E' tutto vero ! ! ! ! ! [641]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [2447]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [1278]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [605]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [571]

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L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

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Giocava con Paul Pierce al college.

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Il mio personale saluto ad Al Jefferson

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Divertente richiamo a Roma in ottobre.

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Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

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Tutte le istruzioni per l’acquisto.

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2° campionato play-off su ICP

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Le preferenze al draft dei tifosi biancoverdi.

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Ai posteri l’ardua sentenza…

MOCK DRAFT 2007 » [471]

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Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

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Gli scenari post draft e il mercato estate 2007

di Leonardo Ancilli / 17 July 2007

Cerchiamo di analizzare la trade in modo razionale: è ovvio che siamo di fronte a due possibilità, la prima è che Ainge come ha annunciato troverà altri rinforzi sul mercato e allora una valutazione corretta potrà essere data solo allora e quindi ogni giudizio va lasciato in sospeso, la seconda possibilità è quella che i Celtics di inizio ottobre siano questi e per me sarebbe una trade sbagliata perchè ragionevolmente nella migliore delle ipotesi non si andrebbe più in là di un secondo turno di playoff.

Ray Allen

Credo che sia doverosa da parte mia una piccola premessa, ossia che a prescindere dalla valutazione sulla trade, la mia stima per il signor Ray Allen è altissima, giocatore di indiscusso valore, appena inferiore a Pierce ma non di molto, chiaramente ad oggi è in possesso del miglior tiro al mondo, fuori dal campo sarebbe da prendere come esempio di atleta, di uomo e di professionista per tutti. Insomma abbiamo preso un gran giocatore e una gran persona e sono convinto che a differenza di qualcun’altro la causa Celtics l’ha accettata ben volentieri e darà tutto se stesso per essa. Due parole anche sulle sue caviglie che metteno a torto un pò troppo in ansia i tifosi biancoverdi, in pratica ha subito due interventi di “pulitura” e non interventi dovuti alla ricomposizione di fratture o comunque da traumi seri, ha subito lo stesso tipo di intervento di Al Jefferson solo che al posto di speronei ossei aveva piccole parti di cartilagine. Diciamo che gli hanno fatto il “tagliando” in termini automobilistici.

I perchè della trade

E’ chiaro che alla base di questa trade c’erano decisioni già prese come quella di rinunciare a Delonte West visto che era stato inserito in tutti i rumors precedenti, ricordo che Delonte andava rinnovato in estate e forse Ainge non se l’è sentita di rinnovare un ragazzo dal cuore grande come un grattacielo, ma che tende ad infortunarsi spesso, magari piccole cose con cui convive e nulla di serio, ma quando un GM va a mettere nero su bianco un rinnovo il fattore fragilità è tra quelli che più pesano per la decisione. E’ chiaro dhe dal mio punto di vista ci avrei infilato tutti fuori che lui, e magari ai Sonics faceva più comodo una scelta futura e un altro giovane che lui, però credo che alla base ci siano pure valutazioni economiche. poi sul fatto che sia giusto o meno rinunciare a lui se ne può discutere in eterno, e io Delonte me lo sarei tenuto stretto.

Il secondo fattore e forse quello che farà più discutere è la rinumcia alla scelta numero 5, e qui per provare a tirare le somme al meglio forse la miglior cosa da fare è analizzare uno ad uno quelli a cui potenzilamente abbiamo rinunciato:

Jeff Green: francamente a noi serviva poco o nulla, è un atleta di livello ma avrebbe solo giocato da ala piccola finendo per insaturare una pericolosa concorrenza con il suo omonimo Gerald, senza darci peraltro nell’immediato nessun tipo di aiuto concreto.

Yi Jianlian: già mi sta sui “suddetti”. I Bucks lo scelgono senza nemmeno averlo provato e lui fa sapere che non andrà a Milwuakee (ma che GM hanno ai Bucks, almeno due parole con il suo agente nei giorni prima ?). Anche la Cina sta cambiando e ci propina atleti tutti da inventare ma già con la puzza sotto il naso. Preghierina di rito per averlo scanzato.

Corey Brewer: rimpianto numero uno, talento su cui non si discute ma anche qui come Green sul presente si faceva poco upgrade e si scatenava la solita concorrenza con Green (Gerald). Rinuncia comprensibile ma a malincuore.

Brandan Wright: in teoria dovrebbe essere il rimpianto più grande ma a questo punto è sospetto, non ha azzeccato mezzo workout facendo pure il difficile e rifiutando gli 1 Vs 1, non lo abbiamo passato solo noi, ma è scivolato fino alla 8 solo perchè è stato scelto su commissione altrimenti schizzava fuori dalla top10, e adesso viene fuori che alla base della trade tra Bobcats ed i Warriors ci sarebbero i 10M$ di TPE ricevuta da Golden State che sarebbero capitalizzati a breve sul mercato forse in cambio di Gasol. Ripeto a me Brandan piaceva, ma qualcosa che non torna ci deve essere stato per forza, qui non si tratta dell’errore di uno o 2 GM, ma di una ritirata in massa.

Joakim Noah: eccoci al nostro pallino, meritava una chiamata solo per come si è presentato al Madison Square Garden. Scherzi a parte io se ho un rimpianto è lui. E’ un vincente e capita a puntino in una squadra che lo farà vincere.

Spencer Hawes: sul talento non si discute, ma poi abbiamo sempre convenuto che con lui serviva quel lungo di spessore dal mercato che manca anche con Ray Allen.

Tiriamo due somme e i rimpianti sono per Corey Brewer e per Joakim Noah, dunque meglio un Ray Allen oggi o uno dei due Gators domani? A caldo sarei andato per la seconda, ma francamente non riesco a farne una colpa ad Ainge per la prima.

Il secondo giro

Arrivano Gabe Pruitt da USC, e Glen Davis da LSU, ma lasciamo per strada Marcus Williams, Taurean Green, Nick Fazekas, Josh McRoberts, Derrick Byars, Reyshawn Terry. Posso dirlo? Ainge qui non mi ha convinto molto, come play avrei prefeito Taurean Green (forse perchè lo conosco meglio) ma comunque Pruitt aveva molto credito tant’è che nell’ultima settimana aveva fatto diverse capatine nei vari mock a fine primo giro, Glen Davis è un personaggio sicuramente folkloristico, ma attenzione a due cose, si è presentato ai Workout tirato a lucido e di brutto a livello di peso e questo sa giocare a basket e ha ottimi movimenti in post. Purtroppo i cm sono quelli, la verticalità non c’è. Io francamente visto il nulla che abbiamo sotto intorno a Jefferson ad oggi sarei ricorso alla coppia di bianchi Fazekas / McRoberts, il fatto che Ainge non lo abbia fatto lascia buone speranze per qualche operazione di mercato. Comunque sia per Pruitt e Glen Davis si prospetta pure qualche scampagnata in NBDL. La scelta di Glen potrebbe portare al taglio di Leon Powe se si dovesse arrivare ad un roster superiore alle 15 unità.

Linup attuale

La nostra linup ad oggi:

Play : Rondo / Telfair / Pruitt
Guardia : Ray Allen / Tony Allen / Allan Ray
Ala piccola : Paul Pierce / Gerald Green
Ala Grande : Al Jefferson / Ryan Gomes / Brian Scalabrine /Leon Powe
Centro : Kendrick Perkins / Theo Ratliff / Glen Davis

Il mercato: i nomi

Ainge di fatto ha già fatto capire che ci saranno altri inteventi sul mercato, proviamo quindi ad ipotizzare i vari target di marcato.

Partiamo da Philadelphia dove ci potrebbero essere due giocatori su cui puntare, il primo è Andre Miller (9,3M$ scadenza 2009), playmaker di assoluta affidabilità da anni ai vertici delle classifiche degli assist, utile per sistemare la cabina di regia, il secondo è Samuel Delambert (9,6M$ scadenza 2011), centro, verticalista e stoppatore, buon difensore ma anche titolare di un pluriennale da brividi in ottica luxury tax.

Chucky Atkins (Free agent) potrebbe essere una buona soluzione da affiancare a Rondo, è già stato a Boston in era Ainge e costerebbe relativamente poco. Giocatore di sicuro affidamento, tiro da tre affidabile, è reduce da un ottima stagione a Memphis.

Il sogno proibito potrebbe essere Jamal Magloire (Free Agent), centro con spiccate doti difensive e a rimbalzo, reduce da una stagione in ombra a Portland. Per lui Boston potrebbe offrire un pluriennale partendo dalla MLE, ma questo tipo di contratto potrebbero ofrrirglielo anche tutte le altre franchigie quindi è possibile che preferisca altre destinazioni, anche se forse Boston è una delle poche che potrebbe garantirgli il posto in quintetto base.

Da tempo a Denver si vocifera di una possibile cessione di Marcus Camby (8M$ scadenza 2010) per alleggerire il cap ed evitare la luxury tax, per arrivare a lui attraverso il contratto di Theo Ratliff probabilmente ci sarebbe da aggiungere qualche giovane, e prendersi in carico almeno un contratto su 4M$ (Najera?) per far quadrare i conti. Chiaramente un Marcus Camby in salute per Boston sarebbe un lusso 5 stelle.

Tornando al mercato dei Free Agent un giocatre da tenere senza dubbio in considerazione potrebbe essere PJ Brown, nonostante la non più tenerissima età nell’ultimo anno a Chicago ha dimostrato un’integrità fisica degna di un ventenne e di avere ancora qualcosa da dare al basket.

Per il capitolo “play di riserva” da più parti viene suggerito il nome del “Celtics mancato” Sarunas Jasikevicius (4M$ scadenza 2008), che ha deciso di giocarsi ancora un anno le sue chance in NBA esercitando l’opzione a suo favore per l’ultimo anno di contratto, ma difficilmente rimarrà a Golden State con cui una trattativa potrebbe essere possibile.

Tornando al capitolo play un sogno forse nemmeno troppo irrealizzabile potrebbe essere lo scontento Mike Bibby (13,5M$ scadenza 2009), che farebbe carte false per lasciare Sacramento, chissà se mettendo sulla bilancia Ratliff, Green, Telfair e scelte future a volontà che forse la cosa non vada in porto, in fin dei conti è lecito dubitare che i Kings ricevano da altre parti offerte migliori.

Se invece fosse prioritario sistemare il pacchetto lunghi sempre a Sacramente si potrebbe chiedere Brad Miller (10,5 M$ scadenza 2010), magari non il difensore che ci serve, in calo dopo una stagione non eclatante ma pur sempre un lungo degno di rispetto.

Ma la trade forse più realistica per far la chiusura del cerchio potrebbe essere messa insieme con Atlanta che avendo scelto al draft un centro e un play (Horford e Law IV) potrebbero aver interesse a liberarsi del duo Speedy Claxton (6,3M$ scadenza 2010) e Lorenzen Wright (3M$ scadenza 2008). Claxton potrebbe essere proprio quel play di spessore ed esperienza adatto a coprire le spalle a Rondo e ai suo mali di gioventù, mentre Lorenzen Wright sarebbe un ottimo lungo da rotazione esperto a sufficienza oltre che più che disreto difensore, perfetto da affiancare al duo Perkins / Jefferson per lo spot di centro.

Paul Pierce

Se c’è un personaggio che nel mio immaginario ha visto le sue quotazioni in ribasso è Paul Pierce. Sempre nel mio immaginario un Franchise Player pensa a prendersi sulle spalle tutti in campo e non a fare pretattiche in sede di draft, attraverso la bocca del suo agente, soprattutto se tale Franchise Player dal primo luglio diventa uno dei primi 5 giocatori più pagati dell’NBA ma non essendo di sicuro uno dei primi cinque giocatori in senso assoluto.
Insomma c’erano soldi a sufficienza per andarsene in vacanza nel posto più esclusivo del pianeta, per tenere a freno la bocca del suo agente e per guardarsi il draft in tutta tranquillità, d’altronde se il buon Paul Pierce un anno fa ha accettato un rinnovo quadriennale con i Celtics con molte meno garanzie tecniche di quelle date dal roster di metà giugno più la numero 5, non si capisce la necessità di mandare in subbuglio il tifo Celtics con minacce come quelle lette su Yahoo nei giorni precedenti al draft, che a questo punto possiamo dirlo con certezza hanno avuto un peso specifico importante nella gestione della notte del draft.
Tutto ciò per dire che se fino ad oggi io a Paul avevo perdonato tutto o quasi quando era palesemente in torto, da ora in poi sarò esigente, da lui dal momento che è stato accontentato in tutto PRETENDO che si prenda sulle spalle i Celtics e li porti ad uno dei primi 3-4 record ad est, vincendo l’Atlantic Division e sfoderando una stagione da primi due quintetti NBA, nulla di più nulla di meno di quello per cui viene profumatamente pagato. Il tempo delle scuse dei “se” e dei “ma” è palesemente finito per tutti, lui compreso.

Il responso solo dal campo

Per noi tifosi la prossima stagione avrà un bel pregio ossia ci dovremo limitare a trarre le nostre conclusioni solo ed esclusivamente per quello che dirà il campo. Non dovremo più stare a scervellarci a fare i conti sui salari, a parlare in termini di futura flessibilità salariale, ad aspettare con speranza i giovani facendo passare i risultati del presente in secondo piano, non dovremo più stare con il fiato sospeso per le future mosse di mercato, o peggio ancora iniziare a pensare al draft il 20 di novembre. Questi Celtics andranno valutati solo per quello che daranno in campo, per la colonna delle “W” e delle “L”, e quest’anno non ci saranno scuse per nessuno, ne per Rivers che avrà a disposizione un roster di talento e sufficientemente smaliziato, ne per Paul Pierce che come detto sopra è stato accontentato su tutta la linea, ne per i giocatori più giovani che si ritroveranno accanto giocatori di talento assoluto, e non potranno essere una scusa neppure eventuali infortuni perchè se per il secondo anno di fila ci fosse problemi di ripetuti problemi fisici, forse a monte ci sarebbero scelte sbagliate in quanto ad integrità dei giocatori stessi. Il campo giudice assoluto di tutto, il miglior scenario per il tifoso biancoverde!

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