E' tutto vero ! ! ! ! ! [805]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

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Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [1328]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [1124]

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Il capitano "ci crede"

di Leonardo Ancilli / 1 August 2006

Mi sono preso la responsabilità di essere il leader di una squadra estremamente giovane. Devi dimostrare pazienza e io di pazienza ne ho avuta parecchia perchè sono certo che abbiamo una base di talento sufficiente per diventare nel lungo periodo, davvero una buona squadra

Con queste parole, che sono solo una parte dell’intervista / articolo a Paul Pierce sull’ultimo numero della Rivista Ufficiale NBA, il nostro capitano fa chiarezza sul motivo che lo ha portato a legarsi ai Celtics praticamente a vita, lasciandosi una o due stagioni a fine carriera per andare eventualmente a giocarsi il titolo altrove con un ruolo marginale e al minimo salariale, giusto per non dire di smettere senza anelli, ma è evidente che Pierce per i suoi sogni di gloria punta tutto o quasi sui Celtics di Danny Ainge.

Ma d’altronde chi poteva avere dubbi dopo l’orgoglio con cui esibì la maglia verde / nero dei Celtics allo Staples Center dopo la vittoria in casa Lakers ?

Però se andiamo appena un po’ indietro nel tempo Pierce, non più di un paio di anni fa sembrava un giocatore che come tanti sul bello della sua carriera si inceppa non riuscendo più poi ad uscirne. La prima stagione della gestione Ainge fu per lui travagliata, con la squadra in pieno smantellamento, un brutto cambio di coach, e lui alle prese con un brutto infortunio alla mano che si portò dietro per tutta la stagione. L’anno seguente il rapporto con il neo coach Doc Rivers sembrava non decollare mai, qualche episodio da dimenticare, come la lite con la panchina dei Cavs in preseason e la brutta espulsione nei playoff in gara6 contro i Pacers, lo portarono ad un passo dall’inferno di Portland, la franchigia meno gradita a tutti i players NBA, con i Blazers che offrivano su un piatto d’argento ai Celtics la possibilità di scegliere Chris Paul e di scaricare due giorni dopo i 12M$ del contratto di Van Exel in scadenza immediata.

Invece Pierce è ancora qui, e non è un caso, nell’ultima stagione quando Ainge ha deciso di puntare tutto su giovani emergenti come Green e Jefferson, rinunciando a veterani come Walker e Payton, il neo capitano Pierce è stato chiamato a dare il meglio di sè. E la risposta è stata la migliore che ci potessimo aspettare, cifre da record e un impatto positivo su tutti i giovani che lo vedono come un autentico Guru, cosa che traspare chiaramente dalle parole di Kendrick Perkins:

Si prende carico dei nostri errori e ci consiglia, avrebbe vinto un anello se non fosse stato per noi, è per questo che lo apprezzo così tanto”.

E così Paul Pierce in 12 mesi è passato da quello che per alcuni senza Walker sarebbe stato solo un “leader mancato” ad autentico uomo spogliatoio, quasi un papà per i tanti giovani di cui chiaramente ha una stima smisurata, come ad esempio per il suo protetto Gerald Green di cui però spesso evita di tessere le lodì, e lo invita a lavorare duro affermando:

Per lui ora ogni estate è fondamentale per migliorare. Deve far attenzione a evitare le trappole in cui cadono molti giovani che credono di essere arrivati e smettono di lavorare sul proprio gioco. Speriamo di trovarlo migliorato quando comincerà il campionato”.

Insomma si è calato perfettamente nel ruolo di guida per i giovani ammettendo “Io stesso ho avuto compagni più esperti in passato che mi hanno mostrato come fare: Antoine Walker, Gary Payton … Oggi il più vecchio in squadra sono io: sto solo facendo il mio dovere

Ma la stima del capitano è comunque allargata a tutto il gruppo, infatti afferma:

Questi ragazzi stanno ancora migliorando e spero continuino a lavorare. Non devono mai smettere di studiare il loro gioco: hanno il potenziale per essere tutti degli All Star. Io cerco soltanto di fargli vedere cosa ci vuole per diventarlo

In effetti il quintetto Telfair-Rondo-Green-Jefferson-Perkins, più che un supporting cast di una stella NBA, potrebbe essere benissimo il quinetto di All American dell’NCAA della passata o della prossima stagione.

E la frase sopraccitata non può passare inosservata, e forse sta proprio in quel hanno il potenziale per essere tutti degli All Star il vero motivo per cui Pierce ha deciso di rimanere Celtic a vita o quasi, perchè ha visto chiaramente la possibilità che nella sua futura permanenza a Boston quelli che oggi sono solo delle grandi promesse, possano essere il vero tramite tra lui e il tanto atteso 17° Banner appeso al tetto del Garden di Boston.

803 giorni fa / Christian ha scritto:

Pierce ha deciso di rimanere a Boston per tutta la parte più importante della sua carriera cestistica e di questo bisogna dargliele molto atto.
Certo è che se vedeva in Ainge il GM che non può dargli una buona squadra se ne sarebbe già andato.

802 giorni fa / Legend ha scritto:

Mi piace l’editoriale di Leo, anche se sembra non considerare i 59 milioni di buoni motivi che hanno spinto Pierce a restare a Boston….
Certo, la maglia, la ricostruzione, il ruolo di capitano sono tutte cose che hanno avuto un peso importante.

802 giorni fa / diego ha scritto:

Antoine….mi leggi?
Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

802 giorni fa / Stefano Papa ha scritto:

Bravo Capitano!! Ottimi consigli per i giovani e se sgarrano, palate negli spogliatoi…

802 giorni fa / simone ha scritto:

e se avesse rinunciato a parte del suo stipendio per portare a Boston ….......Da kidd

802 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

X Legend :

Onestamente i soldi sono importanti, ma credo che poteva otenerli magari in più anni altrove, alla fine però pierce si è dimostrato molto più “Celtics Dentro”, di qualcuno che lo ha sbandierato per anni, salvo poi fare il voltafaccia alla prima occasione.

Mi auguro che la maglia numero 34 dopo di lui salga verso il cielo del Garden comunque vada, anche se non dovesse arrivare l’agoniato 17° titolo con lui in campo.

Per me è uno dei prim 10 al mondo, anche se l’NBA in maniera vergognosa nella passata stagione non lo ha incluso nei primi tre quintetti della stagione.

802 giorni fa / Legend ha scritto:

Io non credo potesse ottenerli altrove. Walker è la dimostrazione che, se lasci una franchigia in cui sei protagonista, poi non è facile essere protagonista da altre parti, e non parlo solo di Dallas e Miami, ma anche di Atlanta. Molto meglio essere il primo violino in una squadra (per ora) mediocre, e se ti pagano profumatamente, tanto meglio. Però nessuno discute l’amore di Pierce per la maglia, anche se non bisogna dimenticare quel paio di vocine basse basse che non più tardi di una quindicina di mesi fa dicevano che volesse andarsene. Tanto di cappello all’amore per il trifoglio di P Square, ma dovrà dimostrarmi sul campo che è un amore intenso come quello di Russell e Bird.

802 giorni fa / Max Giordan ha scritto:

Potrebbe anche essere rimasto perchè nessuno poteva pagarlo di più...

:fischia:

802 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

Io intendevo che Pierce potesso più o meno ottenere i soliti soldi altrove, chiaramente non in una squadra di vertice perchè nell’NBA odierna nessuna squadra da titolo ha lo spazio di manovra salariale per potersi permettere un FA al massimo dello stipendio.

Detto questo secondo me chi lo velava c’era eccome, ma probabilmente erano squadre dal presente incerto e dal futuro offuscato.

Almeno a Boston adesso dopo tre anni di gestione Ainge c’è totale chiarezza sui programmi.

802 giorni fa / Michele ha scritto:

Premessa, sono un grande estimatore del capitano, giocatore molto completo e uomo impegnato anche nel sociale.
Però non è facile per un Pierce cambiare squadra, troppe variabili da considerare e poche alternative certamente migliori.
Se avesse voluto vincere subito, dove sarebbe potuto andare? Miami, Detroit, Spurs, PHX? Non credo abbiano lo spazio salariale sufficiente.
Le squadre rampanti: Bulls, Cavs, Clips? Sono ancora un gradino indietro, magari con Pierce possono fare il salto, ma non è così certo e poi anche loro hanno problemi di equilibri tecnico/salariali.
Allora meglio rifirmare a Boston, soldi giusti, ambiente più sereno rispetto a dodici mesi fa e nel quale nel giro di un anno verranno prese decisioni importanti e, soprattutto, possibilità di giocarsi gli ultimi due anni di carriera alla ricerca di un anello in altra franchigia.
Tutto perfetto per lui? Magari il tarlo di provare il mercato dei FA gli rimarrà, così come il pensiero di Walker con l’anello.
Per Boston una firma molto importante, che dice a tutta la lega che il capitano crede nel progetto e che la società crede nel capitano.
Un giusto epilogo per una grande stagione di Paul, che, ricordiamocelo, solo dodici mesi fa era sul piede di partenza, sfiduciato e pieno di interrogativi dopo la brutta serata di Indianapolis e l’eliminazione nella settima con i Pacers.
Il capitano è poi tornato, più forte che mai, maturato e migliorato.
Forza capitano!

802 giorni fa / Legend ha scritto:

Potrebbe anche essere rimasto perchè nessuno poteva pagarlo di più... :fischia: (Max)

Che era quello che dicevo io senza fischiare. Ma, caro Max, come nella realtà niente è bianco o nero, ma di varie gradazioni di grigio, così, pur discutendo la visione di Leo eccessivamente idilliaca, non sono d’accordo con un eventuale “è rimasto solo per i soldi”. Pierce ha in più occasioni mostrato un attaccamento ai Celtics superiore a quello di molti altri, da Dee Brown (lo cito perchè fu il primo capitano a chiedere di essere ceduto) ad Antoine Walker.

802 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

Più che idilliaca credo sia una visione pragmatica ossia uno di quei casi dove 1+1 fa 2 e non 1 e mezzo o 2 e amezzo.

Se Pierce non credeva in questo progetto ad un anno dalla fine del contratto forza lo scambio e mette Ainge con le spalle al muro costringendolo a cederlo per non perderlo per niente l’anno seguente. Così facendo Pierce però non poteva ssolutamente finire in squadre da titolo che non avrebbero avuto contropartite all’altezza, ma poteva finire in squadre che con lui in più potevano fare un bel salto di qualità e mi riferisco a Denver e Chicago su tutte che lo hanno cercato a lungo.

Se ne facciamo un problema di soldi 60 M$ in tre anni glieli poteva dare solo Boston, però una cifra simile o superiore spalmata su 4-5 anni se la sarebbero potuta permettere diverse squadre anche di medio alto livello, quindi magari poteva trovare un compromesso con Ainge facendosi cedere ad una determinata squadra che magari offriva ai Celtics, qualche giovane o qualche scelta insieme a contratti in scadenza (ad esempio Memphis che poteva offrire Eddie Jones in scadenza).

Invece è ancora qua, ma io dopo che Ainge non lo aveva ceduto a Portland lo scorso giugno 2005 non ho mai avuto dubbi.

Il progetto di Ainge è forse qualcosa di totalmente innovativo, ossia costruire una squadra da titolo partendo dal talento giovane ma senza privarsi del proprio franchise player attuale, Ainge ha messo in cantiere un possibile All Star in diversi ruoli,Ttelfair non più di una anno fa era considerato un dei 5 play più futuribili della lega, su Green e Jefferson le aspettative sono alte, poi ci sono altri giovani destinati a ruoli secondari ma non per questo meno importanti come chimica di squadra e parlo di West Perkins Gomes Allen e del neo arrivato Rondo.

Alla fine credo che PP abbia capito che il Progetto Celtics vale, e che forse era meglio giocarsi tutto su un progetto valido, anzichè andare a prendere i soliti soldi in qualcosa di meno definito, anche se più avnti come sviluppo, perchè alla fine conta vincere il titolo, e non giocare finali di conference a ripetizione senza vincere nulla, cosa che magari la Denver attuale con lui gli avrebbe potuto garantire ad esempio.

802 giorni fa / valerio ha scritto:

ao ma si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto? pierce secondo me è rimasto per amore e rispetto di una squadrta che ha dato tanto anche a lui ed è rimasto per lavorare ad un proggetto molto interessante, onore a lui…FORZA CAPITANO

802 giorni fa / Legend ha scritto:

Valerio, se leggi bene sia l’articolo di Leo che la mia risposta, ti accorgerai che non opinavo l’amore di Pierce verso i Celtics. Ma pensare che sia stato solo quello a tenerlo a Boston, secondo me è come cercare di autoconvincersi che esiste Babbo Natale. Che poi sia contento che rimanga un Celtic, beh, Leo è il primo che può confermare che io ho sempre amato P Square (come giocatore, ben s’intende) e che non ho MAI creduto che Ainge l’avrebbe scambiato, nemmeno quando i rumor erano assordanti.

802 giorni fa / Max Giordan ha scritto:

Comunque fischiavo, cioè un po’ scherzavo: credo che anch’io che avrebbe anche potuto chiedere di essere ceduto, e se avesse piantato un bel casino alla fine lo avrebbero anche accontentato.

Ma non l’ha fatto, quindi di sicuro crede nel team.

Inoltre sono straconvinto che dietro i 3 playmaker che sono arrivati questa estate ci sia il suo zampino: non mi sembra che abbia mai fatto mistero del fatto che serviva un vero play ai Celtics, non una guardia che si arrabattava a portare avanti la palla…

801 giorni fa / Christian ha scritto:

In effetti Pierce lo avrvs detto, ed Ainge lo ha accontentato. A questo punto se Pierce non firmava era proprio da sparargli, ed invece è stato coerente.

800 giorni fa / Nomar ha scritto:

...totale chiarezza sui programmi dopo 3 anni di Ainge ?? ne riparliamo alla prossima trade. da apota nn prono alle alchimie di Danny nostro, suggerisco silenziosamente che PP, e nn altri, è la cosa migliore degli ultimi anni di Celtics, stop.

800 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

Ainge più chiaro di così direi non poteva essere, ossia ricostruisco sui giovani, e mi tengo il franchise player. poi si può essere d’accordo o meno sul discorso di partenza e magari qualcuno giustamente dice che era il caso di rinforzare il roster 2002-03, però quando guardo il roster di partenza di Ainge e quello di oggi, a livello di talento siamo su due universi distinti. in tutti i siti specializzati ci attribuiscono solo una mancanza ossia esperienza, e per quella purtroppo non c’è medicina che il tempo.

800 giorni fa / Legend ha scritto:

Eh, torniamo alla solita nenia: rafforzare il roster 2003? A parte Walker, quand’è che vincevamo un titolo con Eric Williams, Tony Battie (67 partite giocate a causa di problemi al ginocchio), J.R. Bremer (64) e Tony Delk (67)? Lo prendevamo solo se ce lo portava Babbo Natale, il titolo. Ainge ha ricostruito. Può aver sbagliato qualcosa, ma la filosofia è quella giusta: ripeto, la squadra 2003 ha vinto solo 44 partite ed è stata “sweeppata”dai Nets al secondo turno. E per ricostruire chi scambiavi? Ricordiamo che grazie a Wallace, non avevamo nemmeno la prima scelta, quell’anno….. dopo possiamo criticare tutto e tutti, ma se “perdiamo dei pezzi” di quanto accadeva allora, i nostri giudizi diventano scentrati.

800 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

Opinione mia e risaputa è che il roster 2003 era logoro e finito, per di più dopo la magata di portarsi Baker e il suo Albatros in casa non c’era nemmeno spazio per rinforzarsi.

Quindi giusta la scelta di ricustruire attraverso i giovani e giù il cappello nell’essere riusciti a farlo tenendo Pierce.

799 giorni fa / Giancarlo ha scritto:

Mah!
Pierce e un nugolo di giovani non bastano ci vuole almeno un altro “grande” per far funzionare la baracca.

799 giorni fa / Legend ha scritto:

Vero, Giancarlo. Ma il “grande” dev’essere “grande”, nel senso che dev’essere in grado di giocarsela con tutti, anche nelle Finali. Walker per due volte consecutive si fece mettere la museruola da Kenyon, che poi questo grandissimo non era…....

799 giorni fa / Leonardo Ancilli ha scritto:

Non basterebbe nemmeno fosse un grande in generale ma dovrebbe essre un lungo, quindi la cosa si fa ancora più complicata, perchè ce ne sono pochi e quasi tutti incedibili, Garnett alla fine è super blindato a Minnesota, lo stesso Jermaine ad Indiana.

Pareva possibile l’arrivo di Iverson ma mi pare che la richiesta iniziale fosse fuori portata (Jefferson + Green + Wally).

E’ chiaro che il “grande” a meno di sviluppi inattesi dobbiamo costruircelo in casa, perchè dopo aver scaricato due “mattoni” come LaFrentz e Blount, non è di certo il caso di andare a impelagarsi con altri lunghi sovrappagi come Martin e Randolph ad esempio.

779 giorni fa / carmine canino ha scritto:

Mi inserisco nella discussione, sottolineando anzitutto i complimenti al vostro sito.
Sarò contro-corrente, ma non vedo nessun giovane, in casa, che possa esser alter-ego di PP. Rimango di un’idea: darei via PP per arrivare a un player dominante (includenendo qualche buon giovane); mollerei prima possibile Doc; saluterei infine Ainge (occorre valutare dai risultati: firmereste, prima dell’avvento di Danny, per quelli ottenuti ? Io sinceramente no. Magari può andar bene come supporto di un executive più bravo). Saluti

779 giorni fa / Michele ha scritto:

Facile scrivere dalla propria poltrona “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”.
Diamo via un giocatore All Star nel suo prime per chi?chi sarebbe disponibile garantendo lo stesso rendimento del capitano?
Poi coach e GM sono come il sesso degli angeli, ne potremmo discutere all’infinito, ma l’unica sicurezza è che nessun GM è esente da errori in una gestione così complessa.
Per il coach credo che quest’anno sia quello definitivo: se Rivers dimostra che il gruppo cresce senza più l’alibi della gioventù che scusa tutto, bene, altrimenti dopo tre anni penso che si potranno prendere altre strade.

611 giorni fa / nonnaclorinda ha scritto:

si vede che il capitano ama la maglia,ovvero la squadra di cui è capitano

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