piedi con Jefferson. Viene da Oak Hill Accademy (la High School che sembra un college) dove ha giocato co Rondo all’ultimo anno.

502 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Grazie sergio, se ne sente parlare da un po ma non avevo idea della tipologia di giocatore.

502 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Un esempio? Eccolo: se davvero Atlanta vuole Conley J., allora scegliamolo noi alla #5 e impacchettiamolo insieme a “scado tra un anno e mi paga l’assicurazione” e magari a un Perkins che è già firmato e che costa poco (da quelle parti ci tengono a queste cose ma del resto it’s all about money), e guarda come ti prendi la #3 e Josh Smith (che va rifirmato che è scontento ecc.), naturalmente a patto di sobbarcarti l’orrido stipendio di Speedy Claxton e qualcos’altro, magari uno Shelden Williams.(Sergio)
.
[MODE FANTABASKET ESTREMO ON]
In un mondo perfetto cedere la 3 per la 5 scaricandoci per per di più un signor giocatore come promette di essere Josh Smith sarebbe assurdo, però proprio in questo articolo di Sergio si fa presente che ormai nelle trade c’è chi vuole un vantaggio tecnico (in questo caso noi) e chi ne vuole uno economico (Atlanta). Sulla bilancia quindi finiscono fattori non secondari, come il malconentento di Josh Smith, la necessità degli hawks di sfoltire un reparto 2-3 zeppo di ottimi giocatori che si prendono spazio a vicenda (Childress, Smith, Marvin Williams, Joe Johnson), la tirchieria storica dei proprietari degli Hawks che comunque dovrebbero rinnovare profumatamente entro ottobre Josh Smith, il contratto poco gradito di Speedy Claxton e la decisione alquanto discutibile di non prendere Brendan Wright alla tre per scegliere un play. amcora più assurda se si pensa che l’unica cosa che assomiglia vagamente ad un lungo decente ad Atlanta è Zaza Pachulia.
.
Ecco quindi che la trade da altamente improbabile potrebbe diventare possibile, però togliamo subito Big Perk dallo scambio perchè a noi serve forse quei quattro milioni di dollari che portarà via da luglio per Atlanta potrebbero essere pure troppo. Cerchiamo magari di ingolosire Atlanta con un paio di scelte future (la nostra del 2008 e quella di Minnesota), e temo dovremo aggiungerci Gerald Green per equilibrare e magari gli vendiamo pure Bassy visto che in play non hanno molto, e ci prendiamo Lorenzen Wright che da loro ha trovato poco spazio ma che da noi come quinto lungo andrebbe benone. proviamo così :
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Pick #5 + Theo Ratliff + Gerald Green + Telfair + Pick Celtics 2008 + Pick i Minnesota
.
in cambio di
.
Pick #3 + Josh Smith + Speedy Claxton + Lorenzen Wright
.
Alle tre ovviamente ci prendiamo Brendan Wright ed esce qualcosa di simile per noi :
.
Play : Rondo / Claxton / West
Guardia : Pierce / Allen
Ala Piccola : Josh Smith / Wally
Ala Grande : Brendan Wright / Gomes / Scal
Centro : Jefferson / Perkins / Lorenzen Wight
.
Non sarebbe male no ? Poi però per Wyc e soci ci sarebbe da cavare il “grano” ... la vedo dura.
.
[MODE FANTABASKET ESTREMO OFF]

502 giorni fa / Lele ha scritto:

Non mi sembra che i miglioramenti siano poi molti.
Come play voglio Bibby (e non è un sogno….basta volerlo).
Per quanto riguarda il lungo…..che si inventi qualcosa Ainge….

502 giorni fa / Michele ha scritto:

Lele, a me sembra un’ipotesi quasi meravigliosa, con il terzetto Smith, Wright e Jefferson DA SOGNO e la possibilità di varianti tattiche da far impazzire le difese avversarie, inoltre senza perdere nessuno tranne Green (il mondo non può essere perfetto).
Però è davvero, da sogno e temo non potrà davvero avvenire mai.
Comunque, grazie Leo, per un attimo mi sono ingolosito davvero.

501 giorni fa / sergio ha scritto:

X Lele: Guarda, io non so se Sacto vuole vendere Bibby; ma se loro entrassero nell’ordine di idee di scambiarlo la stessa combinazione Ratliff+qualcos’altro (cosa vogliono? Rondo? Perk? poi ne parliamo…) potrebbe funzionare. Loro scaricano un contratto pesante, e vendendo anche Artest potrebbero ricominciare da Martin+la loro scelta + uno o due giovani che gli daremmo noi (o scelte). secondo me, se loro vogliono vendere Bibby, la nostra offerta non gli dispiacerebbe. Gli unici problemi sono: la volontà del giocatore, che quando si parla di gente del calibro di Bibby conta, e l’esborso economico per la proprietà. Questi fattori noi non siamo in grado di pesarli, ma tecnicamente la trade ci può stare.

501 giorni fa / giuseppe ha scritto:

complimenti, finalmente dati e fatti e non la solita aria fritta di banali ovvietà che ci propina Michele.

501 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Giuseppe magari quelle di Michele più che banali ovvietà, sono le sue opinioni che si possono condividere o meno, ma che meritano comunque rispetto.
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....Gli unici problemi sono: la volontà del giocatore, che quando si parla di gente del calibro di Bibby conta, e l’esborso economico per la proprietà. Questi fattori noi non siamo in grado di pesarli, ma tecnicamente la trade ci può stare. (Sergio)
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Ho già avuto modo di dire in passato che considerando che i Maloof lo cederanno solo ad est, l’offerta che potremo fare noi ai Kings anche senza toccare la 5 (Theo, Green, uno tra West e Rondo e una scelta futura) potrebbe essere di gran lunga la migliore che arriva da est anche perchè se lui vuole andare a Cleveland o Miami, ci si rende conto che loro non hanno nulla da offrire a Sacramento, ne giovani forti, ne contratti vicini alla scadenza.
sul fatto della destinazione gradita o meno al giocatore io credo che conti poco, nel senso che una squadra lo cede ha chi gli da la migliore contropartita, poi se è scontento nella nuova squadra problemi loro, ma io credo che Bibby con PP Big Al e quello che arriva alla 5 ci verrebbe volentieri.
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Tornando al discorso malcontento nei giorni scorsi leggevo delle nuove lamentele di KG a Minnesota, con il proprietario che dimostra chiari segni di insofferenza e diceva in una intervista che se si arrivasse alla rottora la destinazione la sceglie lui e il GM in base alla miglior offerta fregandosene degli umori di KG, e in quel pezzo fecero l’esempio di Atlanta con contropartita la 3 Marvin Williams e Joe Johnson. Della serie se rompi ancora vai a lamentarti ad Atlanta !

501 giorni fa / sergio ha scritto:

complimenti, finalmente dati e fatti e non la solita aria fritta di banali ovvietà che ci propina Michele. (giuseppe)
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Bel post, complimenti a te!!!
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Fortunamente Michele scrive più di te, perchè se tu scrivessi quanto lui dicendo queste cose allora sì che saremmo alla banalità e all’aria fritta.
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Quando non si nulla da dire è meglio tacere; evitando così di offendere gente che regolarmente si confronta e dice civilmente quello che pensa.

501 giorni fa / Michele ha scritto:

Grazie a Sergio e Leonardo, effettivamente i commenti di Giuseppe sono sempre interessanti, completi e pieni di quel buon senso ed esperienza che li fanno ricordare a lungo.

501 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Vi rivolgo un particolare quesito, magari potreste farci anche un pezzo un giorno.
Come si amministra economicamente una franchigia NBA? quali sono le fonti di entrata e di uscita principali?
A quanto ammonta il coinvolgimeto economico dei propietari nella gestione di esercizio? Teoricamente con il tetto salariale e gli scambi che non possano avvenire se non tra giocatori con giocatori nel rispetto dei limiti salariali, il potenziale economico dei propietari dovrebbe contare il giusto, quali sono le principali differenze con la gestione di una squadra fiba?
Ci penso da un po, e siccome voi tutti siete per me la bibbia dell’NBA vi rivolgo tali quesiti.

501 giorni fa / giuseppe ha scritto:

ma si, avete ragione, meglio non fare polemiche. Comunque, e qui la chiudo, non sono io a distribuire patenti di legittimità agli interventi degli altri. Spero che avrete l’onestà di ammetterlo.

501 giorni fa / sergio ha scritto:

In due parole: come in tutte le imprese, il proprietario paga tutto quello che c’è da pagare. Le sue principali fonti di guadagno sono la gestione del palazzetto (di proprietà della franchigia), merchandising e diritti tv (per i quali le franchigie NBA sono consorziate, ma non conosco i criteri redistributivi), promozione del marchio ecc.
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Anche se c’è il cap e gli scambi sono solo tra giocatori le differenze economiche possono esserci (ma sono sicuramente meno marcate che nel basket FIBA o nel calcio), se ti vai a controllare la carta ingaggi delle squadre vedrai che ci sono alcune squadre abbondantemente sopra il cap (tipo Dallas o NY) e altre ben sotto (Charlotte).
.
La principale differenza col basket FIBA, e devo per forza generalizzare per brevità, è che il sistema americano permette a tutte le squadre di investire e potenzialmente spendere molto. Mentre in Europa è un discorso di capitali a disposizione (se non ce l’hai t’attacchi e basta), in America è un discorso di costi/opportunità (è un pò più complesso di così ma per capirci va bene), dove più o meno tutti hanno la possibilità di spendere abbastanza (chi più chi meno ma tutti possono spendere fino al cap e qualcosa in più) e si decide di farlo o non farlo a seconda delle opportunità.
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Tutti possono spendere quello che serve per avere squadre competitive e per pagare i contratti delle loro super-star (ti prego di capire che generalizzo e banalizzo per brevità); poi ci sono i singoli caratteri dei proprietari: quello tirchio, quello spendaccione, quello che non gliene frega niente, ma questo è un altro discorso.

500 giorni fa / giuseppe ha scritto:

io credo che la differenza principale tra lo sport europeo e quello americano tout court è che oltreoceano non esistono Federazioni, cioè enti politico-burocratici che amministrano e gestiscono alcune manifestazioni, ma soltanto Leghe private costituite dagli stessi proprietari delle squadre. In America il Commissario della NBA, Stern, non è eletto “politicamente”, ma è un vero e proprio manager assunto con funzioni dirigenziali dalla Lega stessa. Il tipo di differenze cui faceva riferimento Sergio, secondo me, dipende più che altro dalla diversa mentalità economica che hanno in generale gli americani. A questo proposito vorrei proporre una considerazione: non vi sembra che lo strapotere della Western Division sia una delle tante dimostrazioni che il potere economico negli Usa si sposta costantemente verso la Costa Ovest??

500 giorni fa / giuseppe ha scritto:

western Conference, scusate

500 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

Grazie Sergio, cio che intendevo era più o meno questo.
Per capire, quanto incide in una società come Boston la mole di entrate date da palazzetto, merchandaising, diritti ecc…?
L’idea che mio ero fatto è che bene o male tutte le franchigie NBA partissero da una base di introiti assicurata e che i propietari salvo lo sforamento del cap, non dovessero poi investire ingenti somme a differenza dell’europa dove tutto è in mano alla società.

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Giuseppe penso che lo strapotere della western conference sia dato da particolari coincidenze e non da una struttura economica più solida. riprendendo quanto detto infatti una propietà nba con tutte le limitazioni gestionali del caso può incidere fino ad un certo punto. a ovest sono più forti perchè hanno avuto molte più scelte buone ai vari draft e perchè forse sono anche più capaci negli scambi.

500 giorni fa / Christian ha scritto:

Concordo con Giulio, lo strapotere della Western Conference è dettato solo dalla fortuna al draft, come quest’anno.

500 giorni fa / Leonardo ha scritto:

Non solo fortuna al draft ma dirigenze come Dallas e Phoenix che sono riuscite ad anticipare i tempi su tanre cose, oppure Utah che ha ricostruito in tempi record con un solo passaggio in lotteria (2005 Deron Williams), ma mettendo sonoramente mano al portafoglio vedi rinnovo di Kirilenko e acquisizioni di Boozer e Okur a cifre importanti.

500 giorni fa / giuseppe ha scritto:

ma quale fortuna? scegliere al draft o sul mercato i giocatori giusti per l’allenatore ed il suo modo di giocare; avere le idee chiare sull’identità della squadra, sul gioco, sui giocatori da utilizzare. Se fosse solo questione di soldi e fortuna Dallas e NY, per restare agli esempi di Sergio, sarebbero nella stessa situazione. Quando vedo giocare S.Antonio, Phoenix, Utah o Detroit non mi viene in mente la fortuna che hanno, ma ammiro la loro organizzazione e l’identità decisa e riconoscibile che esprimono queste squadre, aldilà dei risultati che possono essere più o meno brillanti. Quando vedo Boston vedo approssimazione, indecisione e insicurezza e sono convinto che queste caratteristiche dipendano dalla proprietà, dalla dirigenza e dal responsabile tecnico della squadra, non certo dai giocatori, la presenza dei quali si deve comunque alle decisioni prese dai suddetti.

500 giorni fa / Giulio Morelli ha scritto:

la fortuna va saputa sfruttare con le giuste capacità. Se capita una scelta n.5 ad un babbeo la brucia , se capita ad un gm valido la sfrutta, poi un gm in gamba è lo stesso che crea una situazione organizzata. Ma i soldi influiscono solo a completamento di un progetto già avviato e non sempre sono necessari.

500 giorni fa / Lele ha scritto:

Fortuna?
Nel draft conta parecchio, per il resto poco.
Noi ci troviamo in questa situazione sorprattutto per l’incapacita’ di Rivers, Ainge e i loro predecessori.

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