E' tutto vero ! ! ! ! ! [521]

di Leonardo Ancilli

Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

SL Dallas Vs Boston 91 - 70 » [658]

Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.

SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76 » [431]

Terza vittoria su quattro gare per i Celtics. Ancora in evidenza “Big Baby” Davis e Leon Powe entrambi ad un soffio dalla doppia doppia.

SL 2007 Boston-Cina 80-52 » [53]

I cinesi sono tenuti a punteggio da Promozione italiana e si fa notare un Leon Powe che si propone prepotentemente come giocatore di primo piano per la squadra a novembre.

Celtics Raptors @ Roma 06/10/2007 [21]

Il calendario della preseason » [9]

Doppio scontro con Nets e Knicks

Reggie Miller in biancoverde ? » [24]

L’estate delle sorprese sembra non aver fine.

I Celtics firmano Scot Pollard » [64]

Giocava con Paul Pierce al college.

Pubblicato il calendario 2007-08 » [8]

Si parte con i Wizard, si chiude con i Nets

Due firme dopo Garnett » [22]

Firmati House e Manuel

In bocca al lupo Big Al » [13]

Il mio personale saluto ad Al Jefferson

Vacanze Romane 2007 » [19]

Divertente richiamo a Roma in ottobre.

Raduno romano 2007: le foto » [13]

Le foto della colonna romana di ICP

Gli scenari post draft e il mercato estate 2007 » [389]

Il dopo draft in casa Celtics

Raduno "Romano" di ICP » [41]

Solamente una cena non ufficiale per conoscerci

Scambi NBA estate 2007 » [25]

Tutti gli scambi estivi

Istruzioni per l'acquisto del biglietti per la gara di Roma del 6 ottobre » [75]

Tutte le istruzioni per l’acquisto.

Campionato playoff 2007 » [262]

2° campionato play-off su ICP

SONDAGGIO : Chi scegliereste alla pick #5 ? » [55]

Le preferenze al draft dei tifosi biancoverdi.

Ma Jefferson è un C oppure una PF? » [17]

Ai posteri l’ardua sentenza…

MOCK DRAFT 2007 » [471]

Il mock draft ufficiale di playitusa.com

SONDAGGIO: quale gioco per i Celtics? » [24]

Gioco lento, gioco veloce o gioco misto?

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SL Dallas Vs Boston 91 - 70

di Leonardo Ancilli / 15 July 2007

Lasciamo perdere per un attimo il risultato e l’andamento della gara con i Celtics mai in partita, e concentriamoci sulle cifre di un singolo : 19 punti 14 rimbalzi e 6 stoppate in 32 minuti di campo. Viene da LSU ma non è ovviamente Shaq che a Las Vegas alla Summer Leugue non ci va neppure a vederla, ma ovviamente è il nostro Glen Davis. La sensazione avuta vedendo in diretta la gara è che non fosse possibile contenerlo (soprattutto a rimbalzo) per tutti i suoi avversari, prima di tutti per quel Nick Fazekas da me più volte reclamato come mancata chiamata con le due seconde scelte e letteralmente annullato dal nostro “Big Baby”.

Davis ha dimostrato una “fame agonistica” e una voglia di dimostrare al mondo che lui qualche posizione in più al draft la meritava, da tenere assolutamente in considerazione per la stagione regolare, perché quando un giocatore con la sua tecnica va in campo e da tutto se stesso di solito qualcosa di buono lo fa sempre.

E’ altresì ovvio che se a fronte di una prestazione individuale così eclatante il risultato finale ci dice comunque -21, il resto della squadra ha dato veramente poco alla causa, a partire da quel Gerald Green che in teoria doveva essere il nostro pezzo da 90 e che ancora una volta invece è incappato in una serata al tiro da cestinare in tutta fretta (4-14), ma dando soprattutto la brutta sensazione di sentirsi un po superiore al contesto, di voler sempre strafare, di provare cose impossibili, salvo che poi i risultati sul campo dicano il contrario, insomma un po di umiltà in più non avrebbe fatto male.

In doppia cifra ci va anche Allan Ray, che probabilmente ha giocato la sua ultima partita in maglia bianco verde, partita comunque giocata male con percentuale al tiro accettabile, ma poca presenza sul campo, e tanta troppa confusione con la palla in mano quando è impossibilitato a tirare. Ancora assente Rajon Rondo riciclato per l’occasione come telecronista, in cabina di regia ancora Gabe Pruitt questa volta con numeri modesti, ma con qualche spiraglio di lucidità in situazioni statiche.

Serata nettamente in ombra per Leon Powe che completava il quintetto base, ma che è stato comunque poco utilizzato. Scarso apporto dalla panchina, con il neo acquisto Brendon Wallace in decisa serata no.

Dallas avanti sin dai primi giochi, e Celtics sempre in affanno soprattutto nel contenere le continue transizioni in campo aperto dei Mavs che sovente andavano fino alla schiacciata a centro area.

Appuntamento a mercoledì mattina per il riassunto di quanto accaduto a Las Vegas e per le pagelle della Summer League.

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SL Boston Vs Milwuakee 84 - 76

di Leonardo Ancilli / 14 July 2007

Ancora una vittoria per gli “Young” Celtics a Las Vegas. Questa volta di fornte c’erano i Milwuakee Bucks squadra abbastanza anonima i cui due volti più noti sono l’ex UNS David Noel e l’ex MVP del campionato italiano Lynn Green.

Per Boston rimane ai box Rajon Rondo, e Gabe Pruitt lo rimpiazza in quintetto, affiancandosi a Allan Ray, Gerald Green Leon powe e Glen Davis.

Partita molto equilibrata decisa da un’ottimo sprint finale dei Celtics che con un parziale di 9-2 fanno loro la gara.

Tutto il quintetto base va in doppia cifra tranne Gerald Green che incappa in una giornata al tiro ai limiti del disastroso con un pessimo 3/12 in soli 18 minuti.

Gabe Pruitt partendo in quintetto e con un minutaggio più corposo rispetto alle altre gare mette in bella evidenza la sua mano dolce con un 6-9 che alla fine gli frutta 14 punti.

14 punti anche per Allan Ray, ma con le solite percentuali deficitarie (5/14). In grande spolvero ancora una volta la coppia di lunghi titolari sia Leon Powe che Glen Davis si fermano ad un solo rimbalzo dalla doppia doppia peraltro dimostrando una buona lucidità nel finale con scelte semplici ma redditizie.

Davis con un eccellente 6-8 si ferma a 16 punti, aggiungendoci anche tre assiti. Per Powe 11 punti frutto di molti viaggi in lunetta ma con una percentuale rivedibile 5-10.

Dalla panchina pochi sussulti se non per la prestazione di Brendon Wallace che si affianca a Powe e Davis a 9 rimbalzi aggiungendoci 6 punti frutto di un immacolato 3-3 dal campo (ma c’è anche un preoccupante 0-4 dalla lunetta). Da segnalare anche l’esordio del “blogger” Sergio Sanchez che chiude con il classico trilione.

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SL 2007 Boston-Cina 80-52

di Christian Spazian / 12 July 2007

Dopo la delundente prova contro San Antonio i Celtics si riscattano ampliamente battendo la rappresentativa cinese con ben 28 punti di scarto.

I cinesi partono subito bene con un 7 a 2 che potrebbe spezzare le gambe ai giovani biancoverdi, ma gli 8 punti iniziali dei Celtics sono di un Rajon Rondo particolarmente ispirato e riporta il punteggio in equilibrio. Per il probabile play titolare ci saranno altri 4 punti nel resto della gara, ma i suoi canestri iniziali sono stati fondamentali per non perdere contatto dai cinesi.

Dopo un primo quarto concluso senza interessanti annotazioni, nel secondo i Celtics scavano il solco decisivo lasciando ai cinesi la miseria di 8 punti e chiudendo in pratica in quel momento la contesa.

Il merito di questo vantaggio, oltre alla difesa Celtics ed un aiuto da parte dei cinesi coi loro errori grossolani, è da attribuire all’intera squadra, visto che i punteggi sono stati abbastanza distribuiti tra tutti i suoi componenti, ma non si può non notare che a metà gara l’unico dei Celtics in doppia cifra sia stato Leon Powe, il quale distribuisce in modo equo lungo tutto l’arco della partita i suoi 23 punti e 12 rimbalzi totali, di cui ben 8 in attacco. D’altronde la sua superba prova è data anche dalla percentuale dal campo strepitosa: 7 tiri a segno su 9 conclusioni tentate.

Da rilevare anche la doppia doppia di Glen Davis, anche se meno eclatante di quella di Powe, ed, in negativo, le prove ancora una volta incolori di Ray e Pruitt. Green infine continua a sparacchiare male.

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SL Boston vs San Antonio 53-61

di Christian Spazian / 9 July 2007

Se i Celtics non avessero vinto contro gli Spurs durante la scorsa stagione si potrebbe pensare che ci sia una vera maledizione contro la franchigia degli speroni, invece è soltanto Summer League e può anche succedere che, dopo essere stati in vantaggio per quasi tutta la partita, i giovani Celtics si facciano sorprendere dai pari età dei texani.

Le percentuali scandalose da entrambe le squadre e conseguente punteggio entremamente basso fanno capire che non è stata una buona partita e le segnalazioni di buone prestazioni di giocatori in verde non sono facili. Si potrebbe per esempio far notare la buona partenza di Glen Davis, con una quasi doppia doppia finale (12 punti e 9 rimbalzi), ma nella seconda parte della gara “sporca” le sue statistiche con errori al tiro che lo portano ad un deludente 2 su 8.

Di contro Rajon Rondo parte male con 0 punti nella prima frazione di gioco, ma poi riesce a superare la doppia cifra condita da 5 rimbalzi, però la voce più importante, gli assist, è quasi vuota, con solo 1 passaggio che abbia prodotto canestri.

Il neo-firmato Brandon Wallace, ala tuttofare, si fa notare sotto le plance (5 rimbalzi), ma a bottino di segnature è abbastanza scarso (4 punti).

A parte un Green che continua a sparacchiare come suo solito c’è poco altro da dire. Vedremo se la prossima partita ci darà più spunti.

Potete consultare il box-score cliccando qui

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SL Portland Vs Boston 66 -74

di Leonardo Ancilli / 7 July 2007

C’era grande curiosità per il debutto a Las Vegas della prima scelta assoluta del draft Greg Oden, che un destino beffardo ha messo contro i Celtics che lo avevano sognato a lungo durante tutto l’ultimo inverno.

In verità il debutto di Oden è tutt’alro che indimenticabile e gli unici due numeri che spiccano dal boxscore sono i 10 falli commessi e le 4 palle perse.

Quintetto base per i Celtics con Rajon Rondo, Allan Ray, Gerald Green, Leon Powe e Glen Davis.

I giovani Celtics prendono decisamente in mano il comando delle operazioni da subito e a fine terzo periodo sono sul +23. Nell’ultimo periodo inizia poi la rimonta dei Blazers che chiudono a -8. Per Portland clamorosa prestazione del secondo anno LaMarcus Aldridge autore di 26 punti e 11 rimbalzi.

Per i nostri Celtics MVP senza ombra di dubbio Leon Powe autore di 19 punti e 9 rimbalzi . In grande spolvero anche Gerald Green autore di 14 punti in soli 19 minuti.

Anche Allan Ray va in doppia cifra con 11 punti frutto di un non edificante 3/10, a cui aggiunge però ben 6 rimbalzi. In ombra Rajon Rondo autore di soli 6 punti e con un solo assist.

C’era molta attesa per le due seconde scelte, Glen Davis e Gabe Pruitt ed entrambi non hanno entusiasmato Davis si fa notare a rimbalzo con 6 carambole ma in attacco la sua proverbiale mano dolce si fa desiderare (0/5), e anche lui come Oden vede nella casella dei falli quella più ricca. Gabe Pruitt chiude con 7 punti ma zero assist in 17 minuti.

BOXSCORE

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Boston - Detroit 89-91

di Sergio Decristofaro / 18 April 2007

Recap

E’ finita!! La stagione è finita con un ultima partita abbastanza superflua. West si aggiunge agli infortunati, pur essendo in tuta, perchè infortunato, riducendo la nostra rotazione possibile a 8 uomini. La sharada dei Pistons è puntualmente arrivata con Billups, Hamilton e Webber in borghese e Prince e Wallace che giocano solo il primo quarto. Novità in quintetto: parte Allan Ray, con Rondo, Gomes Al e Perk. i nostri giocano in scioltezza con Rondo ancora sugli scudi: 19 pt. 9 assist e 6 recuperi, è anche autore dei liberi del del pareggio prima del canestro decisivo di “Flip” Murray.
Partita senza troppo agonismo, che i Celtics guidano (senza peraltro mai scappare) per due quarti, poi nel terzo i Piston vanno sopra, contro-sorpasso dei celtics nel quarto periodo, ma nel finale i canestri di Ronald “Flip” Murray ci battono. Niente di grave comunque.
Solita doppia-doppia di Al (17+15), che si trova davanti una front-line atipica dei Pistons (compreso Amir Johnson che piazza il career-high in punti e rimbalzi), ma le doppie-doppie di Al ormai fanno notizia quando non arrivano. Dopo la partita Jefferson dichiara che l’unica cosa positiva del fatto che la stagione sia finita è che si avvicina il training camp, per il quale lui sta già facendo il conto alla rovescia. Bella dichiarazione.
Per il resto arrivano 18 punti da Ray (che se si tratta di tirare e segnare è sempre presente) e 19 da Gomes. Sottotono Perkins e Green che chiude con un orrido 2-10 al tiro. Che dire di più... è finita, scienziati del draft e della macumba venite avanti perchè è arrivato il momento della tanto temuta Off-season.
. FINE

Preview

Eccoci (finalmente) giunti all’ultimo atto della stagione 2006-2007. Stagione controversa, per dare un giudizio sulla quale dovremmo attendere, visto che ci portiamo in dote tanta amarezza e un discreto numero di palline al draft (in realtà poi non sono palline, sono combinazioni di 4 cifre che si formano con l’estrazione di 4 palline, ma questi sono dettagli).

L’ultima fatica stagionale ci contrappone a Detroit; probabile la sharada dei Pistoni in vista dei PO, quindi difficile presentare questa partita in qualunque modo. Nelle ultime uscite, i Celtics senza pressione (senza Pierce), giovani e a briglia sciolta non mi sono dispiaciuti, credo che stasera potremmo anche vincere, per uscire dalla stagione con qualche sensazione positiva sul campo, non solo di draft. Il reinserimento di Jefferson mi è piaciuto e ci ha anche permesso di battere Miami ( cabala e sharada sarebbero da sostituire al termine partita anche in questo caso), ora lo vedremo contro una difesa dei Bad boy 2.0, anche se stasera temo che non saranno tanto Bad.

Per il resto non so, vedremo, vedremo cosa succede a draft, vivremo un’estate “calda” e soffriremo di astinenza fino a Novembre prossimo. Questo è il destino di chi non può godersi l’ultima parte di stagione e usa le varie summer league, e la preseason come “metadone” (per noi però ci sarà una bella iniezione endovena a Roma a Ottobre!!!).

Cari i miei Celtics-dipendenti, godetevi stasera, perchè è l’ultima; e non venitemi a dire che anche questi Celtics, quelli che hanno battuto il record di sconfitte consecutive, che giocano al rovescio, che tenkano, non vi tengono lì incollati davanti allo schermo come Junkies in attesa della dose quotidiana. Speriamo solo che l’anno prossimo la qualità della droga sia migliore e ci siano meno bad trip...

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Miami Vs Boston 89 - 91

di Sergio Decristofaro / 16 April 2007

Recap

“Turnaround hook” di Jefferson allo scadere, che ci consegna il +2 e la vittoria sugli Heat in Aprile. Detta così sembrerebbe una vittoria nei PO, peccato che la metà di aprile sia quella sbagliata(la prima, quando si gioca ancora la RS) e che la partita non valga molto. Peccato davvero anche perchè è stata una bella vittoria, con tutti (o quasi) i ragazzi in evidenza.
Cominciamo subito col sottolineare che gli Heat hanno scherzato, e questo non lo dico per sminuire i nostri, ma solo per dovere di cronaca. Mourning e Haslem non giocano in vista dei PO, e tutto il quintetto gioca tra i 23-25 minuti; basti dire che gente come Quinn, Barron (!?) e Doleac gioca più o come Shaq e Wade, tutto va soppesato quando si giudica una partita.
Heat a parte i Celtics giocano bene, Rondo non conosce la modalità “giocare con le marce” (e forse è un bene), va a “cannone” per tutta la stagione e all’interno della stessa partita; il suo bottino finale è 17 pt. 8 ass., 6 rimba, 5 falli, e lo scalpo di Posey (accidentalmente infortunato a polso e spalla sinistra dopo uno scontro del tutto fortuito con lui). Rondo è una scarica di adrenalina costante, un active player in tutti i sensi. Sarebbe stato bello vederlo contro il suo role model Gary Payton, ma credo che The Glove gli avrebbe menato tutta la partita per non sfigurare. Pellerossa.
Ottima anche la prova del suo “compagno di merende” Delonte West, che ne mette 28+4+4, ma soprattutto mette tutti i canestri importanti (a parte l’ultimo), come le due bombe quando gli Heat cercan o la fuga (2quarto) e quando cercano di tornare sotto (fine 3). vice-Pierce.
Jefferson, a parte il gancio fuori equilibrio che ci fa vincere, tira 9-13 dal campo, ne mette 20, prende i soliti 13 rimbalzi, senza Haslem e Mourning banchetta nell’area degli Heat. Questo ragazzo ormai richiede un’attenzione particolare dalle difese perchè quando questo non avviene il nostro “spacca” letteralmente la partita. Fenomeno.
Io stesso avevo promosso una mozione per Green in quintetto in queste due partite, il texano volante però delude. La realtà è che questo ragazzo non ha ancora la confidenza necessaria per giocare a pallacanestro, subisce chiaramente le sue percentuali al tiro; la sera che gli entrano i primi tre tiri va su di giri e ne mette 20 in 20 minuti, la sera che fa 0 su 2 o 2 falli prima di aver segnato diventa abulico e tanti saluti. Mali di gioventù? Sicuramente, però io credo che ci sia di più, è proprio un atteggiamento del ragazzo e non so quanto lo si potrà correggere; io credevo che fosse un fatto di conoscenza delgioco e di esperienza invece ho paura che sia una questione di mentalità, e quella fai più fatica a correggerla (pensate a un Rondo, che di mali di gioventù ne tanti, ma ha una mentalità completamente diversa). Giovane Oden… o pardon… Holden.

Preview

Partita omaggio, partita di fine anno. Gli Heat, con Wade tornato dopo l’infortunio, cercano le sensazioni giuste per i PO, ma hanno poco da chiedere al loro seeding. I Celtics… i Celtics giocano per crescere, per finire la stagione e in funzione di un futuro, si spera, migliore.

Personalmente ho apprezzato molto la presenza di Jefferson contro i Magic, non ha senso non far giocare un ragazzo giovane, e con la penultima posizione (e conseguenti palline) ormai al sicuro possiamo giocarcela e vedere che succede.
Difficile prevedere chi giocherà, assenti sicuri gli infortunati “STORICI” e Pierce, per il resto spero che Big Al giochi e sollevo una mozione per Green in quintetto per queste ultime due partite. Vediamo che succede.

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Orlando vs Boston 88-86

di Christian Spazian / 15 April 2007

Recap

La partita inizia subito con una sorpresa: Al Jefferson è in campo contro tutte le previsioni, e quindi c’è qualche possibilità di vittoria per Boston.

Orlando parte subito forte con un 7 a 2 che però ha vita breve, infatti i Celtics recuperano senza problemi ed il resto del quarto è un testa a testa tra le due squadre. In questa frazione di gioco si fanno subito notare Jefferson e Rajon Rondo, che segna 7 dei suoi 16 punti nei primi 12 minuti di gioco. Alla fine per lui ci sono anche 3 rimbalzi e 4 assist. Non la sua migliore partita in biancoverde, ma comunque più che accettabile.

Il secondo quarto ha una doppia faccia: mentre nella prima parte la partita era sostanzialmente in parità, nella seconda parte Orlando allunga portandosi ad 8 punti a metà gara. In questo quarto nessuno si distingue in modo significativo.

Alla ripresa delle ostilità Orlando allunga decisamente e progressivamente e si porta a +19 alla fine del terzo quarto. In questa deludente frazione di gioco Si distinguono ancora Jefferson e Delonte West, che segna 9 dei suoi 19 punti totali. Anche per lui poco nelle altre cifre statistiche, con 4 rimbalzi ed altrettanti assist.

L’ultimo quarto vede i Celtics decisamente in rimonta, effettuata grazie soprattutto ai soliti West ed Jefferson, che segna anche i 4 punti che portano i Celtics ad 1 solo punto di svantaggio, poi un libero di Howard ed una stoppata dubbia da dietro di Turkoglu su West decretano la sconfitta dei Celtics.

Il migliore in campo per Boston è stato decisamente Al Jefferson, con 28 e 6 rimbalzi, ma soprattutto 14 su 20 dal campo, segno che spreca pochi palloni.

A parte Perkins che cattura 8 rimbalzi, poco o nulla viene dai giocatori Celtics non citati.

Preview

Gli Orlando Magic devono assolutamente vincere per acquisire il diritto di partecipare ai play-off, i Boston Celtics non cambieranno la loro classifica, qualunque risultato ottengano.

Basterebbe solo questo per spiegare cosa potremo trovarci di fronte: Orlando impegnatissima a vincere la partita, Boston svogliata. Ma sarà veramente così?

Io non credo che si possa ridurre il tutto in una previsione così scontata. Poi alla fine può anche essere che vincano i Magic, ma la squadra della Florida non è nè fortissima, nè costante, passata da momenti molto buoni ad altrettanti molto scarsi.

Inoltre i Celtics manderanno in campo certamente giocatori che, a condizioni normali, sarebbero da panchina per quasi tutti i 48 minuti della gara, ma sono anche molto motivati a far vedere cosa possono fare per meritarsi più considerazione l’anno prossimo. Ovviamente parlo dei vari Telfair, Powe, Ray e Pinkney.

Inoltre c’è un Gerald Green che sta giocando divinamente, segna 20 punti senza troppi problemi e continua a crescere (d’altronde noi non ci aspettavamo nulla di meno, ma un conto è aspettarselo, un conto è farlo veramente).

Le ultime notizie sugli infortuni danno i Magic con nessun giocatore infortunato, i Celtics ne hanno ben 7. Speriamo che la cosa si possa riequilibrare l’anno prossimo.

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Boston - Milwaukee 102-104

di Giampaolo Scaglione / 13 April 2007

Recap

C’erano quasi tutti, ieri sera al (TD Banknorth) Garden, i ragazzi del 1957: cinquant’anni fa, iniziava infatti la leggenda di Russell, Heinsohn, Cousy, Sharman, e il pubblico di Boston li ha applauditi come se fossero ancora protagonisti sulla scena.

È stata l’unica nota interessante di una partita dal copione già scritto: Milwaukee vince con due punti di scarto e consegna ai Celtics il penultimo posto nella graduatoria generale della Lega. Mancano ancora due gare, del tutto superflue se non ai fini delle statistiche. A brillare, qualche giovanotto di belle speranze: Gerald Green e Delonte West da una parte (senza dimenticare Leon Powe, autore di 18 punti e 8 rimbalzi in 24 minuti), Gadzuric e Bell dall’altra. Ovvio anche che in fase difensiva le due squadre non siano all’altezza neppure della loro discutibile fama: i Green concedono agli avversari il 75% dal campo nel primo quarto, che si traduce in un bel 31-25 alla fine della frazione. Va un po’ meglio nel resto della gara, ma il senso non cambia. A 12 secondi dalla fine, i Bucks sono avanti di 2 punti ma Telfair ha l’occasione di scoccare il tiro dalla vittoria dietro l’arco dei tre punti: si potrebbe chiedere al diretto interessato che cosa sarebbe accaduto se la palla fosse andata dentro, ma, ad ogni buon conto, questo non accade e Boston rimedia la sconfitta numero 56 della serie. Non è un bel risultato, ma dopo la Lotteria questa opinione potrebbe subire rilevanti modifiche. Rimane il ricordo di una bella serata, per gli eroi del 1957: West ammette che anche a lui piacerebbe, in futuro, ricevere tali onori a fine carriera e anche oltre. Campa cavallo, o meglio: sogna, ragazzo sogna.

Preview

La stagione di Paul Pierce è finita: il ruolino di marcia del numero 34 si è chiuso con 47 ‘presenze’ a roster, 46 delle quali da starter; 25 punti, 5.9 rimbalzi e 4.1 assist in media a partita. Non male, davvero, in un’annata dai troppi infortuni, piccoli e grandi.

I Bucks non hanno molto da chiedere alla partita di stasera: occupano i terz’ultimo posto della graduatoria generale della Lega e sono anche loro in corsa per avere una scelta alta dalla Lotteria. La franchigia del Wisconsin ha collezionato quattro sconfitte nelle ultime quattro gare, e la loro ultima vittoria risale al 4 aprile scorso: l’hanno ottenuta contro i Celtics, schierando una formazione tutt’altro che irresistibile, dato che erano assenti Redd, Williams e Bogut, forse per compensare le defezioni di Pierce, Jefferson e Szczerbiak in casa biancoverde. Rispetto a dieci giorni fa, i Green hanno perso anche West: Milwaukee dovrebbe essere leggermente favorita per la W, stasera. Ci saranno minuti per tutti e il dovuto spazio per gli esperimenti tattici, se i due head-coach ne hanno qualcuno in carniere. Nell’intervallo della partita, al (TD Banknorth) Garden sarà celebrata la squadra che ha conquistato il primo titolo Nba per i Boston Celtics: molto probabilmente, sarà il momento più interessante dell’intera partita. Continua La Lettura Lascia Un Commento [19]

Boston Vs Philadelphia 94 - 102

di Giampaolo Scaglione / 11 April 2007

Recap

Tre soli giocatori in panchina, Pierce-Jefferson-West indisponibili: con queste premesse, i Celtics raccolgono contro i Sixers la sconfitta numero 55 della stagione, che vale appunto il penultimo posto nella graduatoria generale della Lega e, a quattro partite dalla fine della regular season, buone speranze in prospettiva della Lotteria che attribuirà l’ordine delle scelte al Draft 2007.

Finisce 102-94 per Philadelphia, che in virtù del successo al (TD Banknorth) Garden tengono vivo il sogno di approdare in post-season.

Ryan Gomes, autore di 26 punti, ha ammesso che “Boston non sta andando da nessuna parte: in compenso, stiamo imparando ad essere una squadra, a giocare insieme, non pensando alle gare vinte e a quelle perse perché l’argomento non ci riguarda”, mentre Doc Rivers ha ironizzato (buon segno, almeno per lui) sull’esiguità del roster a sua disposizione dicendo che “i Celtics hanno organizzato un provino per domani alle dieci e mezza”. Intervenite numerosi.

La lettura dei parziali rivela un sostanziale predominio di Boston fino all’intervallo: i padroni di casa vanno al riposo sul +11, poi subiscono la rimonta di Philadelphia, trascinata da Andre Miller e Joe Smith, i due giocatori che sono arrivati da Denver ai 76ers nel trade che ha portato Allen Iverson in Colorado.

Gerald Green mette a referto 22 punti, mentre Perkins acchiappa 11 rimbalzi (ma il computo complessivo dice 34-27 a favore di Philadelphia: come sarebbe finita con Jefferson in campo? The answer, my friend(s), is blowing in the wind: la stagione è praticamente finita, il risultato è stato raggiunto: adesso, c’è solo da aspettare la lista degli eleggibili e l’ordine di scelta al Draft.

Tra non molto, insomma, la storia dei Celtics potrebbe nuovamente imboccare la strada maestra.

Quella della vittoria.

PREVIEW

Quando stasera la sirena del quarto periodo suonerà a segnare la fine di Philadelphia-Boston, salvo supplementari, mancheranno solo quattro match al termine della regular season dei Celtics.

Per i Green, sembrava che il traguardo non dovesse arrivare mai e, invece, la fine del tunnel non è lontana. Non è stata, in assoluto, la peggiore stagione della franchigia del Massachusetts: ma è certo che è stata una delle più contraddittorie.

Per questo motivo, Sixers-Celtics rischia di non essere una partita valida solo per le statistiche: ci sarà Paul Pierce, ed è sicuro che il numero 34 non scenderà in campo solo per onor di firma, anche perché la rivalità con i 76ers va comunque onorata; non si dimentichi che Gerald Green sta gradualmente conquistando minuti e considerazione da parte dello staff tecnico biancoverde.

Non si sa se e quanto gli uomini di Doc Rivers tengano a vincere il match: i C’s sono saldamente ancorati al penultimo posto della graduatoria generale Nba, con 23 partite vinte e 54 perse.

Sotto di loro, gli ormai ‘irraggiungibili’ Grizzlies (19W-60L), mentre sopra ci sono i Milwaukee Bucks, con 26 vittorie e 51 sconfitte.

Al momento, a Boston sono sufficienti altre due sconfitte per mettersi al riparo da sgradevoli sorprese in prospettiva della Lotteria che attribuirà l’ordine delle scelte al Draft 2007.

Philadelphia ha un record di 32 vinte e 45 perse che rende praticamente inutili le prossime partite: sulla stagione della squadra diretta da Maurice Cheeks pesa l’addio di Allen Iverson, uno che i play-off li farà con i Nuggets e pensa già al probabile scontro con gli Spurs di sua maestà Duncan. In cima ai pensieri di Danny Ainge non vi sono le partite che rimangono nel calendario: c’è anche la questione-Rivers da risolvere. Il tecnico vuole un’estensione del proprio contratto, che scade tra dodici mesi, e per l’ex numero 44 dei Celtics non dev’essere facile giustificare un investimento (non solo finanziario) su un allenatore che a Boston ha deluso tutti, almeno parzialmente.

Difficile parlare di Sixers-Celtics come di una partita qualunque, quindi. Non lascerà traccia nella storia della pallacanestro pro americana, ma non è priva di un suo fascino.

Gente che ha già la valigia pronta per altra destinazione, gente che è sicura di rimanere, sorprese che non è difficile e al tempo stesso impossibile immaginare: il match di stasera è una specie di crocevia di destini, come spesso accade nelle partite di fine stagione.

Non è il Philadelphia-Boston che valeva una stagione, quello di Bird e Dr.J: ma andate a spiegarlo ai tifosi del (TD Banknorth) Garden, che sognano un Oden o un Durant.

Tra i ricordi e il presente non c’è partita, purtroppo.
Dentro o fuori dal parquet, non c’è differenza.

Continua La Lettura Lascia Un Commento [39]